Aiutaci Obi Wan Kenobi sei la nostra unica speranza

hologram4Avrete sicuramente sentito che durante la grande notte delle elezioni americane alla CNN e’ stata usata una “nuova tecnica fantascientifica” negli studi del’emittente americana. Nello specifico una giornalista che stava a Chicago veniva ripresa da una serie di telecamere e la sua immagine proiettata come un ologramma nello studio della CNN e New York. Grande enfasi e pubblicita’ in tutto il mondo. Ebbene era un falso, una bufala. Infatti non si trattava di un vero ologramma (come nei film di fantascienza) ma di una semplice sovrapposizione di immagine. Wolf Blitzer, il giornalista a New York non vedeva Jessica Yellin,star-wars-hologram la giornalista a Chicago, se non in uno schermo tv tradizionale in fondo allo studio. In pratica parlava con l’aria e utilizzava il cerchio rosso sul pavimento come punto di di riferimento per il proprio sguardo. Insomma era un trucco che poteva essere visto solo dagli spettatori in TV. Un trucco, aggiungiamo noi, fatto veramente male. Una tecnica presente da decenni nel mondo del cinema e della TV e divenuta famosa nella scena della Principessa Leila in Guerre Stellari. Una cosa cosi’ banale che ci chiediamo perche’ sia stata fatta cosi’ male e stupisce che pochi si siano resi conto della bufala.

39 Responses to “Aiutaci Obi Wan Kenobi sei la nostra unica speranza”


  1. 1 fabristol novembre 7, 2008 alle 1:47 pm

    E su repubblica un servizio che esalta la bufala:
    http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/scienza_e_tecnologia/ologramma-tv/ologramma-tv/ologramma-tv.html

    C’e’ un trafiletto in cui si un professore smaschera la bufala ma l’intero articolo dice l’esatto contrario! Incredibile. Pur di far passare notizie false, riescono ad infilare le smentite e a rigirarle come vogliono.

  2. 2 lpalli novembre 7, 2008 alle 2:00 pm

    Credo che nessuno abbia voluto sostenere che si trattava di un vero ologramma, sono i giornalisti che trattando supericialmente la questione hanno creato il caso.

    É abbastanza evidente che per il momento generare degli ologrammi di dimensione umana è piuttosto difficile, se non impossibile. Se poi questi ologrammi devono poter essere ripresi in TV il tutto diventa veramente fantascientifico.

    Quello che la CNN ha voluto proporre è un modo più “naturale” per lo spettatore di far interagire due persone che si trovano in studi lontani. In pratica si tratta semplicemente di inserire un immagine ripresa in uno studio, in un altro studio.

    Effettivamente si tratta di una funzione ormai usata regolarmente per la produzione di video (film, clip, pubblicità, …).
    L’innovazione sta nel riuscire ad avere in tempo reale un sistema che permetta di muovere la telecamera rappresentando l’immagine “aggiunta” di conseguenza.

  3. 3 fabristol novembre 7, 2008 alle 2:08 pm

    No no. E’ stato un imbroglio vero e proprio orchestrato dalla CNN a cui ci sono cascati tutti. La CNN mente dicendo che quello era un ologramma e il giornalista mentiva nel vederla li’.
    http://www.nzherald.co.nz/television/news/article.cfm?c_id=339&objectid=10541732

    E in tutti i media del mondo e’ stata presentata come vera e come tecnologia del futuro.

    “Quello che la CNN ha voluto proporre è un modo più “naturale” per lo spettatore di far interagire due persone che si trovano in studi lontani. In pratica si tratta semplicemente di inserire un immagine ripresa in uno studio, in un altro studio.”

    Ma allora a che serve avere un giornalista inviato fuori dallo studio?
    Basta averli tutti e due li’. Il bello di avere un inviato e di vedere lo sfondo del luogo dove sta parlando.

  4. 4 Lopo novembre 7, 2008 alle 2:30 pm

    @fabristol
    “Ma allora a che serve avere un giornalista inviato fuori dallo studio?”

    Beh, a raccogliere le notizie sul campo invece di leggere i lanci di agenzia, no?

  5. 5 fabristol novembre 7, 2008 alle 2:32 pm

    @ Lopo

    Mmm anche tu hai ragione, pero’ a me tutto questo mi sembra una gran presa per i fondelli. Non tanto per la tecnica in e’ ma per il fatto che la tecnologia per fare queste cose e’ in uso da decenni.
    Vi ricordate gli speciali di Super Quark degli anni 90 con Piero Angela che camminava in ambienti virtuali e parlava con persone virtuali e non?

  6. 6 hronir novembre 7, 2008 alle 2:59 pm

    TG Leonardo e Neapolis gia’ da tempo sfruttano una tecnologia simile.
    Invertita, in un certo senso: e’ lo sfondo dello studio che viene “ricreato on-the-fly”…

  7. 7 fabster2 novembre 7, 2008 alle 3:16 pm

    Sembra che i media siano itnenzionati a perdere credibilità più rapidamente possibile. Smanie suicide?

  8. 8 fabristol novembre 7, 2008 alle 3:30 pm

    Per Hronir

    gia’!! mi ero dimenticato! Altro che prima mondiale.

  9. 9 Lopo novembre 7, 2008 alle 3:50 pm

    Però quelle di Leonardo e Neapolis, se non erro, sono in pratica dei semplicissimi blue (o green) screen e le riprese sono fisse, stacci di montaggio a parte. È come la ripresa degli Champs Elysées dietro ai corrispondenti da Parigi che in realtà sono in uno studio, tecnicamente. È roba che si fa fin dagli anni ’70, ovviamente con diversa qualità: basta cercare su Youtube qualche balletto di Heather Parisi, per dire, di quelli con i colori psichedelici sullo sfondo.

    Nel caso della CNN c’è quantomeno un tentativo di movimento, con la camera dello studio “centrale” che si muove ruotando intorno all’interlocutore virtuale, e quella nello studio “remoto” che vorrebbe fare lo stesso. Uso il condizionale perché in realtà dalle immagini che ho visto rimane tutto molto abbozzato, anzi, mi stupisco che una rete con i mezzi della CNN arrivi solo a questo risultato così incerto.

    Fermo restando che anche se funzionasse tutto a meraviglia non sarebbe niente di rivoluzionario ma solo un’evoluzione abbastanza naturale di procedimenti in uso appunto da anni.

  10. 10 Lopo novembre 7, 2008 alle 3:55 pm

    *stacci -> stacchi, ovviamente.

  11. 11 fabristol novembre 7, 2008 alle 4:09 pm

    http://uk.youtube.com/watch?v=thOxW19vsTg

    A parte una leggera rotazione di qualche grado (parlo di 4-5 gradi) di 10 secondi a meta’ del video ci sono solo due posizioni da cui e’ presa l’immagine. E queste sono posizioni fisse, ocme di una figura di cartone appiccicata all’immagine. Notare l’alone nella figura della giornalista. non so se sia fatto apposta per renderlo piu’ “guerrestellaresco” ma se non lo e’, il lavoro e’ stato fatto male. Insomma come dicevo tu i video degli anni 70 della Parisi erano fatti meglio.😀

  12. 12 Lopo novembre 7, 2008 alle 5:21 pm

    Infatti, c’è la volontà ma è proprio una cosetta ridicola. E non si capisce dove sarebbero le “35 telecamere ad alta definizione tutt’intorno” alla giornalista: lì sta proprio scazzando di brutto, scusare il termine. È evidente che (oltre a quella fissa che la riprende in volto, su cui giocano solo di zoom) c’è una sola telecamera che per di più si muove di poco, e solo alle sue spalle, probabilmente perché in quel caso le discrepanze con il movimento della telecamera nello studio “centrale” si notano decisamente meno.

    L’alone è sicuramente sia aggiunto, forse per ricordare Leia, ma più probabilmente la vera ragione è evitare il pericolo di spixellamenti sul bordo dell’immagine “incollata” (è un vecchio trucchetto che si usa anche su Photoshop, per dire).

  13. 13 hronir novembre 8, 2008 alle 7:36 am

    TGLeonardo e Neapolis non mi pare siano come gli Champs Elysées dietro i corrispondenti da Parigi. Sono fatti, sì, con blue-screen, ma accoppiati a un qualche ray-tracer agganciato ai movimenti delle telecamere: i presentatori si spostano e le inquadrature pure, e il background virtuale si modifica di conseguenza. E, a differenza di quel che succedeva a SuperQuark, la cosa era in diretta, non in post-produzione.

  14. 14 Lopo novembre 8, 2008 alle 1:26 pm

    Chiedo venia, non avevo ben presente le trasmissioni.

  15. 15 fabristol novembre 8, 2008 alle 7:45 pm

    OT
    scusa l’OT ma volevo segnalare che nel sito degli Ignobel c’è un articolo sulla Carlucci e la diatriba Maiani-Glashow:

    http://improbable.com/2008/10/14/logic-lesson-how-to-identify-a-second-rate-person/
    😀

  16. 16 Sarrus novembre 11, 2008 alle 5:59 pm

    OT per OT… vi sottopongo una questione. In un altro blog mi sto azzuffando sul concetto di “scientismo”, nel senso che lo sto difendendo dalla comune accezione dispregiativa (e che fa riferimento all’origine francese dell’800). Ora, mi chiedo: è davvero così secondo voi? Sto difendendo qualcosa che invece è pacifico considerare in senso negativo (anche per un amante della scienza)? Se sì, come si chiama un atteggiamento filosofico che, nel formare le proprie conoscenze, predilige il metodo scientifico ad altri approcci? (scusate, è doppiamente OT, visto che sto parlando di filosofia più che di scienza…)

  17. 17 hronir novembre 11, 2008 alle 11:25 pm

    Quel che e’ datato delle concezioni dell’800 sono le pretese di “verificazionismo”. Ma da questo punto di vista anche il falsificazionismo popperiano rappresenta solo un (piccolo) passo avanti, mica la “soluzione ultima”.
    Ma lo “spirito” dei positivisti, ovviamente, non e’ legato alle loro concezioni filosofiche, per quanto queste possano rivelarsi “ingenue” (non certo “sbagliate”, chiariamo bene!)
    Se dunque ho capito quello a cui ti riferisci, direi che il termine chiave e’ “naturalismo”, naturalismo filosofico.
    E il “tizio” chiave e’ nientepopodimenoche’ Willard Van Orman Quine.
    Serve aiuto per l’azzuffamento?🙂

  18. 18 Sarrus novembre 12, 2008 alle 9:40 am

    La discussione è qui:

    http://2909.splinder.com/post/18990378#comment

    Non so quanto valga la pena, nel senso che il tizio con cui sto “interagendo” sta diventando un po’ offensivo (soprattutto verso i matematici)… e poi forse è una discussione su questioni più terminologiche che altro (sebbene gli altri non mi sembrano proprio estimatori delle scienze esatte…)

  19. 19 hronir novembre 12, 2008 alle 1:28 pm

    Rispondo qui, per non “fomentare” di la’.
    Sembra proprio una questione terminologica.
    Secondo me devi accettare il fatto che ci sia anche un uso “sbagliato” ed “eccessivo” o almeno “fuoriluogo” dei metodi scientifici, o almeno l’uso di qualcosa che si vorrebbe far passare per scienza ma scienza non e’.
    Per questi casi, usiamo la parola “scientismo”.
    Si puo’ discutere su cosa sia scientismo e cosa no (e penso che ci troveremmo d’accordo che quel che molti vogliono far passare per scientismo e’ addirittura semplicemente buon senso), ma direi che possiamo accettare tranquillamente che lo scientismo esista. Nel senso che e’ vero che ci sono casi di “presunta” scienza che scienza non e’.

  20. 20 sagredo novembre 12, 2008 alle 1:45 pm

    Salve ragazzi. Ho visto il vs. manifesto e mi sono incuriosito:”Gli autori di Progetto Galileo quindi cercheranno in tutti i modi di smascherare le false notizie, le bufale e la disinformazione da cui siamo bombardati ogni giorno, anche con l’aiuto di segnalazioni, commenti e proposte dei lettori.”.
    Ho pensato che con una sola puntata di Voyager (RAI2) potete lavorare per un secolo! Non so se l’avete mai visto, c’e’ da scompisciarsi dal ridere.

  21. 21 Sarrus novembre 12, 2008 alle 2:11 pm

    @hronir: sono d’accordo. Oltretutto la discussione stava diventando sterile, quindi penso che non andrò avanti (lascio alla “simpatia” del mio interlocutore l’ultima parola…)

  22. 22 sagredo novembre 13, 2008 alle 7:53 am

    Salve,
    scusate se mi inserisco nella vostra dinamica dialettica.
    Credo che lo scientismo sia la pretesa di ricavare regole morali dall’osservazione scientifica della natura. Ad esempio sostenere che la xenofobia sia giusta basandosi sulle osservazioni di K. Lorenz piuttosto che il razzismo sbagliato perche’ non esistono le razze umane. Questi sono due esempi ma posso portarne altri con la carriola di Darwin…. Personalmente credo sia a rischio scientismo anche datare la sindone di Torino o genotipizzare il sangue della statua della madonna. Nel primo caso un’attivita’ legittima che pero’ non potra’ mai (sottolineo mai) falsificare una verita’ assiomatica (irriducibilità della nozione di verità). Ma il mondo e’ bello perche’ ognuno puo’ pensare come gli pare, ci pensa la selezione naturale a mettere le cose a posto (una concezione un po’ scientista, lo so).

  23. 23 Sarrus novembre 13, 2008 alle 9:15 am

    Interessante. In questo senso, un po’ di scientismo ci vorrebbe… è chiaro che dai fatti non si desumono i valori (legge di Hume?), però la scienza può supportare la morale: ad esempio, si può inquadrare il valore della vita umana all’interno di qualsiasi etica, ma la scienza può dire la sua circa il momento in cui questa finisce (cuore? cervello? il respiro?) o – aspetto più problematico – quando inizia (dal punto di vista biologico, si potrebbe ad esempio dire che non c’è un inizio, ma che la vita è un processo continuo).
    P.S. Sulla sindone non sono d’accordo, la verità assiomatica non è la sindone in sé (si può credere in Dio e Gesù, anche se la sindone è un falso)
    P.P.S. Tutto ciò è molto OT, non sarà mica un problema?

  24. 24 sagredo novembre 13, 2008 alle 10:35 am

    Bella discussione. Hai ragione fino ad un certo punto; la scienza e’ ambigua nel trovare confini, ed eccezionale nel crearne di strumentali (dissezione e riduzionismo docet), inventa della aree di probabilita’. Dove finisce un atomo? in effetti l’elettrone ha potenziale 0 all’infinito; qual’e’ il confine di una stella? quando muore effettivamente un uomo? o, meglio ancora, quando comincia e finisce il tempo? Sono tutte domande cruciali alle quali solo la tecnologia e’ in grado di “inventare” una risposta operativa. Per quanto riguarda la sindone, un teologo potrebbe risponderti che la verita’, in quel caso, e’ che la sindone di Torino e’ il simbolo materiale della passione di Cristo, no matter what. In questo senso e’ vera e stop. Con questi presupposti mica puoi discutere, basta vedere come riescono a reinterpretare le analisi del radiocarbonio.

  25. 25 hronir novembre 13, 2008 alle 8:33 pm

    Con scientismo si intende riferirsi genericamente ad un uso sbagliato della scienza. La “pretesa di ricavare regole morali dall’osservazione scientifica della natura” di cui parla sagredo è (solo) uno di questi usi sbagliati.

    Per entrare nel merito: secondo me i giudizi di valore non competono alla scienza, ma non per questo, come fate notare, questi valori possono considerarsi “indipendenti” dal quel che ha da dirci la scienza. Ne avevo parlato sul mio blog commentando Non Overlapping Magisteria di Gould.

  26. 26 sagredo novembre 14, 2008 alle 8:18 am

    Hronir, ho letto il post del link e non posso che condividerne completamente il contenuto. Non avevo mai riflettuto su un passo fondamentale del tuo post e cioe’:
    “c’è una sovrapposizione chiara e lampante, un vero e proprio conflitto di interessi fra scienza e religione. Un conflitto dovuto non a giudizi di valore della scienza, alla quale sono completamente estranei, ma ad affermazioni empiriche delle religioni.”
    In effetti, le tribolazioni di Galileo si inseriscono perfettamente in questo conflitto…..
    Grazie della lezioncina e spero che ci reincontreremo presto.

  27. 27 hronir novembre 14, 2008 alle 10:43 am

    Che complimenti!
    Grazie, a presto!🙂

  28. 28 Sarrus novembre 14, 2008 alle 10:58 am

    Personalmente trovo che ci sia overlap anche dall’altro lato, quello dei valori. Come forse ho già scritto in qualche altro post, sostengo la tesi che la scienza abbia dei valori suoi propri (tanto per dirne uno e per riallacciarmi al tuo post su Gould, il concetto di verità senza maiuscole). Spesso tra i valori della scienza e quelli della religione non può che esserci conflitto, o perlomeno difficoltà di conciliazione… e certi conflitti sono spiegabili secondo me con una sovrapposizione anche di tipo valoriale.

  29. 29 sagredo novembre 14, 2008 alle 1:30 pm

    Sarrus, certo che la scienza ha valori, i numeri sono valori😉. Ma non ha valori etici (bene e male); questi sono il pane della religione.

  30. 30 Sarrus novembre 14, 2008 alle 5:33 pm

    🙂

    So che è una tesi “controcorrente” e che l’idea della neutralità della scienza va per la maggiore, ma io insisto (ben inteso, non sono l’unico, non ho certo inventato nulla!): la scienza ha valori etici. Per la scienza, è “male” il concetto di Verità con la V maiscola, ad esempio. È “bene” invece l’oggettività (leggasi replicabilità) dei risultati, il confronto e lo scambio di idee, la conoscenza dei risultati esistenti (deduttivismo), la chiarezza espositiva (a parte per l’Italia), ecc. ecc… per non dire della razionalità di per sé (ma qui il discorso si fa più delicato).
    Insomma, io contesto la neutralità etica della scienza e credo che, di fronte agli spiriti antiscientifici che spesso emergono, bisognerebbe rimarcare i valori della scienza e non opporre una debole neutralità.

  31. 31 hronir novembre 15, 2008 alle 11:21 am

    Trovo pienamente condivisibili le considerazioni di Sarrus.
    Solo magari distinguerei fra scienza e scienziati.
    Sono gli scienziati, in quanto uomini, i portatori di valori. Sono loro che, arrivando alla Relatività Generale attraverso Copernico, Galileo, Netwon e tutti gli altri che stanno lì in mezzo, si sono resi conto dell’importanza del togliere le maiuscole al concetto di Verità. E’ la strada verso la Relatività che ci insegna i valori, non la Relatività stessa.
    E’ solo in questo senso che dico che la sovrapposizione c’è solo in un verso, perchè prendo in considerazione la scienza e non gli scienziati.
    Mentre per la religione è tutto diverso: lì il modo dei valori e il mondo empirico sono un tutt’uno, inestricabile e immutabile.

    Insomma, volendo rifrasare Sarrus, potrei dire che sì, sono d’accordo, essere scientizato ed essere religioso sono cose incompatibili, per sovrapposizioni in entrambe le direzioni, per conflitti anche in termini di valori.
    Mentre scienza e religione sono incompatibili per “invasioni di campo” sono in un senso.

  32. 32 sagredo novembre 15, 2008 alle 3:10 pm

    Premetto che non sono religioso ma totalmente agnostico. Goedel era un grande scienziato, un matematico, religioso e attaccato all’idea di Verita’, su cui credo abbia detto qualcosa di assai importante e cioe’ che e’ indimostrabile: non “male”. Insisto, la scienza e’ amorale, non ha concetti di “bene e male” al massimo ha “concordanza e discordanza di dati”. In parte, poi, stiamo confondendo la morale con la religione. L’idea di fondo che aleggia e’ quella di Oddifreddi: credere in Dio e’ irrazionale, concordo; and so what? Anche la paura e’ irrazionale, la rabbia e moltre altre emozioni sono irrazionali. Qualcuno un giorno dovra’ spiegarmi perche’ tutti i popoli hanno una religione. Forse e’ adattativa?

  33. 33 Sarrus novembre 18, 2008 alle 10:24 am

    La distinzione tra scienza e scienziati è doverosa, però, se la mettiamo in questi termini, c’è anche la distinzione tra religione e religiosi. Anche lì è il religioso, in quanto uomo, il portatore di valori. Per cui quando dico “la scienza ha valori”, mi riferisco implicitamente agli scienziati.
    Naturalmente esistono differenze. Ad esempio credo che il religioso tragga i propri valori dalla religione (o alcuni di essi, visto che non tutti sono integralisti.. e poi dipende dalla religione) in modo più “diretto” di quanto faccia lo scienziato con la scienza; mentre un cattolico è contrario all’aborto per ipse dixit (anche se poi magari ci ragiona sopra), uno scienziato concepisce la verità come qualcosa di relativo per una sorta di deformazione professionale, ma cmq è dalla scienza che questo valore deriva.

  34. 34 hronir novembre 18, 2008 alle 1:27 pm

    Sarrus, la distinzione fra scienza e scienziati non credo sia analoga alla differenza fra religione e religiosi.
    Fuor di metonimia, la scienza non ha valori ma gli scienziati sì.
    Al contrario la religione vuol farsi esplicitamente portatrice dei valori professati dai religiosi: non si può proprio dire che la religione, lei, non chi la professa, sia priva di valori.

    Sagredo, il punto è proprio che una religione non è (solo) un’insieme di precetti morali, come dicevo commentando Gould. Ed è lì che la questione “credere in Dio è irrazionale” non può porsi su un piano diverso da quello “à la Odifreddi”.

  35. 35 Sarrus novembre 19, 2008 alle 9:02 am

    Continuo ad avere un’opinione diversa… l’asserzione “la scienza non ha valori” è secondo me contestabile (implica una a-moralità della scienza confutata da secoli di riflessione filosofica ed epistemologica). Cmq ho ritrovato un bell’articolo al riguardo che avevo letto tempo fa, ve lo riporto (è interessante al di là della nostra discussione):

    http://www.estropico.com/id246.htm

  36. 36 fabster2 novembre 19, 2008 alle 10:27 am

    Solo un breve intervento…

    Stabilire ciò che è bene o male è il ruolo della morale, più che della religione.

    Può anche esistere una morale laica.

  37. 37 hronir novembre 19, 2008 alle 11:29 am

    Sì, fabster2, ma la religione ha|propone|impone una sua propria morale, la sicenza no.
    Gli scienziati, solitamente, hanno ciascuno una sua morale (laica?) che pero’ effettivamente ha spesso alcuni tratti tipici e comuni, legati alla propria “professione” (la morale della scienza cui si riferisce Sarrus). Se vogliamo riferirci a questo quando parliamo di “valori della scienza”, per me va benissimo, ma resta chiara la profonda differenza di status rispetto ai i valori di una religione.

  38. 38 Sarrus novembre 19, 2008 alle 12:47 pm

    Assolutamente d’accordo sulla differenza di status, probabilmente stiamo dicendo le stesse cose… ma, tanto per esserne sicuri ed evitare fraintendimenti solo terminologici (morale della scienza/religione vs. morale degli scienziati/religiosi), propongo un esempio su cui ragionare (è iper semplificativo!):

    1) Il religioso dice “la vita è intoccabile” (principio della “sacralità” della vita)

    2) Lo scienziato dice “la conoscenza è meglio dell’ignoranza” (principio di “eusofia”)

    Io penso che in entrambi i casi, si tratti di valori “sinceri” e percepiti anche in modo a-razionale dai due individui. Ora, siamo d’accordo se dico “Il religioso deriva il valore della sacralità dalla religione (le cui norme sono studiate dalla teologia)”; ma non pensi che si possa anche dire “Lo scienziato deriva il valore di eusofia dalla scienza (le cui norme sono studiate dall’epistemologia)”? O no? Ferme restando tutte le differenze del caso (lo scienziato non ha una “bibbia della scienza” che gli dica espressamente che la conoscenza è meglio dell’ignoranza… però di certo non è un valore che ha preso dalla sua moralità laica o, che so, dalla sua fede calcistica o da altre dimensioni che non siano legate al fatto di essere uno scienziato).


  1. 1 Le notizie dalla rete del novembre 2008 | Giannisilei.it Trackback su gennaio 6, 2009 alle 6:36 pm

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