Archive for the 'zoologia' Category

L’anello mancante dell’ANSA

idaCe lo aspettavamo, ma ad esseri sinceri non in modo così eclatante. Oltre tutto dopo che tutto il mondo ne sta parlando. Di cosa parliamo? Della scoperta paleontologica più importante degli ultimi anni trattata come una news di gossip e zeppa di errori fin dai titoli.

Repubblica.it titola: “Ida, 47 milioni di anni fa, Anello tra l’uomo e la scimmia”.

Il ritrovamento in una cava in Germania di uno scheletro perfettamente intatto di un mammifero simile ad un lemure, potrebbe aiutarci a riempire il vuoto evolutivo tra le proscimmie (o Strepsirrine come appunto i lemuri del Madagascar) e le scimmie moderne (scimmie di nuovo e vecchio mondo e ovviamente anche le antropomorfe come gorilla, scimpanzè e uomo). Dire che il fossile appena trovato è l’anello mancante uomo-scimmia, oltre ad essere un cliché stupido abusato fin dall’800, è un errore di logica alquanto grossolano. Per vari motivi:

1.Ida (forse) è un progenitore delle scimmie moderne. Quindi mi chiedo come può Ida essere il link tra le scimmie e l’uomo se è essa stessa non è ancora scimmia?

2. L’errore come al solito sta nell’usare quel “scimmia” in questo modo abusato. Cosa è “la scimmia”? E’ una specie? E’ una famiglia? Un ordine? Non si sa, per l’uomo comune dire scimmia significa accorpare le migliaia di specie di primati del mondo in un’unica entità. Scimmia è come un’idea platonica. Perché non usare “primati” o “scimmie” al plurale per identificare l’ordine?

3. Sono fra quelli a cui non piace il termine anello mancante in paleontologia (come spiega benissimo fin dall’inizio un ottimo articolo del Times) preferendogli fossile di transizione, ma sorvolando su questo, sarebbe stato più appropriato dire “Ida è l’anello mancante tra le scimmie e l’uomo” e non viceversa. Altrimenti significa che le scimmie derivano dall’uomo.

Pe quanto riguarda il testo, così come il titolo, è stato preso pari pari dall’agenzia ANSA. Compresi gli errori ovviamente. C’è anche un problema di impostazione del pezzo che è sbagliata: ridurre tutto al salto evolutivo tra le proscimmie e l’uomo. Quando questo fossile di transizione ci dà informazioni sull’evoluzione di tuttii primati. L’uomo è arrivato solo dopo 45 milioni di anni da quando è nata Ida. Nel frattempo ci sono state migliaia di specie di primati, migliaia di estinzioni, miliardi di trasformazioni le quali hanno portato ANCHE all’uomo. Ma forse chiedere questo è troppo.

Comunque come abbiamo detto più volte in altri post, i giornali spesso prendono i lanci dell’ANSA e li pubblicano senza alcuna correzione o critica.

Allora, forse, abbiamo un problema dalla regia. L’anello mancante nella redazione dell’ANSA è qualcuno che sappia qualcosa di scienza o al massimo che sappia tradurre bene l’inglese.

Fabristol

Gli pterosauri non sono dinosauri

pterosaurs-460_1126151c

Per la seconda volta in meno di due mesi i giornali online italiani sono riusciti a far diventare un rettile volante estinto (uno pterodattilo) come un dinosauro. Che e’ un po’ come dire che i coccodrilli sono dinosauri. La prima volta ci penso’ Repubblica.it con questo articolo.

La seconda il Corriere.it che ieri ha pubblicato questo pezzo copiato (compresi gli errori) dal Telegraph. Se invece avesse copiato dalla solita fonte dei giornali italiani, cioe’ la BBC, avrebbe azzeccato. Capiamo bene che i giornalisti italiani hanno il vizietto di copiare dalle fonti straniere, ma le fonti dovrebbero essere controllate comunque.

Lo so, lo so, state per dire che sono dettagli che riguardano gli specialisti di cladistica e filogenesi. E pero’ anche i bambini sanno che pterodattili, ittiosauri e plesiosauri (rettili marini) non sono dinosauri. E non ci vuole un volume di cladistica o una laurea in paleontologia, basta Google o Wikipedia. O piu’ semplicemente assumere nelle redazioni giornalistiche degli scienziati che sappiano di cosa parlino.

Pensavo fosse uno Yeti invece era una capra

Lo scorso Luglio e’ stata data ampia notizia sui giornali di tutto il mondo e in Italia del ritrovamento in India di peli di una “specie sconosciuta”, la quale sarebbe potuta essere uno Yeti. I peli vennero portati ad Oxford in Inghilterra per analisi approfondite al microscopio, ma solo ora che un altro gruppo negli Stati Uniti ha potuto analizzare il DNA si e’ scoperto che appartengono ad una capra himalayana: il Goral. La versione indiana del piu’ famoso Yeti himalayano si chiama in lingua locale mande barung, o uomo della foresta, e i suoi presunti avvistamenti sono concentrati nelle colline dello stato Meghalaya. Gli adepti di Roberto Giacobbo saranno un po’ delusi e siamo sicuri che nessuno o pochi dei giornali o blogs che riportarono la notizia due mesi fa la smentiranno. E la notizia, senza smentite, verra’ accumulate negli archivi di forum e siti per anni. Ma la scoperta ha anche dei risvolti positivi, perche’ ci dice per la prima volta che l’areale del Goral e’ piu’ ampio di quanto ci si aspettasse: in genere l’animale vive tra i 1000 e i 4000 metri di altezza. I ricercatori di Oxford non si aspettavano di poter trovare uno Yeti, ma di certo la scoperta di una nuova specie di primate sconosciuta nelle foreste indiane sarebbe stata eccitante. Basti pensare che appena due anni fa e’ stata scoperta una nuova specie di macaco nelle foreste indiane del nord.

L’Arca di Noè del terzo millennio

Un ambizioso progetto ha preso l’avvio proprio oggi in rete.4511038b.jpg

Con la pubblicazione delle prime 25 schede informative The Encyclopedia of Life ha cominciato a catalogare le prime specie viventi con informazioni essenziali, foto e areali di ciascuna. L’obiettivo è la catalogazione di un milione ottocentomila specie (1.800.000) entro il 2017.

Un progetto epocale, a cui partecipano le piu’ grandi istituzioni accademiche mondiali nel campo delle scienze naturali, e che come obiettivo si pone la completa catalogazione di tutte le specie viventi del pianeta Terra.

Insieme al Human Genome Project, appena conclusosi con la mappatura completa del genoma umano, EOL rappresenta una colonna portante per il futuro delle scienze naturali e per la preservazione delle specie sulla Terra.

Per ora sono state inserite appena 25 schede di 25 specie rappresentative, ma gia’ dai prossimi giorni altri database tuttora attivi riverseranno le loro conoscenze in questa preziosa Arca di Noè del terzo millennio.

 

Fabristol

 

EOL lo trovate tra i nostri link sulla colonna a lato.

UPDATE:

se avete difficoltà ad entrare nel sito di EOL non vi preoccupate. E’ stato temporaneamente chiuso per “troppo traffico”. In 5 ore si sono collegati 11.2 milioni di persone da tutto il mondo e il server non ha retto.

In realtà è a causa del link dal nostro blog… ;)


In primo piano

Segnalaci le bufale

a

Archivi

Contatto e-mail

progettogalileo[at]gmail.com

Disclaimer

Questo è un blog multiautore senza scopi di lucro. Esso non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001 Gli autori, inoltre, dichiarano di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi agli autori. Alcune delle foto presenti su questo blog sono state reperite in internet: chi ritenesse danneggiati i suoi diritti d'autore può contattarci per chiederne la rimozione.

Blog Stats

  • 315,575 hits

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.