C’è clonazione e clonazione

Secondo un recente sondaggio Eurobarometro, la grande maggioranza degli italiani (78.8%) dichiara di conoscere il significato del termine clonazione animale, anche se poi solo un terzo (31.3%) è cosciente del fatto che tale processo non preveda la “modificazione genetica”. Per una volta siamo in buona compagnia: l’ordine con cui si sono classificati i paesi europei riserva delle sorprese inattese. Il sondaggio prosegue con diverse domande riguardanti la moralità, l’appetibilità, l’etichettatura dei generi alimentari eventualmente prodotti a partire da animali clonati, con risposte abbastanza scontate.

«Il 79 % degli italiani – sottolinea la Coldiretti – conosce infatti in cosa consiste la tecnica della clonazione animale, ma ritiene che siano chiari gli effetti di lungo periodo sulla natura (81 %), che potrebbe compromettere la biodiversità (63 %), che causi sofferenza agli animali (52 %) e che sia moralmente sbagliata (69 %). Il 64 % ritiene pertanto che la clonazione a fini alimentari non sarebbe mai giustificabile con la maggioranza dei cittadini che non comprerebbe mai latte o carne da animali clonati e per questo il 78 % ha dichiarato che un sistema di etichettatura dovrebbe essere reso obbligatorio qualora fossero venduti prodotti derivati dalla progenie di animali clonati.»

Ma, aspettate un attimo, in pratica di che animali e prodotti si sta parlando?
In zootecnia, per ottenere numerosi individui geneticamente identici si utilizza una tecnica messa a punto nella prima metà degli anni ’80: lo splitting degli embrioni. Questo si ottiene fecondando in vitro un ovulo e dissociando la blastocisti formatasi prima dell’impianto nell’utero – lo stesso meccanismo che genera i gemelli. Ciò porta alla nascita di individui identici fra di loro, ma geneticamente diversi dai loro genitori.

Lo scopo di questa tecnica è quello di amplificare la progenie di genitori dalle caratteristiche ottimali, ad esempio una maggiore produzione di latte; ma non sempre dall’incrocio di due animali che hanno i tratti desiderati si ottengono dei figli con le stesse caratteristiche ottimali dei genitori: in qualche occasione potrebbe esser utile poter riprodurre animali identici a quelli già adulti. In questo caso entra in gioco la clonazione: attraverso il trasferimento del nucleo di una cellula somatica adulta all’interno di una cellula uovo, è possibile ottenere, dopo molti sforzi, un embrione da impiantare che, al termine della gestazione, darà origine ad un individuo geneticamente identico al donatore adulto, la cosiddetta SCNT.

Ma che probabilità ha un animale generato con questa tecnica di finire nel nostro piatto? Con un costo per capo da sette a dieci volte maggiore (15-20,000 $ contro 2,000$) è altamente improbabile che un animale generato con questa tecnica venga allevato al fine della macellazione, mentre è sempre possibile che latte e derivati prodotti da questo animale raggiungano il mercato.

Quindi a che scopo vengono clonati gli animali se non per una produzione massiva di cibo? Una risposta sta sicuramente nella maggiore rapidità con la quale si possono selezionare linee animali che portano stabilmente dei tratti desiderabili come ad esempio una crescita più veloce o una minore suscettibilità a malattie. Così ad essere clonati sarebbero esclusivamente i progenitori, lasciando alle tecniche tradizionali il compito di generare gli animali destinati alla produzione vera e propria, ed infatti è su questo campo che si sta spostando la crociata contro l’uso delle nuove tecnologie nella produzione alimentare. Non è un caso che nelle domande del sondaggio citato all’inizio vengano sempre associati gli animali clonati ai loro discendenti.

Un rischio paventato è che il processo di clonazione possa alterare l’espressione genica e quindi la composizione proteica delle carni e del latte di animali clonati, ma questa ipotesi è stata sconfessata in uno studio internazionale pubblicato su PNAS nel 2005. In ogni caso la clonazione non prevede nessun genere di alterazione geneticamente trasmissibile ed infatti non solo non sono state identificate differenze significative fra i donatori adulti ed i loro cloni ma, come ci si attende, neppure fra i discendenti della coppia di donatori ed i discendenti della coppia di cloni. E allora per quale motivo si dovrebbero considerare in qualche misura speciali i discendenti degli animali clonati?

Mountpalomar

11 Responses to “C’è clonazione e clonazione”


  1. 1 hronir ottobre 15, 2008 alle 7:33 am

    La cosa che mi colpisce, infatti, e’ che si prenda per oro colato la dichiarazione dell’intervistato sul fatto di conoscere o meno in cosa consista la tecnica di clonazione. Un “non so”, va bene, ma se uno credesse soltanto, di sapere?
    Uno dei problemi della divulgazione scientifica e’ proprio questo: informare. Non si puo’ pretendere di prendere decisioni di natura politica su temi di carattere scientifico “su base popolare”: non almeno se non si e’ fatta un’adeguata campagna di informazione. Precisamente il dato che citi (che la maggior parte dice di sapere cos’e’ la clonazione, ma quasi la meta’ crede che si tratti di effettuare modifiche genetiche…) dovrebbe inficiare del tutto i “risultati sociologici” di un simile sondaggio: la gente ha un’opinione sulla clonazione che e’ basata su false convinzioni!

  2. 2 Steven World Now ottobre 15, 2008 alle 7:45 am

    L’Unione Europea con una direttiva ha bandito il consumo e l’esportazione / importazione D carne clonata ( Fonte: http://stvenworldnow.wordpress.com/2008/09/11/ue-no-alla-clonazione-animale/ ): ma insomma come facciamo a tutelarci?

  3. 3 clodovendro ottobre 15, 2008 alle 8:08 am

    Io che di biologia sono un po’ ignorantello mi domando: ma non è che iperselezionando le specie in modo da (per esempio) stabilizzare la combinazione genetica che permette alle mucche di fare tanto latte (tramite clonazione o altro) rischiamo di avere mucche tutte sensibili ad una qualche malattia e quindi rischiamo di giocarcele tutte nell’arco di pochi mesi per via di una epidemia? Avere un’alta variabilità genetica non serve proprio a prevenire queste cose?

  4. 4 fabristol ottobre 15, 2008 alle 8:48 am

    Per Steven

    tutelarci dall’ignoranza o dagli animali clonati?😉
    Comunque nel link che metti c’e’ questa frase: “negli animali clonati, infatti, vi è una maggiore incidenza D malattie.” Come abbiamo detto nel post non vi e’ alcuna base scientifica che gli animali clonati abbiano una maggiore incidenza di malattie. Altrimenti avremmo i gemelli omozigoti del mondo tutti malati.😀

  5. 5 Luce Vera ottobre 15, 2008 alle 9:05 am

    Volevo ringraziare tutti voi per avermi fatto ben comprendere quello che credevo di sapere riguardo questo argomento….”poco e male”!!!.

    Mi sono permesso di dedicarvi un post

    http://donareonline.com/2008/10/15/donare-un-commento-al-giorno-c’e-clonazione-e-clonazione/

    Fatemi sapere se siete d’accordo, in caso negativo smobilito tutto, altrimenti tra un paio d’ore dovrebbero arrivarvi un po’ di commentatori…
    😉

  6. 6 fabristol ottobre 15, 2008 alle 12:54 pm

    Per Clodovendro

    Certo il pericolo e’ reale, ma riguarda gli allevatori, non i consumatori. Ed e’ un problema ricorrente anche con allevamenti tradizionali, dove a causa dell’ inbreeding tra consaguinei per mantenere un carattere le razze diventano molto deboli e fragili. E’ un problema che riguarda l’allevamento di animali di razza ormai da millenni.

  7. 7 fabristol ottobre 15, 2008 alle 12:54 pm

    @ Luce vera

    Grazie mille, anceh per il link😉

  8. 8 abdita ottobre 15, 2008 alle 1:30 pm

    Tecnofobia! In effetti spesso si ha paura di ciò che non si conosce. Le manipolazioni genetiche sulla persona sono sempre un rischio per la sua dignità, ma quelle sugli animali credo siano da guardare con occhi completamente diversi. Da profana mi sono meravigliata anche quando ho scoperto che alcune tecniche riproducono in larga scala effetti provocati da antiche esplosioni nucleari e quindi, tutto sommato, da fenomeni naturali.


  1. 1 Donare un Commento al Giorno: C’è clonazione e clonazione | Donare Online Trackback su ottobre 15, 2008 alle 8:38 am
  2. 2 Novità « Mount Palomar Trackback su ottobre 15, 2008 alle 11:53 am
  3. 3 Nazismo negli USA « Progetto Galileo Trackback su gennaio 28, 2009 alle 7:22 am

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