Confusione ed Allarme nei Cieli

Il Corriere di oggi 5 Marzo ha un articolo a firma di Luigi Offeddu che descrive una nuova iniziativa europea per ridurre l’inquinamento provocato dai voli aerei.

 Il giornalista però fa un lavoro meno che brillante:

Dicono certi esperti che, in un solo volo di andata e ritorno fra Londra e New York, un aereo lascia per i cieli tante porcherie inquinanti quante potrebbe lasciarne una famiglia media, se tenesse acceso il riscaldamento di casa per un anno intero. E se davvero è così, i cieli d’Europa possiamo immaginarli come affollati di termosifoni e di famiglie medie[…]e una scia di emissioni che aumenta sempre più, sempre più nera. E sempre più rumorosa. Dal Co2, il biossido di carbonio, agli ossidi di azoto, all’inquinamento acustico, se uno vuol preoccuparsi c’è solo da scegliere.[…]

ma sulle loro ali, come sulle ruote delle automobili, viaggiano da un paese all’altro anche fantasmi che si chiamano gas serra o riscaldamento della terra.

Il più grosso difetto di questo primo paragrafo è lo stile: retorico, emotivo ed allarmistico, si adatta poco a quello che dovrebbe essere il riportare una notizia in modo imparziale e neutro. Sul piano del contenuto, è chiaro che l’autore ignora quali siano stati gli sviluppi dei motori a reazione, che ormai sono diventati i motori dalla combustione più pulita al mondo: basta andare ad osservare i decolli da un qualsiasi aeroporto per constatare che solo gli aerei più vecchi producono tenui scie di fumo. Le abbondanti scie di fumo nero sono, per nostra fortuna, cosa del passato. Ma se volete approfondire la conoscenza dei motori a reazione, potete iniziare da questo ottimo articolo, però in inglese.

 Continua il Corriere:

[…]dal 1990 al 2005, le emissioni di Co2 causate solo dai voli nazionali nei 15 stati della zona Euro sono aumentate del 44%; ma se si considerano tutti i voli europei, si scopre che l’aumento delle emissioni ha toccato il 73%. Al nuvolone nero contribuiscono anche gli errori umani, come le carenze del controllo aereo:[…]

Ecco di nuovo l’iperbolico nuvolone nero, ma fateci caso: questo pragarafo, si parla dell’aumento relativo delle emissioni di CO2* dovute ai voli aerei, non di quale frazione del totale esse siano. Però il paragrafo successivo dice:

Altri dati, spesso citati dalle imprese aeronautiche, assicurano invece che si deve agli aerei non più del 3% delle emissioni di Co2. Sia come sia, le previsioni parlano chiaro: il traffico passeggeri sui voli nazionali nella Ue continuerà ad aumentare di circa il 4,5% all’anno, e alla fine risulterà raddoppiato nel periodo 2000-2020.

Già qui si comincia male, implicando che tali dati siano di parte perchè favorevoli all’industria aeronautica. Però, il 3% che viene citato è la frazione di emissioni sul totale europeo – ma quel “sia come sia” e l’intera impostazione dei due paragrafi non aiutano certo un lettore distratto a capire la differenza – che invece è critica. Non ho motivo di ritenere che questo sia intenzionale; probabilmente è l’autore stesso che ha preso una cantonata.

Per completezza, le prime due voci nella lista dei consumi di combustibili fossili sono la produzione di energia elettrica ed il traffico autoveicolare; uno strumento molto utile per comprendere il reale stato dei consumi di energia e carburanti nel mondo è lo Statistical Review of World Energy pubblicato annualmente dalla BP.

Più in basso si legge che Paolo Costa, presidente della Commissione (euro)parlamentare trasporti, sostiene che è giusto che le compagnie aeree paghino per i permessi di emissione sui voli brevi e medi, dove il treno è una valida alternativa. Ah si, la famosa alternativa ferroviaria: per una questione di mere distanza e velocità, il treno non è davvero un’alternativa ad un volo più lungo che Milano-Roma, e questo se le cose vanno bene – che non capita sempre. Per non parlare poi della qualità generalmente bassa del servizio ferroviario; anche le mie esperienze con le ferrovie inglesi non sono proprio esaltanti.

Per finire, Offeddu ci presenta le soluzioni tecnologiche promosse dalla UE:

Il maggior progetto di ricerca della Ue, appena lanciato, si chiama Clean Sky e coinvolge 54 industrie di 16 paesi. Costerà 1,6 miliardi di Euro (800 milioni finanziati dalla Ue), studierà gli aerei «ad ala intelligente » o quelli fabbricati con materiali superleggeri.

Cosa sarà questa ala intelligente? Razionalmente, si può pensare che sia un’ala in grado di ottimizzare il suo profilo in modo da avere le massime prestazioni in ogni situazione. Ma anche questo concetto è troppo complesso per il giornalista medio italiano, che quindi ci infila un “intelligente” buono per tutte le stagioni. Anche i materiali superleggeri (compositi di metallo, resine e fibre) non sono esattamente una novità, visto che sia Boeing che Airbus li usano già da anni – e non sono privi di loro difetti rispetto al comune alluminio.

Per favore notate che questo post non tratta del riscaldamento globale antropogenico, quindi commenti su di esso andrebbero off-topic.

* Secondo la convenzione oggi in uso nella chimica, la prima lettera del simbolo di un elemento si scrive in maiuscolo, la seconda (quando c’è) in minuscolo, mentre i numeri degli atomi si scrivono come pedici. Quindi, la notazione corretta è CO2 (e comunemente si considera come un nome femminile); Co invece è il simbolo del cobalto.

3 Responses to “Confusione ed Allarme nei Cieli”


  1. 1 filosofoportatile marzo 5, 2008 alle 1:01 pm

    se gli aerei emettessero Cobalto invece di CO2 sarebbe un bel problema, un po’ perchè si incendia all’aria (supponendo venga emesso in polveri sottili), un po’ perchè è tossico… un po’ perchè verrebbero dei dubbi sul tipo di combustibile usato…

  2. 2 capemaster marzo 5, 2008 alle 1:48 pm

    certo, bruciare vitelli in motori a reazione sarebbe parecchio inquinante

  3. 3 mucio marzo 5, 2008 alle 2:00 pm

    Io invece vorrei obiettare sul discorso aereo vs treno, secondo me l’aereo conviene su tratte oltre i 600 km, per una questione di tempo/costi, per tratte più brevi il treno è più indicato, che poi le nostre ferrovie siano in ginocchio è cosa nota, ma abbiamo anche tariffe basse che devono sostenere situazioni ridicole, come diversi treni che ogni notte fanno milano palermo, mille km che in altri paesi nessuno si sognerebbe di fare con un unico treno.


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