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Una rivoluzione invisibile.

Rivoluzione microdosi

Qua c’è l’articolo per intero.

Marco Lombardozzi, medico omeopata, su “Metro“:

«Mai più effetti collaterali dai farmaci, mai più spese folli per il sistema sanitario. Risparmio di milioni di euro e terapie efficaci senza tossicità. Pensate che sia un sogno? No, potrebbe essere realtà ma non ve l’hanno detto. Negli ospedali sudamericani è già da anni praticata la terapia delle microdosi, scoperta dal Prof. Martinez Bravo dell’Università di Zacatecas, Messico. In Italia alcune ricerche hanno dato risultati sorprendenti. La rivoluzione del secolo.»

Potrebbe essere realtà? Il Prof. Martinez Bravo, questa scoperta l’ha fatta o potrebbe averla fatta?

Provo a cercare su pubmed (il google della scienza, sarebbe ora che cominciaste a usarlo) ma il risultato è sconfortante. Martinez Bravo non ha pubblicato articoli sulle microdosi. Per la verità il Prof. Eugenio Martinez Bravo non ha pubblicato assolutamente nulla. Se ha mai fatto una scoperta scientifica se l’è tenuta per sé (ma allora, Marco Lombardozzi come l’ha saputo?)

Ma sono curioso e vado avanti a leggere:

«finalmente si è scoperto che medicinali come antibiotici, antiinfiammatori, psicofarmaci ecc. se vengono diluiti fino a 15000 volte, conservano la stessa efficacia.»

Antibiotici? Antiinfiammatori? Psicofarmaci ecc.? Stiamo parlando di -boh?- centinaia, forse migliaia di principi attivi. Martinez Bravo li ha testati tutti?

Cerco ancora su pubmed. Magari non Martinez in persona ma un suo amico, un discepolo, qualcuno avrà pur reso pubblici i risultati delle proprie ricerche sulle microdosi.

Trovo questo articolo, che afferma che 1200 mg di paracetamolo sono risultati più efficaci nella terapia del dolore rispetto a di dosi da 500 mg. Quest’altro dice che un basso dosaggio di esomeprazolo è meno efficace nella cura del reflusso gastroesofageo.

Quindi dimezzando la dose l’effetto si riduce, almeno per questi due farmaci. Ma ancora niente su microdosi o diluizioni di 15000 volte.

E allora che si fa? Continuiamo a leggere:

«Quindi gli stessi farmaci che quotidianamente vengono usati per la febbre o il mal di testa, per il dolore o per il diabete, possono essere diluiti secondo una metodica che qualsiasi farmacista può applicare e avere la stessa identica efficacia di quegli stessi farmaci a dosi massicce.»

Be’, ma è fantastico! Ho una bella notizia da darvi: il farmacista non serve affatto! Vi spiego io come diluire 15000 volte un farmaco.

Avete un mal di testa lacerante o le coliche renali? Vi è venuto il colpo della strega? Avete le mestruazioni del secolo? Bene. Prendete una bustina del vostro antiinfiammatorio preferito. Scioglietelo nel solito mezzo bicchiere d’acqua. Poi procuratevi un serbatoio da 750 litri pieno d’acqua, buttatevi dentro il mezzo bicchiere e agitate bene. Recuperate dal serbatoio mezzo bicchiere del farmaco diluito 15000 volte, bevetelo e aspettate l’effetto.

Se qualcosa non va, provate a chiedere delucidazioni al Dott. Marco Lombardozzi, che è stato così gentile da rendere pubblica la sua e-mail: marlomb@fastwebnet.it

Andrea Ferrigno

(su segnalazione di Ivo Silvestro)


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