Le nuove Linee Guida sulla Legge 40

Dopo una attesa di quasi 9 mesi (ricorda qualcosa?) il Ministero della Salute emana le nuove Linee Guida. I commenti oscillano tra entusiasmi affrettati e condanne pregiudiziali. Cosa cambia davvero con il nuovo testo?
In sintesi si potrebbe dire che si apre uno angusto spiraglio (peraltro controverso) ma che permangono i principali problemi sollevati dalla Legge 40 (permanenza inevitabile, anche considerando che la Legge non potrebbe essere modificata da un testo meramente applicativo quali le Linee Guida).

Nel sito del Ministero sono elencate le principali novità:

1. la possibilità di ricorrere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) viene estesa anche alla coppia in cui l’uomo sia portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili, e in particolare del virus HIV e di quelli delle epatiti B e C, riconoscendo che tali condizioni siano assimilabili ai casi di infertilità per i quali è concesso il ricorso alla PMA. In questi casi c’è infatti un elevato rischio di infezione per la madre e il feto conseguente a rapporti sessuali non protetti con il partner sieropositivo. Un rischio che, di fatto, preclude la possibilità di avere un figlio a queste coppie;
2. l’indicazione che ogni centro per la PMA debba assicurare la presenza di un adeguato sostegno psicologico alla coppia, predisponendo la possibilità di una consulenza da parte di uno psicologo adeguatamente formato nel settore;
3. l’eliminazione dei commi delle precedenti linee guida che limitavano la possibilità di indagine a quella di tipo osservazionale e ciò a seguito delle recenti sentenze di diversi tribunali e in particolare di quella del TAR Lazio dell’ottobre 2007. Questa sentenza come è noto ha infatti annullato le linee guida precedenti proprio in questa parte, ritenendo tale limite non coerente con quanto disposto dalla legge 40.
(Il corsivo è mio; qui i testi del 2004 e del 2008 a confronto).

Si ribadisce quanto affermato dalla sentenza del Tar del Lazio nel passato gennaio: è possibile effettuare la diagnosi genetica di preimpianto. Non comparendo un divieto esplicito nella Legge 40, ma solo nella precedente versione delle Linee Guida, è lecito richiedere l’esame che permette di riscontrare patologie genetiche nell’embrione prima dell’impianto. Ma rimane in piedi il requisito necessario per l’accesso alle tecniche: la certificazione di infertilità o sterilità che, come stabilito dal nuovo testo, subisce un lieve ampliamento includendo le persone colpite da malattie virali.
Cade infatti l’impossibilità di accedere alle tecniche per tutte le persone con malattie virali: ed è senza dubbio una buona notizia, anche se potrebbe essere discutibile la motivazione.
Nel testo delle nuove Linee Guida infatti si legge: “essendo l’uomo portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili per infezioni da HIV, HBV od HCV – l’elevato rischio di infezione per la madre o per il feto costituisce di fatto, in termini obiettivi, una causa ostativa della procreazione, imponendo l’adozione di precauzioni che si traducono, necessariamente, in una condizione di infecondità, da farsi rientrare tra i casi di infertilità maschile severa da causa accertata e certificata da atto medico, di cui all’articolo 4, comma 1 della legge n. 40 del 2004” (p. 7).
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Romanziere o esperto di cosmologia?

Valerio Evangelisti, noto storico e scrittore di romanzi che coinvolgono vari elementi, fantastici fantascientifici, gotici, storici ecc, ha rilasciato una intervista che può essere interamente letta qui.

Nell’intervista dopo aver illustrato come il suo personaggio, l’inquisitore Eymerich, vede l’Universo, Evangelisti si lancia in una critica del modello cosmologico del Big Bang. Concentriamo l’attenzione su questo argomento: lo scrittore dichiara che “Una teoria oggi largamente accettata, come quella del Big Bang, non solo non è verificabile, ma è contraddetta da tutte le osservazioni disponibili. Viene tenuta in vita con motivazioni che molto hanno di teologico: il bisogno sempre vivo di individuare un Primum Mobile”.

Per capire l’infondatezza delle affermazioni di Evangelisti rivediamo brevemente il concetto di modello. Come tutti i modelli fisici, il Big Bang si basa su osservazioni, misure, evidenze sperimentali (è la stessa cosa ma detta in modi diversi) che devono essere spiegate e descritte matematicamente. Il modello deve quindi fare previsioni che verranno poi verificate sperimentalmente.

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Orango usa lancia per pescare

Orango tenta di pescare con l’ausilio di una lancia

Un orango maschio è stato fotografato, appeso in equilibrio precario su un albero in riva al fiume, nell’atto di tirare fendenti nell’acqua con un’asta. Tentava disperatamente di infilzare i pesci di passaggio.

E’ la prima volta che un orango è stato avvistato nell’atto di usare un utensile per cacciare. Questa immagine straordinaria, un’esclusiva mondiale, è stata scattata sull’isola di Kaja, nel Borneo. Questo luogo viene comunemente scelto per rimettere in libertà alcune scimmie precedentemente prigioniere in zoo, case private o, a volte, negozi di macellai.

“Orang hutan” significa “uomo della foresta” in una delle lingue principali dell’Indonesia; ed in effetti i nostri cugini dalle braccia lunghe mostrano una notevole capacità di emulare i nostri comportamenti.

Questo individuo aveva visto gli abitanti del luogo usare delle lance per pescare sul fiume Gohong.

Sebbene il metodo in questione richiedesse troppa abilità per lui, in seguito è riuscito ad infilzare con successo alcuni pesci già intrappolati nelle reti di pescatori.

Questa immagine fa parte di una serie che appare in un recente libro, The Thinkers of the Jungle [i pensatori della giungla], che contiene anche la prima fotografia mai scattata di un orango nell’atto di nuotare.

Articolo tradotto dal Daily Mail.

Ricerca scientifica volante

Forse non lo sapete ancora ma per salvare l’Alitalia il governo prendera’ soldi da un fondo pubblico creato per finanziare la ricerca (legge 46 del 1982).

300 milioni di euro rubati da un fondo per la ricerca scientifica. 300 milioni. Questo costera’ ai contribuenti italiani e ai centri di ricerca che si vedranno diminuiti ancor di piu’ i soldi per il loro sostentamento.

Gioite quindi giovani ricercatori: l’aereo che prenderete per scappare all’estero ve lo ha pagato la Ricerca Italiana.

P.S.

Be’ almeno facessero viaggiare noi ricercatori gratis con l’Alitalia.

Fabristol

Il caso INRAN

Venerdì 25 Aprile, sulla rivista Espansione, sarà pubblicato un articolo sulla storia della sperimentazione sul mais Bt svolta dall’INRAN, dalla quale si desume la superiorità del mais Bt rispetto a quello convenzionale.

L’articolo è firmato da Piero Morandini, ricercatore all’Università di Milano. Insomma da un addetto ai lavori, non da un ideologo.

Così si svelerà finalmente l’arcano sulle fumonisine e il mais tradizionale.

Alla faccia di chi ha censurato per tanto tempo la ricerca.

Pubblicheremo il PDF dell’articolo quanto prima su questi pixel.

UPDATE Ecco come promesso il file PDF dell’articolo (qui)

Fine del mondo rinviata a data da destinarsi

Qualche giorno fa, la storia che ha guadagnato molta visibilità sui media italiani (qui la sensazionalistica versione del Corriere) ed esteri è stata quella di un 13enne tedesco, Nico Marquardt, che avrebbe corretto i calcoli della NASA per quanto riguarda le probabilità di impatto con la Terra dell’asteroide Apophis.

Il quale, secondo le misure e previsioni preparate sotto il Near Earth Object Program della NASA, raggiungerà la sua massima vicinanza alla Terra il 13 Aprile 2036, con una probabilità di impatto di 2.2*10-5, ovvero 1 su 45000 passaggi. Vista la minuscola probabilità d’impatto, si ritiene che l’evento non debba suscitare alcuna preoccupazione.

Tuttavia, secondo il lavoro di Marquardt la vera probabilità d’impatto sarebbe 1 su 450: molto più preoccupante visto che l’energia liberata dalla caduta dell’asteroide causerebbe una catastrofe immane. Come ha fatto il nostro giovane ricercatore ad arrivare ad un risultato di due ordini di grandezza diverso da quello della NASA?

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Sfiorata la tragedia nei cieli?

C’e’ sempre un buon motivo per creare allarmismo tra i media. L’ultimo e’ la diffusione di questo video che troviamo sul Corriere.it. Ma anche su Tgcom.

Il video in questione viene titolato cosi’: “Due aerei USA centrati da fulmini. Sfiorata la tragedia in Maryland e Virginia.”

Ebbene dove sta la bufala?

L’imbroglio e l’esagerazione vera e propria stanno nel fatto che il fenomeno degli aerei colpiti dai fulmini e’ normale ed abbastanza comune ed e’ assolutamente sicuro.

La fusoliera dell’aereo infatti si comporta come una gabbia di Faraday. Cioe’ un oggetto che permette di rimanere isolati dalle cariche elettriche esterne, non importa quanto intense siano.

Lo stesso principio ci permette di essere salvi durante un temporale se stiamo dentro la macchina. Se un fulmine dovesse colpire la macchina le cariche verranno forzate a scorrere all’esterno e poi verranno scaricate dai pneumatici verso la terra.

Le compagnie aeree e i piloti conoscono benissimo questo fenomeno (in media lo stesso aereo viene colpito almeno una volta all’anno) e nella vita di qualcuno di voi probabilmente sara’ capitato anche di essere colpiti durante un volo ma senza conseguenze. A volte non ci si accorge nemmeno.

Ad onor del vero nella storia dell’aviazione degli ultimi 50 anni esiste un solo incidente certo attribuibile ad un fulmine: nel 1962 un Boeing 707 in USA precipito’ perche’ il fulmine colpi’ e innesco’ un incendio. La notizia l’ho trovata qui. Da quel momento negli aerei moderni tutta la strumentazione di bordo e’ schermata e deve passare rigorosi test.

Ma capite bene che se un aereo viene colpito in media una volta all’anno e nei cieli del mondo ci sono circa 273.000 apparecchi, in media 273.000 fulmini colpiscono altrettanti velivoli senza alcuna conseguenza.

E infine la giornalista ci rassicura che non ci sono passeggeri feriti nei due casi. E infatti sarebbe impossibile rimanere feriti da un fulmine perche’ si e’ completamente schermati all’interno. L’unico modo per contare feriti nei giornali sarebbe la caduta del velivolo: in quel caso pero’ si parlerebbe piu’ di vittime che di feriti.

Fabristol

Velenitaly: una grottesca adulterazione. Di notizie

Scheletro che beve vino

Paolo Tessadri, giornalista de L’Espresso e autore dell’inchiesta-scandalo “Velenitaly”, scrive che «Nelle botti sequestrate finora sono state individuate tracce di concimi, sostanze cancerogene, acqua, zucchero, acido muriatico e solo un quinto di mosto».

Più avanti scrive che i test condotti nel laboratorio di Conegliano Veneto «forniscono lo stesso verdetto choc: in quel liquido di uva ce n’è circa un quinto, il minimo indispensabile per dare un po’ di sapore. I test sono concordi: tra il 20 e il 40 per cento, non di più. E il resto? Acqua, concimi, fertilizzanti, zucchero, acidi. Sì, acidi: usati per mimetizzare lo zucchero vietato per legge. L’acido cloridrico e l’acido solforico vengono utilizzati per ‘rompere’ la molecola dello zucchero proibito (il saccarosio) e trasformarlo in glucosio e fruttosio, legali e normalmente presenti nell’uva».

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Dalla scomposizione delle cellule l’energia nucleare

“Enrico Fermi, creatore della possibilita’ di creare dalla scomposizione delle cellule l’energia nucleare.”

E poi ci si chiede perche’ l’Italia sia cosi’ indietro nella ricerca scientifica e i ricercatori se ne vadano all’estero.

Dov’e’ la ricerca nella campagna elettorale?

Professoressa, in Italia ci sono 60000 ricercatori universitari con contratti temporanei! Questo non e’ un ‘fenomeno marginale’: noi facciamo il 50% della forza lavoro universitaria.”

Questo e’ uno dei paragrafi iniziali di una lettera pubblicata su Science lo scorso 21 Marzo da un gruppo di 776 ricercatori indirizzata al senatore Rita Levi-Montalcini. Non sappiamo quanta eco mediatica abbia avuto questa lettera, ma questo disperato grido d’aiuto del mondo della ricerca verso il mondo politico, forse avrebbe meritato un po’ di attenzione in questa lunga campagna per le elezioni.

Campagna per le elezioni in cui nessun partecipante (soprattutto tra i big) si e’ interessato al mondo della ricerca, al denaro per la ricerca, alla liberta’ di ricerca, e come in questo caso a chi la ricerca la manda avanti e fa lo schiavo dietro un bancone.

“We work at least as much as long-term employees but we do not have the same rights. In Italy there are only a few open competitions, and, even worse, they often look like farces: The name of the winner is known even before the call for expression of interest is issued! Meritocracy in Italy is an empty word seldom translated into reality. Fast university careers are only for the chosen ones or the descendants of families traditionally connected with the university. Everybody knows that it takes good opportunities to improve one’s skills, but opportunities are not for everyone according to their merits. And the situation is even worse for women.

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