Complici una cultura non proprio incline alle materie scientifiche dell’Italia, un antiscientismo psicodelirante di certe parti sociali, una tecnofobia paradossale nell’era tecnobioinformatica e un sensazionalismo dei media che pur di shockare si inventa notizie inesistenti, il nostro paese sta inesorabilmente avviandosi in un vicolo cieco da cui difficilmente sarà possibile uscire.
Gli effetti di tutto questo sono: un impoverimento culturale del paese, una paura irrazionale del nuovo e del cambiamento, un uso strumentale delle fobie che riguardano le biotecnologie da parte di lobbies politiche e religiose, una diminuzione dei finanziamenti alla ricerca scientifica, la cosiddetta fuga dei cervelli all’estero, il cui danno enorme in termini di perdita di ricercatori specializzati, risorse e tecnologie è ormai incalcolabile e i cui effetti saranno evidenti solo quando sarà troppo tardi per porvi rimedio.
Progetto Galileo nasce come reazione a tutto questo e punta innanzitutto a fare informazione scientifica d’alta qualità direttamente dalla “fonte”, cioè i ricercatori-autori del blog spiegheranno in modo semplice ma dettagliato, corretto e verificabile, le notizie di scienza e tecnologia . Questo approccio ha un discreto vantaggio rispetto a tutte le altre fonti di notizie che trovate nei media: Progetto Galileo non ha filtri, non ci sono agenzie di stampa, né giornalisti, né ordini politici o di lobbies che cercano di piegare le notizie a proprio vantaggio.
Gli autori di Progetto Galileo quindi cercheranno in tutti i modi di smascherare le false notizie, le bufale e la disinformazione da cui siamo bombardati ogni giorno, anche con l’aiuto di segnalazioni, commenti e proposte dei lettori. In un mondo in cui le tecnologie avanzate, con tutte le implicazioni etiche e sociali che investono la società, crescono di giorno in giorno, e i cui effetti benefici per le nostre vite possiamo vedere intorno a noi, non possiamo più permetterci scelte dettate da ignoranza o paure ancestrali.
L’informazione scientifica deve essere ad alti standard e disponibile per tutti: la battaglia contro la disinformazione scientifica deve essere combattuta in prima linea giorno dopo giorno.
Noi, come autori di Progetto Galileo, speriamo di poter dare un piccolo contributo per vincere questa sfida epocale.

Lo staff di Progetto Galileo

11 Risposte a “Manifesto”


  1. 1 Galileiani Febbraio 28, 2008 alle 11:37 am

    Complimenti.
    Condivido in pieno

  2. 2 Marco Leli Marzo 5, 2008 alle 10:24 am

    In bocca al lupo.
    Vi farò un po’ di pubblicità.

  3. 3 la Volpe Marzo 5, 2008 alle 6:07 pm

    Se vi servisse qualcuno nel campo della climatologia, dato il modo delirante con cui si parla oggigiorno di cambiamenti climatici & co., fatemi un fischio.

    Giulio

  4. 4 alebotta Marzo 5, 2008 alle 11:31 pm

    bel progetto, complimenti

  5. 5 il ferrista Marzo 7, 2008 alle 7:58 am

    avete tutto il sostegno in acciaio ad alto limite di snervamento di un metalmeccanico.

  6. 6 vitaliano82 Marzo 7, 2008 alle 11:43 am

    avete tutto il mio appoggio, vi seguo da un pò, condivido pienamente le vostre opinioni.
    continuate così!
    vitaliano
    http://yellowcar.wordpress.com

  7. 7 presenteduepuntozero Marzo 9, 2008 alle 7:20 pm

    “Progetto Galileo non ha filtri, non ci sono agenzie di stampa, né giornalisti, né ordini politici o di lobbies che cercano di piegare le notizie a proprio vantaggio.”

    Ho commentato l’altro post prima di leggere questo manifesto, che mi sembra condivisibile a condizione di condividere un punto di partenza: senza “filtro” non c’è analisi, non c’è cultura, non c’è comunicazione.

    E affermare oggi una presunta neutralità della scienza mi pare a dir poco ingenuo, e sicuramente non porta molto lontano.

    A me pare che la scienza - ammesso che una generalizzazione possa avere senso - sia un’attività ben lontana dalla pura e disinteressata ricerca della conoscenza per la conoscenza, che poi altri deformano per i propri sporchi interessi, come sembra affermare il vostro manifesto.

    Il fatto che io faccia il mestiere di giornalista, specializzato come può esserlo qualcuno che non sta coltivando un hobby ma ambisce a guadagnare il giusto col proprio lavoro (il che comporta di dover fare i conti con l’edicola, per estremizzare), mi mette in una posizione strana: so bene che molti degli iscritti al mio Ordine professionale scrivono di scienza come scriverebbero di gossip (e spesso fanno le due cose nella stessa giornata), ma so anche bene che non basta “fare” lo scienziato per capire di scienza, e ancor meno per provare a spiegarla a chi spesso non sente il bisogno di comprenderla (vedi la Carlucci).

    Un nodo che spesso gli “scienziati” trascurano è proprio lì: a chi scrive fa piacere (per esempio) ricevere i complimenti dello scienziato intervistato, ma fa ancor più piacere sapere che il suo articolo è stato letto da qualcuno che prima non capiva nulla e ora ha (o crede di aver) capito qualcosa.

    Non sempre l’intervistato, purtroppo, conosce e capisce i vincoli e le regole del giornalismo (che valgono per la scienza come per la politica e tutto il resto) entro le quali chi scrive deve barcamenarsi, e alle volte vorrebbe propinare ai lettori di “Metro” (per dire) un abstract di una rivista di prima pubblicazione.

    Intendo dire: alle volte si vede malafede dove c’è sciatteria (come nelle “brevi” dell’agr, per esempio, probabilmente fatte scrivere a uno stagista stra-precario laureato in Economia che vorrebbe scrivere di economia ma fa quello che gli chiedono); e altre volte si pretende che gli scienziati siano non solo i più bravi a fare gli scienziati, ma anche i più bravi fare i divulgatori o i giornalisti (che sono due cose assai diverse e distinte) e magari i filosofi della scienza.

    Vabbé, magari ne riparleremo.

  8. 8 fabristol Marzo 9, 2008 alle 7:49 pm

    Per presenteduepuntozero

    E’ tutto condivisibile quello che dici. Ce ne rendiamo perfettamente conto e ne abbiamo discusso anche con altri giornalisti che ci hanno fatto le stesse ottime e sacrosante critiche.
    Però quel “senza filtri” lo intendevamo più come un “senza intermediari”, che non significa necessariamente “neutro”.
    Siamo ricercatori ed appassionati che tentano di spiegare la scienza e gli errori della stampa in campo scientifico, senza l’agenzia giornalistica che filtra la notizia. Questo intendevamo.
    Ma siamo pur sempre esseri umani, e propio per questo non neutrali. Alcuni di noi hanno simpatie per la sinistra, altri per la destra, alcuni credenti, altri no, abbiamo background culturali diversi, viviamo in ambienti diversi, abbiamo età diverse. Questo per farti capire quanto siamo varii: ma abbiamo idee simili sul ruolo della scienza nella società, e sulla necessità di chiarire ciò che è scientificamente corretto da quello che non lo è.

    Sono convinto che non esista scienza neutrale nelle sue applicazioni nella tecnica, ma può esistere una scienza neutrale dal punto di vista delle osservazioni e dei dati. E comunque come abbiamo ripetuto più volte qui in questo blog la Scienza ha uno strumento di feedback che le permette di autocorreggersi e di autorivoluzionarsi, rendendo il metodo scientifico uno degli strumenti umani più affidabili.

    In chiusura volevo ringraziarti per il tuo commento e per le tue critiche che ci servono per crescere.
    Grazie mille! ;)

    Fabristol

  9. 9 Meristemi Marzo 16, 2008 alle 11:02 pm

    Ritengo che il problema non sia nell’esistenza di un filtro o nella presenza di intermediari. Dopo tutto anche il citato stagista dell’ AGR prende e sistema un lancio di stampa pescato da un feed di Sciencedaily o di Eurekalert!, ovvero mediamente la stessa cosa che fa qualunque blogger science-oriented.

    Il discrimine è quanto bene si pratica la traduzione del dato scientifico in concetto comprensibile ai lettori, senza deformarlo oltre misura. Non è un’operazione semplice se si vuole mantenere il rigore di partenza e l’inevitabile leggerezza richiesta per raggiungere ed informare il fruitore finale.

    Personalmente preferisco distinguere in informazione fatta bene ed informazione mal fatta anzichè fare riferimento diretto al concetto di “disinformazione”, che per la sua accezione negativa si porta dietro un bias che non giova ad una visione neutra e razionale delle cose.

    Il rischio è quello di affrontare il problema della divulgazione con lo spirito dell’antagonismo dietrologico, una sorta di grillismo scientifico che alla fine dei conti rischia di portare acqua al mulino dell’analfabeta scientifico (equivalente tecnologico dell’analfabeta politico di Brecht).

    Detto questo, sono con voi :-)

  10. 10 aliceinbrandland Aprile 1, 2008 alle 10:37 pm

    ehm….vedo or ora che anche voi/anche noi abbiamo un Manifesto: ci saranno problemi di copywrite?

    mi piace la vostra iniziativa, sul serio. dobbiamo tenerci in contatto: noi Osserviamo, per il momento, modelli di comunicazione con uno spirito simile. A presto
    Lilit

  1. 1 Una lezione per tutti « Progetto Galileo Trackback su Marzo 6, 2008 alle 4:48 pm

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