Palmarini zero, Darwin 1

Sul Corriere.it di ieri mi sono imbattuto in un articolo firmato da Massimo Piattelli Palmarini, un professore di scienze cognitive all’Università dell’Arizona, cui stento ancora a credere.

La tesi di quest’articolo “bizzarro” è che il sequenziamento del Dna dell’ornitorinco pubblicata su Nature e su Genome Research possa addirittura inficiare la teoria dell’evoluzione. Detto poi da un professore che si occupa di evoluzione del linguaggio è un po’ come scavarsi la fossa da solo.

Ma andiamo con ordine.

Dopo aver aperto l’articolo con le solite frasi ricorrenti che si usano quando si parla di ornitorinchi, cioé della sua eccezionalità, stranezza e delle mille curiosità della sua natura, Palmarini ci spiega che i cromosomi sessuali nell’ornitorinco sono ben dieci. Certo cosa strana ma risaputa ormai da anni e che non c’entra niente con gli studi recenti su cui si dovrebbe basare l’articolo.

Siamo informati anche del fatto che i cromosomi dell’ornitorinco sono 52 rispetto ai nostri 46. E qui pare che voglia stupire facendoci notare quanto ancor più strano sia questo animale: addirittura 6 cromosomi in più rispetto agli umani! Sarà di sicuro un mostro! Ma questo non deve stupire perché l’ornitorinco rispetto ad un animale comune come il cane fa una pessima figura. Dall’alto dei suoi 78 cromosomi fido pare ben più strano dell’ornitorinco, giusto? (pensare che il tacchino ne ha 82 mi mette i brividi)

Ma addentrandoci di più nell’articolo ci rendiamo conto che l’autore è a digiuno non dico di biologia di base ma almeno di buon senso.

“Anche al livello genetico fine, si identifica un misto di discendenze, da altri mammiferi, certo, ma anche dai rettili e dagli uccelli. I cromosomi sessuali, per esempio, sono derivati evolutivamente dagli uccelli, mentre il feroce veleno dell’ ornitorinco, iniettato da due speroni posti dietro ai gomiti posteriori, contro il quale non esistono per ora antidoti, replica l’ evoluzione del veleno dei serpenti.”

Da come è scritto questo paragrafo pare che l’ornitorinco sia un mix di mammiferi, uccelli e rettili. Che è in parte vero, se consideriamo il cladogramma che vedete a destra. I mammiferi attuali derivano dai terapsidi, una classe estinta di rettili i quali avevano progenitori comuni con gli attuali rettili e ovviamente uccelli, i quali derivano dai rettili appunto. E’ vero che i cromosomi sessuali dell’ornitorinco paiono più connessi agli uccelli rispetto agli altri mammiferi, ma ciò dimostra soltanto che il progenitore comune tra uccelli, rettili e mammiferi monotremi probabilmente aveva caratteristiche cromosomiche simili a quelle degli uccelli odierni o dell’ornitorinco. Palmarini vuol farci passare che gli ornitorinchi derivano “in parte” dagli uccelli, che è impossibile perché tra la separazione tra terapsidi e progenitori degli uccelli passano 100 milioni di anni. Cioé gli uccelli compaiono 100 milioni di anni dopo che i mammiferi primitivi si sono staccati dal resto dei rettili.

“[Gli scienziati] hanno scoperto strette somiglianze con i mammiferi, ma anche con i rettili e con gli uccelli.”

E anche qui niente di nuovo e straordinario. Dal cladogramma potete vedere come le discendenze comuni fanno sì che l’ornitorinco abbia somiglianze con rettili e uccelli. Ma il fatto è che le somiglianze con rettili e uccelli ce li hanno tutti i mammiferi. E dirò di più: condividiamo più della metà del nostro genoma con il moscerino della frutta Drosophila, ma questo non significa assolutamente che siamo un mix di moscerini, mammiferi e quant’altro o che deriviamo dai moscerini.

“…l’ idea darwiniana classica che l’ evoluzione biologica proceda sempre e solo per piccoli cambiamenti cumulativi.”

Il povero Stephen J. Gould si starà rivoltando nella tomba. Che l’evoluzione biologica proceda sempre per piccoli cambiamenti cumulativi lentissimi non è piu’ considerata come l’unica modalita’ possibile ed e’ una visione classica per l’appunto di cui un professore universitario dovrebbe essere a conoscenza (vedi teoria degli equilibri punteggiati). E la stessa sintesi neodarwiniana parla di gradualismo ma non costante nel tempo.

Non ci voleva l’ornitorinco per dirci che la teoria dei “piccoli cambiamenti evolutivi” non è sempre corretta: è una spiegazione antiquata e ormai in disuso da decine d’anni. Come dimostrano perfino le osservazioni dirette di evoluzione degli ultimi anni.

E poi la scoperta dell’acqua calda:

“Il segreto, ancora largamente misterioso, risiede senz’ altro in proprietà interne, nell’ organizzazione dei sistemi genetici, non nella selezione naturale. La selezione naturale della teoria darwiniana classica può agire solo su quello che le complesse interazioni della fisica, la chimica, l’ organizzazione interna dei sistemi genetici e le leggi dello sviluppo corporeo possono offrire.”

Ma questo è esattamente quello che diceva Darwin! Questa è la base dell’evoluzionismo e l’autore la spiattella così, come se fosse la scoperta del secolo e come se potesse smontare l’evoluzionismo dalle fondamenta quando sono esse stesse le sue fondamenta!

Il finale non è da meno con la ripetizione della straordinarietà del numero di cromosomo rispetto all’uomo. Parafrasando l’ultimo capoverso: “78 è il numero totale di cromosomi del cane, l’ornitorinco in totale invece ne ha “solo” 52.”

L’ornitorinco sconfigge Palmarini.

Fabristol

30 Responses to “Palmarini zero, Darwin 1”


  1. 1 grandesacchetto maggio 13, 2008 alle 7:47 am

    Complimenti per l’articolo; dispiace che ci sia una simile ignoranza sull’argomento. Siamo fortunati che questo Palmarini non abbia visto quanto e’ grande il genoma delle piante, altrimenti sarebbe uscito un articolo dal titolo: “i pomodori sono superiori all’uomo?”

  2. 2 ENTJ maggio 13, 2008 alle 8:45 am

    Bell’articolo. Solo una domanda a proposito di questo passaggio: “Che l’evoluzione biologica proceda sempre per piccoli cambiamenti cumulativi è una ingenuità che un professore universitario dovrebbe contrastare, non alimentare in un articolo di giornale”.
    Non sono uno specialista, ma mi risulta che il dibattito sul gradualismo (Gould contro Dawkins, per volgarizzare) sia tutt’altro che risolto. Una affermazione così netta a favore di Gould non è un tantino sbilanciata?

  3. 3 fabristol maggio 13, 2008 alle 9:49 am

    Per Grande Sacchetto

    Ieri mi sono documentato sul numero di cromosomi e ho trovato oltre alla pagina linkata nel post anche una pagina di wikipedia dove ci sono animali e piante.

    http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_number_of_chrmosomes_of_various_organisms

    il gamberetto ne ha 254!

    Per ENTJ

    hai ragione forse sarebbe stato meglio scrivere la frase in un altro modo. Il senso di quella frase era che il gradualismo classico non e’ piu’ considerata come l’unica modalita’ possibile e che e’ appunto un punto di vista classico.
    Mi sono lasciato prendere la mano. Ora la modifico😉

  4. 4 Devilmath maggio 13, 2008 alle 3:58 pm

    a proposito di evoluzione, hai letto l’articolo sui topi enormi in germania? era un paio di giorni fa su repubblica. sto terrorizzando le mie compagne di corso spiegando loro quanto siano grandi grossi e aggressivi.
    altro che ornitorinchi

  5. 5 filosofoportatile maggio 13, 2008 alle 5:02 pm

    Avevo letto l’articolo qualche giorno fa (mi pare sabato) sul corriere cartaceo e mi aveva lasciato in effetti perplesso, dal basso della mia ignoranza non vedevo come potesse far crollare la teoria darwiniana con delle affermazioni del genere… (volevo quasi segnalarvelo l’articolo, ma sapevo che l’avreste notato da soli)

    Ma soprattutto: perchè chi attacca la teoria dell’evoluzionismo non è mai un professore di biologia o di materie che hanno uno stretto legame con essa?😉

  6. 6 fabristol maggio 13, 2008 alle 10:55 pm

    Per DEvil

    ho letto sì. Nell’articolo e nelle agenzie si parla indifferentemente di topi e di ratti: due specie distinte.

    Per filosofo

    “Ma soprattutto: perchè chi attacca la teoria dell’evoluzionismo non è mai un professore di biologia o di materie che hanno uno stretto legame con essa?”

    Chissà perché vero?
    Questo Palmarini si occupa di evoluzione del linguaggio ma dal punto di vista sociologico-linguisitico, non biologico, e ha un dottorato in fisica…

  7. 7 fabristol maggio 13, 2008 alle 10:58 pm

    Non credo sia legale copia-incollare l’articolo di Nature e infatti non lo farò, ma poiché ho l’accesso posso dirvi che da nessuna parte gli autori contestano la teoria dell’evoluzione, anzi queste scoperte confermano l’albero genealogico degli ornitorinchi e quindi dei nostri antenati.
    Palmarini o si è inventato tutto non avendolo letto, o semplicemente pecca di malafede sapendo che nessuno andrà a cercarsi le fonti!
    Se googlate il suo nome con ornitorinco trovate decine di blog e siti antievoluzionisti e/o cattolici che lo copia-incollano affermando trionfanti di aver sconfitto Darwin!!

  8. 8 Marco Valussi maggio 14, 2008 alle 7:10 am

    Quoto quanto già detto dagli altri, si rimane basiti di fronte alla facilità con cui si pubblicano articoli di questo tenore, anche se non sono d’accordo con chi si lamenta che a scrivere non siano addetti ai lavori. L’importante è che l’argomento sia affrontato in maniera ragionata e seria. Non c’è bisogno di essere dei professori di biologia evolutiva per capire la debolezza di questo articolo.
    Azzardo che quando Palmarini dichiara che: “La selezione naturale della teoria darwiniana classica può agire solo su quello che le complesse interazioni della fisica, la chimica, l’ organizzazione interna dei sistemi genetici e le leggi dello sviluppo corporeo possono offrire.”, egli intenda qualcosa di più radicale dell’esistenza delle ‘unity of type’ e ‘conditions of
    existence’ Darwiniane Lo stesso Darwin, pur riconoscendo che entrambi erano fattori esistenti, dichiarava che le “conditions of existence” erano la legge più importante. Credo l’autore faccia riferimento invece agli strutturalisti dei processi come Brian Goodwin che dichiaravano che i limiti strutturali (i bauplan del 19 secolo) imposti allo sviluppo erano dominanti rispetto alla selezione naturale. Anche così fosse, si rimane ben all’interno del dibattito evoluzionista, ma questo è quanto non viene mai fatto notare da chi si approrpia a scopi creazionidsti o ID di tali argomenti.
    marco

    Ma questo è esattamente quello che diceva Darwin! Questa è la base dell’evoluzionismo e l’autore la spiattella così, come se fosse la scoperta del secolo e come se potesse smontare l’evoluzionismo dalle fondamenta quando sono esse stesse le sue fondamenta!

  9. 9 Cachorro Quente maggio 14, 2008 alle 8:01 am

    Uomini di poca fede, è evidente che l’ornitorinco è stato prodotto dagli alieni accoppiando un castoro e un’anatra nei loro laboratori dentro la Piramide di Cheope.

  10. 10 fabristol maggio 14, 2008 alle 8:57 am

    Per Marco

    Sì hai ragione per quanto riguarda la questione dell’essere addetto ai lavori oppure no. Infatti più volte in questo blog ne abbiamo accennato sia nei post sia nei commenti e anch’io la penso come te: non c’è bisogno di essere laureati in una materia per poterne parlare. A volte basta anche il buon senso.
    Comunque vorrei spezzare una lancia a favore dell’autore su alcuni punti. In un’intervista recente egli si dichiara sostenitore della teoria del’evoluzione, conosce l’importanza della selezione naturale, dichiara di essere contro i creazionisti e l’intellignet design, ma si definisce nemico del neodarwinismo e della sua sintesi. E soprattutto dice che Darwin sbagliava in molte cose.
    Quindi non siamo di fronte ad un sostenitore dell’ID, ma siamo all’interno del dialogo tra esperti di evoluzionismo. Ora, però, c’è modo e modo di discutere sugli errori di Darwin o sull’evoluzionismo e quest’articolo lo fa in modo brutale. Chiunque può contestare Darwin e le dinamiche dell’evoluzionismo.
    L’articolo lo trovate qui:

    http://www.scoop.co.nz/stories/HL0805/S00106.htm

    e gli autori dell’articolo e dell’intervista sembrano due persone diverse.
    Non ci troviamo di fronte ad un inesperto, quindi. Anzi pare sia un buon conoscitore delle dinamiche evolutive: il problema è che sposta una discussione che potrebbe essere pacifica e interessante (come quella tra Gould e Dawkins) sul piano della polemica e dello scontro frontale,facendo il gioco dei creazionisti.

  11. 11 Davide maggio 14, 2008 alle 5:14 pm

    @Tutti: Miscredenti!!! E Dio dove lo mettete?

  12. 12 fabristol maggio 14, 2008 alle 5:23 pm

    Gli dei sono indifferenti alla loro creazione.😉
    Pensa che hanno fatto un universo imperfetto senza libretto delle istruzioni incluso (perfino il fondatore dell’IKEA ha saputo organizzarsi meglio!). E neppure un post-it con scritto: “Torniamo subito!”

  13. 13 Marco Valussi maggio 15, 2008 alle 7:05 am

    Per Fabristol
    già, l’articolo ha uno slant decisamente diverso, e del tutto interno al dibattito. Anzi, mi fa piacere risentir parlare di D’Arcy Thompson et al. Rimane il fatto che mai come ora è necessario pensare alla forma oltre che al comtenuto.
    La complessità ed ambiguità sempre presenti nella prassi scientifica sono da un lato ciò che dovrebbe essere trasmesso al pubblico per controbattere alle descrizioni semplicistiche del ricercatore e del suo lavoro (freddezza, camice bianco, supponenza e certezza della Verità, invece che passione, dubbio sistematico, umanità, ecc.), ma dall’altro sono un ostacolo alla comunicazione, perché richiedono grandi capacità di divulgazione che non vedo abbondanti al momento, e perché il grande pubblico preferisce narrative semplici, certe e rassicuranti. C’è stato un interessante dibattito-scontro proprio sull’argomento del framing del messaggio scientifico su The Island of Doubt http://scienceblogs.com/islandofdoubt/2008/04/the_trouble_with_framing_there.php
    e su Terra Sigillata
    http://scienceblogs.com/terrasig/2008/04/how_bout_a_civil_discussion_wi.php

  14. 14 Trypsin maggio 15, 2008 alle 11:42 am

    Ciao.
    Io sono un biologo, lavoro all’IEO di Milano. L’articolo, “fortunatamente”, mi era sfuggito.
    L’ho appena letto e mi è letteralmente caduto il cervello fuori dal cranio. E’ un inconciliabile aggregato di luoghi comuni, errori di interpretazione, subdole manipolazione di concetti semplici ma interpretabili… insomma, è un articolo che dovrebbe essere pubblicato in due modi: 1. con le avvertenze e le note a piè di pagina 2. su riviste specializzate, tipo:”L’Uomo? L’ho fatto io, Dio” oppure “NONsoloDarwin”.
    Che tristezza. Comunque in Italia siamo quasi “fortunati”. Negli States questi articoli sono all’ordine del giorno. Il nostro problema è che lo vediamo sul Corriere. Ma siccome gli italiani sono il popolo che legge meno quotidiani al mondo, non mi preoccupo.

  15. 15 Fabio Manucci maggio 15, 2008 alle 12:35 pm

    Sì, avevo letto l’articolo del Corriere…No comment, è scandaloso. Questi giornalisti non sono in grado! Ci vorrebbe gente capace di discutere su tematiche scientifiche(serie, complesse e, per questo, delicate, specie agli occhi della gente)…Fantascienza? Probabile! Sensibilizzare gli italiani ai temi scientifici, e in particolar modo l’evoluzione, dovrebbe essere d’obbligo per un notiziario serio…Eppure, malgrado questo, sembra che vi siano tanti creazionisti quanto giornalisti. I notiziari dovrebbero informare, non portare ignoranza…Complimenti al Corriere, bravi…vi meritate un applauso(ma non sono i soli!)

  16. 16 vitaliano82 maggio 16, 2008 alle 10:28 am

    ma che ne sapete voi di biologia ed evoluzione rispetto ad un professore di scienze cognitive e in malafede?
    ahia non dovevo scrivere malafede!
    e poi lo sanno tutti che dio era più forte di darwin (non ha mai avuto triangoli nè figli che camminavano sulle acque e alle feste faceva felici gli amici “portate l’acqua al resto ci penso io…”

    vitaliano
    http://yellowcar.wordpress.com

  17. 17 Enrico maggio 16, 2008 alle 2:23 pm

    ““…l’ idea darwiniana classica che l’ evoluzione biologica proceda sempre e solo per piccoli cambiamenti cumulativi.”

    Il povero Stephen J. Gould si starà rivoltando nella tomba. Che l’evoluzione biologica proceda sempre per piccoli cambiamenti cumulativi lentissimi non è piu’ considerata come l’unica modalita’ possibile ed e’ una visione classica per l’appunto di cui un professore universitario dovrebbe essere a conoscenza (vedi teoria degli equilibri punteggiati). E la stessa sintesi neodarwiniana parla di gradualismo ma non costante nel tempo.”

    Dicendo “piccoli cambiamenti cumulativi” non si dice nulla sulla velocita’ con la quale si accumulano. Che siano uno ogni 100000 anni o uno al secondo, sempre piccoli cambiamenti evolutivi sono, no?
    L’alternativa al gradualismo darwiniano non e’ Gould, e’ il saltazionismo e le macromutazioni.

  18. 18 Enrico maggio 16, 2008 alle 2:32 pm

    Palmarini non e’ nuovo ad articoli ambigui di questo tipo. Questo articolo, all’epoca, aveva scatenato un vespaio di batti e ribatti sui giornali tra evoluzionisti (boncinelli, pievani) e creazionisti vari: http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=G3MFR

  19. 20 ferrigno maggio 16, 2008 alle 3:59 pm

    Sul Corriere.
    Bene.
    Direi che scrivere e basta forse non è più sufficiente.

    Propongo di scrivere una lettera di protesta al corriere.
    Firmata “Progetto Galileo” e con allegate le firme dei lettori. Concisa, efficace. Sentiamoci, parliamone, scriviamola.

  20. 21 fabristol maggio 16, 2008 alle 4:15 pm

    Beh non so se hai letto l’email che ti ho mandato giorni fa. Proponevo proprio questo..

  21. 22 kasparhauser maggio 17, 2008 alle 5:49 pm

    Questa è l’e-mail del bestemmiatore: massimo@email.arizona.edu

    Sul suo sito ha il coraggio di scrivere:
    “From 1980 to 1985 he has been the Director of the Florence Center for the History and Philosophy of Science (Florence, Italy)”

    Che vergogna l’informazione in Italia.

    Che voi sappiate è in cantiere una qualche edizione italiana di Nature?

  22. 24 luca massaro maggio 25, 2008 alle 9:53 am

    Egregio Fabristol,
    oltre a complimentarmi per l’articolo, mi permetto di congratularmi per la seguente tua chiosa finale:
    “Ma questo è esattamente quello che diceva Darwin! Questa è la base dell’evoluzionismo e l’autore la spiattella così, come se fosse la scoperta del secolo…”…

    L’esimio professor Massimo Piattelli Palmarini non poteva altro che “spiattellare”…🙂

  23. 25 fabristol maggio 25, 2008 alle 11:01 pm

    Grazie mille.
    Speriamo che spiattelli più spesso..😉

  24. 26 roberto giugno 13, 2008 alle 7:46 am

    ciao^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

  25. 27 Andrea Cau agosto 25, 2008 alle 2:46 pm

    Vi segnalo questo commento all’articolo di Massimo Piattelli Palmarini su “Pikaia, il portale dell’evoluzione” ad opera di Simone Maganuco, paleontologo presso il Museo di Storia Naturale di Milano.

    http://www.pikaia.eu/easyne2/LYT.aspx?Code=Pikaia&IDLYT=283&ST=SQL&SQL=ID_Documento=3771

  26. 28 fabristol agosto 28, 2008 alle 9:07 am

    Grazie per la segnalazione. Ci era sfuggito.😀

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  1. 1 Il povero ornitorinco maltrattato « Fabristol Trackback su maggio 13, 2008 alle 12:45 pm

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