Orango usa lancia per pescare

Orango tenta di pescare con l’ausilio di una lancia

Un orango maschio è stato fotografato, appeso in equilibrio precario su un albero in riva al fiume, nell’atto di tirare fendenti nell’acqua con un’asta. Tentava disperatamente di infilzare i pesci di passaggio.

E’ la prima volta che un orango è stato avvistato nell’atto di usare un utensile per cacciare. Questa immagine straordinaria, un’esclusiva mondiale, è stata scattata sull’isola di Kaja, nel Borneo. Questo luogo viene comunemente scelto per rimettere in libertà alcune scimmie precedentemente prigioniere in zoo, case private o, a volte, negozi di macellai.

“Orang hutan” significa “uomo della foresta” in una delle lingue principali dell’Indonesia; ed in effetti i nostri cugini dalle braccia lunghe mostrano una notevole capacità di emulare i nostri comportamenti.

Questo individuo aveva visto gli abitanti del luogo usare delle lance per pescare sul fiume Gohong.

Sebbene il metodo in questione richiedesse troppa abilità per lui, in seguito è riuscito ad infilzare con successo alcuni pesci già intrappolati nelle reti di pescatori.

Questa immagine fa parte di una serie che appare in un recente libro, The Thinkers of the Jungle [i pensatori della giungla], che contiene anche la prima fotografia mai scattata di un orango nell’atto di nuotare.

Articolo tradotto dal Daily Mail.

15 Responses to “Orango usa lancia per pescare”


  1. 1 Marco Ferrari aprile 29, 2008 alle 6:41 pm

    Hm, non direi che “E’ la prima volta che un primate è stato avvistato nell’atto di usare un utensile per cacciare”. Sono stati segnalati scimpanzé in Senegal usare lance per infilzare galagoni e mangiarseli. Tra i ricercatori che li hanno visti c’è anche l’italiano Paco Bertolani. Qui c’è il link: http://www.newscientist.com/article.ns?id=dn11234

    Ciao

    marco

  2. 2 fabristol aprile 29, 2008 alle 7:02 pm

    Corretto.
    Scimpanze’ e gorilla d’altronde sono noti da anni per saper usare utensili anche per cacciare: per esempio per cacciare le termiti gli scimpanze’ usano bastoncini che infilano nei termitai.
    Ma comunque credo che il fatto straordinario non fosse tanto che un orango sappia usare un utensile (centinaia di specie al mondo lo fanno) ma che abbia copiato i pescatori locali.

  3. 3 Marco Ferrari maggio 1, 2008 alle 10:35 am

    Anche se il fatto di aver vissuto per anni accanto agli uomini può aver aiutato, credo. Magari l’hanno visto fare migliaia di volte e ci hanno provato. Credo che a questo punto sia interessante ragionare anche sul passaggio di conoscenze tra specie diverse. E se sia proprio necessario che le specie sia le stesse. Forse l’imprinting (inteso in senso generale, non strettamente ecologico o sociale) si allenta un po’ quando si tratta di imparare tecniche diverse o in ogni caso comportamenti che potrebbero essere (ma non sono in quel momento) utili per la sopravvivenza. In questo caso il passaggio di conoscenza diventa in un certo qual senso non darwiniano, perché è un accantonamento per il futuro, cosa che non accade per la selezione naturale.
    Così, tanto per dire qualcosa.

  4. 4 fabristol maggio 1, 2008 alle 10:53 am

    Le cose che dici sono molto interessanti. Mi ricorda il discorso dei retrovirus e dei trasposoni: un fenomeno che permette lo scambio di geni tra individui e addirittura specie diverse bypassando il muro tra specie.
    Magari nell’evoluzione dei primati e soprattutto dei primi ominidi le informazioni intraspecie non erano cosi’ rare. Pensiamo allo scambio di informazioni tra Neanderthal e Homo Sapiens.
    Ma andando anche piu’ lontano alla straordianrie capacita’ di imitazione ed uso di oggetti dei corvidi.

  5. 5 Marco Ferrari maggio 1, 2008 alle 4:14 pm

    E anche alla fondamentale differenza tra imitazione e insegnamento. Secondo alcuni primatologi, i piccoli di scimpanzé che imparano a schiacciare le noci imitano solo le madri, e questo non può essere considerato passaggio di informazioni né, di conseguenza, cultura. Se non ricordo male, invece, c’è stato un articolo circa un anno fa che “certificava” il passaggio di informazioni volontario tra madre e piccoli di suricati. Insomma, credo che in questo caso (quello dell’orango) si sia trattato solo di imitazione. E’ un “solo” un po’ particolare, ma io ti dico alcune interpretazioni da primatologi cauti. Non c’è inoltre solo questo, ma anche il discorso sull’intenzionalità. Voleva proprio fare quello che ha fatto perché ha visto gli uomini pescare o stava solo imitando il gesto (in inglese to ape) e non l’intenzione di colpire i pesci? Basta, se no mi chiedi di essere più chiaro…

  6. 6 fabristol maggio 1, 2008 alle 6:19 pm

    mmh interessante anceh questa distinzione tra imitazione ed insegnamento. Ovviamente nel caso dell’orango e’ imitazione.
    Pero’ starei attento alla definizione di cultura coem la imposti. Parli di insegnamento e quindi di scambio di informazioni tra generazioni, ma nel caso della chioccia allora parliamo di cultura. La chioccia insegna attivamente ai pulcini cosa mangiare e cosa no. Li chiama e li indirizza verso una fotne di cibo (insetto o erba) insegnando loro cosa mangiare. Ora non so se sia gia’ stato fatto uno studio a proposito ma sarebbe interessante vedere il comportamento alimentare di galline da dviersi pollai con diverse fonti alimentari. Cioe’ se davvero lo scambio e’ culturale e quindi la chioccia insegna qualcosa ai pulcini allroa dovremmo vedere una variabilita’ tra pollai nella scelta del cibo.

  7. 7 Marco Ferrari maggio 1, 2008 alle 9:38 pm

    La definizione di cultura cosiffatta non è mia, ma di alcuni etologi. Io considero cultura ogni scambio di informazioni tra una generazione e l’altra, tanto da dare origine a differenze non anatomicamente definite tra due popolazioni. Che poi questo modifichi l’ambiente in cui vivono le determinate popolazioni e quindi possa cambiare anche la loro evoluzione lo ha già spiegato Baldwin e forse Goldschmidt qualche decennio fa. Per quanto riguarda le galline, io credo che non sia facile determinare se una mamma “insegna” o no in senso stretto cosa mangiare ai pulcini. Bisognerebbe sapere cosa ne dice Vallortigara, che studia appunto i pulcini.

  8. 8 Sandra C. maggio 2, 2008 alle 9:11 am

    A proposito di insegnamento vorrei raccontare una mia esperienza anche se non è la mia materia di studio.Avevo una coppia di Diamante Mandarino,uccellino originario dell’est asiatico e che,copulavano, deponevano uova,covavano e nutrivano a turno.ed EDUCAVANO i figli!!! Quando i piccoli litigavano,intervenivano e punivano i colpevoli, insegnavano quali semi scartare,naturalmente a volare e a fare il bagno nell’acqua e questa era l’attività più divertente da osservare.Erano dei genitori fantastici, agivano probabilmente d’istinto ma erano affettuosi,autorevoli,concordi ed imparziali,mi avevano affascinato. Grazie per l’attenzione.

  9. 9 fabristol maggio 2, 2008 alle 9:35 am

    “Erano dei genitori fantastici, agivano probabilmente d’istinto ma erano affettuosi,autorevoli,concordi ed imparziali,mi avevano affascinato.”

    Chi ci dice che anche i genitori della specie Homo Sapiens non agiscano d’istinto?😀

  10. 10 Sandra C. maggio 2, 2008 alle 12:45 pm

    Solo una parte dei genitori Homo Sapiens possono agire d’istinto,perchè già dalla gravidanza si comincia a snaturare la gestante medicalizzandola troppo,poi il parto in posizione supina anzichè seduta o in piedi,poi il boicottaggio dell’allattamento,troppe donne non riescono ad allattare oltre i 4-5 mesi il loro cucciolo e ciò dipende dalla scarsa informazione e dall’ abitudine di mettere in dubbio, in maniera sottile,la capacità della donna di nutrire con il suo corpo e dipende anche dalle case produttrici di latte in polvere che devono vendere.Poi le visite pediatriche ogni mese e potrei continuare a lungo con l’elenco delle snaturizzazioni dell’ istinto genitoriale nel Homo sapiens.

  11. 11 fabristol maggio 2, 2008 alle 2:07 pm

    Esperienza diretta?😀

  12. 12 Sandra C. maggio 2, 2008 alle 7:44 pm

    Non parlavo per me,io ho potuto partorire in piedi e ho allattato a lungo,parlavo della situazione negli ospedali dove non vodono l’ora di dover ricorrere al cesareo e fra la maggior parte delle puerpere che ti dicono -ma non ho latte- (sono cose che sento direttamente o che mi raccontano le mie amiche ostetriche “alternative”).Le donne sono rese insicure per il profitto. Le donne dovrebbere riprendersi l’ ostetricia e la ginecologia perche è dalla gestazione,il parto e il puerperio che si forma buona parte del carattere delle persone e le donne ne sono deputate e quindi la conoscenza dipende anche dall’esperienza diretta.

  13. 13 fabster2 maggio 4, 2008 alle 9:09 pm

    Adesso abbiamo anche la grande cospirazione per “rendere le donne insicure per profitto”, e la soluzione sarebbe una netta segregazione sessuale in certi campi medici?

    La mia soglia di tolleranza per queste cose è molto bassa.


  1. 1 Lo sputo intelligente degli oranghi - CoseNascoste Forum Trackback su maggio 3, 2008 alle 10:39 am
  2. 2 Una lancia per Orango « Dorino Piras Trackback su febbraio 8, 2010 alle 10:16 pm

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