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Alvaro De Rujula smentisce la Carlucci

derujula200.jpgIl caso Carlucci-Maiani sta crescendo negli ultimi giorni. Ne avevamo parlato qui e qui. E un riassunto esaustivo può essere trovato anche qui.

L’On. Gabriella Carlucci non demorde dalle sue accuse e continua imperterrita la sua battaglia contro il prof. Maiani. E non è bastato che Glashow abbia scritto per ben due volte delle lettere di smentite e che altri colleghi abbiano preso le difese del nuovo Presidente del CNR.

Ora arriva anche la smentita di un altro scienziato del CERN tirato in causa dalla Carlucci nel suo ultimo post del suo blog.

Alvaro De Rujula, fisico teorico del CERN di Ginevra, che ha lavorato con Maiani e Glashow, ha addirittura scritto direttamente un suo commento nel blog della Carlucci.

Non potendo verificare se il commento fosse vero, Progetto Galileo ha contattato direttamente il professor De Rujula. De Rujula ci ha risposto molto gentilmente confermando che quel commento era autentico e ci ha concesso di postarlo sul nostro sito come sua presa di posizione ufficiale sull’accaduto.

Qui di seguito le parole di De Rujula tratte dal blog della Carlucci:

 

 

Gentile onorevole Carlucci,

Vedo che all’inizio del documento-crisi.zip, che lei allega, c’e’ una mia e-mail del 2002.

È vero che scrissi quella e-mail, che non ricordavo, a tutto il personale scientifico e tecnico del CERN, compresso Maiani.

Dato che era una mail scritta agli addetti ai lavori su un problema che allora era a conoscenza di tutti, a sei anni di distanza può risultare di interpretazione non univoca, specialmente per coloro che non hanno ben presente i problemi che il CERN aveva nel 2002.
Mando quindi questa lettera allo scopo di chiarire la mia posizione.
Visto che mi trovo forzato a entrare in questa polemica, prendo l’occasione nei tre ultimi paragrafi per fare un tentativo di andare al fondo della questione.

LA MIA LETTERA IN UN E-MAIL, NEL 2002

Al mio avviso, la lettera può essere interpretata in un solo modo.
Era una difesa del mantenimento di un certo livello di ricerca, al di là della costruzione di acceleratori, che è solo un aspetto delle attività istituzionali del CERN.

Il fatto che la lettera non era ad-personam (cioè, che non era una critica a Maiani come direttore) risulta evidente dal contenuto della lettera stessa, per almeno i seguenti motivi:

1) La lettera tratta della situazione generale: un cambiamento di “stile” da parte di quelli che sono veramente responsabile della buona gestione del CERN a lunga scadenza, cioè i membri dil
Council (ovvero dei rappresentanti dei veinti governi nel Consiglio, l’organo del CERN che prende le decisioni strategiche). Mentre che una volta erano degli entusiasti difensori e “ambasciatori” dil CERN preso i loro governi, molti tra di loro (mai gli italiani, by the way) erano, gia ben prima che Maiani fosse il direttore, diventati poco a poco difensori dei risparmi dei loro governi, e di poco altro.

2) Cito un membro svizzero dil Council dil CERN, che aveva detto le stesse cose, più brevemente e più elegantemente, ben prima di me, e ben prima che Maiani fosse direttore.

3) La mia lettera non cita Maiani. Al contrario, la mia intenzione era di cercare di dare il massimo appoggio a Maiani nel suo dificilissimo tentativo di mantenere il CERN all’ottimo livello di finanzamente che una volta aveva.

4) La situazione che criticavo nelle lettera (mancanza di investimenti a lunga scadenza in “pura” ricerca) non è migliorata dopo che Maiani ha finito l’incarico di direttore, piuttosto è avvenuto il contrario.

5) Una lettera colle stesse richieste (qualche soldino extra per la pura ricerca) è stata scrita al presidente del Council, con copia a Maiani, da una quindicina di premi Nobel. La lettera fu inviata nel tardo 2002, quando era evidente che era una richiesta al Council, non a Maiani, che era gia in partenza e il cui successore era stato già nominato.

Le poche volte che sono stato in disaccordo con Maiani sono andato da lui a dirgli perché. A volte lo ho convinto, a volte mi ha convinto lui, come è normale. Ma mi ha sempre sentito. Non ho mai avuto la necessita di sollevare un “fronte popolare” contro la sua persona.

In sintesi, non vedo da nessuna parte dove la lettera può essere interpretata come una critica a Maiani. Come può uno pensare che Maiani non avesse le mie stesse intenzioni?
Aveva, poveretto, la difficolta di gestire un budget che era stato approvato con un finanzamento poco meno del necessario. E dico “un poco”. Si guardi da qualunque altra parte quanta è la differenza tra budget progettati e finalmente spesi.
Pochi laboratori, istituzioni e progetti sono capaci come il CERN di fare delle stime relativamente accurate dei costi ed a evitare di andare irremediabilmente in rosso.

IL FONDO DELLE QUESTIONI

I fisici teorici fanno delle ipotesi, il che fa parte del loro lavoro.
La grande maggioranza di quelle ipotesi sono false, la natura giudica qualle non lo sono. L’ipotesi di Maiani e i suoi collaboratori sull’interpretazione della particella J/Psi era falsa. Una settimana dopo la scoperta di quella particella apparirono su Physical Review Letters una mezza dozzina di interpretazioni.
Tutte false meno una, di cui risulta, per caso, che ero io co-autore assieme a Glashow, semmai il lettore dubitasse che io sappia di che sto parlando. Tra le interpretazione false c’era una di Cheng Ning Yang, premio Nobel di fisica. A nessuno venne di dire che le interpretazione false affondassero il prestigio della fisica americana o cinese (Yang, ad esempio, è americano di origine cinese. Gli altri “cattivi” di questa storia erano in magioranza americani).

I piu grandi fisici della storia hanno publicato risultati sbagliati. Forse l’unico ad aver comesso pocchi errori fu Galileo. Newton sbagliò sulla velocità dil suono, Einstein sul momento magnetico dell’elettrone, l’esperimento per cui fu dato il premio Nobel a Fermi era sbagliato, etc. Di nuovo, a nessuno venne l’idea di dire che la fisica britannica, tedesca o italiana furono macchiate per questi errori.
Solo la Chiesa fu macchiata nel caso di Galileo. Il fondo di quella sfortunata storia non è, come è stato sostenuto, se Galileo o la Chiesa avevano piu o meno ragione, anche se questo è chiaro.
La questione di fondo e se Galileo o qualsiasi altra persona devono essere giudicate e condannate per le loro idee. Idee sul moto dei pianeti, per rendere la condanna piu ovviamente assurda!

Imaginiamo una persona molto ben nota per il suo mestiere, sia la ricerca, il calcio o la televisione. O ben nota per le sue responsabilità, sia direttore dell’INFN e del CERN, o senatore italiano.
Sarebbe strano che sia difficile di trovare qualche scritto fortemente negativo su questo ipotetico personaggio. Anche se la mia lettera fosse stata altamente critica e diretta a Maiani in particolare, non ci sarebbe niente di straordinario. Quello che è straordinario è lo sforzo necessario a quei pochi “ricercatori” che direttamente o indirettamente lavorano per riempire di zizzania il blog della On. Sra. Carlucci. Dopo settimane di lavoro non sono ancora riusciti a trovare niente di convincente contro Maiani!

Che hanno fatto gli italiani per meritarsi tutto questo? Non credo che si tratti di una punizione biblica,

anche se lo sembra.

Alvaro De Rujula
Gruppo Teorico Cern


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