Libertà di cura, la scelta del paziente

Nella ormai infinita discussione sulla opportunità o necessità di una legge sulle direttive anticipate si è arrivati ad una svolta: tutti ormai – o quasi tutti – concordano che questa legge s’ha da fare. Ma le differenze tra i vari disegni di legge sono profonde. Abissali.
E sono molto alti i rischi che una legge che dovrebbe garantire la libertà di scelta a chi non può più esprimersi si trasformi in un ennesimo giogo.
Il tentativo, per esempio, di sottrarre dalle decisioni delle persone la nutrizione e l’idratazione artificiali, di rendere non vincolanti per il medico le volontà del paziente o la possibilità di ricorrere alla obiezione di coscienza sono tutti modi per corrodere la portata liberale di una legge al riguardo.
Ecco perché è importante sottoscrivere l’appello di Ignazio Marino, in cui si chiede di non trasformare la libertà di cura (che comprende anche la libertà di non curarsi, sia detto per eccesso di zelo) in un obbligo cui tutti dovrebbero piegarsi.
Ecco perché sostenere, anche simbolicamente, il disegno di legge di Ignazio Marino.
L’appello che riportiamo di seguito si può firmare qui o qui.

Ad Ignazio Marino va tutta la nostra stima; a tutti noi l’augurio che la legge seguirà queste condizioni necessarie per essere una buona legge. In caso contrario sarebbe meglio non averne alcuna.

Il Parlamento, con molti anni di ritardo e sull’onda emotiva legata alla drammatica vicenda di Eluana Englaro, si prepara a discutere e votare una legge sul testamento biologico.
Dopo quasi 15 anni di discussioni, chiediamo che il Parlamento approvi questo importantissimo provvedimento che riguarda la vita di ciascun cittadino. Il Parlamento, dove siedono i rappresentanti del popolo, deve infatti tenere conto dell’orientamento generale degli italiani.
Rivendichiamo l’indipendenza dei cittadini nella scelta delle terapie, come scritto nella Costituzione.
Rivendichiamo tale diritto per tutte le persone, per coloro che possono parlare e decidere, e anche per chi ha perso l’integrità intellettiva e non può più comunicare, ma ha lasciato precise indicazioni sulle proprie volontà.
Chiediamo che la legge sul testamento biologico rispetti il diritto di ogni persona a poter scegliere.
Chiediamo una legge che dia a chi lo vuole, e solo a chi lo vuole, la possibilità di indicare, quando si è pienamente consapevoli e informati, le terapie alle quali si vuole essere sottoposti, così come quelle che si intendono rifiutare, se un giorno si perderà la coscienza e con essa la possibilità di esprimersi.
Chiediamo una legge che anche nel nostro Paese dia le giuste regole in questa materia, ma rifiutiamo che una qualunque terapia o trattamento medico siano imposti dallo Stato contro la volontà espressa del cittadino.

Vogliamo una legge che confermi il diritto alla salute ma non il dovere alle terapie.
Vogliamo una legge di libertà, che confermi ciò che è indicato nella Costituzione.

Chiara Lalli

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