Una lezione per tutti

Non sappiamo se le avventure della Carlucci nel mondo della Fisica delle particelle siano finite oppure no. Vedremo nei prossimi giorni che succedera’ e PG vi terra’ informati.

Al di la’ delle valutazioni che ognuno di noi puo’ fare sulla vicenda, di valore politico, culturale o scientifico, credo che il caso Maiani-Carlucci debba servire di lezione per tutti e per il futuro in Italia.

Come abbiamo piu’ volte evidenziato in questo blog e nei nostri blog privati da anni, la scienza non e’ un argomento da bar di cui ognuno puo’ avere opinioni personali.

Non conoscendo né il procedere del metodo scientifico, né le dinamiche dello stesso mondo accademico (per non parlare della fisica delle particelle!), la Carlucci e’ entrata in un campo minato. Solo il silenzio dei grandi media la sta salvando da ripercussioni ben piu’ gravi, che in un paese sano e normale avrebbero portato alle dimissioni o alla cancellazione delle liste elettorali.

Vorrei soltanto dire che l’episodio della Carlucci e’ soltanto la punta dell’iceberg di un generale e ampio problema dell’Italia contemporanea: la disinformazione e ignoranza scientifiche.

Parafrasando il nostro Manifesto: “Complici una cultura non proprio incline alle materie scientifiche dell’Italia, un antiscientismo psicodelirante di certe parti sociali, una tecnofobia paradossale nell’era tecnobioinformatica e un sensazionalismo dei media che pur di shockare si inventa notizie inesistenti, il nostro paese sta inesorabilmente avviandosi in un vicolo cieco da cui difficilmente sarà possibile uscire.”

Credo che la campagna che i bloggers che si occupano di scienza stanno portando avanti sul caso Maiani-Carlucci, servira’ in futuro ad evitare che politici senza scrupoli, giornalisti ignoranti e ballerine avvenenti si occupino di tematiche di cui non conoscono le basi ne’ la portata, delegando invece l’informazione, la ricerca e i poteri decisionali alla stessa comunita’ scientifica senza interferenze esterne.

E’ un sogno? Forse. Ma se incominciano dal nostro piccolo a scovare i casi, le bugie, le bufale e a denunciare la malainformazione, forse un giorno riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo.

Ma dobbiamo essere tutti noi, ricercatori, laureandi, semplici appassionati, ad esporci, a far sentire la nostra voce, a spiegare alla gente comune e ai media la bellezza e il fascino della ricerca scientifica.

 

Fabristol

12 Responses to “Una lezione per tutti”


  1. 1 Goedel marzo 6, 2008 alle 7:13 pm

    Purtroppo la Carlucci insiste.
    Credo che ci siano gli estremi per una denuncia per diffamazione da parte di Maiani “Tutti mi hanno svergognato tranne il quotidiano Libero dicendo che sono una ballerina che sparla di scienza. Ma ho detto il vero.
    Di fronte abbiamo Maiani, un gran figlio di una ballerina che fa la scienza.
    Ma dice il falso.”

    http://www.gabriellacarlucci.it/2008/03/06/replica/

    sigh…

  2. 2 fabristol marzo 6, 2008 alle 7:15 pm

    Dio santo! E’ incredibile. E’ proprio dura eh!
    Ma avete letto il post? è un guazzabuglio di errori da terza elementare. Sembra essere stato scritto in tutta fretta tra l’altro. Nel dubbio mi sono già salvato il testo.
    Maiani doveva denunciare insieme a Glashow e De Rujula già da tempo.

  3. 3 Paolo marzo 7, 2008 alle 6:43 am

    Questa è una nuova chicca della GC: “Ecco il testo dell’articolo pubblicato nel 1974 e poi scomparso in tutti i database ma conservato presso l’archivio della società italiana di fisica”.
    Ha ha ha! Scomparso dai database? Ma la onorevole lo sa che nel 1974 internet, o le versioni elettroniche delle riviste, non esistevano? Nei database non ci è mai entrato, non è che vi è scomparso: perché un database non è mai esistito. Gli articoli vecchi nel database qualcuno ce li deve mettere, a mano (scan e simili), e qualcuno il database lo deve fare. (comunque non è vero, con un po’ di sforzo si trova). Poi è ridicolo: si parla di decenni di pubblicazioni del Nuovo Cimento che notoriamente non sono online (anche perché nel frattempo è confluito in un’altra rivista), e tutto sarebbe stato per un articolo solo? Altro che teorie cospirative qui… a questo punto del puzzle perché non posizionare la pedina Maiani a Dallas nel ’63? Visto che ci siamo?

  4. 4 ENTJ marzo 7, 2008 alle 10:03 am

    Condivido in pieno il contenuto del post. Propongo questo passaggio come slogan da scrivere sui muri: “La scienza non e’ un argomento da bar di cui ognuno puo’ avere opinioni personali”.

    E’ un fatto che sfugge alla maggioranza delle persone e andrebbe ricordato sempre e ovunque. In un’epoca affollata da opinionisti televisivi e dominata dalla supponenza dell’ignoranza, chiunque si arroga il diritto di opinare su argomenti che non conosce. Risultato generale: qualunque cosa è oggetto di dibattiti infiniti.

    Come ha osservato Marco Travaglio, nel nostro paese i fatti sono scomparsi da tempo per lasciare il posto alle opinioni. Dunque, così come negli pseudo-dibattiti di economia, dove a seconda di chi sta parlando esiste un PIL di destra e uno di sinistra, la diatriba Carlucci-Maiani, che in qualunque altro paese civile avrebbe già trovato soluzione univoca, da noi è oggetto di opinione, e i mezzi di stampa convenzionali non saranno mai in grado di appianarla in modo esauriente.

    Allora l’unica cosa che possiamo fare, e dico uno per uno, nella vita quotidiana, è essere intolleranti. Intolleranti verso la disonestà intellettuale. Non si può accettare che qualcuno dica qualcosa senza portare evidenza. L’opinione di tutti è essenziale, ma l’onestà intellettuale è l’unica base di confronto possibile. Posizioni ideologiche buttate in mezzo senza alcuna evidenza a supporto, semplicemente non sono tollerabili. Una regola che ogni giornalista dovrebbe applicare senza neanche pensarci su. Ma nei TG nazionali sentiamo ogni giorno ripetere a pappagallo le descrizioni accurate dei miracoli delle madonnine piangenti.

    Be’, io sono intollerante e consiglio a tutti di fare lo stesso, ciascuno nel suo piccolo, per purificare dalla stupidità l’aria che ci circonda. Sostieni una cosa? Bene, dov’è l’evidenza? Perché senza evidenza a questo tavolo di discussione la tua affermazione non passa. Niente di personale, ma sei un cialtrone. Vi procurerà sicuramente serate movimentate e molti nemici, ma anche qualche ottimo amico.

  5. 5 paniscus marzo 7, 2008 alle 1:30 pm

    “Altro che teorie cospirative qui… a questo punto del puzzle perché non posizionare la pedina Maiani a Dallas nel ‘63? Visto che ci siamo?”

    Io lo piazzerei anche a Sarajevo il 28 giugno del 1914, non si sa mai.

    E anche nel duomo di Firenze il 26 aprile del 1478, per sicurezza.

    ciao a tutti
    Lisa

  6. 6 Paolo marzo 7, 2008 alle 2:28 pm

    ENTJ
    condivido la tua analisi, irrita anche me, ma non so quanto so essere duro e determinato. Certe persone non ci arrivano proprio, si fa una gran fatica e a fine giornata non hai ottenuto nulla di nulla, nemmeno un millimetro nello spostare il pensiero di una persona o un gruppo di persone. A volte persino con persone intelligenti succede: una volta accumulati dati su dati, evidenze su evidenze come le chiami tu, e dopo tanta fatica, ti viene risposto: “Io non ho cambiato idea. Siamo di opinioni diverse”.

    I telegiornali in particolare sono una farsa come dici. Una decina di anni fa notai questa nuova evoluzione, che è perdurata all’oggi: i fatti che sparivano. Succedeva una cosa, anche bella e piana e precisa precisa: non so, è cascato un mattone. Partivano dieci minuti di opinioni e litigi sul mattone, destra e sinistra, senza che nessuno dicesse quale era il fatto. Cioè, che era cascato un mattone non veniiva mica detto.

  7. 7 ENTJ marzo 7, 2008 alle 3:29 pm

    Paolo, quello che dici è vero. Ho anch’io sbattuto la testa per ore su discussioni che non portano a nulla. Ma non è mia intenzione cercare di convincere nessuno: ognuno è libero di continuare a credere ciò che vuole con tutta la testardaggine del mondo, ci mancherebbe altro.

    Quello che affermo è leggermente diverso e, se vogliamo, più egoistico: “non mi interessa convincerti, ma non sono disposto a far passare per buone le panzane che spari in mia presenza”.

    Esattamente come fa questo blog verso la Carlucci. Sicuramente nessuno riuscirà a convincerla che sbaglia, ma non è questo che conta. L’importante è che sia stata sbugiardata da migliaia di persone in Internet, ciascuno nel suo piccolo.

  8. 8 fabristol marzo 7, 2008 alle 3:31 pm

    “Allora l’unica cosa che possiamo fare, e dico uno per uno, nella vita quotidiana, è essere intolleranti. Intolleranti verso la disonestà intellettuale. Non si può accettare che qualcuno dica qualcosa senza portare evidenza.”

    Scommetto che hai letto o ascoltato Sam Harris… ;))

  9. 9 ENTJ marzo 7, 2008 alle 9:05 pm

    Sam Harris, certo! E Bertrand Russell, Richard Dawkins, Daniel Dennett, Christopher Hitchens, Paul Kurtz, Michael Shermer, Ibn Warraq… La lista è lunga, e purtroppo non contiene autori italiani.

  10. 10 Paolo marzo 8, 2008 alle 12:23 am

    Da noi, persino uno (notoriamente intransigente) come Piero Angela viene criticato per “escludere” Dio, o il paranormale forse (da Aldo Grasso). Piero Angela eh!

  11. 11 fabristol marzo 8, 2008 alle 1:43 am

    “Sam Harris, certo! E Bertrand Russell, Richard Dawkins, Daniel Dennett, Christopher Hitchens, Paul Kurtz, Michael Shermer, Ibn Warraq…”

    C’avevo visto giusto.😉


  1. 1 Senza filtro, please (ricerca a km zero) « Presente 2.0 Trackback su marzo 9, 2008 alle 10:30 pm

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