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L’evoluzionismo non è una ideologia politica

Approffitto di un episodio avvenuto qualche giorno fa a Verona, a cui sono venuto a conoscenza quasi per caso, per chiarire alcuni punti del pensiero scientifico che dovrebbero essere chiariti .

E’ stato organizzato un Darwin Day a Verona dalla locale associazione dell’UAAR, ospitato dalla Società Letteraria di Verona. Ho trovato riportati articoli della stampa locale, del quotidiano L’Arena, a cui non posso accedere direttamente. Quindi riporterò i pezzi trovati nelle Ultimissime del sito dell’UAAR. Se qualcuno riuscisse a darmi link all’originario ne sarei grato.

Non voglio entrare nelle polemiche relative a religione, all’associazione UAAR o alla faccenda del Papa e la Sapienza. Ciò che vorrei invece sottolineare è il comportamento incredibile di alcuni politici e le loro richieste a dir poco assurde.

In particolare le dichiarazioni di Ciro Maschio (consigliere di AN):

 

«[…] ciascuno a Verona è libero di dire ciò che vuole e di organizzare convegni a spese proprie dove preferisce, ma non lo faccia in una istituzione che riceve finanziamenti dall’amministrazione comunale e soprattutto non senza garantire il pluralismo».

 

E ancora Lorenzo Fontana (Lega):

 

“sottolinea come la mancanza di contraddittorio, su un argomento che fa discutere l’ambiente scientifico, sia «espressione di una presa di posizione ideologica»”

 

Tralasciando la questione finanziaria per cui molte lobbies e associazioni culturali e religiose hanno denaro e spazi pubblici dalle istituzioni, ma appena qualcuno tocca argomenti scientifici bollenti questo fa scandalo. Tralasciando questo dicevo, fa veramente sorridere l’espressione “non senza garantire il pluralismo”.

Non credo di aver mai assistito ad una lezione di biologia (in questo caso del professor Fusco) in cui un consiglio comunale chiedesse il contradditorio per garantire il pluralismo. E neppure che qualcuno chiedesse che ad un convegno di fisica ci fossero come ospiti degli opinionisti per garantire il contradditorio (forse l’esperta di “fisica della particella” Carlucci l’avrebbe richiesto). Le diatribe tra scienziati sono e rimangono all’interno della normale dialettica accademica e non hanno alcun bisogno di “spintarelle” di politici.

L’evoluzionismo, per quanto la società lo abbia rivestito di connotati ideologici e di partigianeria, è un argomento scientifico, non ideologico né politico. E non è un “argomento che fa discutere la comunità scientifica“. Non nel senso che intendono loro almeno. La comunità scientifica si interroga e discute sui meccanismi alla base dell’evoluzionismo, ma non sull’evoluzionismo in sè.

Ma soprattutto il pluralismo di cosa? Citando la lettera con cui la Società Letteraria si difende dalle accuse:

 

“Non ci risulta che la comunità scientifica internazionale e il mondo accademico abbiano mai preso le distanze dalle teorie di Darwin, contrapponendovi teorie alternative.”

 

Il fatto è che a tuttora non esiste alcuna spiegazione ufficiale alternativa all’evoluzionismo e anche se esistesse non devono di certo essere i politici a pretendere un contradditorio. Se il riferimento, non tanto velato, è all’ID (Intelligent Design), esso non ha alcun valore scientifico e neppure logico se vogliamo dirla tutta.

La scienza non è un argomento come gli altri, di cui si può discutere al bar ed ognuno può avere la sua opinione. Non è neppure (o non dovrebbe essere) una bandiera ideologica da utilizzare per i propri scopi elettoralistici. L’evoluzionismo dà una spiegazione al fenomeno naturale, non una valenza etica dello stesso. Esattamente come un fisico si appresta a studiare il comportamento degli elettroni in un atomo, un naturalista studia gli strati geologici del passato per capire i meccanismi della vita. Perché il secondo viene tacciato di prendere una “posizione ideologica” mentre il primo no?

Quando studio le ossa di un Ittiosauro sto cercando di capire i meccanismi della natura o sto supportando un’ideologia?

Quando da un esperimento ho dei dati, numeri quantificabili e replicabili e li pubblico in una rivista sto convalidando i miei esperimenti o sto facendo propaganda ideologica? E se la comunità internazionale scientifica li accetta come veritieri fanno tutti parte di una lobby ideologica?

La scienza si muove diversamente rispetto a politica, letteratura, gossip, moda o arte. Non è un oggetto di discussione di cui ognuno può avere una propria opinione.

E’ uno strumento di conoscenza che permette di arrivare a conclusioni condivise dalla maggior parte di scienziati possibili, in base a dati verificabili, riproducibili ed evidenti. Essa è l’unico strumento umano i cui feedback le permettono di autocorreggersi continuamente e di mettersi in dubbio grazie a correzioni, rivoluzioni e perfezionamenti.

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