Organismi Giornalisticamente Modificati #2

ultracorpi.jpg

Il nostro affezionato lettore filosofoportatile due giorni fa ci ha segnalato una notizia flash del Corriere che parlava di un allarme OGM. Il link non funziona più, ma grazie alla cache di big G abbiamo il PDF.

Siccome quell’allarme mi ha insospettito, ho fatto ciò che ogni buon giornalista dovrebbe fare: mi sono procurato il lavoro originale e l’ho letto.

A questo punto potrei fare due post, uno breve e una lungo. Partiamo con quello lungo.

L’articolo è pubblicato su una rivista ottima (Impact Factor: 4.825) e fornisce la prova di quanto si sospettava da tempo: le piante transgeniche impollinano (e aggiungo io vengono a loro volta impollinate da) piante “relatives“, parenti.
In questo lavoro in particolare è stato visto che la resistenza all’erbicida glyphosate è stata trasferita (gene flow) da Brassica napus (colza) a Brassica rapa.

Delle 200 piante ibride identificate nel primo anno (2001) al 2005 ne erano rimaste 5 (sic!) in uno solo dei due siti dove erano state originariamente trovate. Non solo: a testimoniare la grande pericolosità delle piantine ibride, lo studio riporta calo della fertilità maschile (polline). Dei veri mostri in grado di conquistare il mondo.

Gli autori, intellettualmente onesti, pur evidenziando che si tratta – e in effetti è così – di “dati nuovi”, sottolineano come:

At present, there are no compelling data to suggest that the presence of an HR transgene in a wild or weedy relative is inherently risky.

Il che suona più o meno:

Allo stato attuale non ci sono dati convincenti che suggeriscano che la presenza di una resistenza ad erbicida (HR) in un parente selvatico sia di per se rischiosa.

Allora io mio chiedo con le mani sulle tempie e sguardo rassegnato: dove sta l’allarme OGM?
A voi la scelta.

Lascio un’altra frase dell’articolo per i vari Pecoraro Scanio disseminati (quelli sì che sono weedy – invadenti) nel mondo

These experiments show the importance of conducting risk assessment studies on transgenic hybrids under realistic agricultural/ecological conditions.

Capito?

Capemaster

PS Vi avevo promesso anche il post breve. Eccolo in calce.

Embé????

37 Responses to “Organismi Giornalisticamente Modificati #2”


  1. 1 juhan marzo 7, 2008 alle 11:28 am

    belli tutti e due i post, io preferisco quello corto

  2. 2 Andrea Ferrigno marzo 7, 2008 alle 11:37 am

    Anche quello lungo non è male😉 complimenti.

  3. 3 filosofoportatile marzo 7, 2008 alle 5:01 pm

    Innanzitutto grazie,
    poi… questo “pericolo di diffusione del gene” (potrei sbagliare, sapendone poco in materia) non consisterebbe nella naturale trasmissione dei caratteri che avviene con l’accoppiamento (insomma come dimostrato da Mendel con i piselli)?
    (inoltre se non ho capito male questo gene porta a un calo della fertilità del polline, che porta le piantine a non poter produrre un numero sufficiente di “discendenti”, permettendo così di eliminare la parola “allarme” dalla parola OGM)

    ultima domanda (giuro🙂 ) : è totalmente immotivata la paura (intendo escludendo la disinformazione) delle persone comuni nei riguardi degli OGM?

    grazie ancora🙂

  4. 4 capemaster marzo 7, 2008 alle 6:39 pm

    Credo che la bassa fertilità sia data dalla ibridazione dei die genomi differenti in massima parte.
    Gli autori nell’articolo infatti analizzano anche la ploidia (quanti genomi, 4x o 2x, tetraploidi o diploidi).

    Per la seconda domandda: sì, per me è totalmente immotivata.
    Attualmente gli OGM sono le materie prime più controllate ora come ora.

  5. 5 fabristol marzo 7, 2008 alle 7:48 pm

    “Attualmente gli OGM sono le materie prime più controllate ora come ora”

    Questo e’ un putno fondamentale: i cibi OGM sono piu controllati dei cibi non OGM. E devono rispettare criteri molto ristretti per entrare in commercio.

  6. 6 weissbach marzo 9, 2008 alle 12:44 pm

    Io non voglio dare l’impressione di lusingare Cape per tenermelo amico (non sono sempre-sempre d’accordo con lui).

    Tuttavia… infestanti?

    La caulerpa nel Mediterraneo, o le zanzare tigre, le nutrie, le tartarughe tropicali e gli Ailantus nella Pianura Padana…
    sono tutti infestanti “naturali”.

  7. 7 presenteduepuntozero marzo 9, 2008 alle 3:00 pm

    Ciao,
    da giornalista che si distingue da molti colleghi per la (pseudo)specializzazione* aggiungo volentieri un paio di considerazioni:

    * “notizie” come quella se ne leggono tante, persino sul corriere (non parliamo poi delle agenzie di stampa come quella citata, l’agr, che fornisce le “ultimissime” ai siti web. Grazie al cielo veloci come vengono, in breve vanno (quando non c’è qualcuno che masichisticamente va a recuperare la cache di google😉 )

    * sui timori potenzialmente associati alle nuove tecnologie e in particolare agli OGM, sono abbastanza d’accordo sul merito, assai meno sul metodo: parlando in termini generali, secondo me dare la colpa esclusivamente ai giornalisti o agli oppositori “a priori” vuol dire negare una corresponsabilità di chi avendo la competenza solo di rado si dà da fare per fornire a tutti spiegazioni davvero dettagliate e convincenti (che richiedono un atteggiamento meno paternalistico e una semina continua, con iniziative a favore di quello che gli anglosassoni chiamano Public Understanding of Science, con un infelice acronimo ).

    La storia degli OGM è piena di bufale (e a questo proposito segnalo [url=http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2007/09/13/logm-che-non-e-mai-esistitoun bellissimo articolo pubblicato nel suo blog da Dario Bressanini [/url], ma l’assenza di dimostrazioni (di efficacia o di rischio) non vuol dire dimostrazione di assenza (di efficacia o di rischio). Soprattutto quando il ritmo lo fa chi deve tutelare i propri cospicui investimenti economici.

  8. 8 capemaster marzo 9, 2008 alle 3:56 pm

    Aggiungerei cornacchie e cinghiali😉

  9. 9 fabristol marzo 9, 2008 alle 4:13 pm

    Per esempio sapete che buona parte della più famosa fauna e flora sarda è di importazione umana?

    cinghiali e fagiani importati dai romani,cavalli selvatici e asini selvatici da fenici e romani, fichi d’india dalle americhe, perfino il fico comune importato dai bizantini, il 90% delle conifere, l’oleandro ecc ecc.
    E questo vale per la Sardegna, immaginatevi il resto del pianeta…😉

    PRaticamente se la stessa mentalità ecologista contro gli infestanti importati dall’uomo fosse stata propria degli antichi, a quest’ora nell’isola non ci sarebbero tutte le piante e gli animali menzionati sopra.
    I famosi infestanti naturali che ora vengono protetti come animali e piante autoctone…dagli stessi ecologisti!!!

    Ah beata ignoranza…

  10. 10 weissbach marzo 9, 2008 alle 5:20 pm

    OT:
    Non riuscite a modificare il template in modo che i post siano un po’ più staccati?
    In certi punti la firma del post nuovo sembra l’introduzione di quello vecchio.

  11. 11 fabristol marzo 9, 2008 alle 8:20 pm

    PEr Weissback

    Grazie del suggerimento. Sì cercheremo di farlo e stiamo cercando di migliorare il blog con altri accorgimenti.😉

  12. 12 Dario Bressanini marzo 9, 2008 alle 11:27 pm

    Tra l’altro, pochi sanno che esistono delle varietà resistenti agli erbicidi, ottenute tramite vie biotecnologiche diverse dalla transgenesi, che però, siccome non sono OGM “non se le fila nessuno”. Greenpeace non protesta, Pecoraro scanio non strilla, SlowFood non organizza cene, Capanna non raccoglie firme😉 e la UE non richiede che siano regolamentate, anche se sono regolarmente in vendita ed utilizzate in campo agricolo. Come se facesse una qualche differenza il “come” un gene è stato inserito….

    Questo è un punto fondamentale: per qualche motivo che io sinceramente non riesco a comprendere, per la maggior parte delle persone è importante “il modo” con cui è stata prodotta una pianta, come se questo fosse un indicatore della sua possibile pericolosità.
    E’ lo stesso ragionamento che molti applicano alla chimica: una molecola sintetizzata in laboratorio “è diversa”, nell’immaginario popolare, dalla stessa molecola sintetizzata in natura.
    Servirebbe uno psicologo (o un filosofo🙂 ) per spiegare questo fenomeno..

    ciao Dario

  13. 13 fabristol marzo 9, 2008 alle 11:44 pm

    Per Dario

    Ho passato giorni della mia vita a spiegare alle persone che una molecola chimica prodotta artificialmente è uguale a quella estratta da una pianta o animale, con alterni risultati. Purtroppo la cultura dei pecorari scanii ha corrotto l’immagianrio collettivo alle fondamenta ed è difficile da mandare via.
    Per non parlare del fenomeno del cibo biologico…

  14. 14 filosofoportatile marzo 9, 2008 alle 11:51 pm

    Per Fabristol

    C’è gente che pensa che l’acqua normale sia diversa dall’acqua “benedetta” come se non fosse sempre e comunque H2O con dentro disciolti sali e minerali vari (non penso che si debba essere studenti al primo anno di ingegneria chimica, come il sottoscritto, per capirlo, no?)

  15. 15 Fabio Turone marzo 10, 2008 alle 6:55 am

    Dario Bressanini ha scritto:
    “Questo è un punto fondamentale: per qualche motivo che io sinceramente non riesco a comprendere, per la maggior parte delle persone è importante “il modo” con cui è stata prodotta una pianta, come se questo fosse un indicatore della sua possibile pericolosità.
    E’ lo stesso ragionamento che molti applicano alla chimica: una molecola sintetizzata in laboratorio “è diversa”, nell’immaginario popolare, dalla stessa molecola sintetizzata in natura.”

    Io credo che sia pericoloso continuare a dare per scontato che le motivazioni della maggior parte della gente siano esoteriche e infondate.
    Dimenticare che il nome della scienza è stato usato anche in innnumerevoli occasioni per mistificare sarebbe un errore.

    Come sarebbe un errore sminuire quelli elementi – marginali quanto si vuole, ma presenti – per cui spesso il “modo” con cui si è ottenuta una pianta transgenica è legittimamente sospettabile di portare con sé conseguenze significative.

    Mi viene in mente il dibattito/polemica tra i farmaci “di marca” e i relativi generici.
    Il principio attivo è lo stesso, e questo basta per dire (con ragionevolezza) che il generico può sostituire il più costoso farmaco di marca.

    Poi qualcuno (in genere non estraneo alla scienza, anche se ovviamente non privo di interessi anche di altro genere) alza la mano e dice: “guardate che gli eccipienti usati nell’uno e nell’altro possono fare la differenza”. E giù uno studio scientifico (fatto da scienziati, e pubblicato su riviste) che ti magnifica l’effetto degli eccipienti, per dire che il marchio un valore aggiunto ce l’ha.

    Poi qualcun altro fa notare che il vecchietto che prende la stessa pillolina da anni si trova a mal partito quando il farmacista gli dà ogni volta un generico diverso, con una confezione diversa e pillole con forma e colore diversi. E con uno studio scientifico ti verifica che la compliance si riduce, e quello che risparmi col generico lo spendi in ricoveri d’urgenza…

    Lo scienziato che all’inizio ha – giustamente – sostenuto che il principio attivo è quello che conta che cosa fa?

    Liquida tutto come dettagli o rivede le sue affermazioni iniziali?

    Qui qualcuno sembra dimenticare che di norma sono scienziati a sollevare i timori che poi qualcuno in parte fraintende e in parte magari amplifica, trovando tanto più terreno fertile quanto più gli scienziati “fiduciosi” negano la legittimità del dubbio, della domanda…

    Se la biologia fosse una scienza esatta sarebbe tutto diverso…

  16. 16 Dario Bressanini marzo 10, 2008 alle 8:13 am

    Fabio: il fatto e’ che la maggior parte delle persone trasferisce acriticamente e automaticamente quello che pensa del “processo produttivo” al prodotto.
    Quello che dico io e’ che il prodotto, sia esso pianta, molecola o pillolina, deve essere giudicato per quello che e’ e non per come e’ stato ottenuto. Nel caso che citi eccipienti inclusi.
    Quante persone pensano che i cibi biologici sono “migliori” degli altri perche’ ottenuti con processi “rispettosi per la natura” ? Anche lasciando perdere il fatto che l’ultima affermazione e’ falsa, in ogni caso c’e’ un trasferimento di giudizio dal processo al prodotto.
    Questo non e’ scientificamente accettabile ma e’ all’ordine del giorno.

    Se una pianta e’ “sospettabile” di avere qualche magagna, la si controlla, e infatti e’ quello che si fa con gli OGM. Quello che io mi chiedo e’ perche’ la gente comune non pensa che ci possa essere una “magagna” anche inventando nuove verdure in altra maniera.

    ciao Dario

  17. 17 Fabio Turone marzo 10, 2008 alle 8:50 am

    Caro Dario, quello che intendevo io riguarda proprio la questione del sospetto: nel mondo di oggi non c’è attore sociale che non sia anche portatore di propri interessi: scienziato (e maxime tecnologo/biotecnologo) compreso.
    Persino quando gli interessi sono pienamente legittimi – e non sempre lo sono – non è detto che corrispondano o siano del tutto compatibili con quelli di una parte diversa della società.

    Il punto del mio esempio è che quasi tutte le affermazioni “scientifiche” (e metto il “quasi” in modo un po’ paraculesco) sono figlie di una semplificazione, spesso poco scientifica. Che vuol dire “controllare” gli OGM?

    Intendiamoci: io sono a favore della diffusione dei poco costosi generici, e quindi non posso che condividere chi sostiene la bioequivalenza. Da qui però a dire che lo scienziato afferma qualcosa di neutrale che poi qualcun altro (politici e giornalisti) “piega” per i suoi interessi ce ne corre.

    La battaglia per i generici (come molte battaglie su temi scientifico-tecnologici che hanno significativi risvolti sociali) è anche politica, e chi lo nega fa un cattivo servizio alla verità (se poi pretende di dire che lui dice il vero e gli altri distorcono per i loro secondi fini rende ancor più difficile la comprensione reciproca).

    Qualcuno si è mai chiesto se esiste un’applicazione “scientifica” del cosiddetto principio di precauzione?

    Se poi prendiamo “metro” per contestare i difetti del giornalismo, insomma…

    Ne ha tanti di difetti anche quello non destinato per nascita a incartare il pesce: mi piacerebbe che si parlasse di quelli.

  18. 18 Dario Bressanini marzo 10, 2008 alle 9:07 am

    “Controllare” vuol dire ad esempio fare dei test per la presunta allergenicita’, e infatti questi vengono fatti.
    La cosa che a me sembra assurda e’ che questi test non vengono invece fatti per prodotti che non hanno la stessa “origine”, anche se parimento potenzialmente allergenici. E’ questo che stupisce lo scienziato: che non si applichi lo stesso principio guida indipendentemente dall’origine del prodotto, e che “reazioni sociali” diverse vengano scatenate da prodotti con “rischi” simili ma con “percezioni del rischio” completamente diverse.

    Per quel che riguarda il cosiddetto “principio di precauzione”, se ne e’ discusso in ambito scientifico, e l’opinione prevalente e’ che e’ piu’ uno strumento di “policy”, di decisione politica, piuttosto che un principio guida scientifico (anche tralasciando il problema della sua definizione precisa, visto che se ne sentono decine diverse)

    ciao Dario

  19. 19 Fabio Turone marzo 10, 2008 alle 12:59 pm

    Dario ha scritto: “Per quel che riguarda il cosiddetto “principio di precauzione”, se ne e’ discusso in ambito scientifico, e l’opinione prevalente e’ che e’ piu’ uno strumento di “policy”, di decisione politica, piuttosto che un principio guida scientifico (anche tralasciando il problema della sua definizione precisa, visto che se ne sentono decine diverse)”

    Allora vedi che vieni nel mio carrugio [i](aspettavo da tempo di poter usare questa espressione, che ho sentito da una frequentatrice delle Cinque Terre e mi è piaciuta molto)[/i]…

    La comunità scientifica ha cercato di dirimere la questione, riconoscendole importanza, ma alla fine ha dovuto concludere che non è possibile un accordo in materia, per cui chi sostiene che una cosa è [b]sufficientemente[/b] sicura non è più scientifico di chi sostiene che occorre valutare bene altri [b]potenziali rischi[/b] (quello che citi tu è solo uno dei tanti da cui è in linea di principio ragionevole guardarsi).

    Semplificazioni a parte, a me pare che siamo d’accordo su quasi tutto, nel merito, ma io cerco di avere un atteggiamento meno drastico (non tanto rispetto a te, quanto rispetto alla pretesa dicotomia tra gli scienziati e il resto del mondo interessato a distorcere la scienza per secondi fini): io ho smesso di pensare che l’approccio “razionale” ai fatti della vita sia sempre e comunque l’unico che ha diritto di cittadinanza (ho aperto il mio blog Presente 2.0 anche per riflettere ad alta voce sul perché, senza teorizzazioni ma parlando quanto più possibile di cose concrete).

    Proprio il tema della percezione del rischio non è – secondo me – liquidabile in due parole: in fondo sappiamo tutti benissimo che una parte del mondo si ferma quando vede passare un gatto nero; non sempre sono persone incapaci di stare al mondo, né totalmente prive di razionalità.

    E d’altra parte sappiamo altrettanto bene che di cantonate la scienza (e chi ha dichiarato di agire nel suo nome) ne ha prese e ne prende tante: il fatto che il metodo scientifico offra la migliore approssimazione possibile rispetto ad alcune verità (spesso molto parziali, magari perché sono le uniche indagabili con gli strumenti a disposizione; o perché non c’erano i soldi e il tempo per fare di meglio) non implica necessariamente che quelle molto parziali verità siano né debbano essere soddisfacenti – e convincenti – per tutti.

  20. 20 Dario Bressanini marzo 10, 2008 alle 2:35 pm

    Al contrario, la percezione del rischio (pur non avendo validita’ scientifica quando si deve, ad esempio, immettere un prodotto sul mercato) e’ fondamentale per l’accettazione “sociale” degli OGM. Ed e’ vero che gli scienziati troppo spesso sottovalutano il problema, ma “comunicare la scienza” ai non scienziati non e’ un mestiere “da scienziato” paradossalmente. Le nostre forme di comunicazione sono dirette ad altri scienziati, per cui ci possiamo “permettere” di assumere un ascoltatore totalmente razionale dall’altra parte, che giudichi i fatti e non le opinioni, il rischio e non la sua percezione e cosi’ via (ovviamente questo e’ vero solo in parte anche tra scienziati😉 )

    Sul principio di precauzione, il fatto e’ che la stragrande maggioranza di quelli che lo citano (i Verdi ad esempio) probabilmente non saprebbero neppure enunciarlo correttamente. In realta’ quello che quasi tutti hanno in mente e’ la vulgata di pseudo-buon-senso “Se non sono sicuro che una cosa sia innocua, allora la evito”.
    Ecco, questo NON e’ il principio di precauzione, ed e’ un modo di procedere a mio parere totalmente privo di senso perche’ non permette delle decisioni di policy sensate (cioe’ coerenti con gli obiettivi che si vuole raggiungere), escludendo di fatto un bilancio costi/benefici che invece e’ fondamentale in questo campo e in altri come nei farmaci che hai citato prima

    ciao Dario

  21. 21 mikecas marzo 10, 2008 alle 3:24 pm

    credo che l’analisi costi/benefici sia fondamentale per il “principio di precauzione”, e spettera’ poi alla “policy” definire il livello di accettabilita’. Ma l’analisi deve essere effettuata solo ed esclusivamente su dati reali e verificabili, e deve al pari essere valutato il “rischio” che si corre sempre non introducendo una novita’…

  22. 22 Fabio Turone marzo 10, 2008 alle 4:40 pm

    Dario ha scritto:
    “Le nostre forme di comunicazione sono dirette ad altri scienziati, per cui ci possiamo “permettere” di assumere un ascoltatore totalmente razionale dall’altra parte, che giudichi i fatti e non le opinioni, il rischio e non la sua percezione e cosi’ via (ovviamente questo e’ vero solo in parte anche tra scienziati😉 )”

    In questo avevo capito che il tuo atteggiamento differisce da chi ha scritto il manifesto di questo sito, che sembra volersi sostituire ai giornalisti (per rivolgersi al pubblico generale, si suppone).

    Anche mikecas mi sembra dire una cosa molto ragionevole, ma altrettanto vaga, perché il “livello di accettabilità” dipenderà in parte anche da fattori che dei dati reali e verificabili ha un’idea tutta sua…

  23. 23 fabristol marzo 10, 2008 alle 5:15 pm

    Fabio chiarisco ancora una cosa: noi non siamo solo ricercatori ma anche comunicatori.
    Abbiamo i nostri blog, alcuni scrivono in modo magistrale altri un po’ meno, alcuni di noi scrivono anche per giornali o hanno scritto libri (chiara lalli per esempio). Ci piace il mondo dell’informazione e nel nostro piccolo cerchiamo di farla. Conosco decine di colleghi di laboratorio che non sarebbero in grado di scrivere un post su un blog, figuriamoci su un giornale!
    Qui non e’ che ci vogliamo sostituire ai giornalisti.
    Ci sono migliaia di ricercatori che sono anche giornalisti e divulgatori.
    Non vedo quale sia il problema ad essere ricercatori e divulgatori allo stesso tempo: veramente non lo capisco.
    Sembra quasi che tu consideri la categoria dei giornalsiti come una casta intoccabile ed insostituibile. Chiunque puo’ fare il giornalista se ha una buona scrittura e buone dosi di comunicazione, fiuto, inventiva e fortuna. E allora perche’ non possono farlo anche i ricercatori?
    Certo alcuni di noi lo fanno in modo amatoriale, ma chissa’ un domani i nostri pezzi potranno essere scritti su qualche giornale. E allora che cosa accadra’?

  24. 24 Fabio Turone marzo 10, 2008 alle 6:39 pm

    Fabristol ha scritto:
    “Sembra quasi che tu consideri la categoria dei giornalsiti come una casta intoccabile ed insostituibile. Chiunque puo’ fare il giornalista se ha una buona scrittura e buone dosi di comunicazione, fiuto, inventiva e fortuna. E allora perche’ non possono farlo anche i ricercatori?
    Certo alcuni di noi lo fanno in modo amatoriale, ma chissa’ un domani i nostri pezzi potranno essere scritti su qualche giornale. E allora che cosa accadra’?”

    Devo aver sbagliato qualcosa.

    Riparto.

    Apprezzo il sito e le premesse, ma mi suona stonato il seguente passaggio del vostro Manifesto:

    Questo approccio ha un discreto vantaggio rispetto a tutte le altre fonti di notizie che trovate nei media: Progetto Galileo non ha filtri, non ci sono agenzie di stampa, né giornalisti, né ordini politici o di lobbies che cercano di piegare le notizie a proprio vantaggio.

    Quello che intendo dire è che spesso una buona parte di quel “piegare” è positivo, e richiede una competenza preziosa, perché consente a tanti lettori qualunque di capire cose che non capirebero (o non starebbero ad ascoltare) altrimenti.

    Mi sembra inevitabile che molti scienziati poco esperti di comunicazione lo pensino, ma mi piacerebbe che chi invece alla comunicazione si interessa sapesse distinguere tra l’intervento “deformante” che arricchisce una notizia scientifica (e magari trasforma in notizia una “cosa” che altrimenti nessun giornale per il grande pubblico accetterebbe) e quello incompetente.

    Contestavo la vostra generalizzazione (per di più basata su critiche che partono da Metro e dalle agenzie nate per il web), e forse sono cascato senza volerlo nella generalizzazione speculare.

  25. 25 mikecas marzo 10, 2008 alle 7:19 pm

    Fabio, forse si sta dicendo la stessa cosa da direzioni opposte (si’, sono anche io uno “scienziato”), ma credo sia chiaro che per poter fare della divulgazione scientifica sia essenziale saper capire quello che si vuol divulgare. Poi entrano anche le qualita’ di comunicazione, la capacita’ di proporre gli argomenti al livello giusto, che dovrebbe essere la peculiarita’ di un giornalista.
    Ma a parte il fatto che questa peculiarita’ mi sembra piu’ presupposta che reale, rimane il fatto incontrovertibile che la stragrande maggioranza dei giornalisti che parlano di scienza non hanno la piu’ pallida idea di cosa stanno parlando, e dicono stronzate emerite. Se lo fanno per ragioni di “audiance” o meno, non lo so, so solo che e’ normalmente penoso leggere di argomenti scientifici sui media tradizionali.
    Posso ammettere che esista una sparuta minoranza di “giornalisti scientifici”, che cercano di capire prima quello di cui andranno a parlare poi, e ne conosco anche un paio.
    Pero’ sono talmente pochi, e scrivono tipicamente su riviste specializzate, che non fanno testo.
    Io, e credo anche Fabristol, mi riferisco al “giornalista quadratico medio”…. che diciamo tutta la verita’, di scienza non solo non capisce niente, ma lo capisce pure male….

  26. 26 Fabio Turone marzo 11, 2008 alle 6:03 pm

    Concordo sul fatto che stiamo in fondo dicendo la stessa cosa.

    Quello che mi permetto di segnalare è che è assai frequente tra gli “scienziati che scrivono” un ingiustificato atteggiamento di superiorità “a prescindere”, che spesso si associa alla presunzione di dire non che una certa affermazione è sbagliata (cosa che hanno il diritto-dovere di fare) ma che i giornali andrebbero fatti in un altro modo, come dicono loro.

    A me pare che siano assai pochi gli scienziati che sanno fare un buon giornalismo (che sta alla divulgazione come la cronaca della campagna elettorale sta a un saggio sulla politica italiana, se vogliamo), mentre la maggior parte mette nello stesso calderone gli errori e le interpretazioni o le analisi “non ortodosse”.

    Tutti sanno che lo stesso fenomeno è visto diversamente da uno psicologo, da un antropologo e da un sociologo, in fondo, come da un chimico o da un fisico: quello che mi pare utile afermare è che anche il giornalista ha il diritto di esprimere un’interpretazione che non ricalca necessariamente quella dello scienziato (per esempio sul complesso e articolato concetto di rischio).

    Quanto al “giornalista quadratico medio”, torno a dire che sarebbe bello se anche in Italia i lettori comperassero i giornali perché trattano correttamente la scienza e smettessero di comperarli per la ragione opposta. Purtroppo i giornali (e tantopiù quelli a grande tiratura) sono uno specchio del Paese.

    Comunque, su un argomento contiguo (quello della formazione ideale per i giornalisti scientifici) ho appena scritto un nuovo post, che magari trovate interessante: Dottore, dottore, mi scrive un articolo scientifico?

  27. 27 righi gianvittorio maggio 20, 2008 alle 1:12 pm

    per motivi che voi riterrete opportuni comunichiamo ufficilmente di aver querelato Fabio Tuorne per diffamazione e calunnia , copia della denuncia potra’ essere richiesta alla nostras direzione

  28. 28 Fabio Turone maggio 31, 2008 alle 8:46 am

    Noto ora l’intervento che-più-off-topic-non-si-può dell’ineffabile signor Gianvittorio Righi (titolare di alcuni siti di e-commerce, e oggetto di un gran numero di denunce da parte di clienti insoddisfatti), e mi sembra utile – scusandomi per l’appendice anch’essa Off Topic – fornire un link utile a chi fosse incuriosito da una affermazione così forte (già fatta più volte in precedenza, e sempre smentita, nello stile del personaggio):

    http://presenteduepuntozero.wordpress.com/2008/05/17/importazionecinese-brokertecno-okrisparmio/

  29. 29 righi gianvittorio febbraio 9, 2009 alle 8:50 pm

    bhe ogni commento e’ superfluo , visto che credo che il link che Lei riporta dopo colloqui con i nostri legali e’ stato da Lei cancellato

    Forse e credo a mio parere era necessario farlo prima

  30. 30 Fabio Turone febbraio 11, 2009 alle 7:52 am

    Chiedo scusa per l’off-topic, ma credo che quest’ultima affermazione richieda una replica:

    Signor Righi, fino a prova contraria, qui è lei che ha calunniato me.

    La invito a fare più attenzione per il futuro (parli con il suo avvocato, le spiegherà qualche dettaglio importante che temo non abbia compreso fino in fondo).

    Non replicherò ulteriormente sul web perché sono arcistufo di lei.

  31. 31 righigianvittorio febbraio 13, 2009 alle 1:47 pm

    il mio legale caro sig.Turone credo le abbia dato indicazioni per una pubblicazione che non ha effettuato ovviamente sul suo blog

    ora , pero’ dica cortesemente nel suo spazio o qui quali i motivi della sua cancellazione

    Ma perche’ Lei come le ho gia detto non pensa sia il caso invece di capire il suo errore

    il mio legale l’ho chiamato abbimao parlato e credo ovviamente che il mio difensore non difenda lei ( sarebbe una realta che non esiste)

    LEi ha avuto ordine di cancellare il tutto se non vuole proseguire con dei Tribunali e nello stesso tempo ordine di pubblicare altro che ovviamente non fa

    ma questo non credo sia il blog a decidere cho come e quando

    io credo invece che proseguiremo e CREDA nelal realta’ dei fatti , quando cioe’ un avvocato serio le dice di fare delle cose : lei le faccia

    altro non e’ il caso di aggiungere n’ di commentare

  32. 32 righi gianvittorio febbraio 13, 2009 alle 6:36 pm

    Vede Sign. Tuone , Lei cio che non vuole capire , continuando a scrivere su di me senza conoscere sapere indagare , e’ che ha trovato due cose dall’altra parte ovvero

    una persona onesta , una persona che le cose le conosce sino in fondo e Lei purtroppo no

    Lei mi comunica in tono che personalmente lo intendo arrogante queste testuali parole

    “(parli con il suo avvocato, le spiegherà qualche dettaglio importante che temo non abbia compreso fino in fondo).”

    Bhe guardi io con quel professionista ( dopo che Lei ha telefonato sapendo di essere stato denunciato e dove in copai della denuncia vi era per conoscenza l’indirizzo di tale legale) , Lei ha detto cose che mi sono state ovviamentwe riferite , in q

  33. 33 righi gianvittorio febbraio 13, 2009 alle 6:44 pm

    Vede Sign. Tuone , Lei cio che non vuole capire , continuando a scrivere su di me senza conoscere sapere indagare , e’ che ha trovato due cose dall’altra parte ovvero

    una persona onesta , una persona che le cose le conosce sino in fondo e Lei purtroppo no

    Lei mi comunica in tono che personalmente lo intendo arrogante queste testuali parole

    “(parli con il suo avvocato, le spiegherà qualche dettaglio importante che temo non abbia compreso fino in fondo).”

    Bhe guardi io con quel professionista ( dopo che Lei ha telefonato sapendo di essere stato denunciato e dove in copai della denuncia vi era per conoscenza l’indirizzo di tale legale) , Lei ha detto cose che mi sono state ovviamentwe riferite , in quanto vero professionista del settore mi ha riferito

    Lei , credendo forse , che esso non fosse tale ha tentarto di nuovo di gettare discredito su cose che non conosce ma e’ stato puntualmente fermato

    ma quaesto non interessa al pubblico cortese di questo blog

    cio’ che interessa invece purtroppo e’ che lei come altri siete delle persone che hanno scritto su dei blog , vostri personali , con le vostre ideee mai documentate , dove avete tentato di farvi successo alle spalle di altri

    il tempo , se non ora , in furturo , procedera’ e lo creda nel giusto modo

    quello che io non afferro ( chi vuole intendere intenda ) e’ chelei vuole ancora insegnare qualcosa di suo a persone che sempre meno le danno retta e inevitaabilmente ha causato un danno che lei ben sa a 70 clienti

    cio’ che non vuole capire LEi e’ che il mio legale come io le possiamo racocntare cio che vogliamo , ma per raggiungere un nostro scopo che il tempo provvedera’ a riconoscere

    altro non posso e non volgio dire su queste pagine

    Del resto sign. Tuorne lei comunica di essere stanco di me e io LE comunico che LEi non era autorizzato a scrivere su di me ed e’ stato diffidato piu’ volte sfiorando o centrando la calunnia

    chi non vuole ricevere non lancia sassi

    ora la storia tra me e lei e’ lunga e purtropo diventata “legale ” ma io credo che in italia ancora qualcosa sta funzionando e anche se ci vuole tempo , qualcosa sicuramente uscira’

    tra me e lei come le avevo gia detto c’e’ una forte difdferenza , io non riporto notizie di altri , disgrazie di altri ( come fa nel suo blog) , copia e incolla o altro , io lavoro per me stesso e gli altri nel silenzio , poi lei puo’ scrivere cio che vuole …………….ma ……i suoi fatti dove sono ? cosa fa per gli altri oltre che giudicare e vivere su di essi ?

    io sono un po’ diverso

    come le ho gia detto ,e non so se glielo ha riferito il mio legale , proseguira dove dovuto

    sicuramente non qui

  34. 34 fabristol febbraio 15, 2009 alle 8:30 pm

    DAvvero pensate che questo qui sia un forum di giurisprudenza?
    tolgo i commenti a questo post e vi prego di non spammare questo blog. grazie


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