Neuroeconomia austriaca

Grazie alla soffiata di un prezioso informatore vengo a sapere che su Mises.org compare un ghiottissimo articolo sul rapporto tra economia austriaca e neuroscienze. In sintesi la tesi dell’autore consiste nel correlare il particolare pathway di attivazione del sistema dopaminergico nelle situazioni di gambling (cioè in quelle dove si tenta una predizione allo scopo di ottenere una ricompensa) alla teoria del ciclo economico formulata dagli economisti austriaci. Il tutto nasce dalla considerazione che il sistema dopaminergico (immagino si faccia riferimento all’area mesolimbica) scarica nel momento in cui si ha il verificarsi di un episodio positivo inaspettato, come un colpo di fortuna, mentre il kick dopaminergico non si ha nel momento in cui si verifica un evento programmato di cui l’individuo è a conoscenza. Ma se alla predizione si associa un fallimento, o meglio la ricompensa attesa non si palesa, allora subentra il rimorso (regret), che in termini neurali viene identificato con l’attivazione di segnali afferenti ad un’area del cervello definita putamen ventrale. Allo stesso tempo il rilascio di dopamina si interrompe (dopamine dries up if the reward you expected fails to materialize). Queste basi neuroscientifiche sono dunque utilizzate a supporto della teoria austriaca del ciclo economico. Di seguito la traduzione libera di un passo dell’articolo

La banca centrale fornisce liquidità in eccesso, la quale abbassa i tassi di interesse e parte di essa viene investita in azioni. Non appena i prezzi delle azioni crescono, i livelli di dopamina degli investitori aumentano a causa dell’attesa del guadagno; le azioni più rischiose sono poi sollevate nel prezzo dagli investitori poichè un rischio maggiore deve essere assunto per ottenere lo stesso rilascio dopaminergico e così il mercato evolve in una bolla economica (situazione in cui la domanda gonfia a dismisura i prezzi della merce di scambio pur non avendo essa quel valore intrinseco). Alla fine le basi degli investimenti non supportano i prezzi, i quali si raffreddano, facendo calare i livelli di dopamina. A quel punto si ha un crash finanziario ed un pathway di rimorso nel cervello degli investitori. Insomma il profilo di attivazione del sistema dopaminergico segue esattamente quello delle crisi prodotte dalla svalutazione monetaria della banca centrale.

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