Aborto? No grazie, meglio la contraccezione orale

Manca solo un “sarebbe” dopo la virgola per essere perfetto. “Sarebbe” perché solo un quarto delle donne italiane in età fertile prende la pillola anticoncezionale e la contraccezione d’emergenza è difficile da trovare quanto un quadrifoglio. C’è ancora molta strada da percorrere insomma per poter rispondere: “meglio la contraccezione orale” (e non orale).
Una mossa in questa direzione viene dalla Commissione Salute della Donna: anticoncezionali gratuiti (anche per quelli con dosaggio di estrogeni inferiore ai 20 microgrammi) e facilitazione nel trovare la cosiddetta pillola del giorno dopo (codice verde al pronto soccorso).
Il solo nominare la contraccezione ha scatenato gli animi pudichi della nostra italietta e di quanti strepitano nel condannare gli aborti ma strepitano ugualmente davanti al solo rimedio serio (e non illiberale) per ridurne il numero: l’educazione sessuale e la contraccezione. Come si faccia ad essere contro l’aborto e al contempo contro la prevenzione di una gravidanza (e dunque la prevenzione di un possibile aborto) è difficile capire. Anzi impossibile.
Negli attacchi alle timide e sensate proposte dalla Commissione emerge poi un vecchio adagio: la confusione tra la cosiddetta pillola del giorno dopo e la pillola abortiva (meglio conosciuta come RU486).
La pillola del giorno dopo contiene un ormone progestinico (levonorgestrel) ed è un contraccettivo di emergenza. Nel caso di un rapporto a rischio deve essere assunta il più presto possibile e non oltre le 72 ore (ecco perché il codice verde al pronto soccorso). Nel caso in cui il rapporto sia avvenuto nella fase preovulatoria, la pillola blocca o posticipa l’ovulazione e impedisce l’unione del gamete maschile e di quello femminile. Se invece il rapporto è avvenuto dopo l’ovulazione e la fecondazione potrebbe essere avvenuta, la pillola impedisce l’annidamento dell’ovulo fecondato, intervenendo sulla parte interna dell’utero in cui avverrebbe l’impianto. La sua azione somiglia all’effetto degli estroprogestinici assunti per via orale o all’azione della spirale (IUD). La RU486 (mifepristone) intralcia il progesterone, ormone necessario alla prosecuzione della gravidanza. Agisce su un embrione già impiantato, provocandone l’espulsione. Può essere somministrata entro le prime 7 settimane di gravidanza. La RU486 provoca un aborto senza il ricorso ad un intervento chirurgico.
Nei commenti c’è più di questa confusione tra le due pillole; molto di più.

Luca Volontè ha definito “delirante” il codice verde al pronto soccorso. Perché non si sa. Ma Volontè ci ha abituato a non porci domande e a fidarci del suo intuito. “Beato colui che crede senza bisogno di vedere”, o no?
Vincenzo Saraceni, presidente dei medici cattolici (AMCI), teme che un simile allargamento conduca ad un «uso superficiale. Sono contrario – afferma – ad ogni pratica che porti all’aborto diretto o indiretto».
Vincenzo Saraceni insinua due domande: perché si senta la necessità di fondare una associazione di medici cattolici (perché non quella dei fisici induisti o dei gondolieri jainisti? o degli elettrauti atei?) e che cosa c’entri l’aborto. Diretto o indiretto che sia. O metafisico. La cosiddetta pillola del giorno dopo non è abortiva: non è verosimile che Saraceni non conosca la differenza; ma l’alternativa (che sia in malafede) non è più confortante. Condannare la contraccezione considerandola come una pratica abortiva è disonesto. E a ben pensare insinua anche una terza domanda: se si considera l’aborto come un omicidio, non sarebbe coerente rimuovere tutto quello che può portare una donna a farvi ricorso? (E una delle ragioni più frequenti per ricorrere alla interruzione di gravidanza è un avvio di gravidanza…).
Isabella Bertolini (FI) dichiara solennemente: «Facilitare un uso scriteriato impedisce la maturazione sessuale».
Non è medico, direte voi, è comprensibile che si confonda. Ma allora perché non tenere chiusa la bocca? Non serve una laurea in medicina per capire che: 1. l’uso di x non implica necessariamente l’abuso di x; 2. non è chiaro in cosa consisterebbe un uso scriteriato di contraccettivi; 3. sarebbe bene che Bertolini leggesse un manualetto di ginecologia (o anche le FAQ di qualche sito).
Ma di che maturazione sessuale parlerà? Forse di quella necessaria per costituire una famigliola tradizionale? Perché allora ecco quale sarebbe il problema: prima del matrimonio (unico bollino valido per contrassegnare la famiglia tradizionale – che non si capisce cosa sia ma questo è un altro post) non è bene intrattenersi in amplessi sessuali; quindi non ti serve la pillola; dopo il matrimonio il sesso va bene a patto che sia a scopo riproduttivo; quindi non ti serve la pillola. Al bando la contraccezione!

Chiara Lalli

47 Responses to “Aborto? No grazie, meglio la contraccezione orale”


  1. 1 vitaliano82 marzo 10, 2008 alle 11:59 am

    siamo sempre allo stesso punto, in Italia manca completamente il principio liberale.
    Personalmente posso essere contario a qualcosa, ma quello che per me è più giusto non può e non deve essere regola generale.
    Ricorderei a vari Volontè, Binetti o chiunque altro che in Italia non vale il principio che peccato uguale reato.
    Poi grazie a queste menti ci si dimentica che tutte le misure contraccettive servono (quantomeno) a ridurre il numero di aborti.

    http://yellowcar.wordpress.com

  2. 2 fabiobiker marzo 10, 2008 alle 12:22 pm

    @ chiara

    Non faccio commenti sulla posizione cattolica rispetto a aborto e contraccezione, perchè la conclusione scoraggiante è chiarissima nelle ultime righe del tuo intervento.

    Però avrei una domenda … tecnica:
    se la “pillola del giorno dopo” impedisce l’annidamento di un ovulo fecondato, non è tecnicamente già una pillola abortiva?
    In che modo sarebbe diversa dalla RU486? Soltanto perchè interviene in un tempo diverso, sbaglio?

    Fabio

  3. 3 fabristol marzo 10, 2008 alle 12:22 pm

    Ah ah ah pero’ almeno i gondolieri jainisti sarebbero piu’ educati di quelli originali…😉

  4. 4 Chiara Lalli marzo 10, 2008 alle 12:48 pm

    Caro Fabiobiker,

    la tua domanda lascia emergere una questione fondamentale: la necessità di ridiscutere termini e concetti come “gravidanza” e “aborto”, anche alla luce degli avanzamenti medici.
    Per quanto riguarda la pillola del giorno dopo: non è abortiva nel senso che prima dell’annidamento non c’è gravidanza (pensa ad una FIVET: abbiamo un ovulo fecondato, ma prima dell’impianto e dell’annidamento non c’è gravidanza). Parlando con i ginecologi che non calvalcano la possibilità di prendere fondi dall’Opur Dei o simili, mi confermano che prima dell’impianto del “parassita” embrione (che Ferrara e compari chiamerebbero “bambino”) non si può parlare di gravidanza – perché per parlarne serve appunto l’annidamento nell’utero materno.
    Anche per questo è insensato attribuire personalità morale e giuridico all’organismo formato dal gamete maschile e femminile (bisognerebbe sforzarsi di farlo annidare; ogni mancato annidamento somiglierebbe ad un omicidio colposo – almeno qualora non si sia provato a rimediare).

  5. 5 Chiara Lalli marzo 10, 2008 alle 12:56 pm

    Fabristol,

    non è detto. Magari per salvare un moscerino ti buttano nel canale…

  6. 6 fabristol marzo 10, 2008 alle 1:06 pm

    Tra l’altro la fusione tra il DNa dell’ovulo e quello dello spermatozoo non e’ immediata ma puo’ avvenire anche dopo ore dalla penetrazione dello spermatozoo dentro l’ovocellula.

  7. 7 fabiobiker marzo 10, 2008 alle 1:31 pm

    @ chiara e fabristol

    quindi le condizioni per poter dire che è in corso una gravidanza dovrebbero essere:
    1) l’ovulo fecondato si è annidato (“parassita” è cattivissimo, anche se tecnicamente corretto.. :-))
    2) ha avuto luogo la fusione del DNA tra ovulo e spermatozoo.

    Un secondo dopo stiamo tecnicamente parlando di aborto?

    Fabio

  8. 8 marina marzo 10, 2008 alle 2:17 pm

    Ci vorrebbe tanto a spiegare questi pochi concetti a quei dementi che intervengono alle trasmissioni televisive? e che fanno disinformazione?
    Solo la suprema ipocrisia spiega la doppia battaglia anti 194 e anti contraccezione.
    ciao marina

  9. 9 giuppy marzo 10, 2008 alle 2:47 pm

    Ma allora una gravidanza ectopica non è una gravidanza?
    O dopo una fivet non “esiste” nulla di più rispetto a prima?

  10. 10 vitaliano82 marzo 10, 2008 alle 3:14 pm

    con tutto il rispetto per la discussione in atto, ma parlare di differenza tra gravidanza primo o dopo l’impianto del parassite-bambino non ha molto senso.
    ora come ora esistono questi strumenti, che eviterebbero interventi ben più drastici e dolorosi come l’aborto classico, quindi è lecito usarli.
    poi per dare i nomi lasciamo lo spazio ai linguisti.

  11. 11 Daniele Verzetti, Rockpoeta marzo 10, 2008 alle 4:18 pm

    Purtroppo ci troviamo in pieno Medioevo. Il tuo post ahimè lo conferma.

    Vi commento poco ma vi leggo con molto interesse. Grazie per questo blog così valido ed importante per le tematiche trattate e per la competenza con cui sono discusse.

    Daniele

  12. 12 Gabbiano marzo 10, 2008 alle 4:26 pm

    non è chiaro in cosa consisterebbe un uso scriteriato di contraccettivi

    beh se mettiamo il caso di un ragazzino che compra una scatola da 20 e se li infila sulle orecchie, in testa, sul naso e nei piedi… ecco può diventare pericoloso! di sicuro questo è un uso scriteriato….

    ciao raga

  13. 13 samuelesiani marzo 10, 2008 alle 5:04 pm

    Non ne sanno nulla. Parlano per bocca della CEI. Sono marionette.
    Intanto un vero sconfitto, in Spagna, c’è: è proprio la Conferenza Episcopale locale e la Chiesa, che tanto si sono prodigate nel dare indicazioni di voto a favore dei popolari, ma soprattutto CONTRO Zapatero.
    Ne prendano atto.

  14. 14 fabristol marzo 10, 2008 alle 5:05 pm

    PEr Gabbiano

    :))

    Per uso scriteriato sembra quasi che stiano parlando di sostanze stupefacenti. Immaginate questa covnersazione tra donne:
    “Ieri mi sono sparata cinque pillole di estrogeni, sono rimasta sballata tutta la notte. Non puoi immaginare quanto sballa: ho visto cose… e avevo tutto l’utero in fibrillazione.”
    “Ma dai. Fighissimo. Che marca prendi? Ma e’ tagliata bene?”

  15. 15 Robi marzo 10, 2008 alle 7:24 pm

    Io penso che sia necessario puntare sull’educazione, in particolare degli e delle adolescenti visto che a quanto ne so spesso sono loro a trovarsi di fronte a gravidanze indesiderate. Per educazione intendo sia “insegnare” cosa sono e come si usano i contraccettivi ma prima ancora educare a vivere gli affetti e la sessualità in modo responsabile. Educare cioè all’importanza di certi gesti e al significato che hanno. Non sto ovviamente parlando di “prima o dopo il matrimonio” ma di vivere la propria sfera sessuale con il dovuto senso e la dovuta importanza al di là della religione o dei moralismi. Su quale siano il senso e l’importanza se ne può discutere, però preciserei che le ultime righe del post sono piuttosto imprecise (forse perchè volutamente provocatorie): non è certo questa la posizione della chiesa! Un cattolico non vede certo il sesso solo come mezzo riproduttivo (anche se quasi tutti i non cattolici pensino che sia così). Che qualcuno lo veda così è possibile, ma li dipende dal singolo! Mentre sul “prima o dopo” bè, il discorso è più lungo, ma non è certo pensato come una limitazione!

  16. 16 doghen marzo 11, 2008 alle 7:48 am

    Per quanti sforzi possa fare la cosiddetta “educazione”, è difficile insegnare ai piccoli la verità: l’atto sessuale è qualcosa di sacro…come può un tecnico insegnare questo? Come si può insegnare a non essere rozzi animali?

  17. 17 fabiobiker marzo 11, 2008 alle 8:02 am

    @ doghen

    Gli animali, che non considerano certo sacro il sesso, non sono per niente “rozzi” nel comportamento sessuale.
    Sanno essere meravigliosamente suadenti e convincenti, ciascuno a proprio modo.

    Qualche giorno fa, per puro caso, ho potuto assistere dalla finestra allo spettacolo di un piccione che corteggiava una piccola picciona(si dice?) e sono rimasto stupito dalla elaborata complessità del tutto: 5 minuti di saltelli e colpi di becco, una piccola danza per convincere la femmina conclusa con un accoppiamento… ultraveloce! (essere piccioni non aiuta, anatomicamente, il sesso prolungato🙂 )

    E neppure il leone si accoppia, se la leonessa non è daccordo.

    Insomma: la sacralità del sesso è un invenzione culturale, quanto la sua presunta rozzezza.

    buona giornata

    Fabio

  18. 18 doghen marzo 11, 2008 alle 8:12 am

    E bravo Fabiolino! Un bel preservativo e via! Tutto qua? E’ un pò pochino, no?

  19. 19 doghen marzo 11, 2008 alle 8:13 am

    Anche “l’educazione sessuale” è un’invenzione culturale….o no?

  20. 20 Marcoz marzo 11, 2008 alle 3:21 pm

    “l’atto sessuale è qualcosa di sacro”

    In che senso, Doghen?

  21. 21 fabristol marzo 11, 2008 alle 3:25 pm

    Nel senso che quando lo fai ci metti le candeline accese intorno, l’incenso nella camera e un prete che benedice l’atto dal bordo del letto…😉

  22. 22 Marcoz marzo 11, 2008 alle 3:33 pm

    Daaai, Fabristol! Una volta che cerco di essere serio…

  23. 24 Marcoz marzo 11, 2008 alle 3:52 pm

    Ehm… diciamo che sono seriamente curioso di sapere cosa intende il vostro ospite; perché da solo, se cerco di arrivarci per deduzione, entro in loop e poi m’inchiodo.

  24. 25 doghen marzo 11, 2008 alle 4:43 pm

    E’ sacro nel senso che il principio maschile si unisce al principio femminile…ergo, l’origine dell’esistenza….sbadatamente gli umani hanno trasformato qualcosa di prezioso, di sublime, in qualcosa di banale, semplice passatempo, interessante solo per il brivido di piacere che l’atto può dare….ma tutto cambia e si trasforma, perciò il piacere si trasforma in dolore….aimè….

  25. 26 Marcoz marzo 11, 2008 alle 5:41 pm

    Doghen, tu esprimi una sensazione soggettiva (nulla di male in questo, ovviamente) che non ha un riscontro con la realtà.
    Personalmente, il momento “sacro” (quello che porterebbe al ripetersi dell'”origine dell’esistenza”) lo potrei tranquillamente far risalire a quando ho maturato l’idea di un figlio, cioè decisamente prima di conoscere la donna con la quale l’avrei, poi, avuto (in realtà sono due: non si sa mai, se uno si rompe…).
    Quale di questi momenti (il desiderio di un figlio e l’atto sessuale) è determinante, in realtà? Qual è il più prezioso? Nessuno dei due, in particolare. Entrambi fanno parte di una catena di eventi necessari ma non sufficienti, affinché si reiteri il “miracolo della vita”.
    Ovviamente, il coinvolgimento emotivo che può comportare una relazione con un/una partner fa istintivamente collocare il momento “magico” nel rapporto sessuale (e lo capisco eccome, sai?), ma tutto ciò è solo il risultato del nostro modo di intendere l’esistenza e non un fatto concreto.

  26. 27 doghen marzo 11, 2008 alle 6:38 pm

    Il materialismo ha fatto molti danni…..il principio maschile che incontra quello femminile è all’origine di OGNI ESISTENZA…dei pianeti, delle stelle, dell’universo….quello che tu chiami momento magico, sa molto di emozionale, di sentimento, ma non è quello che intendevo io…non mi interessa granchè il sesso in se, ma come archetipo della costituzione dell’universo…in due parole, potremmo imparare molto da tutto quello che ci circonda, ma siccome lo riteniamo “normale”, non impariamo niente…ci limitiamo a “consumare”, e poi, educatamente, buttiamo il presevativo nel cestino….ma noi siamo qui per “consumare”? Da notare che il massimo che possiamo comprendere di tutto ciò grazie all’educazione “laica” imperante è a gettare il preservativo nel cestino….ti basta?

  27. 28 fabiobiker marzo 11, 2008 alle 6:45 pm

    @ doghen

    certo che il sesso, tra gli umani, è un fatto culturale!
    Che cosa, tra gli umani, NON E’ un fatto culturale?

    E’ culturale il sesso e l’educazione al sesso. Tant’è che ogni cultura ha e ha avuto il suo modo di vivere la sessualità.

    Ma la presunta “sacralità” del sesso è, secondo me, un’idea da trattare con le pinze.
    Il sesso PUO’ essere un’esperienza di grande sacralità.
    Ma questo significa che auspichiamo sia SEMPRE E SOLO un gesto di grande sacralità?
    A volte il sesso è puro sfogo. A volte è puro divertimento (evviva!).
    Il sesso ludico, tra maggiorenni consenzienti, è sbagliato?

    E poi se parliamo di adolescenti e giovani, siamo sicuri che il modo migliore di educarli al sesso non sia di SPINGERLI A FARLO in maniera consapevole, proprio quando ha per loro la massima attrattiva, piuttosto che terrorizzarli e farli arrivare a 20 anni vergini, ignari di cosa sia un orgasmo condiviso, pronti a diventare padri irresponsabili o ragazze madri che vogliono abortire?
    A 20 anni la contraccezione è un’ottima opportunità per conoscere il sesso proprio quando l’attrattiva è massima ma la capacità di essere genitori è minima.

    Poi da adulto, se uno vuole sacralizzare la propria sessualità e farla diventare un’esperienza mistica ogni volta, liberissimo (e beato lui se ci riesce ogni volta🙂 )
    Ma è e rimane una scelta personale.

    Ciao

    Fabio

  28. 29 Marcoz marzo 11, 2008 alle 7:10 pm

    “[il sesso] come archetipo della costituzione dell’universo”
    Scusa, ma ho le vertigini (ma metto in conto che possa essere una mia deficienza).

    “potremmo imparare molto da tutto quello che ci circonda, ma siccome lo riteniamo “normale”, non impariamo niente”
    Questa è sempre e solo una tua convinzione.

    “il massimo che possiamo comprendere di tutto ciò grazie all’educazione “laica” imperante è a gettare il preservativo nel cestino”
    Perbacco, allora devo essere rimasto indietro con le lezioni: sono fermo a “non usate le persone solo ed esclusivamente per i vostri scopi”, con i miei figli.

  29. 30 fabristol marzo 11, 2008 alle 8:06 pm

    Per Doghen

    Dillo ai batteri che l’inizio di OGNI esistenza è tra l’incontro del principio maschile e quello femminile!! ah aha🙂

  30. 31 filosofoportatile marzo 11, 2008 alle 11:22 pm

    Per Doghen

    “il principio maschile che incontra quello femminile è all’origine di OGNI ESISTENZA…dei pianeti, delle stelle, dell’universo”

    oltre i batteri citati da fabristol, bisogna dire alle stelle che si sono formati dall’unione di una stella maschio (il famoso stall.. pardon “stellone”) e una stella femmina (di nome Martina, forse)?

    tutto ciò mi sembra di più una visione alchimistica del mondo(e dell’universo), cosa molto filosofica, ma di certo non concreta.

  31. 32 doghen marzo 12, 2008 alle 5:56 am

    Giocare con la logica è il passatempo preferito di noi umani…nell’illusione che ci possa dare delle certezze, ci aggrappiamo fortemente ad essa e a ciò che ci pare concreto e razionale…solo quando senti l’inadeguatezza di questo strumento, approdi a qualcos’altro.

  32. 33 doghen marzo 12, 2008 alle 5:59 am

    Fintanto che i “laici”, non faranno propria una dimensione spirituale dell’esistenza, resterenno come menomati, zoppi, carenti, parziali.

  33. 34 Marcoz marzo 12, 2008 alle 6:11 am

    E ciechi, Doghen, hai dimenticato ciechi.

  34. 35 fabiobiker marzo 12, 2008 alle 7:15 am

    @ doghen

    Fintanto che i “credenti” non faranno propria una dimensione ragionevole dell’esistenza, resteranno folli,presuntuosi e arroganti. Insomma pericolosi.

  35. 36 Chiara Lalli marzo 12, 2008 alle 11:04 am

    Ma i “parziali” cosa sarebbero?
    (Non lo voglio sapere).

  36. 37 Chiara Lalli marzo 12, 2008 alle 11:06 am

    Marcoz,

    forse i ciechi rientrano nei menomati. Insieme ai sordi, i muti, i complessati e, naturalmente, i fanatici della scienza (ricordatelo eh!).

  37. 38 doghen marzo 13, 2008 alle 9:37 am

    Ma questo stupido mondo dove viviamo, ma chi l’ha creato? La mente religiosa? No, di certo! La mente religiosa, per quello che può, mira a elevare le persone, a renderle più attente, sensibili….quindi questo mondo (brutto), l’ha creato la mente “laica” e “razionalista”, perciò, per favore, assumetevi le vostre responsabilità, invece che stare sempre a pensare “i religiosi non vogliono la nostra libertà”…..

  38. 39 Marcoz marzo 13, 2008 alle 1:02 pm

    @ Fabristol

    Un po’ in ritardo, ma adesso capisco alla perfezione perché mi hai chiesto se ero serio, qualche commento più su.

    Saluti

  39. 40 fabristol marzo 13, 2008 alle 1:11 pm

    Per Marcoz

    devi capire che è il nostro piccolo troll personale. E’ una brava persona e pure simpatica, bisogna saperla prendere.😉

  40. 41 doghen marzo 13, 2008 alle 1:36 pm

    Quello che vi dovrebbe essere chiaro, è che questa fase di capitalismo terminale che probabilmente ci lascerà in mutande (o nudi!)e questo caos sociale sono figli della modernità e del sempre imperante concetto di “progresso”. Ai tradizionalisti, almeno, non si potrà imputare il disastro prossimo venturo.

  41. 42 fabiobiker marzo 13, 2008 alle 6:28 pm

    @ DOGHEN

    Mi sembri un pelino pessimista..
    Credi davvero che il mondo andrà in rovina a causa di una pillola contro l’aborto?

    Non starai dicendo davvero che dobbiamo convertirci, e in fretta, perchè il messia è tornato tra gli uomini e il giorno del giudizio finale si avvicina, vero?

    Stai scherzando? mi sa di no…%-)

  42. 43 doghen marzo 13, 2008 alle 7:04 pm

    Non parlo certo dell’apocalisse cattolica….però, per i buddisti esiste la legge dell’impermanenza, ovvero “tutto cambia”…cioè la ricchezza si tramuta in miseria, la gioia in pianto, la malattia in salute…è un continuo divenire….questo mi sembra che faccia più al nostro caso. ciao😉

  43. 44 Mau marzo 14, 2008 alle 1:00 pm

    Io per contraccezione orale ho sempre pensato si intendesse la fellatio…

  44. 45 Piero-biologo giugno 9, 2008 alle 9:49 pm

    Cari amici,
    son un ricercatore che si diletta di divulgazione e apprezzo molto del materiale pubblicato in questo sito.
    Vorrei però approfondire ulteriormente il discorso affrontato in questo filone e lo faccio partendo da una citazione.

    Fabiobiker ha scritto:
    > se la “pillola del giorno dopo” impedisce l’annidamento
    > di un ovulo fecondato, non è tecnicamente già una pillola
    > abortiva?

    possiamo anche ridiscutere termini e concetti come “gravidanza” e “aborto”, come suggerisce Chiara Lalli, ma non per questo occorre abbandonare la logica.
    Cercando l’etimologia di Aborto sul dizionario si trova quanto segue:
    “Aborto, dal latino abortus, participio passato del verbo ab-orior= perire, venir meno del nascere, in quanto è il contrario di orior (nascere) a motivo della particella privativa e negativa ab che lo precede.”

    Quindi qualsiasi intervento che prevenga l’annidamento dell’ovulo fecondato è in sè un aborto.
    Nei casi in cui non sia l’annidamento, ma il concepimento ad essere evitato, non si ha un aborto ed ovviamente la pillola è di tipo anticoncezionale.
    Stesso discorso per la spirale: se previene l’annidamento è abortiva.

    Chiara ha scritto:
    > Per quanto riguarda la pillola del giorno dopo: non è abortiva nel
    > senso che prima dell’annidamento non c’è gravidanza

    Non ci sarà gravidanza, ma se c’è un individuo, prevenire il suo normale sviluppo è un atto equivalente all’interruzione volontaria di gravidanza perchè comporta lo stesso effetto (la distruzione dell’individuo).

    > Anche per questo è insensato attribuire personalità morale e
    > giuridico all’organismo formato dal gamete maschile e femminile
    > (bisognerebbe sforzarsi di farlo annidare; ogni mancato
    > annidamento somiglierebbe ad un omicidio colposo – almeno
    > qualora non si sia provato a rimediare).

    Non capisco bene il senso, ma se provo ad interpretarlo vuoi forse dire ogni volta che un ovulo fecondato non si annida per cause naturali sarebbe, secondo te, automaticamente omicidio colposo?
    Io dissento, perchè il concetto di omicidio (colposo o meno) implica un atto, o l’assenza di un atto dovuto, che provoca la morte di un uomo. Se la cosa avviene per cause naturali (indipendenti dalla tua volontà o dalla tua azione) allora non si parla di omicidio colposo, ma di aborto spontaneo.
    Quando l’omicidio è colposo manca l’intenzione esplicita di uccidere, ma spesso rimane una parte di colpa perchè mi sono messo in una condizione o ho compiuto un atto che comporta il rischio di provocare la morte di qualcuno (esempio andando veloce con la macchina).

    Ora possiamo discutere lungamente sulla visione cattolica o la visione laica e sull’imposizione ad altri delle proprie idee, ma è la fecondazione l’inizio del nuovo organismo, come recita uno dei più quotati testi di biologia dello sviluppo (Gilbert, Developmental biology, giunto all’ottava edizione):
    Fertilization: Beginning a new organism http://www.sinauer.com/detail.php?id=2500

    Quindi la visione cattolica è consistente nella sua logica.

    La questione cruciale è, a mio modo di vedere, se siamo noi ad attribuire dignità e personalità al concepito (e se siamo, noi ditemi quando la attribuiamo e in base a quale criterio) oppure se è un suo diritto automatico, cioè per il fatto che un concepito è un nuovo organismo (individuo) appartenente alla specie umana, allora automaticamente ha la dignità umana.

    Vi prego di illuminarmi su questo punto.

    Grazie,

    Piero (Biologo)

  45. 46 Gustav settembre 10, 2008 alle 2:18 pm

    Io, in qualunque dibattito non dimenticherei mai questo.

    « L’aborto è una guerra diretta, una diretta uccisione, un diretto omicidio per mano della madre stessa. […] Perché se una madre può uccidere il suo proprio figlio, non c’è più niente che impedisce a me di uccidere te, e a te di uccidere me. »

    (da Nobel lectures, Peace)

  46. 47 il più Cattivo luglio 30, 2009 alle 10:38 am

    ….cultura…..natura…. siamo sempre alle solite….
    Invece di cercare di comprendere… abbiamo capito solo due cosine e già classifichiamo….

    Un sorriso…


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