Andamento dei ghiacci polari

In giugno di quest’anno, alcuni scienziati hanno dichiarato a National Geographic che c’erano buone possibilità che il Polo nord si sarebbe trovato libero dai ghiacci entro l’estate, a causa del riscaldamento globale (antropogenico, sottinteso). La storia ha trovato una buona risonanza sui nostri media.

Ma la previsione si è avverata? Andiamo a vedere le misure prese dai professionisti del ghiaccio, ovvero lo NSIDC.

Per iniziare, in agosto il Polo Nord è rimasto completamente occupato dai ghiacci. Inoltre, il grafico, aggiornato giorno per giorno, della differenza fra l’estensione del ghiaccio nel 2008 e quella del 2007 dimostra che l’estensione del ghiaccio è stata leggermente minore rispetto all’anno scorso in giugno, per poi portarsi a valori costantemente maggiori – anche se di poco. L’andamento dell’estensione del ghiaccio in agosto (rispetto alla media 1979-2000) ha una decisa pendenza negativa, ma l’estensione ha raggiunto il suo punto più basso nel 2007 per poi risalire bruscamente quest’anno.

La previsione del Polo Nord libero dai ghiacci si è rivelata finora errata, e la situazione complessiva sembra essere migliore dell’anno scorso. Sembra, perchè una maggiore estensione di ghiaccio più sottile può corrispondere and un minore volume totale, ed il minore scioglimento di quest’anno può essere dovuto a fattori transitori che scompariranno nel 2009.

Ma i media sono notoriamente di memoria corta quando si tratta di smentire storie sensazionali da loro stessi pubblicate, e quindi il Corriere e La Repubblica (la seconda in particolare) continuano a passare articoli dal taglio allarmistico, battendo sull’apertura simulatanea del passaggio a Nord-Ovest e quello a Nord-Est.

Aggiornamento: Il grafico della differenza di superficie ghiacciata viene aggiornato quotidianamente. Dopo l’insolitamente alto tasso di scioglimento in agosto 2008, sembra che il disgelo sia ormai arrivato alla fine con l’estensione ghiacciata maggiore che nel 2007.

Fabster

9 Responses to “Andamento dei ghiacci polari”


  1. 1 fabiobiker settembre 15, 2008 alle 11:38 am

    ciao,
    guardando le tabelle allegate, sembra comunque che la tendenza per le variazioni di superficie sia linearmente negativa: quindi la diminuzione appare reale e costante dagli anni 80 ad oggi, al di ladelle oscillazioni annuali.

    Leggo bene?
    Se è così e il trend rimane costante, è fondato aspettarsi la scomparsa dei ghiacci polari a breve-medio termine.

    Quale sia la causa… questo è un altro argomento.

    Fabio

  2. 2 fabristol settembre 15, 2008 alle 2:10 pm

    Il fatto e’ che dal grafico si vee bene che l’estensione dei ghiacci e’ aumentata nel 2008. Cio’ significa che il passaggio a Nord-ovest era gia’ aperto dall’estate scorsa. O mi sbaglio?
    E’ comunque vero che si tratta di fluttuazioni tra un anno e l’altro che sono fisiologiche. Alla fine per questi dati bisogna sempre guardare alle misure su lungo termine e non come fanno i negazionisti sul singolo mese o anno.
    Pero’ e’ curiosa questa cosa: in teoria lo scorso agosto una nave avrebbe potuto circumnavigare il polo meglio di qeust’anno.

  3. 3 Lopo settembre 15, 2008 alle 2:12 pm

    Mi pare che il bersaglio e le modalità della critica formulata del post non siano ben focalizzate, senza offesa.
    Da come è scritto, sembra che il Corriere e Repubblica debbano scusarsi ora per aver pubblicato una previsione non verificatasi: a me pare piuttosto che si sarebbero dovuti scusare subito dopo aver pubblicato un titolo come “Entro l’estate Polo senza ghiaccio”, a prescindere dal fatto che ciò accadesse davvero 3 mesi dopo. Questo perché le dichiarazioni raccolte dal National Geographic non prevedevano che ciò avvenisse necessariamente, ma che ci fosse la possibilità, e non certo perché si erano svegliati così quella mattina:
    – il 2007 era stato l’anno col record negativo di estensione dei ghiacci artici;
    – nonostante una ripresa invernale maggiore di quella dell’anno precedente, l’estensione all’inizio della stagione del disgelo rimaneva inferiore alla media;
    – in primavera il tasso di disgelo era stato a tratti ancora maggiore di quello della primavera 2007, quindi era possibile aspettarsi che il record negativo di quell’anno fosse battuto;
    – come segnalato anche dal post, proprio in giugno si era verificato il temporaneo “sorpasso”;
    – dato l’eccezionale disgelo del 2007, gran parte del ghiaccio era di recente formazione, quindi più sottile, e, stando ai dati portati dagli scienziati citati da National Geographic, l’area intorno al Polo Nord geografico era coperta appunto da questo ghiaccio fragile che avrebbe potuto andare disciolto quest’estate. Da notare che si riferivano al Polo Nord geografico, non all’Artico intero con con cui ci si riferisce comunemente dicendo “Polo Nord” nelle discussioni o nel giornalismo non specialistico.

    Del resto, gli stessi “specialisti del ghiaccio” del NSIDC affermavano, ad Aprile, che “relatively thin, first-year ice now covers 72% of the Arctic Basin, including the region around the North Pole; in 2007, that number was 59%. Usually, only 30% of first-year ice formed during the winter survives the summer melt season; in 2007, only 13% survived.”
    Nell’ultimo report (4 settembre) affermano inoltre che “Following a record rate of ice loss through the month of August, Arctic sea ice extent already stands as the second-lowest on record, further reinforcing conclusions that the Arctic sea ice cover is in a long-term state of decline. With approximately two weeks left in the melt season, the possibility of setting a new record annual minimum in September remains open.”

    Francamente, e da ipercritico del giornalismo italiano in materia scientifica, mi trovo a sperare che al Corriere e a Repubblica non seguano l’auspicio di questo post, perché scusarsi per una “previsione” (che non era tale) non avverata in questo caso apparirebbe solo come un minimizzare la situazione e fare del sensazionalismo di segno opposto, dello stile “Gli scienziati hanno torto, va tutto bene, Kyoto è catastrofismo”. Per di più senza la dovuta (questa sì) ammenda su un modo di informare per cui una possibilità diventa certezza (nella genetica, nella climatologia, nella fisica delle particelle, ecc. ecc.)

  4. 4 Lopo settembre 15, 2008 alle 2:24 pm

    Sempre dai report del NSIDC, questo è il secondo anno di fila in cui si è aperto il Passaggio a Nord-Ovest di Amundsen:

    Da un punto di vista della navigazione, è una rotta molto difficile, commercialmente sarebbe utilizzabile solo il passaggio più a Nord (quello del Canale di Perry), che si aprì per la prima volta l’anno scorso a metà agosto (cominciò a ghiacciarsi di nuovo nella prima metà di settembre). Quest’anno il Canale di Perry era dato in apertura alla fine di agosto ma nel report del 4 settembre non se ne parla.

  5. 5 FabioC. settembre 15, 2008 alle 3:54 pm

    Il problema che volevo mettere in luce è il sensazionalismo dei media: si cattura l’attenzione col titolo drammatico, ma raramente si fornisce il contesto nel quale collocare i fatti (e poi dare una predizione con associata incertezza per vera, il reale peccato originale in questo caso). Forse non ci sono riuscito bene. D’altra parte nessuno dei media citati racconta dell’incremento di superficie ghiacciata rispetto al 2007.

    Il contesto, è senza dubbio, quello di una marcata diminuzione dei ghiacci artici nelle ultime decadi, ed il lieve recupero del 2008 non modifica la situazione. Catastrofe imminente? Non lo so. Dovremo aspettare almeno la fine di questo disgelo, e quello del 2009, per saperne di più.

    Non mi piace il termine negazionista – riferito al riscaldamento globale antropogenico – perchè ci sono ottime ragioni per dissentire dalla visione dello IPCC senza negare che ci sinao cambiamenti climatici in atto, e che le attività umane possano contribuirvi.

  6. 6 Francesco settembre 17, 2008 alle 5:34 pm

    Volevo segnalare questo articolo http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/arcobaleno-contrario/arcobaleno-contrario/arcobaleno-contrario.html
    che riguarda un altro tipo di ghiaccio.
    Nell’articolo si parla di un arcobaleno atipico, detto “arco circumzenitale”, che sembrerebbe dovuto alla rifrazione della luce solare da parte di minuscole particelle di ghiaccio. L’arcobaleno è stato avvistato a Cambridge,mentre di solito è un fenomeno che di solito avviene in zone molto più fredde. Nell’articolo si avanza l’ipotesi che il fenomeno sia dovuto alle mutate condizioni climatiche. Ma non siamo in una fase di riscaldamento globale?

  7. 7 FabioC. settembre 17, 2008 alle 8:56 pm

    Eh. Questo articolo si potrebbe prendere come spunto per dello humor anti-allarmista, o per un pistolotto sul come l’aumento delle temperature medie globali possa comunque portare più caldo in certe zone e più freddo in altre.

    Ma in realtà la storia dimostra soltanto che troppe persone sono troppo leste ad infilare i “mutamenti climatici” nella spiegazioen di ogni fenomeno meteorologico (e non solo) insolito.

  8. 8 Francesco settembre 18, 2008 alle 1:17 pm

    …. oppure di come la logica sia aliena a molti giornalisti italiani..

  9. 9 filipporiccio settembre 22, 2008 alle 11:27 am

    In realtà l’arco circumzenitale è un fenomeno abbastanza frequente:

    http://www.atoptics.co.uk/halo/common.htm

    Basta fare una ricerca su Google!


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