Buone notizie dalle cellule staminali embrionali

2_white_mice_br.jpgE’ del 23 Marzo la pubblicazione su Nature Medicine online di uno studio condotto da Lorenz Studer sulla clonazione terapeutica in topi parkinsoniani.

Lo studio ha dimostrato che cellule dopaminergiche derivate da clonazione terapeutica erano in grado, quando trapiantate nel cervello murino, di riportare i topi ad un discreto miglioramento dei sintomi tipici del Parkinson.

In breve: in topi parkinsoniani è stata presa una cellula somatica della coda il cui nucleo è stato inserito in ovocellule. Queste cellule differenziate in neuroni dopaminergici (la distruzione del sistema dopaminergico nel sistema nervoso centrale è considerata una delle cause del Parkinson), sono state poi trapiantate nelle aree cerebrali danneggiate dei topi.

Sono stati poi condotti dei test per verificare il miglioramento delle loro condizioni neurologiche e il trattamento è risultato efficace.

Ci sono ovviamente dei problemi ancora da sormontare. Primo fra tutti la compatibilità genetica e quindi il rigetto. Quando le cellule somatiche venivano prese dalla coda di un topo diverso rispetto al ricevente (quindi con genotipo diverso) si sono verificati fenomeni di rigetto, dimostrando che tali terapie sono efficaci solo con cellule clonate dalle proprie cellule somatiche.

Per ora i topi trattati nell’esperimento sono all’undicesima settimana dopo l’intervento, e quindi è ancora presto per poter dire se il trattamento è stato completamente reversibile.figure82.jpg

La sperimentazione sugli umani potrebbe richiedere anni e potrebbe anche non funzionare come è accaduto sui roditori.

Questo studio dimostra, anche se rappresenta solo un piccolo spiraglio iniziale, che le cellule staminali embrionali possono avere grandi potenzialità nella cura di malattie neurodegenerative come il Parkinson o l’Alzheimer.

Ma soprattutto dimostra che non dovrebbe essere preclusa alcuna via alla sperimentazione sulle embrionali con “argomentazioni a priori” per definirla fallace o inutile.

La sperimentazione sulle staminali embrionali in futuro sarà possibile solo in quei paesi i quali non hanno posto paletti legislativi particolarmente restrittivi in materia.

 

Parkinsonian model photo (© 2001 Terese Winslow, Lydia Kibiuk; bottom right), was taken from here. If there are any copyright problems, please tell us and we will remove it.

Fabristol

36 Responses to “Buone notizie dalle cellule staminali embrionali”


  1. 1 doghen marzo 25, 2008 alle 11:00 am

    Prima di comportarsi da moderni stregoni, gli scienziati dovrebbero risolvere alcuni quesiti riguardo alle malattie. Nello specifico: qual’è la causa del Parkinson? Non è possibile per uno “scienziato”, comportarsi come un maldestro meccanico. Prima si comprende qual’è la causa di un problema e poi si agisce.

  2. 2 Cachorro Quente marzo 25, 2008 alle 11:11 am

    Quello che dici vale come principio generale, in realtà se lo applichi alla pratica non funziona per niente.
    Vedi l’ipertensione arteriosa: nessuno sa quale sia la causa, ma è sicuro che se viene contrastata si riduce la mortalità e l’incidenza di ictus.

    Il Parkinson, come tutte le malattie neurologiche degenerative, ha con ogni probabilità un’eziologia multifattoriale: danno ischemico, danno metabolico, predisposizione genetica… l’importante è comprenderne il meccanismo fisiopatologico, che nel caso di questa malattia è molto chiaro.
    Tanto che esistono terapie farmacologiche estremamente efficaci (che suppliscono al deficit dopaminergico).

    Una domanda sull’articolo: ma alla fine NON sono state usate cellule staminali di origine embrionale, quindi perchè la Repubblica dice che l’esperimento non sarebbe stato possibile in Italia?

  3. 3 doghen marzo 25, 2008 alle 11:47 am

    Dice cachorro” nessuno sa qual’è la causa della ipertensione arteriosa”. Questo non è corretto. La verità è: abbiamo un monopolio in medicina, parlano solo gli “scienziati”, (che sono dei dipendenti delle industrie farmaceutiche). Altre medicine, altri approcci, non possono esprimersi, perchè, se lo fanno, vengono presi a pomodori in faccia (come minimo, altrimenti li mettiamo in galera).
    Onestà è richiesta, solo onestà. Se gli “scienziati”, non conoscono le cause dei problemi, per onestà dovrebbero dire: “non conosciamo questo e quello, c’è qualcuno che ha capito qualcosa?”. Purtroppo questo non si fa, le altre impostazioni mediche vengono demonizzate, e ci teniamo la nostra bella casta “medici” arroganti.

  4. 4 fabristol marzo 25, 2008 alle 11:55 am

    Per Cachorro.

    Sì che sono state usate le cellule embrionali. Con la SCMT (somatic cell nuclear transfer) anche conosciuta come clonazione terapeutica, si ottengono blastocisti (embrioni di poche cellule). Da qeuste cellule embrionali derivano i neuroni utilizzati nella ricerca.
    Non so di Repubblica, ora vado a vedere.
    Più che altro mi chiedo dal punto di vista legislativo se in Italia anche la clonazione terapeutica su animali è vietata. Nel caso la ricerca non sia vietata il commento di Repubblica è fuori luogo, perché l’esperimento era su animali e non sull’uomo per il quale la Legge 40 vieta esplicitamente la sperimentazione.

  5. 5 Cachorro Quente marzo 25, 2008 alle 12:01 pm

    Per favore.
    Per favore.
    “Non possono esprimersi”: e che, siamo in dittatura?

    a) gli inserti “Salute” dei principali quotidiani danno ampio spazio alle “altre medicine”
    b) le farmacie pubblicizzano e mettono in bella mostra i farmaci omeopatici e i prodotti di fitoterapia
    c) tantissimi medici di medicina generale praticano questi “altri approcci”.

    Cosa vorresti?
    Che il New England Journal of Medicine pubblicasse il case-report del cancro guarito coi fiori di Bach? Che io, o chi non crede negli “altri approcci”, venissi privato del diritto di dire la mia opinione (e cioè che sono al 95% stronzate)?
    Ma demonizzazione de che?

    E da cosa deduci che gli scienziati non dicono “non conosciamo questo e quello, c’è qualcuno che ha capito qualcosa?”.
    Leggiti il “Manual of Clinical Hypertension” di Kaplan, che è lo zar dell’ipertensione, e dimmi se non trovi ammissioni di ignoranza e di impotenza…

  6. 6 Cachorro Quente marzo 25, 2008 alle 12:03 pm

    No, probabilmente quello che intendeva la Repubblica è che l’applicazione di questa ricerca non sarebbe possibile in Italia. Ora ho capito.

  7. 7 doghen marzo 25, 2008 alle 12:13 pm

    Coraggio, Cachorro. Riconoscete i naturopati, allora!! Permettiamo di vivere, di operare a ‘sta gente!!!

  8. 8 fabiobiker marzo 25, 2008 alle 12:25 pm

    @ DOGHEN E CACHORRO

    non credo che le medicine altenative non abbiano spazio, come dice doghen, però condivido la sua perplessità sul come la medicina ufficiale si propone e viene “percepita”.

    Premetto che non ho colpe da addossare a nessuno, però mi sembra che il “paziente medio” abbia spesso delle aspettative eccesive rispetto alle effettive capacità di cure che la medicina offre.

    Faccio un esempio: ho scoperto solo adesso, a 36 anni, parlando con il mio medico di base, che le otiti sono praticamente incurabili: si prendono generici anti-infiammatori, blandi anti-dolorifici, antibiotici per evitare complicanze.
    Ma l’otite segue comunque il suo corso, con o senza medicine.

    Nei 36 anni precedenti io ero convinto che la medicina ufficiale stesse curando la mia malattia,e nessun medico mi ha mai spiegato che non era vero…

    Non so se mi sono spiegato: aspettative infondate dal paziente (l’antibiotico mi sta curando l’otite) e silenzio da parte del medico (l’otite ce l’hai e te la tieni fin che non ti passa, stiamo solo evitando il peggio).

    Ciao
    Fabio

  9. 9 Cachorro Quente marzo 25, 2008 alle 12:37 pm

    Tra l’altro sarebbe anche da chiedersi se l’antibiotico non faccia più bene che male nelle otiti (vedi: sviluppo di resistenze).

    La medicina, per migliaia di anni, dagli antichi Egizi fino al 1800 avanzato, è stata per il 95% inefficace, da un punto di vista obiettivo, ma ha svolto un compito psicologico fondamentale (non dissimile da quello svolto dagli sciamani e dagli stregoni delle popolazioni primitive).
    Oggi c’è un po’ più di scienza, esiste l’Evidence Based Medicine (medicina fondata sull’evidenza) ma la componente che i medici chiamano “cosmetica”, o anche più esplicitamente “placebo” è sempre importante.

    I medici danno la pillola perchè questo è quello che si aspetta il paziente; ovvio, potrebbero dirti: “non prendere niente, passerà”, e probabilmente ai primi venti che visitano lo dicono pure, quando si rendono conto che in questo modo tu probabilmente ti inalbererai, e andrai in privato da uno specialista, si rassegnano. Per questo io voglio lavorare in ospedale dove il farmaco lo do in maniera il più possibile scientifica e razionale.

    Del resto se la gente si rivolgesse ai medici per ottenerne un vantaggio obiettivabile, non esisterebbe l’omeopatia.

  10. 10 Cachorro Quente marzo 25, 2008 alle 12:38 pm

    P.S. intendevo “più male che bene” ovviamente

  11. 11 marcello marzo 25, 2008 alle 4:52 pm

    Se possibile avrei un paio di chiarimenti da chiedere (non ho accesso all’articolo): 1) l’esperimento è ancora in corso, o i tipi sono stati “terminati” all’undicesima settimana? 2) il riferimento all’Alzheimer è nell’articolo o fa parte del commento?

    Se interessa sapere perché lo chiedo (se non interessa non leggete oltre), i miei dubbi sono motivati da (speculazioni su): 1) in altri casi (cura delle leucemie) è successo che dopo la dodicesima settimana le staminali abbiano iniziato a “impazzire”. Il meccanismo di azione è diverso, quindi non vanno fatte generalizzazioni. Mi pare plausibile però che i limiti dell’esperimento siano dettati dai criteri di successo. Per esempio: “fino a qui, abbiamo dimostrato di poter derivare staminali embrionali tramite clonazione, e di potergli far produrre dopamina, in futuro vedremo se queste cellule si comportano bene anche dal punto di vista della proliferazione”. 2) ho letto (diverse volte, ma non da fonti particolarmente attendibili) che Alzheimer è una malattia che colpisce cellule di tipi e funzioni diverse, quindi fuori portata rispetto alle applicazioni delle staminali nel futuro prevedibile.

  12. 12 fabristol marzo 25, 2008 alle 7:01 pm

    Per Marcello:

    “1) l’esperimento è ancora in corso, o i tipi sono stati “terminati” all’undicesima settimana?”

    Questo non te lo so dire, perché anche io non ho accesso all’articolo; forse ce lo avrò la prossima settimana quando torno in ufficio. I ricercatori hanno detto che è troppo presto per parlare di “cura perfetta” perché i topi hanno ancora undici settimane; usano il tempo presente quindi presumo siano ancora vivi.

    “2) il riferimento all’Alzheimer è nell’articolo o fa parte del commento?”

    Fa parte del commento quando mi riferisco a malattie neurodegenerative.
    Sì hai ragione per quanto riguarda l’Alzheimer il discorso è più complesso: non si parla di singole popolazioni neuronali degenerate, ma di una complicata eziologia, sia genetica, molecolare sia neuronale. L’approccio all’Alheimer usando le staminali potrebbe essere più che altro di cura dei sintomi: quindi sostituzione di cellule e vie neurotrasmettitoriali danneggiate.

  13. 13 Fabio Turone marzo 26, 2008 alle 8:20 am

    In risposta al primo quesito di Marcello, cito dallo studio:

    “Mice were allowed to survive for 11 weeks, during which behavioral tests were repeated at 2–4-week intervals. The average age of the mice at the time of killing was 12 months”.

    Poi ho un quesito io per Fabristol: noto che hai usato il termine “transpiantate”, mentre io avrei scritto “trapiantate”.

    E’ ovvio che è un dettaglio, ma a me “transpiantate” sembra un inglesismo gergale e mi chiedo se dal tuo punto di vista il termine più comune è per qualche motivo improprio.

    Quanto al condivisibile discorso di Fabiobiker sull’uso degli antibiotici nell’otite, per come la vedo io non è che i medici ti tenessero all’oscuro; anche loro fino a pochi anni fa avevano elementi per pensare che funzionassero, e solo di recente sono stati fatti studi rigorosi che dimostrano che al massimo di accorciano di una giornata la malattia (o giù di lì), con ovvi rischi di abusi e di resistenze.

    Il perché è noto: la medicina non è nata scientifica, e il bisogno di sentirsi accuditi da un lato e di sentirsi utili dall’altro ha creato un’ampia gamma di convinzioni e di aspettative già prima che le pressioni commerciali legate ai farmaci ne amplificassero alcune (tipicamente la pillola miracolosa) a proprio vantaggio.

    Lo slogan “prevenire è meglio che curare” suona molto vero, ma in un sacco di contesti si è rivelato una boiata pazzesca (e dove non funziona, di norma fa danno).

    Per rispondere a Doghen, tutti i curatori sono, se vogliamo, “maldestri meccanici”, ma alcuni mettono continuamente in discussione le “certezze” su cui devono basare il loro agire quotidiano.

    Pensa che il mecanismo di azione dell’aspirina (usata fin dall’Ottocento come tale, e fin dai tempi di Ippocrate come estratto grezzo della corteccia di salice) è stato scoperto solo nel 1970. Ma la gente stava meglio anche senza che nessuno sapesse esattamente il perché…

  14. 14 doghen marzo 26, 2008 alle 10:05 am

    Turone e tutti.

    Proprio perchè non tutto è conosciuto dalla medicina “ufficiale”, sarebbe ora che, per ONESTA’, questi soloni, questi professoroni, questi Veronesi, si mettessero da parte e lasciassero parlare qualche altra voce.

    Veramente non se ne può più della strafottenza di una classe di camici bianchi. Come è bruttissimo vedere i tirapiedi di questa classe medica, che pubblicano post come questo che stiamo commentando.

    Ma per fare che? Credi che mi sfugga il senso? Per poi dire ” AH, questo papa, questi cattolici, che impediscono la “ricerca”, dato che si oppongono all’uso delle cellule staminali”. E poi giù tutta la menata “laica” e la menata sull’etica, se è una persona, non è una persona.

    Voglio dire una cosa. Non sono cattolico e non mi interessa se producono staminali in profusione. Mi concentro invece sul fatto che LA MEDICINA E’ UNA FORMA FASCISMO CULTURALE. I laboratori hanno fatto tante scoperte e la conoscenza medica è indubbiamente migliorata. Ma quest’arroganza occidentale è veramente orribile.
    Ci sono state culture millenarie prima della nostra, che avevano elaborato una medicina molto evoluta, mi riferisco ai cinesi e agli indiani, in primis.
    Naturalmente l’approccio non era empirico, ma non per questo meno profondo nelle sue scoperte e soluzioni.
    E’ arrivata la nostra bella civiltà luccicante di gloria e che fa?
    Tabula rasa.

    Dico. Non sarebbe possibile lasciar esprimere questa gente? Oppure la democrazia cosè?
    Lasciamoli lavorare, direi. Ma non è così facile. Perchè? Perchè l’occidentale HA PAURA!!!! Ha paura che improvvisamente ci sia qualcuno che ha una visione più chiara e profonda della sua, costata tanti anni di sudore sui tavoli dei laboratori. Ma se questi sforzi “empirici”, si rivelassero, in gran parte delle enormi “seghe”? Sai che vergogna per quelle povere case farmaceutiche che si vedrebbero gabbare dal primo cinesino che passa…..

    Gente, la democrazia è lontana, molto lontana……

  15. 15 Cachorro Quente marzo 26, 2008 alle 10:23 am

    La medicina occidentale non è la medicina empirica, fondata sul metodo empirico; questa si è semplicemente sviluppata in occidente.

    La medicina occidentale è rappresentata dalla tradizione ippocratica e galenica, dalla teoria umorale, dalla “vis medicatrix naturae” e più recentemente (diciottesimo secolo) dall’omeopatia.
    La medicina araba, indiana e cinese erano sicuramente più encomiabili, poichè la maggior parte dei rimedi “occidentali” (salvo alcune elementari operazioni chirurgiche, che non per niente erano disprezzate dai medici “ufficiali” e lasciate fare ai cerusici, cioè ai barbieri) erano deleteri per la sopravvivenza del paziente (vedi i salassi, i cataplasmi o l’uso dell’arsenico). In particolar modo, i cinesi hanno sviluppato tecniche di cui oggi riconosciamo una certa efficacia, come l’agopuntura.

    Il fatto che la cultura occidentale sia stata imposta al resto del mondo, non ha nulla a che fare con la diffusione del metodo scientifico, che è sì viziato da pregiudizi tipici della mentalità occidentale nella sua applicazione, ma nella sua natura non ha implicazioni geografiche. La storia della medicina “allopatica” è fatta sì da tedeschi, inglesi, francesi e italiani ma anche, fin dall’inizio del ventesimo secolo, da giapponesi (fondamentale il loro apporto nello studio delle vasculiti, delle epatiti, dei cancri dello stomaco e dell’esofago), indiani, turchi (la sindrome di Behcet).

    La teoria del complotto delle case farmaceutiche (che temerebbero la concorrenza dei prodotti fitoterapeutici) mi fa piuttosto ridere, visto l’enorme giro di soldi rappresentato dalla medicina “alternativa”.

  16. 16 fabristol marzo 26, 2008 alle 11:49 am

    Transpiantate è un inglesismo: trapiantate è più corretto. Correggerò.

  17. 17 fabiobiker marzo 26, 2008 alle 12:25 pm

    @ DOGHEN

    Parlo da paziente e non da medico: la tua mi sembra una posizione eccessivamente critica.
    Usi un paio di concetti spropositati: medicina occidentale = fascismo, e rifiuto delle medicine alternative = paura delle medicine alternative.

    Dove le vedi tutte queste cose?
    Sei reduce da un trattamento sanitario obbligatorio?

    Quello che rende, in generale, l’approccio scientifico ai problemi migliori di tutti gli altri è che esiste un metodo oggettivo per verificarne la validità.
    L’occidente è il creatore della cultura scientifica e tecnologica perchè ha fatto proprio un metodo, quello scientifico, CHE FUNZIONA.
    Gli altri, semplicemente, NON FUNZIONANO.

    Poi puoi anche discutere del fatto che la medicina non è soltanto scienza e tecnica, che ci sono “sensibilità” diverse da usare. Siamo daccordissimo.

    Ma tu butti via il bambino con l’acqua sporca.
    E non capisco dove vuoi arrivare.

    Fabio

  18. 18 Fabio Turone marzo 26, 2008 alle 1:14 pm

    Doghen scrive:
    “Ci sono state culture millenarie prima della nostra, che avevano elaborato una medicina molto evoluta, mi riferisco ai cinesi e agli indiani, in primis.
    Naturalmente l’approccio non era empirico, ma non per questo meno profondo nelle sue scoperte e soluzioni.
    E’ arrivata la nostra bella civiltà luccicante di gloria e che fa?
    Tabula rasa.”

    Anche io fatico a capire dove vedi questo complotto: in Cina e in India, per citare i tuoi esempi, si continuano a usare rimedi tradizionali, ma mi sembra più che normale che a chi ne afferma la validità una società avanzata chieda le stesse dimostrazioni di efficacia che chiede ai prodotti della ricerca biomedica occidentale.

    Tu sembri ignorare il fatto che la ricerca scientifica ha dimostrato che tante convinzioni molto radicate erano erronee, per cui tante prassi diffuse a lungo anche in occidente sono state combattute e finalmente eradicate, perché inutili o dannose.

    Quello che dice Fabiobiker quando dice che le cure scientifiche FUNZIONANO è forse semplicistico, perché si è scoperto da tempo che anche la suggestione, in varie forme, funziona.

    C’è l’oramai banalizzato “effetto placebo” per cui anche una pillolina di zucchero somministrata con solennità ottiene spesso dei risultati oggettivi ed esiste, per converso, lo stress da camice bianco, per cui a qualcuno la pressione sanguigna si innalza nel momento in cui un medico sta per misurarla.

    La ricerca scientifica, con strumenti sempre più sofisticati di cui ogni volta si esplorano tutti i limiti con spietatezza, tiene conto di tutte queste cose, e nei casi in cui se ne è occupata ha dimostrato che quello che magari “funziona” (o sembra funzionare) per il contadino cinese che va dal suo guaritore del villaggio funziona assai meno (o non funziona per niente) quando viene esportato in occidente.
    Un po’ si deve verosimilmente al fatto che anche il contesto e l’intima convinzione dei soggetti (medico e paziente) hanno un ruolo significativo, e molto si deve – altrettanto verosimilmente – al fatto che solo in occidente la misurazione dell’efficacia reale avviene con modalità oggettive e rigorose, e con valutazioni statistiche che tengono conto della variabilità che c’è sempre tra individuo e individuo.

    Dopodiché condivido quello che scrive fabiobiker sul rischio di eccessi di “tecnicismo”, o di voler applicare anche a realtà diverse dalle nostre quello che è proprio della concezione occidentale di salute e malattia (antropologia medica e etnomedicina hanno un sacco di cose da insegnare, senza per questo negare il valore dell’approccio scientifico).

    Tutto questo peraltro mi sembra molto off-topic rispetto all’argomento del post di fabristol, che non ha proprio nulla a che vedere con farmaci e affini ma rappresenta una strada promettente per malattie oggi incurabili in qualsiasi parte del mondo.

  19. 19 Cachorro Quente marzo 26, 2008 alle 2:21 pm

    E’ vero, è off-topic ma permettetemi un’ultima considerazione per Doghen: tu ti faresti curare da un medico che crede nella teoria umorale (ovvero nel fatto che le malattie sono causate da un disequilibrio dei quattro umori fondamentali, bile gialla, bile nera, sangue e flemma) e ti pratica un salasso?
    Eppure è un’idea che discende da una cultura millenaria, di cui possediamo una prima espressione scritta nel corpus hyppocraticus.

  20. 20 doghen marzo 26, 2008 alle 2:45 pm

    Amici,
    ci sono due diversi aspetti.
    Il primo aspetto è che abbiamo ormai migliaia di naturopati, medici olistici, terapisti shiatsu, ecc. che soffrono una condizione di oscuramento, in quanto non possono serenamente consigliare a un paziente i loro rimedi, dato che rischiano la galera, le multe o quant’altro.
    Voi mi direte “ma questi non sono laureati in medicina”. Va bene, dico io, allora troviamo una formula che consenta a queste persone di lavorare, senza dover sottostare ai diktat delle associazioni mediche. Questo monopolio medico del “solo io posso diagnosticare e dare terapie” è veramente odioso.
    Poi c’è il secondo aspetto che riguarda il metodo.
    Il metodo empirico ha dato risultati e questo è indubbio.
    Però la logica empirica si applica bene alle macchine o all’inanimato.
    Ma siamo noi una macchina? La vita è una macchina?
    E soprattutto: ABBIAMO COMPRESO IL FUNZIONAMENTO DELLA MACCHINA CHIAMATA VITA? La risposta della med. occidentale è :no, ci stiamo lavorando.
    Ebbene come un angelo annunciatore, vi annunzio che i cinesi e gli indiani hanno la presunzione di aver compreso come funziona la macchina!!
    Ecco perchè dico: lasciamoli operare. Ma chi ci comanda non vuole…..hai, hai, hai.

  21. 21 doghen marzo 26, 2008 alle 2:50 pm

    Per quanto riguarda la medicina ippocratica…..ben vengano, anche se è dimostrato che alcune tesi loro erano sbagliate…..abbiamo un disperato bisogno di più voci in medicina, ABBIAMO BISOGNO DI AFFERMARE CHE QUELLO OCCIDENTALE E’ UNO DEGLI APPROCCI E NON IL SOLO…ABBIAMO BISOGNO DI LIBERARCI DA CATENE MENTALI….e senza paura….non so se mi sono spiegato. Non possiamo concedere la gestione della medicina a uno solo!!!!! Non so più come dirlo!!!

  22. 22 doghen marzo 26, 2008 alle 2:53 pm

    E’ evidente che se uno si rompe un femore, si taglia le vene, ha un trauma cranico noi occidentali siamo maestri nell’intervenire….ma un diabete, la sclerosi, le malattie degenerative, avrebbero solo da guadagnare da quest’apertura che sto invocando!

  23. 23 Fabio Turone marzo 26, 2008 alle 3:12 pm

    Non è questione di paura, ma di evitare che il primo pistola che passa convinca qualcuno a dargli dei soldini o comunque ad affidargli il proprio corpo.

    Non è affatto questione di monopolio, ma di dimostrare una competenza di base degli strumenti [b]davero efficaci[/b] e un’infarinatura dei criteri con cui si valuta l’efficacia.

    Se un medico con quella competenza di base (fondamentale per poter fare almeno un confronto empirico) decide in scienza e coscienza di non somministrare un farmaco di provata efficacia ma di affidarsi, per esempio, all’agopuntura può farlo.

    Se però il paziente ci lascia le penne, paga le conseguenze della sua decisione assunta consapevolmente (e delle mancate decisioni di intervenire tempestivamente con altri mezzi), e non sulla base di semplice ignoranza.

    Tu la compreresti un’auto progettata e costruita da me? O faresti cosruire a me un grattacielo? Un ponte? Il seggiolone di tuo figlio?
    Senza controlli?

    Tutti possono credere, anche in buona fede, di possedere il rimedio miracoloso, ma il rimedio miracoloso finora non si è mai rivelato tale quando è stato analizzato da persone competenti…

    Anche nella ricerca sul Parkinson, per ricollegarci al post, c’è chi negli ultimi 20 anni ha fatto svariati tipi di esperimenti con tessuti embrionali inseriti nel cervello di soggetti umani malati, o con chirurgie distruttive di specifiche aree, con risultati che in alcuni casi sembravano molto incoraggianti.

    Però per fortuna questo è sempre stato fatto da neurochirurghi competenti, e sotto il controllo di altri neurochirurghi competenti, meno innamorati dell’idea – che hanno saputo trarre dagli esperimenti delle conclusioni utili ai pazienti successivi.

    Il punto, se mi perdoni la franchezza, è che tu dovresti documentarti un po’ do più prima di teorizzare astrazioni con belle parole sulle “catene mentali” che ai malati in carne e ossa possono solo fare del male…

  24. 24 doghen marzo 26, 2008 alle 3:20 pm

    Dobbiamo rischiare, Fabio T. Dobbiamo sollevare il terapista dalla responsabilità e procedere. Non è possibile continuare con l’unica voce e il resto niente.
    Il Parkinson non si cura col meccanicismo!!! Il cervello è legato ai reni, quindi per curare il Parkinson devi curare i reni!
    Vedi che è tutto un approccio diverso?
    Non si può pretendere di considerare valida una medicina SINTOMATICA!! SINTOMATICA!, non so se ti rendi conto! Stiamo operando sui sintomi, non conosciamo le cause!

  25. 25 Cachorro Quente marzo 26, 2008 alle 4:12 pm

    Allora, brevemente
    1) che i terapeuti alternativi rischino “la galera e le multe” è tutto da dimostrare. In alcuni casi la meriterebbero, al massimo rischiano l’espulsione dall’ordine (quando sono medici). Ma forse tu vivi in un universo, appunto, “alternativo” dove i ciarlatani sono perseguitati. Come ci si fa ad arrivare?
    2) “ma un diabete, la sclerosi, le malattie degenerative, avrebbero solo da guadagnare da quest’apertura che sto invocando!” Allora, ora voglio vedere quanto sopravvive un bambino diabetico trattato con i massaggi shiatsu. Le malattie che erano mortali e che oggi sono curabili sono tante. La leucemia linfatica acuta del bambino; ne morivano 9 su 10, oggi 3. Il tumore alla mammella. La polmonite. I bambini con la fibrosi cistica non arrivavano all’adolescenza, oggi molti superano i quaranta.
    3) “Il Parkinson non si cura col meccanicismo!!! Il cervello è legato ai reni, quindi per curare il Parkinson devi curare i reni!
    Vedi che è tutto un approccio diverso?” Ora, so che sembrerà antipatico, ma ti dico la mia situazione: sto per lauerarmi in medicina, sei anni di vita a rompermi sui libri, poi arrivi tu e mi dici ‘ste cazzate. E’ un po’ come se tu chiamassi l’idraulico, arrivo io e comincio a spaccarti il muro con una picozza per capire da dove perde il rubinetto. Vedi, l’approccio olistico alle malattie degenerative non è in contrasto con il metodo scientifico: si chiama “medicina interna”, è la strada che ho scelto personalmente e considera la relazione tra gli organi, non i singoli organi. “La malattia renale lecca il rene, ma morde il cuore”: non è una massima zen, ma un vecchio detto riportato da tutti i professori di fisiologia o nefrologia. Anche lo stile di vita è fondamentale. Solo che non è così facilmente modificabile; i medici fanno ciò che possono, mica sono pagati per i miracoli, per convincere tutti a fare moto, smettere di fumare, vivere in pace con se stessi, quando poi sono i primi a essere stressati e tabagisti.
    Ergo: ti trovi il paziente col Parkinson. La sua substantia nigra compacta è fottuta; gli dai un farmaco che aumenta il rilascio di dopamina, e la sua qualità di vita migliora. Meccanicista? Certo. Sintomatico? Ovvio. E allora? Vai a dirlo a uno che ha la sindrome nefrosica o un’altra malattia autoimmune che non deve prendere il cortisone (che in alcuni casi gli salverà la vita) perchè è solo un sintomatico…

  26. 26 Meristemi marzo 26, 2008 alle 9:11 pm

    Cachorro Quente, temo che il tuo sia fiato sprecato nel tentativo di convincere quella che nel tuo ambito professionale è una categoria simmetrica ai Testimoni di Geova ed agli adepti della Sacra Merkaba o Scientology: l’ipercritico fideista indignato privo di senso critico.

    Indignazione e spirito critico sono sue cose diverse, la prima è di pancia e come tutte le cose di pancia ha esiti più catabolici e catartici che costruttivi. Il secondo è di testa, segue più la ragione dell’istinto e facilita la costruzione più che la distruzione. Recenti studi (IF fuori scala) hanno dimostrato che sono due stati della materia mentale dalla convivenza impossibile ed esplosiva.

    In pratica l’equivalente di materia ed antimateria.

  27. 27 GG marzo 26, 2008 alle 9:12 pm

    Teneteci aggiornati!

  28. 28 fabristol marzo 27, 2008 alle 10:24 am

    Vorrei informare tutti della discussione che da ora in poi l’utente Doghen non avrà più accesso al sito e i suoi commenti verranno considerati spam.
    Non solo ma informo lo stesso Doghen che siamo in possesso del suo IP e che quindi se dovesse permettersi ancora una volta di riempire di calunnie le persone in questo blog prenderemo i provvedimenti necessari.

  29. 29 Meristemi marzo 28, 2008 alle 10:02 pm

    Pur non condividendo i toni ed in buona parte i contenuti di Doghen, mi pare una punizione eccessiva (non voglio dire poco democratica perche’ in fin dei conti un blog non è una piazza pubblica).

    Sperando che comunque sia in grado di leggere i commenti volevo sprecare anche io un po’ di fiato.

    A priori non sono contro niente e nessuno, cerco -per motivi che vanno al di là dell’aspetto professionale- di approcciarmi a qualunque nuova teoria, pratica, disciplina, persona, sperimentazione con la mente libera il più possibile da condizionamenti ed opinioni. Un approccio che peraltro considero idealmente corretto sia per chi sta in laboratorio sia per chi di scienza scrive (due modi di contribuire al sapere scientifico che considero paritari in tutto e per tutto, per inciso).

    Leggo, studio, cerco di farmi un’opinione partendo dai dati di fatto e pesandoli in funzione della provenienza. Per varie ragioni mi trovo spesso ad avere a che fare con questioni che orbitano attorno alle MNC (ed anche alla fitoterapia, all’integrazione alimentare et similia), sulle quali mi trovo a dover essere piu’ o meno costantemente aggiornato nel bene e nel male. Dati alla mano, in alcuni casi (alcune sindromi multifattoriali, alcune condizioni fisiologiche particolari) alcune applicazioni hanno dignità di esistere come alternativa/complemento alla medicina convenzionale, in molti altri no. La mia distinzione non è quella dicotomica e conflittuale del “la medicina occidentale funziona” vs “le MNC funzionano meglio”, ma quando è corretto/sensato applicare una e quando applicare l’altra, fermo restando il diritto di scelta consapevole ed informata. Il rapporto, spannometricamente, è almeno 200:1 e forse oltre a favore della medicina allopatica in caso di patologia conclamata e migliora un poco quando il problema è di tipo fisiologico, preventivo o quando la compliance gioca in ruolo rilevante.

    Il problema è che spesso chi si rivolge a questi aspetti della salute lo fa in maniera completamente distorta, creando un’antitesi netta e totale, poggiando in toto le proprie motivazioni sull’elemento fideistico, quasi fosse una questione di credo religioso (politico, sportivo, la dinamica è quella). Perde la capacità di fare una valutazione critica caso per caso e si aggrappa a queste realtà con la forza irrazionale della fede, del “qualcosa che spiega l’insondabile”, portando avanti battaglie alla baionetta contro il miscredente, considerato incapace di capire il Vero Credo poichè accecato ed obnubilato dal Satana di turno (la tecnologia, la scienza, ma anche la semplice razionalità basata sui fatti). Le sue baionette, dati alla mano, sono poche e neanche molto affilate, per cui può solo cercare di spaventare l’avversario urlando più forte, una pratica che in genere funziona poco a meno che non si abbiano d’innanzi persone povere di spirito e di cultura, da sempre più inclini a credere ai miracoli a prescindere da chi li millanta. Specialmente quando c’e’ di mezzo la paura o la disperazione (questo anche in politica: la percezione reale o virtuale di crisi e pericolo da sempre porta a scegliere l’uomo forte che offre sogni impossibili e miracoli irrealizzabili rispetto a chi presenta un futuro razionale fatto di sano realismo e qualche sacrificio).

    Lo considero un approccio totalmente sbagliato, poco produttivo ed offensivo dell’intelligenza umana, da una parte e dall’altra della barricata del “versus” citato sopra. Diciamo che una parte della barricata, quella cosiddetta “occidentale” ha indubbiamente molte più cartucce dell’altra e -questo va concesso al dibattito- ogni tanto si arrocca nella consapevolezza un pò boriosa della sua superiorità ed è poco attenta ad apprendere ed assorbire quanto di buono l’avversario potrebbe offrire. Ma da qui a dire che il suo approccio alla malattia è sbagliato ne passa di acqua sotto ai ponti. E tanta.

  30. 30 fabristol marzo 28, 2008 alle 10:17 pm

    Per Meristemi

    “Pur non condividendo i toni ed in buona parte i contenuti di Doghen, mi pare una punizione eccessiva ”

    Forse non hai letto gli utlimi suoi commenti e come si è rivolto a Cachorro. Due commenti pieni di parolacce e ingiurie senza senso contro Cachorro e contro il sito.
    Dei contenuti e delle idee dei commentatori non mi importa, si è liberi di pensare quello che si vuole ma c’è una linea che non si può superare perfino in una piazza pubblica.

  31. 31 Meristemi marzo 28, 2008 alle 11:19 pm

    Immagino di essermi perso qualche commento cancellato.

  32. 32 fabristol marzo 28, 2008 alle 11:44 pm

    Già😉

    ti ho mandato una e-mail così te ne puoi rendere conto.

  33. 33 Fabio Turone marzo 29, 2008 alle 6:09 am

    Io che li avevo letti trovo che Fabristol abbia fatto benissimo.
    Non c’era nessuna ricerca di dialogo, né proposizione di elementi di riflessione e tantomeno riconoscimento della legittimità delle posizioni espresse agli altri: al contrario, solo puerile invettiva gravemente ingiuriosa.
    E bada bene che con me non se la prendeva…

  34. 34 annalisa luglio 24, 2008 alle 10:25 am

    per caso sono entrata in questo forum. per que che può servire….mio figlio, nato nel 1990, a pochi mesi manifestò dermatiti ed altri sintomi tipici dei soggetti allergici, soprattutto a seguito della somministrazione di un antibiotico. mi rivolsi, consigliata da un’amica madre di un bambino della stessa età del mio (tra l’altro mia fisioterapista) ad un MEDICO PEDIATRA (lo scrivo in grande per sottolineare che si tratta di un LAUREATO E SPECIALIZZATO)che curava già da anni con l’omeopatia. da ALLORA e SEMPRE e PER QUALUNQUE PATOLOGIA (dall’influenza alla tonsillite dal raffreddore alla tosse dall’asma allergica all’otite e via così) mio figlio è stato curato con prodotti omeopatici. ora ha 18 anni, sano come un pesce, e continuo a sentirmi dire che ho probabilmente rischiato di ucciderlo ogni volta che non l’ho curato con la medicina allopatica. tra l’altro voglio sottolineare che i suoi compagni di classe imbottiti di antibiotici hanno sempre fatto assenze per malattia superiori a mio figlio. mi è stato detto che sono semplicemente “fortunata”. il bello è che a parlare di “fortuna” (termine non propriamente scientifico) sono stati molti medici. non sono un medico. io ho solo visto mio figlio star bene o recuperare in tempi brevi la salute. nessuno potrà mai convincermi che ho sbagliato perché ho con me la prova vivente che non è così. il mio medico del servizio sanitario un giorno mi disse che l’omeopatia era acqua fresca. quando andai da lui perché avevo una brutta tosse mi curò con antiinfiammatori di vario tipo (tra l’altro è otorinolaringoiatra) senza effetti. decisi quindi anche io di curarmi con un prodotto omeopatico. dopo 12 ore la tosse era quasi sparita, ma andai al suo studio per far verificare dei linfonodi dolorosi al collo. mi disse candido…che sicuramente era colpa dei medicinali omeopatici. al che ovviamente gli feci notare che…l’acqua fresca di solito non fa ingrossare i linfonodi! la sua risposta…un sorrisetto imbarazzato e basta. (comunque il giorno dopo i linfonodi erano spariti del tutto con la tosse). secondo voi…una persona ignorante di “scienza” medica…deve fidarsi dei paroloni dei camici bianchi o della propria e altrui guarigione?

  35. 35 Terese Winslow gennaio 22, 2009 alle 8:20 pm

    Copyright infringement. Please remove image of Parkinson’s brain from your web site.

  36. 36 fabristol gennaio 22, 2009 alle 11:42 pm

    We are sorry Terese. We didn’t know: we just picked it up from google. We deleted now.
    best regards

    Progetto Galileo


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