Scienza e morale/1: il caso del Papilloma virus

Qui si era fatto cenno dei rapporti tra scienza e morale e della opportunità di discuterne. Difficile sarebbe esaurire la questione in un post, ma è forse utile proporre alcuni casi. Cominciando dal Papilloma virus.

Il Ministero della Salute mantiene la promessa fatta qualche mese fa: dal 23 febbraio è iniziata la campagna di vaccinazione gratuita per il Papilloma virus (HPV) destinata a tutte le ragazze nate nel 1997 (circa 280.000).
Il vaccino intende prevenire il carcinoma della cervice uterina (il Papilloma virus è l’agente virale responsabile del carcinoma; nonché, come ha dichiarato il presidente della Società Italiana di Fisiopatologia della Riproduzione Carlo Foresta, anche possibile responsabile della infertilità maschile).
Come informa il sito del Ministero “esistono circa 120 genotipi del virus HPV che infettano l’uomo, un terzo dei quali associato a patologie del tratto anogenitale, sia benigne che maligne. Dei 120 genotipi, il tipo 16 è responsabile di circa il 50% dei casi di cancro alla cervice uterina, il tipo 18 del 20% e i restanti genotipi di circa il 30%. I genotipi 6 e 11 sono responsabili del 90% dei condilomi genitali”. Circa il 75% delle donne sessualmente attive contrae l’infezione da HPV nel corso della vita e fino al 50% con un tipo oncogeno (solo alcune di queste lesioni avanzano e pochissime delle donne infettate sono colpite da un tumore del collo dell’utero). Ogni anno al mondo 500.000 donne si ammalano e la metà muoiono. Solo in Italia mille donne muoiono ogni anno (altre informazioni qui).
Sembrerebbe che il vaccino, sicuro e ben tollerato, sia moralmente ineccepibile e che quindi si potrebbe parlare di una sintonia tra avanzamento medico e profilo etico.
E invece no.
Medicina e Morale, la rivista della Facoltà di Medicina del Policlinico Gemelli, condanna il vaccino all’indomani dell’annuncio: per ragioni morali, “ma anche” per presunte ragioni scientifiche.
Maria Luisa Di Pietro, Zoya Serebrovska e Dino Moltisanti invitano a tenere conto del “bene globale” della persona. “Il punto è che la vaccinazione generalizzata delle donne è sì in grado di proteggerle dal cancro al collo dell’utero, ma questa proposta fa sorgere alcune serie preoccupazioni di carattere etico”.
Che cosa vorrebbe dire? Basta ricordare che l’HPV è trasmissibile sessualmente per capire.
Il vaccino rischierebbe di comportare “ulteriori cadute di valori, il rafforzamento di una comune accettazione da parte dell’opinione pubblica dei comportamenti sessuali promiscui e probabilmente una maggiore diffusione della malattia”.
E ancora: “quando sono coinvolte ragazzine minorenni, abbiamo a che fare con persone i cui valori morali sono in formazione e che non sono ancora considerate legalmente responsabili”.
Si potrebbe commentare con una battuta (meglio di facili costumi che morta, o no?); oppure ricordare che proporre una simile obiezione contro una campagna di prevenzione sanitaria è irresponsabile e incomprensibile. Oltre che piuttosto curioso: gli autori pensano davvero che un vaccino possa incentivare la promiscuità? Promiscuità, si badi, che Di Pietro, Serebrovska e Moltisanti condannano senza appello e senza giustificazioni come immorale e malevola per il “bene globale” della persona (evocando il terribile spettro della nemesi che l’AIDS avrebbe incarnato secondo alcuni inguaribili moralisti). Qual è la morale dei tre autori? E, soprattutto, perché dovrebbe essere imposta a tutti gli altri a rischio della loro salute, oltre che della violazione della libertà individuale?
Ma ancora più ingiustificabile è la posizione rispetto alla opportunità “scientifica” del vaccino: “l’infezione da Hpv non è una emergenza sociale [essendo] il risultato di un comportamento a rischio, di una attività sessuale precoce e promiscua”. Quanti morti servono per costituire una emergenza sociale? Anche se fossero numericamente poco rilevanti, sarebbe una buona ragione per condannare il vaccino? O ancora: ci sono malattie che non meritano attenzione perché immorali?

Chiara Lalli

50 Responses to “Scienza e morale/1: il caso del Papilloma virus”


  1. 1 fabristol febbraio 25, 2008 alle 12:27 pm

    Il comportamento di quei medici e’ vergognoso.
    non esiste altra parola per definire le cose dette.
    Ci dovrebbero essere gli estremi per una eventuale espulsione dall’ordine.
    Ma vi rendete conto? E’ come se un medico andasse dicendo che la penicillina non deve essere usata perche’ immorale secondo la sua religione e a causa di questo migliaia di persone ci muoiono.
    Cosa dice l’ordine dei medici a tal proposito?
    E’ possibile denunciare il comportamento di questi emdici?

  2. 2 Chiara Lalli febbraio 25, 2008 alle 12:35 pm

    Fabristol,

    bisognerebbe approfondire sul fronte denuncia in effetti.
    E credo che bisognerebbe anche ricordare i dossier vaticani sull’AIDS e sulla inefficacia del preservativo rispetto alla trasmissione di malattie (non solo AIDS, ovviamente).
    Perché le conseguenze sono terribili: quante persone non si rendono conto che a stilare quei dossier non c’è nemmeno un medico? Quanto sono irresponsabili a scrivere che il preservativo è quasi inutile e ad invocare la castità?

  3. 3 ilmondodigalatea febbraio 25, 2008 alle 12:42 pm

    Bisognerebbe stabilire che essi sono penalmente e anche economicamente responsabili di quello che dicono: per esempio, se una ragazza cattolica si prende il cancro all’utero perchè, a seguito delle loro indicazioni, che l’hanno convinta a non fare il vaccino, si ammala, può chiedere direttamente a loro il risarcimento danni, valutabili in svariati milioni. Magari ci penserebbero due volte.

  4. 4 fabiobiker febbraio 25, 2008 alle 12:51 pm

    Non ero a conoscenza di questa vicenda ma, chissà perchè, non mi sorprende.

    Non sarebbe la prima volta nella storia di questo paese che la Religione si oppone a posizioni scientifiche razionali anteponendo, del tutto arbitrariamente, fattori etici totalmente discutibili.

    Mi ricordo molto bene quello che è successo 20 anni fa con l’epidemia dell’AIDS, mi ricordo molto bene una tale sig.ra Iervolino opporsi alle campagna anti-aids nelle scuole perchè la parola “preservativo” veniva considerata tabù e proporre adeguate misure all’epidemia veniva considerato un’invito al libero sesso prematrimoniale.

    Quello che non capirò mai, di qesti sedicenti credenti, è perchè non si limitino a vivere loro stessi secondo questi “elevatissimi standard” etici, lasciando agli altri la libertà di cavarsela come meglio credono.

    Questo blog ha un lungo futuro che lo aspetta🙂

    Fabio

  5. 5 den febbraio 25, 2008 alle 12:58 pm

    Stiamo scherzando? Un vaccino preoccuperebbe eticamente perchè indirizzato a prevenire una malattia trasmissibile sessualmente? Siamo ancora alla tesi delle malattie come ripercussione divina ai nostri comportamenti? Dovremmo evitare di curare quelle che è più probabile contrarre “peccando”?

    Si preoccupano degli embrioni mentre incentivano la strage quotidina per malattie a trasmissione sessuale. L’augurio, cinico e viscerale, è che a loro accada – e che non si provino poi a curarsi con ciò che la scienza medica fornisce.

  6. 6 Chiara Lalli febbraio 25, 2008 alle 1:03 pm

    Galatea,

    sarebbe bello ma temo poco percorribile in un Paese in cui si può obiettare (per coscienza, ovviamente) alla pillola del giorno dopo e alle direttive anticipate (è da non credere, ma compareva in alcuni ddl). Pensa al danno esistenziale di una donna che va a chiedere la pillola del giorno dopo e si vede:
    a) sbattere la porta in faccia;
    b) sbadigliare in faccia e borbottare: “il medico di guardia è obiettore”;
    c) accusare di promiscuità sessuale e di disattenzione;
    d) a+b+c.

    Fabio,

    tento una risposta: perché sono convinti di possedere la Verità (non chiedermi però lumi al riguardo…) e quindi vogliono insegnartela. Per il tuo bene, naturalmente.

  7. 7 Chiara Lalli febbraio 25, 2008 alle 1:05 pm

    Den,

    se ripercorri la storia dei giudizi di persone simili alle suddette sulle innovazioni biomediche (ma non solo: il treno era il veicolo del demonio) troverai molti altri pretesti per indignarti: dai trapianti di organi alla FIV; dalla epidurale al parto cesareo.

  8. 8 tristanozero febbraio 25, 2008 alle 1:26 pm

    sono sconvolto. nn so come esprimere il mio sdegno. in queste circostanze mi viene dentro una tale rabbia…

  9. 9 Cachorro Quente febbraio 25, 2008 alle 1:45 pm

    Sarebbe comunque aberrante, ma capirei se il tumore alla cervice uterina fosse un disincentivo alla promiscuità.
    In realtà è una neoplasia relativamente rara nei paesi occidentali, le cui conseguenze peggiori sono prevenute con il PAP test. Il vaccino è semplicemente un’ulteriore protezione, che ridurrebbe gli interventi necessari e farebbe, forse, sparire definitivamente questa malattia.

    La domanda che credo tutti si siano fatti è: se inventassero il vaccino per l’AIDS, quale sarebbe la posizione della Chiesa?

  10. 10 gina febbraio 25, 2008 alle 1:49 pm

    Scusate, ma se è sessualmente trasmessa perchè vaccinare solo le bambine e non anche i maschietti? La possibilità di trasmissione diminuirebbe ancor di più e, mi pare, esista la possibilità di tumore sia per il pene che per l’ano.
    Sapete delucidarmi in merito?

  11. 11 fabristol febbraio 25, 2008 alle 1:49 pm

    CAchorro, ottima domanda!
    E sappiamo gia’ la risposta.

  12. 12 Chiara Lalli febbraio 25, 2008 alle 2:14 pm

    Gina,

    per quanto riguarda la vaccinazione per gli uomini ti riporto una recente agenzia:

    “Il vaccino contro il Papilloma virus anche per uomini”
    8 febbraio 2008, DIRE Giovani
    AMARE | Salute | Articolo

    ROMA – Se c’era un motivo per far vaccinare gli uomini per il Papilloma virus HPV, era solitamente quello di arginare in un qualche modo, il diffondersi del contagio dello stesso nelle donne, cercando così di abbattere i casi di cancro all’utero.

    Tanto che da quest’anno è entrato in vigore la somministrazione gratuita del vaccino presso le strutture pubbliche per tutte le bambine di 12 anni, in modo da contrastare l’agente colpevole di oltre il 70% dei cancri all’utero che hanno effetti devastanti: 12 mila nuovi casi e 4 mila decessi solo negli Usa.

    Uno studio condotto presso l’università del John Hopkins ha evidenziato che l’HPV causa il cancro orale negli uomini allo stesso modo di alcol e tabacco e che entro dieci anni sarà più pericoloso di questi.

    Ecco quindi il motivo principale che ha indotto l’azienda farmaceutica Merck & Co a produrre il Gerdasil, l’unico vaccino attualmente disponibile sul mercato per gli uomini in attesa che la Food and Drug Administration lo approvi per i ragazzi entro la fine dell’anno. Non dimenticando che il Papilloma virus Hpv è causa di verruche e porri genitali, cancro anale e al pene.

  13. 13 Fr. febbraio 25, 2008 alle 2:43 pm

    Quanta ebetudine arcaica, maròòòò!!!
    Per i componenti della rivista in oggetto servirebbe un’altra tipologia di vaccino, ma ancora non esiste, purtroppo.

  14. 14 Chiara Lalli febbraio 25, 2008 alle 3:51 pm

    A pagina 6 de Il Corriere della Sera di oggi (Aborto, i vescovi contro i medici. PD alta tensione con i teo-dem, a firma di Monica Guerzoni) tra i nomi caldeggiati dal segretario del PD ci sarebbe anche quello di Maria Luisa Di Pietro (oltre a Francesco D’Agostino).
    Ebetudine, forse, è un eufemismo…

  15. 15 ukitel febbraio 25, 2008 alle 5:01 pm

    Riguardo le richieste di approfondimenti sul fronte denuncia… Questi sono estratti dal codice deontologico dell’ordine dei medici.
    Ho selezionato quelli che a mio parere sono direttamente coinvolti nell’argomento.
    Mi dispiace per la lunghezza del post, ma non essendoci nessun articolo che affronta direttamente il problema, è possibile notare un’infrazione del codice solo leggendo questi articoli per intero.

    – Prescrizione e trattamento terapeutico –
    In nessun caso il medico dovrà accedere a richieste del paziente in contrasto con i principi di scienza e coscienza allo scopo di compiacerlo, sottraendolo alle sperimentate ed efficaci cure disponibili.

    – Conflitto di interesse –
    Il medico deve evitare ogni condizione nella quale il giudizio professionale riguardante l’interesse primario, qual è la salute dei cittadini, possa essere indebitamente influenzato da un interesse secondario.
    Il conflitto di interesse riguarda aspetti economici e non, e si può manifestare nella ricerca scientifica, nella formazione e nell’aggiornamento professionale, nella prescrizione terapeutica e di
    esami diagnostici e nei rapporti individuali e di gruppo con industrie, enti, organizzazioni e istituzioni, nonché con la Pubblica Amministrazione.

    – Informazione al cittadino –
    Il medico deve, altresì, soddisfare le richieste di informazione del cittadino in tema di prevenzione.

    – Informazione in materia di sessualità, riproduzione e contraccezione –
    Il medico, nell’ambito della salvaguardia del diritto alla procreazione cosciente e responsabile, è tenuto a fornire ai singoli e alla coppia, nel rispetto della libera determinazione della persona, ogni corretta informazione in materia di sessualità, di riproduzione e di contraccezione.
    Ogni atto medico in materia di sessualità e di riproduzione è consentito unicamente al fine di tutela della salute.

    – Informazione sanitaria –
    Nella comunicazione in materia sanitaria è sempre necessaria la massima cautela al fine di fornire una efficace e trasparente informazione al cittadino. Il medico deve attenersi in materia di comunicazione ai criteri contenuti nel presente Codice in tema
    di pubblicità e informazione sanitaria; l’Ordine vigila sulla corretta applicazione dei criteri stessi.
    Il medico collabora con le istituzioni pubbliche al fine di una corretta informazione sanitaria ed una corretta educazione alla salute.

    – Pubblicità dell’informazione sanitaria –
    La pubblicità dell’informazione in materia sanitaria […] non può prescindere, nelle forme e nei contenuti, da principi di correttezza
    informativa, responsabilità e decoro professionale.
    La pubblicità promozionale e comparativa è vietata.
    Per consentire ai cittadini una scelta libera e consapevole tra strutture, servizi e professionisti è indispensabile che l’informazione, con qualsiasi mezzo diffusa, non sia arbitraria e discrezionale, ma obiettiva, veritiera, corredata da dati oggettivi e controllabili e verificata dall’Ordine competente per territorio.
    Il medico che partecipa, collabora od offre patrocinio o testimonianza alla informazione sanitaria non deve mai venir meno a principi di rigore scientifico, di onestà intellettuale e di prudenza, escludendo qualsiasi forma anche indiretta di pubblicità commerciale personale o a favore di altri.

    Credo si possa dimostrare l’esistenza di qualche conflitto di interessi, e sicuramente le affermazioni di quei medici non hanno come primo fine la salute dei cittadini, e la equa accessibilità alle cure. Ma in ogni caso si tratta “solo” di cattiva informazione, nel senso che, per fortuna, è di gran lunga meno grave rispetto a mettere in pratica tali convincimenti.

  16. 16 A febbraio 25, 2008 alle 5:09 pm

    Perché allora non vietare il casco per fare andare più piano i motociclisti?
    O vietare le cinture di sicurezza e gli airbag per fare andare più piano gli automobilisti?

  17. 17 vitaliano82 febbraio 25, 2008 alle 5:19 pm

    Vorrei ricordare che il virus HPV e le le lesioni HPV sostenute sono responsabili, anche se molto spesso questo viene dimenticato, di molte lesioni (benigne e maligne) anche del cavo orale.
    Ricordo anche il virus del papilloma umano, non è solo trasmettibile sessualmente.
    Ma se anche fosse, questo vorrebbe dire che questi “colleghi” ritengono ancora le lesioni nei tratti ano-gentali come punizione divina per una vita non “morigerata”; vorrei ricordare loro che “peccato non è reato”, e tantomeno aumento del rischio di malattia.
    Vitaliano
    http://yellowcar.wordpress.com

  18. 18 emmyfinegold febbraio 25, 2008 alle 7:00 pm

    L’HPV è anche associato al carcinoma del pene, ma la prevalenza di questo è molto più bassa del carcinoma della cervice uterina. La notizia che si vuole impedire la vaccinazione mi lascia basita sarebbe come impedire la vaccinazione contro l’HIV.

  19. 19 Marco Ferrari febbraio 25, 2008 alle 7:03 pm

    Guardate un po’ chi altro si oppone al vaccino anti-HPV

    http://www.niemanwatchdog.org/index.cfm?fuseaction=showcase.view&showcaseid=36

    E poi non ditemi che questi non hanno un’agenda politica.

    Marco

  20. 20 fabristol febbraio 25, 2008 alle 7:05 pm

    A quanto pare nessuno sapeva di quesa cosa, eppure e’ una notizia vecchia di alcuni mesi. mi pare l’anno scorso.
    Sono felice che sia riemersa, perche’ vuol dire che all’epoca era rimasta un po’nascosta.
    Nessuno protesto’, a parte alcuni di noi, ne’ tra i politici neppure in sede delll’Ordine dei medici.

  21. 21 fabristol febbraio 25, 2008 alle 7:10 pm

    Per Marco

    Si’ mi ricordo che in quel periodo pure l’amministrazione Bush si oppose al vaccino. E ormai sappiamo bene che si sono forti connessioni ideologiche tra certe lobbies americane e le nostrane.
    L’onda lunga dei teocon sta bagnando i nostri lidi. Come per la diatriba tra creazionismoed evoluzionismo, che pensavamo in Europa fosse morta e sepolta ma ora sta ritornando.

  22. 22 barbara febbraio 25, 2008 alle 10:55 pm

    Oltretutto – e parlo per esperienza personale – non è affatto necessaria un’attività sessuale particolarmente vivace e ballerina per beccarsi il carcinoma al collo dell’utero: basta un’attività sessuale tout court. Quindi l’opposizione al vaccino con quegli argomenti, oltre ad essere moralmente immonda, è anche scientificamente infondata.

  23. 23 Sabino Berardino febbraio 25, 2008 alle 11:50 pm

    salve a tutti
    vi segnalo il nostro corso e-learning, gratuito e liberamente fruibile, sullo screening del carcinoma della cervice uterina
    http://unamelalgiorno.wordpress.com/2008/01/28/screening-carcinoma-della-cervice-uterina/

  24. 24 alessandrapigliaru febbraio 26, 2008 alle 11:14 am

    Non ero a conoscenza della notizia. Trovo la contestazione dei Medici del Gemelli oltremodo vergognosa, e anche schifosa. Non credo che renda onore nè alla scienza medica e neanche alla dignità della persona. Penso che vada resa nota e rilanciata il più possibile. Grazie Chiara.

  25. 25 alessandra febbraio 26, 2008 alle 2:26 pm

    Ciao Chiara, mi piacerebbe rilanciare questo post sul blog collettivo al quale partecipo. E’ possibile? ovviamente linkandovi. Grazie ciao🙂
    Alessandra

  26. 26 Chiara Lalli febbraio 26, 2008 alle 2:51 pm

    Alessandra,

    certo che puoi.
    Grazie a te.

  27. 27 sheer1984 febbraio 26, 2008 alle 8:04 pm

    L’astensione è la migliore prevenzione era un motivetto perbenista dell america degli anni 50, trovo allucinante il regredire che mi sembra tipico di questo paese, anche i comuni libri di testo sembrano mantenere la tradizione, ho studiato mesi un esame di infettive su un libro vecchio di dieci anni con epidemiologie riassumibili con: malattie degli omosessuali.
    Ma la cosa che veramente non si capisce è perquanto possano credersi depositari di una verità a noi nascosta, perchè dimenticano il diritto di libertà individuale che invece è tanto presente in temi di tolleranza con altre religioni.
    Nel nome del diritto sopracitato capirei anche un obiettore di coscienza, che vive questa scelta nel suo io….
    certo sapendo che la porta che stai chiudendone apre una verso un intervento che ha lo stesso risultato con in piu un vagone di traumatismi neuronali non mi definirei obiettore ma …
    e sono anche invadenti, ho postato un breve racconto con tematiche eugenetiche molto leggere solo per creare uno spunto di discussione e mi sono ritrovato con un invito a unirmi ad un gruppo di giovani cristiani CATTOLICI.Vi sembra normale??

    chiedo scusa per lo sfogo emotivo

  28. 28 Andreabont marzo 2, 2008 alle 6:45 pm

    Non so cosa dire… ogni volta che sento queste cosa inorridisco.

    La bioetica è nata per il bene dell’ uomo ma ogni giorno constato, con dispiacere, che si sta trasformando in un movimento religioso e quindi soggetto alla loro dottrina.

    Il fatto più divertente (o tragico) è che la chiesa cattolica predica il bene, si indegna ogni qualvolta inizia una guerra, ogni volta che muoiono persone ecc… MA a causa del loro intervento ogni anno muoiono milioni di persone di AIDS: cosa scongiurabile con l’uso del preservativo ma che viene bigottamente rifiutato da molte persone del terzo mondo che seguono ciecamente la chiesa.

    Dunque? La conseguenza è che la chiesa predicando la vita agisce per la morte. I loro errori (consapevoli o meno) portano continue disgrazie nei paesi del terzo mondo (per fortuna da noi non succede) e poi cosa fanno?? dicono di andare li per aiutarli, per portare viveri e medicine…. il cibo non serve a nulla se si muore di HIV.

    Ok, mi sono sfogato🙂 ma ogni volta che sento certe cosa mi parte l’adrenalina dal nervoso🙂

    Spero proprio che la chiesa la smetta di diventare sempre più estremista e che inizi ad aiutare la gente al 100%, perché ora butta fuori il problema dalla porta ma lo lascia rientrare dalla finestra.

  29. 29 Dino aprile 7, 2008 alle 8:50 am

    Non dovrei perdere tempo in questo blog dove suppongo (ma se mi sbaglio allora la dott.ssa Lalli davvero ha fatto un’operazione sleale, ossia ha ripreso solo alcuni passaggi dell’articolo, quelli a lei più congegnali per distruggere gli autori….) neppure Chiara Lalli abbia letto l’articolo di cui si parla, figuriamoci chi lo commenta….. Essendo il sottoscritto uno degli autori mi pare però doveroso ricordare che:
    – nessuno si oppone al vaccino
    – il vaccino non risolve il problema del cancro dell’utero anche qualora venga effettuato (perchè contrasta solo alcuni tipi dell’infezione, perchè ha una durata limitata nel tempo di circa 4 anni, ecc.)
    – il vaccino “rischia” di togliere risorse ed energie alla diffusione dei pap-test (che invece sono MOLTO PIU’ EFFICACI nel combattere il cancro…. andate tutti a vedervi quanto scritto in un comunicato stampa recente l’Istituto MARIO NEGRI
    – Preoccuparsi delle scelte sessuali delle dodicenni, delle tredicenni, delle quattordicenni, ecc. nn mi sembra bigottismo e molti (MOLTI) ci hanno posto il problema di che tipo di consenso potrebbe dare una ragazza di quell’età, se il consenso dei genitori a tale vaccino non possa essere letto dall’adolescente come un tacito consenso degli stessi al cosiddetto esordio sessuale, ecc. ecc.
    Tutto questo è contenuto nell’articolo di cui riporto l’abstract:
    “Gli Autori discutono sui principali dati scientifici e problemi etici della
    vaccinazione contro il virus del papilloma umano (HPV), una delle più diffuse
    infezioni sessualmente trasmesse e causa del cancro della cervice uterina e di
    altre severe patologie. Una tale vaccinazione è stata recentemente proposta
    per le ragazze in giovanissima età (intorno ai 12 anni di età), prima del cosiddetto
    “debutto sessuale”. Pur nella consapevolezza dei grandi benefici di una
    tale vaccinazione, gli Autori sottolineano come essa non possa essere considerata
    a partire dai soli aspetti medici ad essa connessi ma all’interno di un
    approccio che consideri il “bene globale” della persona”.

    Mi pare che tutta questa discussione sia quindi quanto meno viziata da un evidente difetto di informazione, cosa inaccettabile se poi si “bolla” questa notizia sotto la parola-chiave “DISINFORMAZIONE SCIENTIFICA”

  30. 30 Dino aprile 7, 2008 alle 8:50 am

    Non dovrei perdere tempo in questo blog dove suppongo (ma se mi sbaglio allora la dott.ssa Lalli davvero ha fatto un’operazione sleale, ossia ha ripreso solo alcuni passaggi dell’articolo, quelli a lei più congegnali per distruggere gli autori….) neppure Chiara Lalli abbia letto l’articolo di cui si parla, figuriamoci chi lo commenta….. Essendo il sottoscritto uno degli autori mi pare però doveroso ricordare che:
    – nessuno si oppone al vaccino
    – il vaccino non risolve il problema del cancro dell’utero anche qualora venga effettuato (perchè contrasta solo alcuni tipi dell’infezione, perchè ha una durata limitata nel tempo di circa 4 anni, ecc.)
    – il vaccino “rischia” di togliere risorse ed energie alla diffusione dei pap-test (che invece sono MOLTO PIU’ EFFICACI nel combattere il cancro…. andate tutti a vedervi quanto scritto in un comunicato stampa recente l’Istituto MARIO NEGRI
    – Preoccuparsi delle scelte sessuali delle dodicenni, delle tredicenni, delle quattordicenni, ecc. nn mi sembra bigottismo e molti (MOLTI) ci hanno posto il problema di che tipo di consenso potrebbe dare una ragazza di quell’età, se il consenso dei genitori a tale vaccino non possa essere letto dall’adolescente come un tacito consenso degli stessi al cosiddetto esordio sessuale, ecc. ecc.
    Tutto questo è contenuto nell’articolo di cui riporto l’abstract:
    “Gli Autori discutono sui principali dati scientifici e problemi etici della
    vaccinazione contro il virus del papilloma umano (HPV), una delle più diffuse
    infezioni sessualmente trasmesse e causa del cancro della cervice uterina e di
    altre severe patologie. Una tale vaccinazione è stata recentemente proposta
    per le ragazze in giovanissima età (intorno ai 12 anni di età), prima del cosiddetto
    “debutto sessuale”. Pur nella consapevolezza dei grandi benefici di una
    tale vaccinazione, gli Autori sottolineano come essa non possa essere considerata
    a partire dai soli aspetti medici ad essa connessi ma all’interno di un
    approccio che consideri il “bene globale” della persona”.

    Mi pare che tutta questa discussione sia quindi quanto meno viziata da un evidente difetto di informazione, cosa inaccettabile se poi si “bolla” questa notizia sotto la parola-chiave “DISINFORMAZIONE SCIENTIFICA”. Per carità…..

  31. 31 Egidio aprile 27, 2008 alle 8:07 pm

    Secondo me gli autori di quell’articolo e chi li manda sono matti e sono fatti!

  32. 32 CLAUDIO maggio 30, 2008 alle 10:32 am

    Mi pare che in questa rubrica non si stia dando una informazione completa in merito al problema della vaccinazione contro il Papilloma Virus, che viene proposta gratuitamente alle 280 mila dodicenni nel nostro Paese.
    Circa l’effettiva necessità del provvedimento, da molte parti, si levano delle perplessità e dei dubbi, e sono molti i ricercatori , in Europa e nel mondo, che si interrogano sulla effettiva efficacia della vaccinazione. L’appello per una moratoria lanciato da più di 3500 ricercatori spagnoli di cui il primo firmatario è C.Alvarez-Dardet, direttore del Journal of Epidemiology and Community Health (Razones para una moratoria en la aplicaciòn de la vacuna del virus del papiloma humano en Espana. http://www.caps.pangea.org/declaracion/), il voto recente del parlamento della Virginia di rimandare la decisione fino all’ottobre del 2010 (L. Kafka. House approves vaccine delay. Inside nova.com 22-1-08.), la decisione del governo finlandese di pianificare uno studio di popolazione per “evitare di tirare a indovinare” ( M. Lehtinen e al. Enrolment of 22,000 adolescent women to cancer registry follow-up for long-term human) e tanti articoli critici che sono comparsi, alcuni dei quali anche ampiamente diffusi nel nostro Paese ( M. Grandolfo. Vaccinazione anti HPV. Spesa imponente, ma è una priorità? I dubbi. La repubblica salute 17-1-08. Editoriale. Un’enorme sperimentazione di salute pubblica? Ricerca e pratica 23: 145-147, 2007. Di Mario S. e al. Il vaccino contro il papillomavirus umano: efficacia dichiarata ed efficacia dimostrata. Medico e Bambino 9/2007 pag 562-71) meritano una doverosa considerazione da parte delle nostre autorità di governo ed anche delle mamme che devono valutare se effettuare o no la vaccinazione, che non è obbligatoria, pur essendo vivamente consigliata dalle nostre strutture sanitarie.
    Ma cos’è il Papilloma Virus ? Dai dati scientifici sappiamo che il papilloma virus è presente nell’80% di uomini e donne e sovente fin dalla nascita, cioè è un normale abitatore delle mucose del pene, della vagina e della cervice, un germe che di per sé è innocuo e comune al pari di altri virus e batteri presenti. La trasmissione è anche al di fuori della via sessuale. Il contatto non comporta la malattia, ma eventualmente l’infezione generalmente transitoria. Il virus può tranquillamente scomparire da solo, anzi è la situazione più frequente e più probabile.
    In un 10% di casi (e più) il virus convive tutta la vita senza creare mai problemi.
    Il virus HPV non indica malattia, ma il rischio nell’1% dei casi di sviluppare nel tempo lesioni (macchie) trattabili.
    Perché si sviluppi un tumore sulla eventuale lesione non curata occorre tanto tempo circa 20/40 anni ed è un fatto eccezionale che si presenta nell’1% dei casi. Quindi l’infezione non è una malattia ma un fattore di rischio (Dr. M. Sideri ginecoloco-oncologo).”Se le mamme volessero sapere quanto dura l’immunità, e se fra qualche anno si dovrà fare un richiamo o se l’essersi vaccinati non porrà altri problemi più avanti, e se le bambine che si vaccinano oggi saranno davvero protette dal tumore, si dovrebbe ammettere molto candidamente che per nessuna di queste domande c’è risposta” (Dr. G. Remuzzi immunologo).

    Esistono molte ragioni per essere prudenti : come afferma una commissione canadese della società di pediatria, si deve premettere che la massima parte delle analisi costo-efficacia condotte fino ad ora è stata finanziata dalle 2 compagnie che commercializzano i vaccini anti-HPV (Infectious Diseases and Immunization Committee, Canadian Paediatric Society. Human papillomavirus vaccine for children and adolescents. Paediatrics & Child Health 2007 ). Per quanto riguarda, poi, gli studi di efficacia pubblicati, tutti, senza eccezione, sono sponsorizzati dalle case produttrici dei vaccini ( August 2006 , pp. 517-521.). La prudenza nell’accettare per valide le conclusioni cui sono giunti quegli studi è d’obbligo, dal momento che le imprese farmaceutiche sono sottoposte ad evidenti conflitti di interesse. Del resto sono ampiamente note le perplessità sulla affidabilità dei risultati degli studi finanziati dall’industria, di cui si fa interprete in termini preoccupati anche un recente
    editoriale del British medical journal (Editorials. Influence of pharmaceutical funding on the conclusions of meta-analyses. BMJ 2007;335:1167.). Sembrerebbe, quindi, doveroso condurre delle sperimentazioni indipendenti così come ha deciso di fare il governo finlandese prima di pronunciarsi in merito a una vaccinazione di massa, effettuata, per di più, su bambine dodicenni (M. Lehtinen e al. Enrolment of 22,000 adolescent women to cancer registry follow-up for long-term human papillomavirus vaccine efficacy: guarding against guessing. International Journal of STD & AIDS, Volume 17, Number 8, August 2006 , pp. 517-521).

    Esiste da tempo un mezzo di diagnosi precoce collaudato ed efficace contro il cancro invasivo del collo uterino: consiste nello screening tramite il Pap-test. Se fosse eseguito periodicamente sulle donne di età dai 25 ai 65 anni con una periodicità triennale, esso garantirebbe una riduzione dell’incidenza del carcinoma invasivo del collo dell’utero di oltre l’80% (Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano. Strategia per l’offerta attiva del vaccino contro l’infezione da HPV in Italia. Allegato 1, 20 dicembre 2007).

    Il Judicial Watch, una organizzazione non governativa americana, ha affermato di aver ottenuto dei documenti dalla Food and Drug Administration degli Stati Uniti, a seguito del Freedom of Information Act, dai quali si evince che vi sono stati nuovi 1.824 casi di gravi effetti collaterali al vaccino contro il papilloma virus.
    Questi nuovi casi comprendono otto casi di decesso collegato al vaccino, rispetto alle tre morti verificatesi nei 1.637 precedenti casi di effetti collaterali. “Alla luce di queste informazioni, è allarmante che gli stati e i governi locali possano imporre, in qualsiasi maniera, questo vaccino alle giovani ragazze,” dice Tom Fitton, presidente del gruppo. “I report di queste reazioni avverse indicano non solo che il vaccino provoca seri effetti collaterali ma che può risultare anche fatale”.
    Gli effetti indesiderati locali sono molto frequenti, al punto che la vaccinazione sta acquisendo la reputazione di essere la più dolorosa tra quelle dell’età evolutiva (D.G. Fairchild. AP: Gardasil Most Painful Childhood Vaccination. Physician’s First Watch for January 7, 2008. ).
    Il 70% dei vaccinati lamenta dolori di lieve e media entità nelle sedi di inoculazione. E’ doveroso tener conto delle difficoltà di gestione che questi problemi potranno provocare nei diversi ambulatori vaccinali. Anche per questi motivi una percentuale non trascurabile di ragazze (variabile, a seconda degli studi, tra il 2% e il 13%) non ha completato il ciclo vaccinale . Il 5% lamenta dolori di intensità maggiore. Si sono registrati 5 eventi seri su 11.640 vaccinati, di cui un caso di broncospasmo, uno di gastroenterite, uno di cefalea e ipertensione, uno di emorragia vaginale, un altro di dolore e deficit di mobilità .
    Comunque, pur omettendo del tutto i dubbi sulla sicurezza a medio e lungo termine, solo considerando gli eventi più seri e supponendo un’adesione del 90% alla vaccinazione, dovremmo attenderci nel nostro Paese, di qui a 30 anni, prima di osservare il benché minimo risultato positivo, 3247 casi indesiderati di una certa gravità che i servizi sanitari saranno chiamati a gestire.
    E se poi i benefici, a causa di tutte le incertezze enunciate, non si verificassero e dovessimo solo subire i costi e gli effetti indesiderati che avremo sicuramente indotto?

    La fretta sembra aver caratterizzato le scelte di diversi governi, tra cui quello italiano, sulla vaccinazione anti-HPV . Di questa stessa opinione sembra essere anche una commissione dell’Unione europea che, appositamente istituita nel gennaio 2007, sulla base degli studi e delle analisi epidemiologiche esistenti, aveva sottolineato la complessità del problema e si era interrogata sui presunti benefici della vaccinazione rispetto a uno screening con un’elevata copertura. Essa constatò, tuttavia, che, già nel marzo 2007, 4 Paesi, tra cui l’Italia, avevano adottato la decisione politica di vaccinare (A. Raffle. Challenges of implementing human papillomavirus (HPV) vaccination policy. BMJ 2007;335:375-377.). Non pare azzardato ipotizzare che siano pesate sulla decisione le pressioni esercitate dalle industrie farmaceutiche produttrici di vaccini, sempre più abili nell’adozione delle cosiddette strategie di “disease mongering” che comportano l’invenzione e l’ingigantimento di bisogni per promuovere il consumo dei loro prodotti (Razones para una moratoria en la aplicaciòn de la vacuna del virus del papiloma humano en Espana. http://www.caps.pangea.org/declaracion/).
    Ora, la cosa più grave è che in sostanza, se questo vaccino abbia o meno effetto, potremo saperlo solo tra molti anni.
    Per le 280.000 bambine italiane di 11 – 12 anni, nate nel 1997, e per le loro mamme chiamate dal servizio sanitario ad inoculare il Gardasil alle figlie, il 2008 sarà l’anno nel quale le ragazze in gran numero verranno sottoposte alla vaccinazione contro il virus accusato di essere produttore di cancro al collo dell’utero, a trasmissione sessuale.
    L’esca è la paura del cancro che da anni le varie Lobby sanitarie che svolgono disinvolte operazioni commerciali come questa ed insidiose pseudo sperimentazioni di massa sulla popolazione.
    I vaccini anti HPV (human papilloma virus) attualmente sul mercato sono due: Gardasil (€ 564 per tre iniezioni) commercializzato negli Stati Uniti dalla Merck Phalmaceutical, coadiuvata in Europa dalla partner francese Sanofi-Pasterur. In concorrenza pronto anche il Cervarix prodotto dalla GlaxoSmithKline britannica.
    Si profila una guerra tra aziende per conquistare il mercato. L’indicazione alla vaccinazione data dalle autorità è dai 9 anni ai 26, dopo i 26 solo screening.
    La vaccinazione “proteggerebbe” dai ceppi 16 e 18 sui circa 70 virus HPV conosciuti.

    n.b.
    Molti dati sono stati ripresi da relazioni di docenti universitari, facilmente reperibili su INTERNET.

  33. 33 Roberto maggio 31, 2008 alle 8:10 am

    Perchè la signora Lalli invece di sparare giudizi solo ideologici non si aggiorna, ad esempio, sui guadagni incredibili delle lobby farmaceutiche interessate a diffondere nel mondo un vaccino del tutto inutile ( è sufficiente il pap test) ? O sulle morti provocate dal Guardasil e rivelate dal Judicial Watch ?

  34. 34 gulp ! giugno 3, 2008 alle 5:48 pm

    ma che fine ha fatto la sora Lella? …pardon la sora Lalli?

  35. 35 Chiara Lalli giugno 6, 2008 alle 9:33 am

    @ Dino

    Ho commentato le parti che erano di mia competenza (argomentazioni morali) e che mi sembravano del tutto discutibili (parti che lei non smentisce, ma anzi riafferma senza discuterle).
    Per quanto riguarda gli aspetti scientifici ho soltanto fatto un cenno a quanto diceva il Ministero (non parlo di argomenti sui quali non ho competenza).
    Quanto alla vita sessuale delle persone io nutro qualche dubbio rispetto alle apodittiche certezze che “questo si fa” e “questo non si fa”. E ho anche qualche dubbio che tutte le ragazze minorenni siano delle specie di minorate. Dipende molto dalla persona, dipende dalla sua età, dipende da come ci si rivolge loro (certo considerarle incapaci di prendere decisioni o non in grado a priori e in assoluto di dare un consenso non instaura un gran bel rapporto!). Sulla incentivazione della promiscuità sessuale che sarebbe causata da un vaccino per una patologia che ha a che vedere con il sesso non so proprio cosa dirle: ci sarebbe da discutere troppo a lungo sul perché la visione angelicata e asessuata delle persone (soprattutto delle ragazze) – benché spesso poco aderente alla realtà – vada tanto per la maggiore.

    @ Claudio

    Ribadisco quanto detto prima. E sono ben felice che abbia riportato queste informazioni. Discussioni su questo piano sono utili e sensate.
    Ripeto che il mio commento era su alcune motivazioni (morali, o moraliste) contro e non in generale sulla opportunità del vaccino e sui dubbi al riguardo.

    @ Roberto

    La signora Lalli ritiene fuori tema la sua obiezione.

    @ Gulp

    La sora Lalli non è il guardiano del faro. Risponde quando le è possibile e, aggiungerei, se le va.

  36. 36 maporcocane! giugno 11, 2008 alle 7:20 pm

    La sora Lalli è proprio simpatica e sa stare alle battute di spirito ! Grazie Sora Lalli! L’intelligenza si misura con la capacità di essere ironici ed autoironici !
    fabristol, sei troppo ideologgizzato ; keggiti il commento di Claudio e cerca di capire che il vaccino è un bell’affare sulla pelle della bambine. La vicenda del Santa Rita di Milano insegna: parte della medicina è al servizio di lobby senza scrupoli, che non guardano in faccia a nessuno. Operazioni, amputazioni, asportazione di organi e vaccini inutili: tutto per l’unica nobile causa del dio quatrino !

  37. 37 giulia novembre 25, 2008 alle 9:01 pm

    ciao!volevo chiedere una cosa perche’ ho un dubbio…io ho gia’ fatto il primo vaccino gardasil..domani dovrei fare il richiamo,ovvero la seconda somministrazione.Ho letto sui vari articoli che girano su internet di numerosi casi anche molto gravi(morte)legati al vaccino..a questo punto mi trovo in difficolta’ nell’affrontare domani il richiamo..potrebbero presentarsi controindicazioni nella 2 somministrazione??rispondete x favore!!sono terrorizzataaaaaaa!!!!!!ciao grazie in anticipo!

  38. 38 fabristol novembre 26, 2008 alle 6:18 pm

    Cara Giulia mi spiace. Nessuno di noi ha le conoscenze per rispondere alla tua domanda. Sono cose che devi discutere col tuo medico. Evita le discussioni mediche sui forum perché potresti trovare informaizoni errate o voluta disinformazione. Parlane col tuo medico.
    saluti

  39. 39 giulia novembre 26, 2008 alle 8:58 pm

    grazie!ho seguito il vostro consiglio ho parlato con il mio medico e oggi ho fatto il vaccino!sono ancora spaventata pero’ ho cercato di essere ragionevole,anche perche'(ho 16 anni)non mi sembrava giusto aver fatto spendere tutti questi soldi ai miei genitori e ora solo perche’ qualcuno si diverte a scrivere cattiverie su internet far saltare tutto quello che loro si sono impegnati a fare per me!!grazie ancora per il consiglio!

  40. 40 hronir novembre 27, 2008 alle 1:39 am

    Internet, Giulia, non è diverso dal mondo reale.
    Vai in metro, sali su un treno, e senti alcune persone fare certi discorsi… e ti preoccupi. Ma chi sono quelli? Li conosci? Ti hanno messo un tarlo, è possibile, ma prima di terrorizzarti provi ad informarti da qualcuno di cui sai che puoi fidarti (fuor di metafora, i tuoi genitori, il tuo medico).
    Nel mondo reale può anche succedere di conoscere persone nuove, che scopri essere esperte su certe cose, di cui capisci che, su certi temi, puoi fidarti.
    La stessa cosa può accadere su internet: scopri un blog che dice cose interessanti e che scopri essere molto informato e ben documentato in un certo campo. E di cui capisci che, su certi temi, puoi fidarti.
    Non è il mezzo che fa la differenza: non è tutto vero quel che leggi su internet solo perchè lo leggi su internet (così come non è vero che su internet ci sono solo cattiverie e sono tali solo perchè sono su internet).
    Quel che è giusto e sbagliato devi imparare a capirlo tu, tanto su internet quanto nel mondo reale. Non si crede a quel che dice il primo che passa, così come non si crede al primo blog o al primo forum in cui ci si imbatte. Il che non vuol dire che non bisogna mai fidarsi di nessuno: se chiedi ad uno sconosciuto se l’autobus che aspetti è appena passato o meno, puoi anche fidarti. Certo non gli chiederesti un consiglio su cose importanti come un vaccino.

    Insomma, non avere paura di internet, ma non prenderlo per oro colato. Impara a conoscerlo come faresti col modo reale, impara a conoscere le persone reali che usano internet per comunicare.

    Ciao!

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