Archive for the 'disinformazione scientifica' Category

Aritmetica elementare e andamenti economici

NASDAQNella mia abissale ignoranza riguardo a tutto ciò che riguarda l’economia mi trovo sempre un po’ perplesso quando, durante un telegiornale o un radiogiornale, mi vengono presentati gli andamenti dei vari indicatori. “A febbraio il PIL è sceso dello 0,4%”, “Il NASDAQ ha guadagnato lo 0,2%”, “L’indice Mibtel è andato giù del 5%”, tutti i giorni siamo bombardati da informazioni del genere ma (escludiamo per un attimo i laureati in economia e commercio) chi di voi (noi) è in grado di trarre qualche informazione utile da queste affermazioni? Personalmente, se tutto va bene, mi faccio una vaghissima idea dell’andamento generale dell’economia. Del resto è facile, se gli indicatori vanno su son tutti contenti, se vanno giù piangono tutti lacrime di sangue. Non serve essere un genio per capire queste cose.

Però, specialmente in un momento di crisi dove numeri del genere vengono sparati ogni cinque minuti a me qualche dubbio sul loro reale significato viene. Soprattutto perché è vero che di economia non ne capisco un’acca, ma la statistica un po’ la conosco e quel che sento mi fa rabbrividire. Prendiamo un esempio ipotetico con dei numeri interi: se mi vengono a dire che quest’anno il PIL calerà del 50% ma che l’anno prossimo risalirà del 25% cosa dovrei capire? Tripudio e gaudio per la ripresa economica del 2010? Andiamoci piano. Partiamo da una considerazione banale: se oggi calo del 50% e domani risalgo del 25% è ovvio che il punto di arrivo è ben sotto il punto di partenza. Infatti ho fatto dieci passi indietro ed uno in avanti, che è pur sempre meglio di aver fatto 11 passi indietro ma comunque non è un granché. Quando poi ci dicono che “Nella seconda parte dell’anno ci avvieremo verso tassi negativi più ridotti, che andranno verso lo zero, e poi dallo zero si andrà verso il segno più” qualcuno potrà essere tentato di pensare che entro fine anno torneremo a crescere mentre tutto quello che ci stanno dicendo è che la derivata seconda dell’andamento del PIL è positiva.

Passiamo poi ad una considerazione un filo più sottile: domandiamoci quanto abbiamo perso. percentualeQualcuno lo troverà banale ma le variazioni percentuali non si sommano! Per calcolare quanto avrò perso complessivamente nel 2010 non posso dire banalmente che 50-25=25 e pensare di aver perso il 25%. Infatti quel 25% non si calcola sul PIL di oggi ma su quello della fine dell’anno (che è del 50% più basso di quello di oggi). Il conto corretto sarebbe PIL*(1-0,5)*(1+0,25)=PIL*0,5*1,25=PIL*0.625, ovvero abbiamo perso il 37,5% e non il 25%! Questi numeri sono (ovviamente) esageratamente grossi ma la logica è quella.

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Einstein e le api, ancora

Un breve post per segnalare un articolo comparso su Repubblica.it quest’oggi e che si ricollega a quello detto mesi fa su Progetto Galileo.

Per prima cosa notiamo che la frase attribuita ad Einstein continua a venir ripetuta e clonata, quando invece sappiamo essere un falso, inventata nel 1994 dagli apicoltori francesi. Secondo, l’articolo non riporta alcun dato (a parte generiche percentuali), ne’ nomi o fonti su cui fare riferimento. Si parla di un generico “ritorno delle api in California” ma non viene inserita alcuna fonte. Insomma dobbiamo fidarci di quello che ci viene detto da un articolo a firma anonima, come al solito. Su Google alla fine troviamo la fonte (forse) con piu’ dettagli. Si tratta di un articolo dell’Economist, dove ci vengono fornite fonti e nomi e ipotesi sulle cause.

Comunque a parte la mediocrita’ dell’articolo di Repubblica.it, forse e’ un po’ presto per cantare vittoria. Il fenomeno di moria delle api e’ complesso e in parte sconosciuto. Ricordiamo anche che da poco e’ stato dimostrato che i neonicotinoidi uccidono le api in pochi minuti anche solo suggendo gocce d’acqua trovate nelle foglie di mais trattato con neonicotinoidi.

Ovviamente le teorie sulle scie chimiche, gli OGM, i telefonini e gli alieni le lasciamo ai complottisti.

UPDATE.

Anche il Corriere.it e il Giornale riportano la frase falsa di Einstein.

Mutazioni d’agenzia

01-coll-dna-knoll-lSecondo l’AGI, Agenzia Italia di notizie, da una ricerca canadese sui cervelli dei suicidi si dimostrerebbe che l’abuso psicologico fin dall’infanzia puo’ mutare il nostro genoma. Nel lancio di agenzia si parla espressamente di mutazioni genetiche. Lo stesso termine poi e’ stato ripreso da siti e blog. Ho trovato anche nel Corriere.it il lancio di agenzia con il titolo “Cervello: gli abusi subiti da piccoli causano mutazioni genetiche”.

Davvero non ci aspettavamo una notizia del genere. Se davvero fosse vero potrebbe rivoluzionare il modo in cui vediamo la biologia. Ma e’ veramente cosi’?

Leggendo l’articolo di Michael Meaney tutto si ridimensiona. E magari anche i giornali stranieri.

Lo studio parla di cambio nell’espressione di un gene (quello per il glucocorticoide) ma non di mutazione genetica. Per mutazione genetica si intende ogni modificazione stabile dei nucletotidi o del genoma. In poche parole una base chimica che costituisce il DNA puo’ essere cambiata o eliminata o aggiunta. Nel nostro caso invece viene cambiata l’espressione di un gene: cioe’ le modalita’ (per esempio quantita’ o qualita’) di recettore prodotto a partire da quel gene. Trattasi di una cosa normale all’interno della cellula. La “lettura” e “traduzione” del DNA e’ dinamica, non fissa. Cioe’ cambia a seconda delle esigenze. Per esempio l’uso continuato di una farmaco o di una sostanza puo’ cambiare la quantita’ di recettori prodotti a partire da un gene. La cellula parla con il DNA e gli chiede quanto recettore vuole e come lo vuole.

Quello che forse ha tratto in inganno i maldestri traduttori dell’agenzia e’ che si parla di cambio nella metilazione degli esoni di un promotore. Detto in poche parole quando il DNA viene metilato non puo’ essere letto. E’ quindi una forma di regolazione dell’espressione genica ma non vi e’ alcuna mutazione del genoma. Trattasi infatti di epigenetica, cioe’ la modificazione o regolazione di espressione, produzione e silenziamento del DNA.

Non e’ un errore di poco conto e sarebbe bastato avere nella redazione di AGI Salute un biologo per ovviare a questo problema.

Nazismo negli USA

Avevamo già parlato di clonazione animale. Oggi torniamo sull’argomento dopo le parole di Tajani, vicepresidente della commissione europea.
La reductio ad Hitlerum, in base alla legge di Godwin, dovrebbe chiudere definitivamente ogni discussione (La storia ha già condannato progetti di questo tipo cari alle peggiori dittature del secolo scorso). Il problema è che Tajani non sta parlando a titolo personale su un internet-forum, ma parla a nome di nientemeno che la Commissione Europea. Al di là della decisione finale votata dal parlamento europeo, preoccupano infatti alcune motivazioni che vengono elencate nell’articolo che sembrano riflettere una visione faziosa e preconcetta del problema. Ad un sondaggio infatti il 79% degli italiani dice di sapere in cosa consiste la clonazione animale (ricordo che anche a scuola non mi chiedevano di risolvere esercizi o di esporre l’argomento trattato, si limitavano a chiedermi se avessi studiato, e bastava dire “sì, molto” per prendere 9), e non importa che il 52% affermi contemporaneamente che la clonazione causa sofferenza agli animali: evidentemente fra quel 79% non c’è nessuno di quel 52%. E in ogni caso l’importante è assecondare le paure delle persone, non certo informarle per fare in modo che possano formarsi un’opinione fondata. Tiriamo dunque un sospiro di sollievo: a differenza degli USA, qui in Europa siamo appena scampati ad una tremenda dittatura come quella del secolo scorso.

Hronir

L’evoluzione secondo le Poste Italiane

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Parlavamo proprio di “bonifica delle immagini” che riguardano l’evoluzionismo ed ecco qua che nel 2009, dopo 150 anni dall’uscita de “L’origine delle specie” ancora si rappresenta l’evoluzione dell’uomo in maniera vittoriana. E questa volta in un francobollo ufficiale delle Poste Italiane. Vabbé consoliamoci col fatto che almeno in Italia ci si è ricordati di questo importante evento.

I falsi miti sull’evoluzionismo: 3. l’uomo deriva dalle scimmie (?)

copia-di-revolution1Un articoletto su Repubblica.it ci da l’occasione per affrontare un argomento spinoso e che fa parte dei falsi miti sull’evoluzionismo. In particolare ad un certo punto dell’articolo si dice: “lo scimpanzè, antenato più prossimo […]“. La frase messa cosi’ e’ infatti sbagliata. Gli antenati più prossimi della nostra specie (Homo sapiens) non sono le scimmie moderne antropomorfe, ma ominidi ora estinti. Con le scimmie antropomorfe moderne noi intratteniamo una parentela alla lontana. Loro non sono nostri antenati e noi non siamo loro discendenti. Siamo cugini, il che significa che abbiamo nonni e bisnonni in comune. Come e’ stato spiegato col precedente ottimo post su Alberi, scale e cespugli, tutto nasce da una interpretazione sbagliata del processo evolutivo. evo-4Come si puo’ vedere dalla figura la rappresentazione a cespuglio e’ la corretta.

Stiamo usando questo articolo su Scientific American come traccia ma nessuno ci impedisce di saltare al punto 6, dove oltre a spiegarci la parentela tra uomo e scimmie si introduce un altro concetto errato: l’estinzione delle specie antenate.

3. Se gli umani discendono dalle scimmie, perche’ ci sono ancora scimmie?

Questo argomento sorprendente comune riflette diversi livelli di ignoranza sull’evoluzione. Il primo errore e’ che la teoria dell’evoluzione non insegna che gli umani discendono dalle scimmie; essa afferma che ambedue hanno una antenato comune.

L’errore piu’ grave e’ che questa obiezione e’ equivalente a chiedere “se i bambini discendono dagli adulti, perche’ ci sono ancora adulti?”. Nuove specie evolvono dalla separazione di specie affermate, quando popolazioni di organismi diventano isolate dal ramo principale della propria famiglia e acquisiscono differenze sufficienti per rimanere per sempre distinte. Le specie genitrici possono sopravvivere indefinitamente dopo questo, o possono estinguersi.

Sensazionalismo galattico

loresAlcune notizie che riguardano interessanti risultati della ricerca scientifica non dovrebbero essere condite con effetti speciali da cinema di seconda visione per impressionare i lettori. E non si venga a incolpare il volgo ignorante che non è sufficientemente preparato per cogliere l’evidenza che si cela tra le righe, quando anche le maggiori testate nazionali (una per tutte) pubblicano sulle rubriche scientifiche titoli che annunciano che la fine della nostra galassia è certa ed è stata calcolata con precisione dagli scienziati di centri di ricerca di evidente rilievo mondiale.
Così infatti è stata sensazionalizzata la press release dello HarvardSmithsonian Center for Astrophysics riguardo la notizia del recente risultato di studi e misure che ha permesso di valutare con precisione la velocità della Via Lattea e la sua massa totale, rendendola più simile sotto questi aspetti alla galassia a noi più prossima, Andromeda.
Il comunicato stampa non manca di rilevare che una maggiore massa implica un maggiore campo gravitazionale, e che questa circostanza aumenta le probabilità che le due galassie citate possano finire per collidere. Ma la vera notizia lì esposta è quella della maggior precisione delle misure dirette delle grandezze significative effettuata attraverso il sistema VLBA, dovuta a tecniche e metodi perfezionati rispetto a quelli utilizzati precedentemente in questo ambito.
Non vi è traccia nel comunicato del Centro per l’Astrofisica del Massachusets del codazzo di visioni fantascientifiche che partono da catastrofici sconvolgimenti tettonici nel nostro pianeta e terminano con epiche colonizzazioni spaziali che starebbero bene nel prologo di un romanzo di Asimov. si è cercato di spacciare per previsioni quelli che possono essere soltanto scenari probabilistici, seppure possibili.
Chi si occupa di giornalismo scientifico farebbe meglio a spiegare qualcosa in più riguardo alle capacità previsionali dei modelli che vengono utilizzati per rappresentare sistemi non lineari. Ci siamo dimenticati che Poincarè ci ha già dimostrato l’impredicibilità del problema dei tre corpi? E qui si parla di galassie, dove di corpi ce ne sono qualcosa in più di tre. Per non dire del sistema solare, il cui comportamento caotico è stato già osservato: il noto effetto del caos deterministico sugli errori di previsione a causa dell’incertezza iniziale che cresce esponenzialmente col tempo, dovrebbe infondere più cautela circa le proiezioni a lungo o lunghissimo termine che risultano dai modelli matematici.


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