No al mais OGM, ma sì alle zanzare OGM

Interessante articolo di Anna Meldolesi apparso su Il Riformista di oggi 1 Luglio. Nota: non ho trovato il pezzo sulla rassegna stampa della Camera o sul sito del Riformista, ma qui.

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“Chissà cosa ne pensano il ministro ombra dell’ambiente Realacci, il responsabile ambiente del Pd Della Seta e gli altri ecologisti che sono sopravvissuti allo tsunami elettorale sparpagliati qua e là tra Ong e minicorrenti. Un gruppo internazionale di ricerca, guidato dall’italiano Andrea Crisanti dell’Imperial College London, ha intenzione di effettuare esperimenti con zanzare Ogm nel nostro paese, per cercare di capire se è possibile applicare la strategia degli insetti sterili alla lotta contro la malaria. Lo ha anticipato l’Ansa qualche giorno fa e ieri Repubblica ha rilanciato la notizia. Ma da una rapida consultazione dei siti web nostrani – dai verdi, a Legambiente, alla Fondazione per i diritti genetici – non emergono pronte reazioni da parte del mondo ecologista. Eppure le zanzare se ne vanno in giro più del polline e a differenza degli innocui vegetali possono trasmettere malattie pericolose per l’uomo. Possibile che le preoccupazioni per la salute umana e la tutela dell’ambiente scompaiano quando si parla di modificare geneticamente un insetto che punge l’uomo anziché un docile semino di mais?

Per cercare una spiegazione si può partire dalla più classica delle domande: chi ci guadagna? Le zanzare Ogm al momento si presentano come un business piuttosto inconsistente, roba da filantropi più che da speculatori, tant’è vero che la gran parte dei fondi internazionali destinati al settore proviene dalla fondazione di Bill Gates. Inoltre nessuna lobby politica o economica in Italia si sente minacciata dagli insetti Ogm.Tutto il contrario degli Ogm in campo agrario: qui ci sono le famigerate multinazionali dell’agribusiness, che ormai nell’immaginario di certa sinistra hanno rubato la scena persino all’industria delle armi. E soprattutto c’è la lobby contraria, con la stanza dei bottoni nella sede di Coldiretti, che non deve essere meno potente se è vero che da noi sono bloccate persino le sperimentazioni universitarie più banali. I berretti gialli hanno trovato nelle sementi Ogm uno strumento propagandistico efficace a vantaggio del made in Italy, ma perché dovrebbero sgolarsi contro le zanzare Ogm che non si prestano a sostenere nessuna campagna protezionistica? Il ragionamento fila, ma c’è anche una seconda spiegazione, che completa la prima e riserva qualche clamorosa sorpresa. In realtà Coldiretti è coinvolta in prima linea nello sviluppo della tecnica degli insetti mutagenizzati in Italia, essendo uno dei soci fondatori del CentroAgricoltura e Ambiente «Giorgio Nicoli» insieme ad altri soggetti tradizionalmente contrari alle biotecnologie come il Wwf e la provincia di Bologna.

Come racconto sul numero di luglio del bimestrale di scienze Darwin, mentre i villeggianti della riviera romagnola cercano di proteggersi con gli spray repellenti, a un centinaio di chilometri di distanza il Centro Agricoltura e Ambiente sta liberando centinaia di migliaia di giovani zanzare. Non si tratta di Anopheles, come negli esperimenti annunciati da Crisanti, ma di Aedes albopictus. Questa specie è nota a tutti come zanzara tigre e può veicolare alcuni virus patogeni per l’uomo, da chikungunya a dengue. L’entomologo responsabile del progetto, Romeo Bellini, ha cominciato in aprile a rilasciarne 40.000 alla settimana spartendole in egual misura tra due piccole località della regione (Boschi di Baricella in provincia di Bologna e Budrio di Correggio in provincia di Reggio Emilia) e andrà avanti fino a settembre. Non si tratta di esperimenti in serre confinate, come per Crisanti, ma di veri e propri rilasci in aperta campagna. Il bello è che non è la prima volta – negli anni passati è toccato a Desenzano, Rimini e Santa Monica di Misano – e non ha dovuto chiedere il permesso a nessuno. I suoi insetti infatti godono di una sostanziale deregulation perché non risultano Ogm davanti alla legge. Il buonsenso però dice che sono anch’essi geneticamente modificati, perché sono stati irraggiati con radiazioni gamma che hanno messo a soqquadro il loro genoma al punto da renderli sterili al 99%. E nessuno sa quali mutazioni si porti a spasso quell’1% che sterile non è e potrebbe contenere anche qualche sparuto esemplare di sesso femminile. Mi auguro sinceramente che Bellini possa continuare senza troppi problemi le sue utili ricerche in un settore di frontiera e spero che i ricercatori che lavorano nel campo della mutagenesi non conoscano mai il mobbing che è toccato ai loro colleghi dell’ingegneria genetica. Ma non posso fare a meno di rivolgere una domanda a Realacci,Della Seta e compagni, soprattutto dopo che Legambiente ha chiesto ai ministri Zaia e Prestigiacomo di mantenere il blocco delle sperimentazioni con Ogm vegetali. Perché i normali esperimenti con piante Ogm devono essere oggetto di un perverso ostruzionismo politico e burocratico, mentre le zanzare mutanti possono volare liberamente?”

25 Responses to “No al mais OGM, ma sì alle zanzare OGM”


  1. 1 J_B luglio 2, 2008 alle 7:48 am

    Se escludiamo qualche fumetto americano degli anni ’50 quali sono le probabilità che una zanzara irradiata con raggi gamma sviluppi una mutazione che la renda pericolosa per l’uomo? Anche tralasciando le fantasiose idee di zanzare giganti o zanzare velenose direi che una zanzara irraggiata al massimo si becca un bel tumore.
    Questo è ben diverso da prendere il genoma di una zanzara e aggiungerci un pezzetto in modo che la “zanzara mutante” abbia qualche funzionalità in più o in meno.
    Con tutto che io (da bravo scienziato) tendo ad essere favorevole alla ricerca a prescindere, capisco anche chi si spaventa un po’ per il “docile semino di mais” a cui qualcuno ha aggiunto pezzi di genoma visto che le interazioni di questi col resto del corredo cromosomico del mais non sono ben comprese. In questo caso la probabilità che un semino di mais impazzito si metta a produrre tossine non è particolarmente peregrina. Ancora meno peregrina è l’idea che coltivare un unico tipo di mais riduca la bio-diversità e che quindi esponga le coltivazioni a epidemie che potrebbero falciare via l’intera produzione annuale.

    Poi è chiaro, se venissi a sapere che vicino a casa mia qualcuno si diletta a spargere 40.000 zanzare la settimana nell’aria penso che mi ci vorrebbe poco ad organizzare un linciaggio in vecchio stile (avete presente torce e forconi?)😉

  2. 2 Den luglio 2, 2008 alle 8:41 am

    Vorrei far notare che:

    1) Mutazioni indotte per irraggiamento NON rientrano strettamente nelle tecniche dell’ingegneria genetica; o meglio, non della ingegneria genetica che è oggi avversata in campo agricolo. Ovvero: con OGM si intendono soggetti in cui, in maniera mirata, viene elaborato il DNA togliendo geni ed introducendone altri, anche appartenenti a pool disgiunti da milioni di anni.

    2) Le tecniche di cui parla l’articolo (l’irraggiamento) sono usate in agrotecnica da svariati decenni, per accelerare un processo altrimenti lento (la creazione di nuove varietà).

    3) La stessa diffusione nell’ambiente di insetti resi sterili da mutazioni indotte è sperimentata *in agricoltura* da anni, rientrante nel gruppo dei cosidetti metodi di “lotta integrata” ai parassiti – assieme al trattamento con ormoni, alle trappole sessuali, ecc ecc.

    Ergo: le considerazioni dell’articolista sono TOTALMENTE SBAGLIATE. Non c’è nulla di strano che il mondo agricolo non si opponga a quel progetto, essendo nei fatti un diverso uso (salvare vite umane anzichè i raccolti) di agrotecnologie.

    Con questo non sto dicendo che gli OGM strettamente tali siano il male, o che al contrario non siano necessarie attenzione anche nel caso di mutazioni indotte; resta che il giornalista ha preso una grossa cantonata, il che è probabilmente la ragione per cui è stato fatto passare in sordina dalle rassegne stampa.

    Ma… in sunto: cosa c’è di “interessante” in quel pezzo? Ignoranza, saccenza e visione lobbistico-complottista della realtà sono frequenti tra i giornalisti… che c’è di strano?

  3. 3 fabristol luglio 2, 2008 alle 8:55 am

    Per tutti

    beh a leggere i vostri commenti ora mi avete fatto venire i dubbi.😉
    Sì forse chi ha scritto il pezzo ha esagerato; anche io all’inizio mi sono chiesto perché considerava degli animali resi sterili “OGM”. Tecnicmanete sono OSA (organismi sterilizzati artificialmente..se mi passate il neologismo).
    Però il pericolo invece credo che sia giustitifcato forse più del mais. Perché se è vero quello che si dice vengono liberati nell’aria sciami di zanzare tigre, potenziali portatori di malattie all’uomo. E la sterilità indotta dall’irraggiamento non è al 100%. E le zanzare si spostano e si riproducono molto più velocemente del mais. Per giunta delle controindicazioni del mais mutato geneticamente abbiamo poche prove certissime, ma delle malattie trasmissibili attrateverso la zanzara tigre sì.

  4. 4 Den luglio 2, 2008 alle 9:56 am

    Fabristol, da quel che ho capito io dall’articolo, non sono zanzare sterilizzate ma sottospecie sterili ottenute per irraggiamento.

    D’altra parte però non credo sia neppure voluta sterilità assoluta: lo scopo dell’introduzione in ambiente è ridurre il tasso riproduttivo delle specie naturali, e a tal scopo paradossalmente sarebbe più efficace una sottospecie che incrociata generi zanzare poco feconde piuttosto che nuovamente totalmente sterili – altrimenti si estinguerebbe rapidamente l’effetto.

    Quanto al fatto che un insetto possa essere più pericoloso, non so dirlo. Vero che ci punge e che si muove parecchio, ma pericoli diretti dalle punture sono minimi: sono parassiti e virus trasportati a far danni. Per contro, è vero che i vegetali non pungono… ma ce li mangiamo, e le quantità sono difficili da misurare.

    Prendiamo ad esempio il caso che una mutazione induca a produrre tossine: perchè via zanzara siano dannose dovrebbero riguardare nello specifico la sostanza che ci iniettano per anestetizzare in loco, e comunque viste le quantità essere di una potenza ignota in natura per far danni, e senza che sia nociva per la zanzara stessa (specie velenose ce ne sono, ma hanno avuto una selezione lunghissima e si sono specializzate per tale situazione). Mi sembra insomma abbastanza improbabile che mutazioni per irraggiamento creino una zanzara ipervelenosa, che incrociandosi non sia più sterile, e senza che gli scienziati se ne accorgano nei loro test.

    Per contro, dei vegetali mangiamo il corpo, quindi qualsivoglia tossina prodotta dalla mutazione arriverebbe a noi. Inoltre per tante tossine alimentari vale l’effetto accumulo, che si potrebbe notare solo sul lungo termine, mentre non mi risultano effetti analoghi per causa avvelenamento da contatto/puntura. C’è poi da notare il fatto che si tratterebbe di due specie di regni diversi: svariate sono le sostanze tossiche per le specie animali e non per quelle vegetali. Che quindi si sviluppi una mutazione in sè florida ma pericolosa non sarebbe strano – tant’è che il numero di piante non edibili è enorme.

    Insomma… non so dire cosa sia più pericoloso. Resta che, come detto, mutazioni sterili di insetti sono già sperimentate da tempo in agrotecnica: niente di strano che le associazioni agricole partecipino anche a questo esperimento.

  5. 5 Meristemi luglio 2, 2008 alle 11:12 pm

    Comunicazione di servizio: il link alla fonte dell’articolo non funziona.

  6. 6 fabristol luglio 3, 2008 alle 10:09 am

    Per Den

    aspettiamo l’articolo che apparira’ su Darwin. magari scopriamo particolari in piu’.

    Per Meristemi

    Corretto! Grazei mille😉

  7. 7 anti-moderno luglio 4, 2008 alle 7:57 am

    Che delizia trovare un blog di scienziati!!
    Qui posso davvero essere anti-moderno.
    Naturalmente dal mio punto di vista è tutto sottosopra, perchè agli umani piace girare colle scarpe in testa, e si vede!!.
    Quest’articolo rivela il carattere folle dell’uomo.
    Riflettiamo: Ma che ce ne frega di tutte queste storie di zanzare? oh, umano….Sei fuori come un balcone! Perchè ti sbatti tanto per delle banalità simili? Lascia perdere!
    Stiamo semplicemente buttando via il nostro tempo in stupidità……scienziati o primitivi….stiamo lodando una civiltà di poveri tonti….

  8. 8 Den luglio 4, 2008 alle 8:53 am

    Ecco sì, ci mancava l’ennesimo mitomane santone, che ci salverà tutti dalla modernità (anche se oramai post) ammonendoci tramite gli strumenti della stessa.

    Mi chiedo: l’umiltà è pratica così dura? Se non si sa nulla di scienza, non è meglio tacere? Specie se dei prodotti della stessa ci si avvale ogni giorno…

  9. 9 fabster2 luglio 4, 2008 alle 1:13 pm

    Perchè interessarsi delle zanzare? Perchè sono fastidiose, ed anche trasmettono malattie. Riuscire a limitarne la popolazione senza usare insetticidi tossici sarebbe una cosa utile.

    Forse l’articolo della Meldolesi è un po’ fuori bersaglio, ma mi sembra che colga un problema reale: per le verdure geneticamente modificate c’è chi chiede di applicare un estremo principio di precauzione; d’altra parte questa immissione di animali che potrebbero forse avere mutazioni dannose non viene nemmeno discussa.

    C’è una disparità di trattamento.

  10. 10 fabristol luglio 4, 2008 alle 1:28 pm

    Si in effetti l’articolo e’ piu’ mirato politicamente piuttosto che scientificamente. La tesi dell’articolo e’: perche’ ci si strappa i capelli per l’immissione di piante o animali modificati ma non per quelli finanziati dalla Coldiretti.

  11. 11 fabio luglio 4, 2008 alle 5:19 pm

    Parlavo di zanzare Ogm proprio l’altro giorno sul mio blog:

    Malaria: quando la precauzione uccide

    James Miller, su Overcoming Bias, ci ricorda che la malaria uccide un milione di persone ogni anno, ma una zanzara Ogm resistente al parassita causa della malaria potrebbe, se liberata nell’ambiente, competere con successo con le zanzare portatrici, riducendole al 30% nel giro di poche generazioni (qui un articolo della BBC al proposito). Il problema e’ che i ricercatori in questione stimano che ci vorranno fra i dieci e i venti anni prima che tale progetto sia approvato, perche’ sara’ necessario condurre ricerche su “tutti gli aspetti sociali, etici e legali associati al rilascio di organismi transgenici nell’ambiente.” Ovviamente cio’ potrebbe significare altri 10-20 milioni di vittime… Il commento di James Miller: “Io non sono un biologo, ma faccio fatica a credere che gli effetti negativi del rilascio di zanzare Ogm possano anche solo avvicinarsi al male oggi causato dalla malaria.” Miller conclude lanciando un appello ai ricercatori in questione: “rilasciate le zanzare Ogm appena avranno ragionevoli probabilita’ di successo, anche se cio’ viola la legge e la fiducia dei vostri colleghi.” Irresponsabile? Non quando il principio di precauzione uccide…

    http://estropico.blogspot.com/2008/07/malaria-quando-la-precauzione-uccide.html

  12. 12 bacillus luglio 4, 2008 alle 6:37 pm

    Ehm, scusate l’intromissione, signori. Non sono uno scienziato. Sì, sono un semplice contadino. Eppure mi sento di dire – anche a chi si è definito, appunto, scienziato – che in questi interventi ci sono poche idee, ma ben confuse.
    Innanzitutto. Nessuno ha letto “Ogm. Storia di un dibattito truccato” di Meldolesi? Lo consiglio. Testo ben fatto, ricco di riferimenti scientifici e tecnici collocati magistralmente in un percorso storico ottimamente ricostruito. Userei molta cautela prima di dire che la Meldolesi su questo tema dice boiate.
    Poi vorrei capire. A quanto pare, la tesi è questa:
    la mutazione del patrimonio genetico di un organismo, ottenuta in questo caso tramite radiazioni ionizzanti, benché comporti la modifica casuale di numerosi geni, non rappresenta un pericolo;
    la mutazione del patrimonio genetico di un organismo, ottenuta tramite l’introduzione di uno o pochi geni (ben conosciuti), rappresenta un potenziale pericolo.
    La posizione mi pare sorprendente. Perché focalizza il giudizio riguardo l’effetto finale dell’intervento sulla modalità con la quale è stata indotta la mutazione e non sulla reale essenza della mutazione stessa.
    …mmm, mi sembra che alla luce di quello che rappresentano ad oggi i famigerati OGM, per quello che essi sono dal punto di vista tecnico, per il percorso che è stato seguito per il loro ottenimento, tale idea risulta piuttosto superficiale. Direi addirittura preconcetta. Oltre che antimoderna: ma questo è un altro discorso…
    Voglio arrivare subito ad una prima conclusione. Che è anche quella di Meldolesi. Io sono assolutamente favorevole a sperimentazioni sulla modifica “bruta” del genoma tramite radiazioni od altri agenti mutageni. Ma allo stesso modo sono favorevole alle stesse sperimentazioni attraverso tecniche di ingegneria genetica. Non c’è, non ci può essere alcuna differenza sul risultato finale, a parte il fatto che la seconda assicura tempi decisamente accettabili e certi, mentre con la prima tecnica non esistono certezze in questo senso.
    Volete dirmi che non è possibile ottenere una varietà di mais resistente al gliphosate anche solo con tecniche di mutazione “tradizionali”? No, non potete, ma si può affermare senz’altro che la probabilità di raggiungere tale risultato è bassissima e quindi inaccettabile.
    Vorrei comunque ribadire quanto affermato da altri. Le tecniche di miglioramento genetico attraverso mutazioni indotte sono state e sono tutt’ora ampiamente diffuse. L’esempio classico che si può fare nel nostro paese è quella del frumento Creso (non fatemi dire di cosa si tratta – troverete ampia documentazione): per chi, come me, non disdegna un piatto di pastasciutta, ne abbiamo mangiato a quintali.
    Vi butto lì un’altra riflessione, che però – scusate – non posso argomentare in termini scientifici, non essendone all’altezza. Quando si parla di genoma non si parla semplicemente della sequenza di basi rappresentata dalla molecola del DNA. Si parla si un vero e proprio “sistema” di codifica, registrazione e riproduzione di informazioni. E’ un sistema incredibilmente sofisticato, in grado di autoripararsi quando le cose non stanno proprio in piedi e che di fatto – per propria costituzione – accetta comunque modifiche. A prescindere da come queste vengono effettuate.
    Secondo voi, nell’ambito del meraviglioso Creato, che un certo gene venga “inserito” in un semino di mais da uno sconosciuto virus (cosa comunissima in natura), o da un altrettanto sconosciuto vostro collega scienziato che lavora per la famigerata Monsanto, che differenza fa?

    P.S.: chiedo tolleranza per le mie “contadinesche” capacità espressive.

  13. 13 anti-moderno luglio 5, 2008 alle 7:42 am

    “Perchè interessarsi delle zanzare? Perchè sono fastidiose, ed anche trasmettono malattie. Riuscire a limitarne la popolazione senza usare insetticidi tossici sarebbe una cosa utile.” Questa dichiarazione di fabster rispecchia l’errata opinione comune.
    Meglio la malaria, la morte, le malattie che lo sbattimento!!
    L’uomo moderno, la scienza, ecc. dovrebbero smettere i panni di vincitori di questa stupida battaglia per “migliorare”, con la quale ci torturiamo da millenni.
    L’UOMO HA PERSO LA BATTAGLIA CONTRO LA NATURA. Questo risultato è evidente, ma i nostri “scienziati”, i nostri squallidi politici, fanno finta di niente. E naturalmente anche noi facciamo finta di niente. Ma nel nostro intimo lo sappiamo. Lo sappiamo che questi scienziati ammazza-zanzare sono stupidi, ma vogliamo crederci. Vogliamo fare il tifo per loro, perchè fare altrimenti significherebbe ammettere la sconfitta. Quindi secondo copione, quando appaiono notizie del genere, bisognerebbe fare “Ohhhhh, ma che bravi questi scienziati!”.
    Niente di tutto ciò da un anti-moderno…….

  14. 14 anti-moderno luglio 5, 2008 alle 7:44 am

    La corsa è finita……

  15. 15 anti-moderno luglio 5, 2008 alle 7:54 am

    Comunque capisco questi rilievi che vengono fatti alle contraddizioni dei cosiddetti progressisti: non vogliono il cibo OGM, ma le zanzare si.
    In quest’ottica mi sento davvero coerente!!
    Il problema dei sinistri si riassume tutto in Pecoraro-Scanio segretario dei verdi, e Nichi Vendola (forse) segretario di Rifondazione.
    Come si può essere verdi e omosessuali? Forse perchè si è verdi con la testa, ma non con il corpo? Non si è interiorizzato “l’essere verdi”? Non si vuole vedere “LA NATURA”? Ci si fa un’immagine della “natura”, che rimane qualcosa di intellettuale?

  16. 16 fabster2 luglio 5, 2008 alle 8:14 am

    Meglio la malaria, la morte, le malattie che lo sbattimento!!
    L’uomo moderno, la scienza, ecc. dovrebbero smettere i panni di vincitori di questa stupida battaglia per “migliorare”, con la quale ci torturiamo da millenni.
    L’UOMO HA PERSO LA BATTAGLIA CONTRO LA NATURA. Questo risultato è evidente, ma i nostri “scienziati”, i nostri squallidi politici, fanno finta di niente.

    Bah, se tu la pensi così tieni pure le tue idee, inutile discutere. Basta che non vuoi imporle a forza anche al resto del mondo.

  17. 17 mikecas luglio 6, 2008 alle 7:28 pm

    io sono, per quanto riguarda la biologia, piu’ ignorante del “contadino” bacillus, per cui pongo una semplice domanda a chi tanto teme dalla ingestione di DNA di OGM: cosa pensate che succede al DNA di tutti gli organismi animali e vegetali che ingurgitate con soddisfazione ogni giorno?
    Mi sapete descrivere il loro metabolismo nel corpo umano che giustifichi la paura per gli OGM?
    E se tale paura ha una reale causa, cosa dite delle innumerevoli mutazioni naturali, e quindi incontrollate, che inevitabilmente ingurgiterete nel soddisfare la vostra insana voglia di nutrirvi?
    O forse io, nella mia ignoranza, ho capito molto male il meccanismo dell’alimentazione umana?
    Saro’ molto grato per una risposta che mi permetta di unirmi scientificamente consapevole alla guerra contro gli OGM….😉

  18. 18 anti-moderno luglio 7, 2008 alle 8:24 am

    Prima di stabilire se gli OGM fanno male, bene, sono neutri, ecc., occorre stabilire la sanità mentale di chi “crea” gli OGM. La prima e fondamentale domanda è: l’uomo è davvero intelligente? Oppure è uno stupido pavone? Dalla risposta a questa domanda, ne consegue il resto….

  19. 19 FabioC. luglio 7, 2008 alle 8:33 am

    Non so a voi, ma a me questo anti-moderno comincia a dare fastidio.

  20. 20 Den luglio 7, 2008 alle 8:49 am

    E’ singolare come ciascuno legga esattamente ciò che vuole sentire, a favore o contro alle proprie tesi a seconda se abbia voglia di approvazione o di criticare.

    Il punto su cui l’articolo stonava, ribadisco, è che mescolava situazioni diverse per produrre una contraddizione che non c’è. La situazione reale è la seguente:

    Coldiretti e “prudenti” vari sono contrari all’ingegneria genetica ma non alle mutazioni accelerate per irraggiamento diretto, *indipendentemente* dal soggetto. Sottolineo, *INDIPENDENTEMENTE*. L’autore dell’articolo distorce la realtà ai suoi scopi propagandistici quando afferma “No al mais OGM, ma sì alle zanzare OGM”.

    Qui non è questione di opinioni o di grandi dibattiti, ma di *pura logica*. Le associazioni di agricoltori promuovono sul regno animale ciò che hanno sperimentato per decenni in quello vegetale, e anche (seppur infruttuosamente) già sul primo. NON esiste contraddizione in questo – punto. Nè è vero che ci si faccia meno premure per gli insetti, visto che è molto più recente la sperimentazione su questi rispetto a quanto sui vegetali – e ciò sia per l’irraggiamento che per gli OGM veri e propri, dal momento che i secondi in agricoltura sono largamente usati da tempo mentre sugli insetti – come riporta anche un post poco sopra – non è ancora rilasciato nulla in natura. PUNTO.

    Ribadisco: l’articolista mente per fare propaganda, fingendo una contraddizione che non c’è.

    La discussione poi se abbia senso considerare diversamente tecniche tradizionali (irraggiamento e affini) rispetto alla moderna ingegneria genetica è *tutt’altra cosa*, interessante ma non strettamente pertinente.

  21. 21 fabristol luglio 7, 2008 alle 9:50 am

    Ragazzi e se invece aspettassimo il vero articolo che l’articolista (la Meldolesi) pubblichera’ su Darwin?

  22. 22 bacillus luglio 7, 2008 alle 10:53 pm

    Confesso che se dovessi sistemare le mie capacità logiche in un quadro formale non ne sarei affatto in grado. Per quella che è stata la mia formazione la mia logica è qualcosa di istintivo, non codificato, di sicuro qualcosa di non del tutto razionale. Tuttavia l’abitudine è quella di andare il più possibile a fondo dei problemi. Si tratta di mettere vicino quante più conoscenze per poter stendere sempre più lontano il filo del ragionamento. Per poter arrivare a dare quante più risposte possibili.

    Alla luce di tutto ciò, la logica di Den (che a quanto pare risulta “pura”), non la capisco. Egli afferma che i due metodi di manipolazione genetica sono diversi tra di loro e non potendo quindi essere messi sullo stesso piano, le due situazioni non sono confrontabili. Perciò questo legittima i “prudenti” ad acconsentire ad una tecnica e ad avversarne l’altra. Ma perché? Solo per il fatto che una risulta di qualche anno più “vecchia” dell’altra? (se ho capito bene). Sii più chiaro, Den.

    Bastano poche considerazioni e la purezza della tua logica non si scorge più.
    Tu stesso rilevi che siamo appena all’inizio nell’utilizzo di quelle pratiche sugli insetti; ma dov’è finito allora il “principio di precauzione” che blocca ormai da anni anche la sola sperimentazione sulle piante GM? Tra gli individui sterili di quell’insetto che vengono rilasciati nell’ambiente non ci potrebbe essere qualche individuo fertile che porta in sé caratteristiche genetiche che favoriscono la predisposizione di quella specie come vettore di agenti infettanti?
    La modifica casuale di molti geni (o dei loro enhancers), dunque, può lasciare (per logica) più tranquilli rispetto alla modifica (intesa anche come aggiunta) di pochi geni ben conosciuti?
    Hai constatato che Coldiretti & Co. sono favorevoli alla manipolazione genetica per irraggiamento e contrari alle tecniche di ingegneria genetica indipendentemente dal soggetto su cui si pratica. Infatti è qui il punto. Meldolesi non punta il dito sul fatto che la sperimentazione si faccia su un insetto, ma sulla palese, ripeto PALESE contraddizione che vede possibile effettuare sperimentazioni di quel genere solo in alcuni casi, mentre in altri ne risulterebbe un pericolo.
    Vorrei ribadire ancora una volta che questa logica non ha alcun fondamento scientifico, non vi è alcuna motivazione razionale, tanto meno un’aura di purezza.
    In entrambi i casi, (in modo più o meno efficace), si fanno modifiche sul genoma che ha la stessa strutturazione a prescindere dal soggetto (vegetale, animale, procariota).
    Le verifiche e le precauzioni si devono attuare sul risultato finale: l’organismo sano, pienamente funzionale, che presenta le caratteristiche volute, va analizzato, studiato in tutte quelle caratteristiche che possono influire sulla salute dell’uomo e sull’equilibrio dell’ambiente. Tutto qui (si fa per dire). Si tratta del perseguimento del principio di “sostanziale equivalenza” (questa almeno è la mia intuitiva formulazione).
    Per contro, chi vuole applicare in modo talebano il “principio di precauzione” non faccia delle opportunistiche quanto tendenziose distinzioni: lo pretenda applicato allo stesso modo in tutti i casi che vedono l’uomo agire sul patrimonio genetico di altri organismi.

    Fabristol, in attesa di quell’articolo, io butto lì (se possibile) degli spunti di riflessione. Del resto, per la mia (tendenziosa) chiave di lettura, Meldolesi è stata fin troppo chiara.

  23. 23 Joe Silver luglio 8, 2008 alle 11:53 am

    Segnalo che il numero di Darwin è già uscito, anche se non l’ho ancora sottomano:

    http://darwinweb.it/inedicola.htm

  24. 24 Den luglio 9, 2008 alle 9:37 am

    Bacillus, visto che proprio non ci capiamo vado a spiegarti meglio il senso del mio intervento…

    “Egli afferma che i due metodi di manipolazione genetica sono diversi tra di loro e non potendo quindi essere messi sullo stesso piano, le due situazioni non sono confrontabili.”

    Io non ho dato giudizi sull’effettiva differenza tra modificazioni indotte per irraggiamento e ingegneria genetica vera e propria. Tale differenza esiste, e propriamente si dicono OGM solo i seocondi, e se vuoi se ne può parlare; come però avevo fatto notare il discorso si amplierebbe molto e preferirei lascierei la parola a biologi di professione – magari i nostri amici blogger coglieranno la palla al balzo e faranno un post ad hoc.😉 In ogni caso non è questione di “vecchiaia” dei metodi, anche se ovviamente in tutte le tecnologia l’essere collaudate è in sè un pregio, ma di metodi diversi di base.

    …vabbeh, giusto un accenno sulla differenza dei due metodi. :p
    I geni sono codifiche molto complesse, tanto che solo piccola parte del DNA è davvero attivo. La probabilità quindi che mutazioni – per quanto accelerate da fattori esterni – inducano improvvisamente funzionalità completamente nuove, potenzialmente pericolose e poco confinabili, è trascurabile. Gli OGM saltano a piè pari quanto sopra introducendo nel genoma intere catene di DNA prese da specie anche lontanissime (spesso di regni diversi), producendo una discontinuità nelle funzionalità, ed è solo il buonsenso a limitarne le applicazioni. Inoltre, mentre certe mutazioni – ad esempio un aumento di tossicità – potrebbero essere mortali per la specie stessa, quando si agisce per via manipolativa si può studiare di introdurre sia il gene tossico che il gene che produce l’immunità alla tossina stessa. Va poi considerato che i geni non sono in rapporto biunivoco con le funzionalità; al contrario, l’interazione con il resto del genoma è determinante, quindi gli effetti collaterali di una manipolazione esplicita non sono ad oggi calcolabili a priori.

    Quindi:

    “La modifica casuale di molti geni (o dei loro enhancers), dunque, può lasciare (per logica) più tranquilli rispetto alla modifica (intesa anche come aggiunta) di pochi geni ben conosciuti?”

    Sì, decisamente. Che modifiche casuali siano stabili e fertili è raro in sè, e come detto sopra la probabilità che si introducano nuove funzionalità (e dunque di perndere il controllo) è minima. Per contro, non esistono geni “ben conosciuti”, in quanto nessuno opera in solitario e il diverso pool può portare ben diversi effetti collaterali.

    Il punto è di probabilità: in via teorica per irraggiamento si potrebbe ottenere lo stesso che per manipolazione diretta, ma il secondo approccio rende concretamente possibile ciò che con il primo non è sulla scala temporale universale. Ciò non significa ovviamente che non ci vogliano attenzioni sulle mutazioni indotte, e che altre pratiche genetiche di ibridazione indiretta non possano essere rischiose; che però gli OGM necessitino a monte di maggiori attenzioni mi sembra indubbio.

    Che poi il passaggio chiave sia studiare bene gli organismi prodotti è verissimo. Resta però che con mutazioni indotte è improbabile che escano dei “mostri” (aldilà dei ragni radioattivi dei fumetti), mentre per manipolazione diretta non si può dire a priori.

    Bon, digressione chiusa. Torniamo alla “logica” del mio discorso. Io avevo puntato il dito sulle contraddizioni che l’articolo (nell’estratto citato) riporta laddove non esistono: ciò che quelle associazioni agricole non vogliono sul mondo vegetale, tantomeno lo vogliono su quello animale. Loro prendono in maniera decisa la distinzione tra OGM e metodi classici, e con ciò proseguono in coerenza. Questo è quanto, nè più nè meno. Si può contestare che sbagliano scientificamente a rendere quel confine rigido, e soprattutto a rifiutare a priori gli OGM, ma non tacciarli di contraddizioni.

    Tu ribadisci:
    “(…) ripeto PALESE contraddizione che vede possibile effettuare sperimentazioni di quel genere solo in alcuni casi, mentre in altri ne risulterebbe un pericolo.”

    Ma non c’è contraddizione, e tantomeno palese: stando all’articolo la Coldiretti è favorevole a sperimentare sul mondo animale metodi che sono stati *sperimentati con successo, per anni e senza danni* nel mondo vegetale. Questi i fatti. Poi magari l’articolista s’è espresso male, giudicheremo su quanto pubblicato, ma per ora il punto è questo.

    “Tu stesso rilevi che siamo appena all’inizio nell’utilizzo di quelle pratiche sugli insetti; ma dov’è finito allora il “principio di precauzione” che blocca ormai da anni anche la sola sperimentazione sulle piante GM?”

    Ehm… scusa, ma tu dove vivi? Nel mondo vegetale gli OGM sono sugli scaffali da tempo; ad esempio, oltre la metà della soia prodotta al mondo è GM, e conta che tra olio nelle produzioni industriali e uso per alimentazione animale la stessa entra indirettamente nelle tavole di tutti già da anni.

    Le limitazioni sulle sperimentazione degli OGM ci sono *in Italia*, un po’ perchè siamo come siamo, un po’ perchè la nostra agricoltura sta puntando sempre più sui prodotti di nicchia e l’essere “OGM-Free” sarebbe un buon propulsore pubblicitario anche se si dimostrasse che i prodotti GM sono in sè più sani.

    Detto questo, ci sono anche ragionevoli questioni di opportunità. Se l’obiettivo è aumentare la produttività è una cosa, se si tratta di prevenire una malattia che fa tutt’ora milioni di morti (la malaria) è un’altra. Che poi nel rinnovato scenario di crisi alimentare anche piante GM – purchè liberi da brevetti – possano salvare vite è altra questione, ma su questo si lavora eccome.

  25. 25 j1nz0 luglio 9, 2008 alle 4:26 pm

    Le zanzare OGM sono realmente un qualcosa da filantropi idealisti… (anche un pochino terzomondisti).Una retromutazione potrebbe creare un insetto più adattativo (perchè la creazione dell’OGM si fa rendendo la zanzara transgenica più capace di competere ai danni delle altre normali e nel contempo incapace di ospitare il plasmodio) e in grado di trasmettere di nuovo il parassita.

    Un rischio troppo grande quello di mettere miliardi di zanzare transgeniche nell’aria.


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