Romanziere o esperto di cosmologia?

Valerio Evangelisti, noto storico e scrittore di romanzi che coinvolgono vari elementi, fantastici fantascientifici, gotici, storici ecc, ha rilasciato una intervista che può essere interamente letta qui.

Nell’intervista dopo aver illustrato come il suo personaggio, l’inquisitore Eymerich, vede l’Universo, Evangelisti si lancia in una critica del modello cosmologico del Big Bang. Concentriamo l’attenzione su questo argomento: lo scrittore dichiara che “Una teoria oggi largamente accettata, come quella del Big Bang, non solo non è verificabile, ma è contraddetta da tutte le osservazioni disponibili. Viene tenuta in vita con motivazioni che molto hanno di teologico: il bisogno sempre vivo di individuare un Primum Mobile”.

Per capire l’infondatezza delle affermazioni di Evangelisti rivediamo brevemente il concetto di modello. Come tutti i modelli fisici, il Big Bang si basa su osservazioni, misure, evidenze sperimentali (è la stessa cosa ma detta in modi diversi) che devono essere spiegate e descritte matematicamente. Il modello deve quindi fare previsioni che verranno poi verificate sperimentalmente.

Per il Big Bang le più note sono: la legge di Hubble, la misura dell’abbondanza degli elementi primordiali, la scoperta della radiazione cosmica di fondo.

Condizione, quella della verifica delle previsioni, fondamentale affinché una teoria prenda piede. Come tutti i modelli fisici si è poi evoluto nel tempo, in base a misure via via sempre più accurate. Un esempio: il modello inflazionario è evoluzione del Big Bang come la relatività generale è l’evoluzione della gravitazione universale di Newton. Importante è capire che anche quando un modello si evolve non si butta via ciò che fino ad un certo punto è stato determinato (a meno di pesanti prove). Il modello del Big Bang va benissimo per spiegare certi fenomeni cosmologici, ma andando in dettagli molto fini non può funzionare (e nessuno lo pretende). Esattamente allo stesso modo la gravità newtoniana va benone per spiegare il moto dei pianeti del sistema solare, ma non basta per spiegare la precessione di mercurio (dettaglio molto fine nelle misure dei moti del pianeta). Ecco perché non ha assolutamente senso la frase di Evangelisti “… Big Bang, non solo non è verificabile, ma è contraddetta da tutte le osservazioni disponibili”.

Le osservazioni disponibili oggi hanno permesso di raffinare il modello del Big Bang, esattamente come avviene per qualsiasi altro modello fisico mano a mano che la nostra conoscenza sperimentale progredisce. Non ci sono ad oggi motivi validi per rigettare il modello ed i suoi sviluppi (inflazione, Lambda-Cold Dark Matter ecc.) e soprattuto non c’è nulla che funzioni altrettanto bene nello spiegare i fenomeni cosmologici osservati (per poter dire che un modello non funziona bisogna trovare l’errore, il perché sbaglia e correggere e/o fare modello nuovo e meglio funzionante).

Detto questo, quali sono le motivazioni teologiche con le quali si vorrebbe tenere in piedi il modello del Big Bang? Sinceramente non le vedo…. anzi. Quale è il Primum Mobile? Anche ad impegnarsi non è individuabile proprio per la struttura fisica stessa dell’Universo (omogeneo ed isotropo).

Di nuovo ci troviamo davanti ad una persona con ampio seguito di lettori, che parla di cose che non ha capito bene senza nemmeno documentarsi adeguatamente.

Peccato, i suoi romanzi sono molto belli.

Eleonora Sani
PhD Student
Dipartimento di Astronomia, Università di Firenze

17 Responses to “Romanziere o esperto di cosmologia?”


  1. 1 Yoshi aprile 30, 2008 alle 4:01 pm

    l’ultimo di Eymerich però è noioso eh🙂

  2. 2 fabristol aprile 30, 2008 alle 4:20 pm

    Si gli ultimi non mi sono piaciuti per niente. L’ultimo interessante era Kerudek.

  3. 3 Anisotropie aprile 30, 2008 alle 9:18 pm

    Criticare la scienza ufficiale è uno degli sport preferiti in Italia.

    Credo che i critici del modello del Big Bang (quelli che lo fanno su basi filosofiche, le critiche scientifiche sono altra cosa) si riferiscano al fatto che questo modello ricorda in qualche modo una “creazione”, che lascerebbe spazio a un intervento di qualche divinità che inneschi il Big Bang.
    Questi però forse non sanno che l’unica cosa su cui il modello del Big Bang non dice nulla è … il Big Bang, dato che prima del tempo di Planck le nostre teorie falliscono.
    Anche diversi modelli di universo ciclico che prevedono una serie di espansioni e contrazioni si adattano poi al modello del Big Bang, pur escludendo la famosa (e famigerata) “esplosione” iniziale.

    p.s. era Cherudek, non Kerudek

  4. 4 Marco Ferrari maggio 1, 2008 alle 11:01 am

    Dunque, abbiamo anche noi il nostro Crichton in sedicesimo. Come il suo illustre collega si permette di criticare l’ipotesi del riscaldamento globale di origine antropica, questo dice che il Big bang non va bene. E c’è anche lo Zichichi che contesta l’evoluzione (come, non è uno scrittore? ma va). E tutti li ascoltano. Insomma, quando si alzerà qualcuno e dirà che i romanzieri devono fare solo il loro mestiere? E lasciare la scienza agli scienziati?

  5. 5 fabristol maggio 1, 2008 alle 11:11 am

    Va be dai non esageriamo!
    Tutti possono parlare di scienza. Non c’e’ bisogno di una laurea scientifica per esserne appassionati o informati. L’importante pero’ e’ sapere di cosa si sta parlando e non sparare opinioni a caso.

  6. 6 Eleonora maggio 1, 2008 alle 7:17 pm

    Anche io mi sono fermata a Cherudek…. degli ultimi non saprei, ma credo che visti i commenti mi esimero`.
    @ Marco Ferrari, per quanto tu sia stato impetuoso hai detto una cosa giusta: la gente mediamente ascolta persone che di scienza non ne sanno o, peggio ancora, pretendono di saperne senza avere basi (che non e` detto siano specialistiche a livello di laurea, come evidenzia fabristol).
    Il caso di zichichi e` anomalo per tutti i versi….
    La situazione peggiore si verifica quando gli intellettuali (presunti o veri) utilizzano la scienza allo scopo di dimostrare verita` assolute, e questo e` agghiacciante.

  7. 7 fabristol maggio 1, 2008 alle 8:46 pm

    “Il caso di zichichi e` anomalo per tutti i versi….”

    :DD

  8. 8 Cachorro Quente maggio 1, 2008 alle 9:15 pm

    Io però alla Dark Matter non ci credo🙂.

  9. 9 dadaista maggio 2, 2008 alle 12:34 am

    Il problema in Italia e’ il peccato originale crociano che vedeva la scienza come qualcosa che serviva al piu’ a rispondere a domande tecniche mentre la vera scienza era la Storia. Siamo ancora li’, purtroppo.

  10. 10 ilmondodigalatea maggio 2, 2008 alle 9:40 am

    Il problema fondamentale è che in Italia ormai non c’è la percezione chiara della differenza fra un romanziere, per quanto di successo, e uno scienziato. Continuo a vedere programmi in tv e giornali in cui si continua a far confusione fra le competenze degli uni e degli altri. è come se uno affetto da cancro, invece che andare dall’oncologo, andasse a consulto da Mirabella.

  11. 11 Joe Silver maggio 2, 2008 alle 10:33 am

    Indovinello, chi ha detto questo?

    «Se poi vogliamo dire la verità, discipline come la fisica teorica e cosmologia sono più astrazioni matematiche che considerazioni su oggetti reali e tangibili.»

    Suggerimento: non un romanziere.

    Risposta:

    https://progettogalileo.wordpress.com/2008/02/28/scienza-e-tecnologia-a-confronto/
    😉

  12. 12 fabster2 maggio 4, 2008 alle 9:15 pm

    Si, ho scritto la frase citata. E allora?

    Se c’è qualcosa che non va dillo chiaramente invece di fare indovinelli.

  13. 13 fabiobiker maggio 5, 2008 alle 12:00 pm

    Ciao a tutti

    sono un appassionato di fantascienza ma sono fermo agli autori storici del dopoguerra… non ho mai letto Evangelisti, ho fatto male? Me lo consigliate?

    Per il resto credo che il problema suo come di tanti altri che parlano di scienza non sia tanto la malafede, quanto la superficialità.
    Oggi è facilissimo per tutti venire in contato con alcuni “spunti” scientifici e fermarsi a quelli, pensando di aver capito tutto quello che c’era da capire…
    Insomma, forse trattasi di peccato veniale…

    Fabio

  14. 14 Joe Silver maggio 5, 2008 alle 4:03 pm

    @fabster2

    La cosa che non va, senza alcuna polemica, e’ che e’ un’affermazione incondivisibile: non e’ vero che la cosmologia e la fisica teorica siano astrazioni matematiche che hanno poco a che vedere con oggetti reali e tangibili. A meno che non restringiamo oltremodo il significato delle parole “reale” e “tangibile”, ovviamente.

    Ma il fatto che la cosmologia e la fisica teorica non si occupino di oggetti che possiamo quotidianamente “toccare” non vuol dire che siano essenzialmente astrazioni matematiche. Al contrario, hanno entrambe un solidissimo fondamento sperimentale.

    Questo post mi sembra che abbia gia’ reso giustizia.🙂

    E ovviamente, rimane pur sempre un’affermazione meno “grave” di quella di chi paragona la teoria del Big Bang a una teologia…

  15. 15 fabristol maggio 6, 2008 alle 1:52 pm

    Per Fabiobiker

    dipende che tipo di fantascienza leggi. Diciamo che Evangelisti dal mio punto di vista fa una sorta di fantastico-gotico con influenze fantscientifiche. Perche’ all’intenro di un romanzo fantagotico ci infila il concetto di universi paralleli.
    Ma se sei un appassionato di Hard Science Fiction te lo sconsiglio.

  16. 16 ferrigno maggio 8, 2008 alle 10:01 am

    Evangelisti mescola i generi, è la sua peculiarità per sua stessa ammissione. Su carmilla se ne parla molto ultimamente:
    http://www.carmillaonline.com/archives/2008/05/002632.html#002632

  17. 17 fabster2 maggio 12, 2008 alle 8:04 am

    Joe,

    Ho ricevuto tante critiche per quell’affermazione che mi viene da pensare di non essere stato molto chiaro.

    C’è una bella differenza fra le cose astratte e quelle campate in aria. Mi riferisco più che altro alla natura della matematica in sè stessa, che esisterebbe anche senza oggetti reali ai quali applicarla.

    Cosmologia e meccanica quantistica sono anche fra le discipline più lontane dal senso comune; almeno nel caso della MQ, l’unico modo per comprenderla (fino ad un certo punto) è seguirne la derivazione matematica fin dall’inizio.


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