Fine del mondo rinviata a data da destinarsi

Qualche giorno fa, la storia che ha guadagnato molta visibilità sui media italiani (qui la sensazionalistica versione del Corriere) ed esteri è stata quella di un 13enne tedesco, Nico Marquardt, che avrebbe corretto i calcoli della NASA per quanto riguarda le probabilità di impatto con la Terra dell’asteroide Apophis.

Il quale, secondo le misure e previsioni preparate sotto il Near Earth Object Program della NASA, raggiungerà la sua massima vicinanza alla Terra il 13 Aprile 2036, con una probabilità di impatto di 2.2*10-5, ovvero 1 su 45000 passaggi. Vista la minuscola probabilità d’impatto, si ritiene che l’evento non debba suscitare alcuna preoccupazione.

Tuttavia, secondo il lavoro di Marquardt la vera probabilità d’impatto sarebbe 1 su 450: molto più preoccupante visto che l’energia liberata dalla caduta dell’asteroide causerebbe una catastrofe immane. Come ha fatto il nostro giovane ricercatore ad arrivare ad un risultato di due ordini di grandezza diverso da quello della NASA?

La risposta, in breve, è che egli ha preso una clamorosa cantonata. Il blog Cosmos4U ha fatto qualche indagine ed ha scoperto come sono andate davvero le cose. Lo scienziato tedesco Frank Spahn è un esperto di meccanica celeste cha ha conferito personalmente con Nico: il ragazzo ha ritenuto che l’impatto con un satellite geostazionario per telecomunicazioni possa alterare la traiettoria dell’asteroide fino a farla collidere con la Terra. Ci sono due motivi per cui questo non può accadere: primo, la probabilità di impatto con un satellite è ancora più minuscola di quella di un impatto con la Terra; secondo – e fondamentale – la massa di Apohis è di parecchi milioni di tonnellate, mentre quella di un tipico satellite geostazionario è di circa una tonnellata – insufficiente a causare la minima variazione di traiettoria.

Non è nemmeno vero che la NASA abbia inizialmente accolto la “correzione” ai propri calcoli: la posizione dell’ente è sempre stata quella di non avere conferito con Marquardt e di considerare i propri dati e calcoli come quelli accurati. I media tedeschi e poi quelli italiani che hanno copiato la notizia, non si sono nemmeno presi la briga di contattare la NASA per chiedere chiarimenti.

Personalmente, non ho niente contro Marquardt: capita a tutti di prendere cantonate, figurarsi ai giovinetti entusiasti ma inesperti.

I media (e pure i giudici del concorso per giovani ricercatori che Nico ha vinto) invece dimostrano ancora una volta di non sapere nemmeno da che parte iniziare per fare informazione scientifica di qualità, e di essere proni a prendere per vere le affermazioni più assurde e strampalate.

Fabster

5 Responses to “Fine del mondo rinviata a data da destinarsi”


  1. 1 Lens&Assadde aprile 23, 2008 alle 9:07 pm

    Salve a tutti…
    è stato creato un nuovo divertente blog dove tutti possono dire ciò che gli passa per la testa senza esclusione di battute naturalmente…
    http://squeezeble.wordpress.com
    Mi raccomando vogliamo una tua cavolata!!!

  2. 2 satiro aprile 24, 2008 alle 8:10 am

    uno su quarantacinquemila è piccolo secondo te? Forse hai giocato poco a giochi di ruolo altrimenti sapresti quanto il caso è beffardo…
    A me 1:45000 spaventa terribilmente!

  3. 3 MeMorY LosT aprile 24, 2008 alle 8:16 am

    Sono d’accordo con te. Il ragazzino ha fatto il ragazzino, i media hanno fatto i media, ma inaccurati, ignoranti e soprattutto superficiali.

  4. 4 openspace aprile 24, 2008 alle 6:26 pm

    concordo pienamente con MeMorY LosT, aggiugendo che un quindicenne può prendere tutte le cantonate che vuole; ma se le stesse cantonate le prendono anche dei comitati scientifici, mi sa che non si tratta solo di errore.
    Ad ogni modo, sento girare una storia riguardo una inversione del campo magnetico terrestre per il 2012, moriremo tutti?😀
    Saluti, Vito.

  5. 5 fabster2 aprile 25, 2008 alle 9:44 am

    No, non gioco ai giochi di ruolo ma capisco il calcolo delle probabilità. Però per il momento non possiamo fare molto, anche nel caso di un’asteroide in confermata rotta di collisione. Forse entro il 2036 avremo più mezzi in questo senso.

    Se vogliamo qualcosa di cui preoccuparci davvero, c’è il numero di macchie solari che è basso in modo allarmante…


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