Domenica scorsa, 25 Maggio, la sonda Phoenix Mars Lander è atterrata regolarmente sul Pianeta Rosso in una regione pianeggiante vicino al polo nord. Dopo alcuni clamorosi fallimenti di sonde che si sono schiantate all’atterraggio- ma anche lo strepitoso successo dei veicoli Spirit ed Opportunity, questa nuova missione iniziata sotto i migliori auspici potrebbe portare grandi novità.
Altre missioni di ricognizione, in particolare Odissey, hanno rilevato la presenza di ghiaccio d’acqua a bassa profondità nel terreno intorno alle calotte plari di Marte, un po’ come il permafrost terrestre. Sempre in analogia con quanto accade in altri ambienti estremi sulla Terra, si ritiene che semplici organismi possano vivere nello strato di terreno vicino al permafrost marziano.
Il modulo d’atterraggio Phoenix ha due obbiettivi principali: raccogliere dati meteorologici nella regione artica di Marte – dove nessun’altro veicolo è arrivato prima d’ora – che aiutino a chiarire il clima presente e passato. Secondo, la sonda è dotata di un piccolo braccio escavatore ed un laboratorio d’analisi automatizzato per raccogliere ed esaminare campioni di terreno.
Lo scopo di queste analisi non è propriamente di ricercare forme di vita, ma piuttosto di valutare se la composizione chimica del suolo lo rende abitabile o meno: verranno misurate le quantità degli elementi necessari alla vita come carbonio, azoto, fosforo ed idrogeno; verrà fatta anche una ricerca di coppie redox propizie alla vita e misure di altre proprietà come pH e salinità. La sonda è in grado di scavare abbastanza in profondità per raggiungere uno strato di terreno protetto dall’azione dei raggi ultravioletti, i quali distruggono le molecole organiche attraverso la formazione di specie fortemente ossidanti.
Il sito della NASA mette a disposizione anche la descrizione completa del veicolo e della strumentazione, e pure la galleria delle immagini trasmesse a terra.
Nelle immagini tratte dal sito della NASA (dall’alto verso il basso): la sonda Phoenix in una rappresentazione al computer; Il “piede” della sonda fotografato dalla sonda stessa con sullo sfondo la sabbia rossa di Marte; ed infine la straordinaria immagine della sonda che atterra col suo paracadute fotografata dal Mars Reconnaissance Orbiter, un satellite che orbita intorno a Marte.
Fabster
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Qualche giorno fa, la storia che ha guadagnato molta visibilità sui media italiani (qui la sensazionalistica
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