Sensazionalismo galattico

loresAlcune notizie che riguardano interessanti risultati della ricerca scientifica non dovrebbero essere condite con effetti speciali da cinema di seconda visione per impressionare i lettori. E non si venga a incolpare il volgo ignorante che non è sufficientemente preparato per cogliere l’evidenza che si cela tra le righe, quando anche le maggiori testate nazionali (una per tutte) pubblicano sulle rubriche scientifiche titoli che annunciano che la fine della nostra galassia è certa ed è stata calcolata con precisione dagli scienziati di centri di ricerca di evidente rilievo mondiale.
Così infatti è stata sensazionalizzata la press release dello HarvardSmithsonian Center for Astrophysics riguardo la notizia del recente risultato di studi e misure che ha permesso di valutare con precisione la velocità della Via Lattea e la sua massa totale, rendendola più simile sotto questi aspetti alla galassia a noi più prossima, Andromeda.
Il comunicato stampa non manca di rilevare che una maggiore massa implica un maggiore campo gravitazionale, e che questa circostanza aumenta le probabilità che le due galassie citate possano finire per collidere. Ma la vera notizia lì esposta è quella della maggior precisione delle misure dirette delle grandezze significative effettuata attraverso il sistema VLBA, dovuta a tecniche e metodi perfezionati rispetto a quelli utilizzati precedentemente in questo ambito.
Non vi è traccia nel comunicato del Centro per l’Astrofisica del Massachusets del codazzo di visioni fantascientifiche che partono da catastrofici sconvolgimenti tettonici nel nostro pianeta e terminano con epiche colonizzazioni spaziali che starebbero bene nel prologo di un romanzo di Asimov. si è cercato di spacciare per previsioni quelli che possono essere soltanto scenari probabilistici, seppure possibili.
Chi si occupa di giornalismo scientifico farebbe meglio a spiegare qualcosa in più riguardo alle capacità previsionali dei modelli che vengono utilizzati per rappresentare sistemi non lineari. Ci siamo dimenticati che Poincarè ci ha già dimostrato l’impredicibilità del problema dei tre corpi? E qui si parla di galassie, dove di corpi ce ne sono qualcosa in più di tre. Per non dire del sistema solare, il cui comportamento caotico è stato già osservato: il noto effetto del caos deterministico sugli errori di previsione a causa dell’incertezza iniziale che cresce esponenzialmente col tempo, dovrebbe infondere più cautela circa le proiezioni a lungo o lunghissimo termine che risultano dai modelli matematici.

5 Responses to “Sensazionalismo galattico”


  1. 1 hronir gennaio 16, 2009 alle 11:28 am

    tutto finirà […] in uno scontro presumibilmente catastrofico

    In realtà lo scontro di due galassie non corrisponde affatto allo scontro di ciascuna delle sue stelle. Anzi, più “velocemente” le galassie si scontrano, meno probabile è che le loro stelle cozzino le une con le altre.

    Incomprensibile davvero, poi, cosa c’entri il finale sulla tettonica a zolle… a questo punto perchè non tirare in ballo anche il riscaldamento globale, la caduta di meteoriti o lo scoppio di una guerra nucleare?

  2. 2 Francesco gennaio 16, 2009 alle 11:36 am

    Queste “notizie” mi deprimono…😦
    Ma che studi hanno fatto questi giornalisti? E non potrebbero per una volta far finta di non parlare a dei mocciosi?
    Da notare poi che il Corriere adotta questa opinabile procedura per cui va a modificare gli articoli apparsi in precedenza e senza mostrarne lo storico! Chi sa quali altre corbellerie c’erano scritte prima!
    Comunque (non ho controllato sul vostro blog) riporto il link a un mio post su questo faceto costume giornalistico de noiartri: http://www.digitalexile.it/smemo/2009/01/altri-sacchi-di-farina/ (spero non lo prendiate a guisa di spam).

  3. 3 juhan gennaio 16, 2009 alle 11:50 am

    tanto non lo vedremo: i maya ci dicono che il mondo finisce nel 2012.

  4. 4 fabristol gennaio 16, 2009 alle 12:57 pm

    Secondo me la parte piu’ delirante dell’articolo e’ quella sulla tettonica a placche che distruggera’ il nostro mondo e a causa della deriva dei continenti dovremmo scappare in altri pianeti. Eccezionale. Neppure a Voyager sarebbero riusciti a scrivere un ragionamento piu’ delirante.
    Cioe’ ‘sto Giovanni Caprara mi sta dicendo che la deriva dei continenti che esiste dagli albori della Terra (5 miliardi di anni circa) distruggera’ la nostra civilta’ nel futuro. Come se adesso vivessimo in una situazione statica e i continenti non ci “scivolassero” sotto i piedi da sempre.

  5. 5 Marcoz gennaio 17, 2009 alle 5:56 pm

    Beh, se le placche si girano di colpo come una frittata, può essere.

    Un saluto


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