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Fight against ignorance

Gli ultimi anni per la divulgazione scientifica e la ricerca in Italia sono stati disastrosi. Gli ultimi sondaggi e statistiche fotografano una realtà italiana dove affianco ad una istruzione scientifica mediocre si registra un deficit di cultura scientifica nei media decisamente inadeguati per le sfide del terzo millennio. Progetto Galileo è nato come reazione a tutto questo ma ora ha bisogno di essere rivoluzionato.

Abbiamo bisogno di persone entusiaste, sveglie e che sappiano scovare notizie interessanti o bufale, sia all’interno dei media generalisti che di quelli scientifici, all’interno dei quali spesso si annidano personaggi che pur di apparire sulla stampa o su pubblicazioni non esitano ad esagerare o assecondare il mondo politico. Abbiamo anche bisogno di qualche volontario che possa aiutarci nella costruzione ed organizzazione di un blog aggregatore di siti e blogs scientifici per connettere tutte le forze del web su un unico portale. Abbiamo per la testa anche l’idea di un progetto a breve termine sulle celebrazioni dei 200 anni dalla nascita di Darwin per l’inizio del 2009. Progetto Galileo è aperto a tutti di qualsiasi appartenenza politica o religiosa, l’importante è che si abbia una buona conoscenza scientifica e tanto buon senso.

Qui ci si prefigge una battaglia culturale e un punto d’incontro dove parlare, scambiarsi opinioni, idee e commenti sia tra ricercatori che tra non addetti ai lavori. Scriveteci su progettogalileo[at]gmail.com

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Progetto Galileo compie un mese

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Un mese fa incominciavamo questo piccolo progetto.

Ad essere sinceri non pensavamo di destare così tanto entusiasmo e curiosità. Guardando alle statistiche del blog siamo rimasti piacevolmente colpiti dall’interesse che abbiamo suscitato.

In un mese 25.000 accessi, 80 link diretti ai nostri articoli, un numero imprecisato di link (forse oltre 50) al nostro blog su siti, blogs e forum, 40 post sui più svariati argomenti, 580 commenti.

Vogliamo ringraziare tutti quelli che ci hanno supportato, che ci hanno dato entusiasmo e voglia di andare avanti, e pure quelli che hanno mosso critiche al nostro progetto. Ma soprattutto vogliamo ringraziare la Carlucci, non solo per le belle ore passate a ridere davanti al PC, ma per averci dato la possibilità di capire a fondo come procede la ricerca scientifica e la meritocrazia in Italia, e per averci spinto a contattare un premio Nobel.

Grazie ancora a tutti.

 

Progetto Galileo

 

Una lezione per tutti

Non sappiamo se le avventure della Carlucci nel mondo della Fisica delle particelle siano finite oppure no. Vedremo nei prossimi giorni che succedera’ e PG vi terra’ informati.

Al di la’ delle valutazioni che ognuno di noi puo’ fare sulla vicenda, di valore politico, culturale o scientifico, credo che il caso Maiani-Carlucci debba servire di lezione per tutti e per il futuro in Italia.

Come abbiamo piu’ volte evidenziato in questo blog e nei nostri blog privati da anni, la scienza non e’ un argomento da bar di cui ognuno puo’ avere opinioni personali.

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Alvaro De Rujula smentisce la Carlucci

derujula200.jpgIl caso Carlucci-Maiani sta crescendo negli ultimi giorni. Ne avevamo parlato qui e qui. E un riassunto esaustivo può essere trovato anche qui.

L’On. Gabriella Carlucci non demorde dalle sue accuse e continua imperterrita la sua battaglia contro il prof. Maiani. E non è bastato che Glashow abbia scritto per ben due volte delle lettere di smentite e che altri colleghi abbiano preso le difese del nuovo Presidente del CNR.

Ora arriva anche la smentita di un altro scienziato del CERN tirato in causa dalla Carlucci nel suo ultimo post del suo blog.

Alvaro De Rujula, fisico teorico del CERN di Ginevra, che ha lavorato con Maiani e Glashow, ha addirittura scritto direttamente un suo commento nel blog della Carlucci.

Non potendo verificare se il commento fosse vero, Progetto Galileo ha contattato direttamente il professor De Rujula. De Rujula ci ha risposto molto gentilmente confermando che quel commento era autentico e ci ha concesso di postarlo sul nostro sito come sua presa di posizione ufficiale sull’accaduto.

Qui di seguito le parole di De Rujula tratte dal blog della Carlucci:

 

 

Gentile onorevole Carlucci,

Vedo che all’inizio del documento-crisi.zip, che lei allega, c’e’ una mia e-mail del 2002.

È vero che scrissi quella e-mail, che non ricordavo, a tutto il personale scientifico e tecnico del CERN, compresso Maiani.

Dato che era una mail scritta agli addetti ai lavori su un problema che allora era a conoscenza di tutti, a sei anni di distanza può risultare di interpretazione non univoca, specialmente per coloro che non hanno ben presente i problemi che il CERN aveva nel 2002.
Mando quindi questa lettera allo scopo di chiarire la mia posizione.
Visto che mi trovo forzato a entrare in questa polemica, prendo l’occasione nei tre ultimi paragrafi per fare un tentativo di andare al fondo della questione.

LA MIA LETTERA IN UN E-MAIL, NEL 2002

Al mio avviso, la lettera può essere interpretata in un solo modo.
Era una difesa del mantenimento di un certo livello di ricerca, al di là della costruzione di acceleratori, che è solo un aspetto delle attività istituzionali del CERN.

Il fatto che la lettera non era ad-personam (cioè, che non era una critica a Maiani come direttore) risulta evidente dal contenuto della lettera stessa, per almeno i seguenti motivi:

1) La lettera tratta della situazione generale: un cambiamento di “stile” da parte di quelli che sono veramente responsabile della buona gestione del CERN a lunga scadenza, cioè i membri dil
Council (ovvero dei rappresentanti dei veinti governi nel Consiglio, l’organo del CERN che prende le decisioni strategiche). Mentre che una volta erano degli entusiasti difensori e “ambasciatori” dil CERN preso i loro governi, molti tra di loro (mai gli italiani, by the way) erano, gia ben prima che Maiani fosse il direttore, diventati poco a poco difensori dei risparmi dei loro governi, e di poco altro.

2) Cito un membro svizzero dil Council dil CERN, che aveva detto le stesse cose, più brevemente e più elegantemente, ben prima di me, e ben prima che Maiani fosse direttore.

3) La mia lettera non cita Maiani. Al contrario, la mia intenzione era di cercare di dare il massimo appoggio a Maiani nel suo dificilissimo tentativo di mantenere il CERN all’ottimo livello di finanzamente che una volta aveva.

4) La situazione che criticavo nelle lettera (mancanza di investimenti a lunga scadenza in “pura” ricerca) non è migliorata dopo che Maiani ha finito l’incarico di direttore, piuttosto è avvenuto il contrario.

5) Una lettera colle stesse richieste (qualche soldino extra per la pura ricerca) è stata scrita al presidente del Council, con copia a Maiani, da una quindicina di premi Nobel. La lettera fu inviata nel tardo 2002, quando era evidente che era una richiesta al Council, non a Maiani, che era gia in partenza e il cui successore era stato già nominato.

Le poche volte che sono stato in disaccordo con Maiani sono andato da lui a dirgli perché. A volte lo ho convinto, a volte mi ha convinto lui, come è normale. Ma mi ha sempre sentito. Non ho mai avuto la necessita di sollevare un “fronte popolare” contro la sua persona.

In sintesi, non vedo da nessuna parte dove la lettera può essere interpretata come una critica a Maiani. Come può uno pensare che Maiani non avesse le mie stesse intenzioni?
Aveva, poveretto, la difficolta di gestire un budget che era stato approvato con un finanzamento poco meno del necessario. E dico “un poco”. Si guardi da qualunque altra parte quanta è la differenza tra budget progettati e finalmente spesi.
Pochi laboratori, istituzioni e progetti sono capaci come il CERN di fare delle stime relativamente accurate dei costi ed a evitare di andare irremediabilmente in rosso.

IL FONDO DELLE QUESTIONI

I fisici teorici fanno delle ipotesi, il che fa parte del loro lavoro.
La grande maggioranza di quelle ipotesi sono false, la natura giudica qualle non lo sono. L’ipotesi di Maiani e i suoi collaboratori sull’interpretazione della particella J/Psi era falsa. Una settimana dopo la scoperta di quella particella apparirono su Physical Review Letters una mezza dozzina di interpretazioni.
Tutte false meno una, di cui risulta, per caso, che ero io co-autore assieme a Glashow, semmai il lettore dubitasse che io sappia di che sto parlando. Tra le interpretazione false c’era una di Cheng Ning Yang, premio Nobel di fisica. A nessuno venne di dire che le interpretazione false affondassero il prestigio della fisica americana o cinese (Yang, ad esempio, è americano di origine cinese. Gli altri “cattivi” di questa storia erano in magioranza americani).

I piu grandi fisici della storia hanno publicato risultati sbagliati. Forse l’unico ad aver comesso pocchi errori fu Galileo. Newton sbagliò sulla velocità dil suono, Einstein sul momento magnetico dell’elettrone, l’esperimento per cui fu dato il premio Nobel a Fermi era sbagliato, etc. Di nuovo, a nessuno venne l’idea di dire che la fisica britannica, tedesca o italiana furono macchiate per questi errori.
Solo la Chiesa fu macchiata nel caso di Galileo. Il fondo di quella sfortunata storia non è, come è stato sostenuto, se Galileo o la Chiesa avevano piu o meno ragione, anche se questo è chiaro.
La questione di fondo e se Galileo o qualsiasi altra persona devono essere giudicate e condannate per le loro idee. Idee sul moto dei pianeti, per rendere la condanna piu ovviamente assurda!

Imaginiamo una persona molto ben nota per il suo mestiere, sia la ricerca, il calcio o la televisione. O ben nota per le sue responsabilità, sia direttore dell’INFN e del CERN, o senatore italiano.
Sarebbe strano che sia difficile di trovare qualche scritto fortemente negativo su questo ipotetico personaggio. Anche se la mia lettera fosse stata altamente critica e diretta a Maiani in particolare, non ci sarebbe niente di straordinario. Quello che è straordinario è lo sforzo necessario a quei pochi “ricercatori” che direttamente o indirettamente lavorano per riempire di zizzania il blog della On. Sra. Carlucci. Dopo settimane di lavoro non sono ancora riusciti a trovare niente di convincente contro Maiani!

Che hanno fatto gli italiani per meritarsi tutto questo? Non credo che si tratti di una punizione biblica,

anche se lo sembra.

Alvaro De Rujula
Gruppo Teorico Cern

Manifesto Progetto Galileo

Complici una cultura non proprio incline alle materie scientifiche dell’Italia, un antiscientismo psicodelirante di certe parti sociali, una tecnofobia paradossale nell’era tecnobioinformatica e un sensazionalismo dei media che pur di shockare si inventa notizie inesistenti, il nostro paese sta inesorabilmente avviandosi in un vicolo cieco da cui difficilmente sarà possibile uscire.
Gli effetti di tutto questo sono: un impoverimento culturale del paese, una paura irrazionale del nuovo e del cambiamento, un uso strumentale delle fobie che riguardano le biotecnologie da parte di lobbies politiche e religiose, una diminuzione dei finanziamenti alla ricerca scientifica, la cosiddetta fuga dei cervelli all’estero, il cui danno enorme in termini di perdita di ricercatori specializzati, risorse e tecnologie è ormai incalcolabile e i cui effetti saranno evidenti solo quando sarà troppo tardi per porvi rimedio.
Progetto Galileo nasce come reazione a tutto questo e punta innanzitutto a fare informazione scientifica d’alta qualità direttamente dalla “fonte”, cioè i ricercatori-autori del blog spiegheranno in modo semplice ma dettagliato, corretto e verificabile, le notizie di scienza e tecnologia . Questo approccio ha un discreto vantaggio rispetto a tutte le altre fonti di notizie che trovate nei media: Progetto Galileo non ha filtri, non ci sono agenzie di stampa, né giornalisti, né ordini politici o di lobbies che cercano di piegare le notizie a proprio vantaggio.
Gli autori di Progetto Galileo quindi cercheranno in tutti i modi di smascherare le false notizie, le bufale e la disinformazione da cui siamo bombardati ogni giorno, anche con l’aiuto di segnalazioni, commenti e proposte dei lettori. In un mondo in cui le tecnologie avanzate, con tutte le implicazioni etiche e sociali che investono la società, crescono di giorno in giorno, e i cui effetti benefici per le nostre vite possiamo vedere intorno a noi, non possiamo più permetterci scelte dettate da ignoranza o paure ancestrali.
L’informazione scientifica deve essere ad alti standard e disponibile per tutti: la battaglia contro la disinformazione scientifica deve essere combattuta in prima linea giorno dopo giorno.
Noi, come autori di Progetto Galileo, speriamo di poter dare un piccolo contributo per vincere questa sfida epocale.

Lo staff di Progetto Galileo

Lo staff è in continua evoluzione: se vi sentite di dare una mano alla divulgazione e alla crescita della cultura scientifica, contattateci.


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