Archivio per la categoria 'bufala del mese'

Bufale? Al Corriere ci cascano sempre

Pare proprio che da ulteriori informazioni trovate sulla rete la notizia dell’orma più antica del mondo ritrovata in Bolivia sia proprio una bufala. E come al solito l’informazione italiana è stata l’unica al mondo, a parte quella boliviana, a cascarci.

Brian Switek nel suo blog ci fa notare infatti che l’impronta è palesemente falsa. In effetti pare veramente scavata nella roccia e ha una forma molto cartoonesca (alla Fred Flinstone). Ma non è tutto. Infatti lo scopritore dell’impronta, Freddy Arce, non è nuovo a bufale del genere. Anni fa proclamò di aver ritrovato una stele scritta in caratteri sumerici in Sud America!

Tra l’altro si parla indistintamente di ricercatori e scienziati paleontologi ma Arce è un archeologo!

E’ invece una vergogna che i giornali italiani abbocchino a queste bufale. E non è un caso che il Corriere abbia riportato la notizia. Infatti è in atto una campagna per screditare l’evoluzionismo proprio a pochi mesi dal duecentenario della nascita di Darwin. Prima con il vergognoso articolo di Palmerini, ora questo dell’orma.

Questo tipo di notizie false sono una manna per i creazionisti. Se fate una breve ricerca su Google troverete decine di siti e blog di ferventi cattolici che brindano alla falsa-notizia, al grido di Darwin è morto.

L’impronta umana più antica al mondo? Forse una bufala.

Probabilmente avrete letto su alcuni organi di stampa come Corriere.it o Stampa.it del ritrovamento dell’orma umana più antica del mondo in Bolivia.

La notizia è così stravagante ed incredibile che ci ha insospettito: si sente puzza di bufala, e non parliamo della mozzarella.

Secondo gli articoli arrivati in Italia l’impronta di un piede umano è stata ritrovata in Bolivia negli strati rocciosi del Miocene, in un periodo compreso tra 5 e 15 milioni di anni fa. Il che dovrebbe inficiare tutte le conoscenze che abbiamo sulla evoluzione umana e sulla migrazione umana nel pianeta. Perché secondo i resti fossili i primi Homo Sapiens sono comparsi in Africa 200.000 anni fa. Anche se poi consideriamo l’orma come quella di un ominide antecedente il Sapiens ricordiamo che il Sud America incominciò a staccarsi dall’Africa circa 150 milioni di anni fa. All’epoca per intenderci c’erano i dinosauri e i mammiferi placentati non erano ancora comparsi sulla Terra.

Ma veniamo ai sospetti di bufala:

1. Il modo: la notizia è stata riportata da un gruppo di ricercatori ad una conferenza stampa del Ministero degli Esteri boliviano. Come al solito, quando si tratta di notizie rivoluzionarie e per l’appunto sospette i canali d’informazione che vengono scelti non sono mai quelli ufficiali come riviste specializzate, accademie, università. E questo il primo sospetto: perché se la notizia è così rivoluzionaria è stata data in pasto alla stampa all’interno di un centro non scientifico?

2. Chi: facendo una veloce ricerca su Google, la notizia è stata riportata solo ed esclusivamente dai siti d’informazione boliviani, dal Corriere.it e da Stampa.it, da un sito colombiano che parla di 15 mila anni invece di 15 milioni di anni e dall’ANSA svizzera italiana. Nessun organo di stampa in lingua inglese (ricordiamo che il 90% dell’informazione passa su internet tramite la lingua inglese, e il 99% della scienza DEVE passare in inglese) riporta la notizia; neppure in francese per giunta. Quindi solo in lingua spagnola e italiano. Se non fosse per l’Italia che è campionessa nel ricevere le bufale la notizia sarebbe rimasta in Bolivia e lì sarebbe rimasta.

3. Dove: l’impronta fossile non è stata ritrovata recentemente ma è un ritrovamento di anni fa. Infatti le popolazioni indigene veneravano l’orma come quella dei propri antenati da anni chiamata “la Pisada del Inka”. Sospetti di manipolazione, spostamento del presunto fossile, falsificazione sono più che legittimi.

4. Come: anche se quell’impronta fosse vera, rimangono pur sempre i sospetti scientifici tra cui:

  • tutti i resti fossili ci confermano la nascita degli ominidi in Africa centrale, in un periodo in ui l’America del Sud si era già separata dal resto dei continenti.
  • l’orma pare quella di un uomo moderno sia nella forma che nelle dimensioni. Gli scopritori boliviani parlano di un uomo alto 1.70 centimetri del peso di 70 chili. Ricordiamo che Lucy, il resto fossile di Australopiteco più famoso al mondo misurava circa un metro di altezza. E il metro e settanta l’umanità lo raggiungerà molto tardi nell’evoluzione.

Insomma fatte tutte queste osservazioni a noi pare ci sia il forte sospetto di bufala. Tranquilli se davvero le cose dette verranno confermata la notizia apparirà negli organi di stampa competenti e nelle sedi appropriate. Vi terremo informati.

Fabristol

Fine del mondo rinviata a data da destinarsi

Qualche giorno fa, la storia che ha guadagnato molta visibilità sui media italiani (qui la sensazionalistica versione del Corriere) ed esteri è stata quella di un 13enne tedesco, Nico Marquardt, che avrebbe corretto i calcoli della NASA per quanto riguarda le probabilità di impatto con la Terra dell’asteroide Apophis.

Il quale, secondo le misure e previsioni preparate sotto il Near Earth Object Program della NASA, raggiungerà la sua massima vicinanza alla Terra il 13 Aprile 2036, con una probabilità di impatto di 2.2*10-5, ovvero 1 su 45000 passaggi. Vista la minuscola probabilità d’impatto, si ritiene che l’evento non debba suscitare alcuna preoccupazione.

Tuttavia, secondo il lavoro di Marquardt la vera probabilità d’impatto sarebbe 1 su 450: molto più preoccupante visto che l’energia liberata dalla caduta dell’asteroide causerebbe una catastrofe immane. Come ha fatto il nostro giovane ricercatore ad arrivare ad un risultato di due ordini di grandezza diverso da quello della NASA?

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Allarme DHMO: il killer incolore e inodore

caution-dhmo.gifLa stampa scientifica continua a produrre dell’ottimo materiale per Progetto Galileo. In poche settimane di attività abbiamo accumulato un discreto numero di bufale, imprecisioni, spettacolarizzazioni improprie.

Ma ci siamo anche resi conto che per ogni argomento spettacolarizzato ed enfatizzato, spesso ce n’è uno completamente trascurato. E a volte si tratta di temi critici per la salute pubblica.

È il caso del DHMO. Sui quotidiani nazionali non è stata dedicata neanche una riga al problema, mentre il Web si è dimostrato ancora una volta un mezzo più flessibile e reattivo della carta stampata. Per una trattazione esauriente dei rischi connessi al contatto col DHMO vi rimando all’articolo di Dario Bressanini, che dà al problema il giusto risalto, pur evitando i toni allarmistici tipici di certa stampa. Inoltre, da tempo è presente una versione in italiano del sito della Dihydrogen Monoxide Research Division. Il sito originale è da anni un prezioso punto di riferimento per chiunque voglia difendersi da questa sostanza inodore e incolore, praticamente ubiquitaria, presente nelle falde acquifere e persino in bevande di larghissima diffusione: il diidrogeno monossido (H2O), nome comune: acqua.

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E’ tempo di una nuova droga da panico: la Salvia Divinorum

salvia7in.jpgSul Corriere di oggi ho trovato un articolo sulla Salvia Divinorum. Una pianta che viene usata come allucinogeno da un numero crescente di giovani nel mondo. La sostanza psicoattiva presente nella pianta è la Salvinorina A ed è un agonista selettivo dei recettori oppioidi k.

E’ considerata una delle sostanze allucinogene più potenti, anche se una delle meno studiate. A quanto si sa non dà tolleranza né dipendenza e non si hanno riscontri di effetti collaterali particolarmente gravi (es. intossicazione, convulsioni ecc). Anzi in alcuni studi è stato visto che la sostanza è stata utilizzata per trattamenti contro la depressione.

Pare, a leggere i titoli apocalittici dei giornali USA e di quello del Corriere che siamo di fronte ad una nuova notizia panicogena: sdoganata la marijuana, banalizzata la cocaina, ora i media hanno trovato il nuovo capro espiatorio per il malessere dei giovani.

E tutto è nato da un caso in America dove un ragazzo è morto per ragioni sconosciute. Dall’autopsia non è stata trovata traccia di alcuna sostanza allucinogena, men che meno della Salvia, ma è bastato un commento della madre per creare il caso:

 

In the Delaware suicide, the boy’s mother told reporters that salvia made his mood darker but he justified its use by citing its legality. According to reports, the autopsy found no traces of the drug in his system, but the medical examiner listed it as a contributing cause.

 

La Florida in questi giorni sta decidendo se bandire la sostanza, che in tantissimi stati del mondo è ancora legale (qui una lista degli stati chene proibiscono l’uso).

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Notizia shock dagli USA! Creati in utero tre embrioni clonati

embryosdm0509_468x358.jpgLa notizia e’ di qualche giorno fa e non e’ stata riportata dai grandi organi di stampa ma e’ gia’ polemica.

Eli, Logan e Collin Penn (questi i nomi degli embrioni clonati) sono vivi e non hanno avuto complicazioni. Ma la madre che ha creato i tre cloni e’ piantonata al North Shore Hospital, a Manhassete (NY).  Le autorita’ dovranno decidere i provvedimenti per il caso. Infatti la legge statunitense non vieta la clonazione umana per scopi riproduttivi, ma lo stato di New York potrebbe rivedere le normative a riguardo.

Il sindaco repubblicano di Manhassete, John Smith jr, si e’ dichiarato “molto preoccupato”, e spera che “i cloni vengano soppressi il prima possibile prima che il panico si sparga nella nazione.”

“La clonazione rappresenta un pericolo per l’integrita’ della nostra societa’ “, e afferma che chiedera’ al Presidente Bush di portare il caso alle Nazioni Unite.

Critici i rappresentanti della Chiesa Cattolica locale: “E alla fine sono stati creati dei cloni umani. Ormai si e’ superato il limite: l’uomo sta giocando a fare il Dio.”

La notizia shock e’ stata riportata dall’Adnkronos e si preannuncia essere una delle piu’ controverse degli ultimi anni in fatto di bioetica. [*]

 

Fabristol

 

[*] La notizia e’ evidentemente falsa, basta andare al link dell’Adnkronos per verificare. I gemelli omozigoti sono effettivamente cloni e sono identici geneticamente.

Una rivoluzione invisibile.

Rivoluzione microdosi

Qua c’è l’articolo per intero.

Marco Lombardozzi, medico omeopata, su “Metro“:

«Mai più effetti collaterali dai farmaci, mai più spese folli per il sistema sanitario. Risparmio di milioni di euro e terapie efficaci senza tossicità. Pensate che sia un sogno? No, potrebbe essere realtà ma non ve l’hanno detto. Negli ospedali sudamericani è già da anni praticata la terapia delle microdosi, scoperta dal Prof. Martinez Bravo dell’Università di Zacatecas, Messico. In Italia alcune ricerche hanno dato risultati sorprendenti. La rivoluzione del secolo.»

Potrebbe essere realtà? Il Prof. Martinez Bravo, questa scoperta l’ha fatta o potrebbe averla fatta?

Provo a cercare su pubmed (il google della scienza, sarebbe ora che cominciaste a usarlo) ma il risultato è sconfortante. Martinez Bravo non ha pubblicato articoli sulle microdosi. Per la verità il Prof. Eugenio Martinez Bravo non ha pubblicato assolutamente nulla. Se ha mai fatto una scoperta scientifica se l’è tenuta per sé (ma allora, Marco Lombardozzi come l’ha saputo?)

Ma sono curioso e vado avanti a leggere:

«finalmente si è scoperto che medicinali come antibiotici, antiinfiammatori, psicofarmaci ecc. se vengono diluiti fino a 15000 volte, conservano la stessa efficacia.»

Antibiotici? Antiinfiammatori? Psicofarmaci ecc.? Stiamo parlando di -boh?- centinaia, forse migliaia di principi attivi. Martinez Bravo li ha testati tutti?

Cerco ancora su pubmed. Magari non Martinez in persona ma un suo amico, un discepolo, qualcuno avrà pur reso pubblici i risultati delle proprie ricerche sulle microdosi.

Trovo questo articolo, che afferma che 1200 mg di paracetamolo sono risultati più efficaci nella terapia del dolore rispetto a di dosi da 500 mg. Quest’altro dice che un basso dosaggio di esomeprazolo è meno efficace nella cura del reflusso gastroesofageo.

Quindi dimezzando la dose l’effetto si riduce, almeno per questi due farmaci. Ma ancora niente su microdosi o diluizioni di 15000 volte.

E allora che si fa? Continuiamo a leggere:

«Quindi gli stessi farmaci che quotidianamente vengono usati per la febbre o il mal di testa, per il dolore o per il diabete, possono essere diluiti secondo una metodica che qualsiasi farmacista può applicare e avere la stessa identica efficacia di quegli stessi farmaci a dosi massicce.»

Be’, ma è fantastico! Ho una bella notizia da darvi: il farmacista non serve affatto! Vi spiego io come diluire 15000 volte un farmaco.

Avete un mal di testa lacerante o le coliche renali? Vi è venuto il colpo della strega? Avete le mestruazioni del secolo? Bene. Prendete una bustina del vostro antiinfiammatorio preferito. Scioglietelo nel solito mezzo bicchiere d’acqua. Poi procuratevi un serbatoio da 750 litri pieno d’acqua, buttatevi dentro il mezzo bicchiere e agitate bene. Recuperate dal serbatoio mezzo bicchiere del farmaco diluito 15000 volte, bevetelo e aspettate l’effetto.

Se qualcosa non va, provate a chiedere delucidazioni al Dott. Marco Lombardozzi, che è stato così gentile da rendere pubblica la sua e-mail: marlomb@fastwebnet.it

Andrea Ferrigno

(su segnalazione di Ivo Silvestro)

Perfida Albione

metro.jpgGrazie alla segnalazione del nostro amico Ivo Silvestro, siamo venuti in possesso di questa autorevole opinione sul futuro della specie umana nel trafiletto che vedete affianco apparso sul Metro del 21 Febbraio.

Il giornalista Osvaldo Baldacci in poche righe si muove su un terreno spinoso, scosceso, che come vedrete non gli è di sicuro congeniale. Osvaldo ci dà la possibilità di sfatare tutte le leggende biometropolitane degli ultimi anni, perché in poche righe le riassume tutte. Ovviamente riassume tutte bufale.

Noi del Progetto Galileo lo invitiamo a leggerci più spesso, cosicché magari la prossima volta si informi prima di scrivere cose inesatte e, diciamoci la verità, un po’ banali.

Incominciamo: “Intanto il Ministero dell’istruzione di Londra ha abolito dalla scuola i termini “mamma e papà[...]”

Per quanto riguarda la questione dell’abolizione dei termini papà e mamma dalle scuole britanniche nasce tutto da un equivoco. O meglio dai giornalisti nostrani che o non sanno tradurre l’inglese o mentono spudoratamente. In questo caso forse tutti e due. Come ci ha fatto notare tempo fa Cadavrexquis l’articolo che è stato tradotto in italia dal Corriere viene dal Daily Mail. Il Corriere.it dice:“Nelle scuole elementari britanniche sarà proibito usare l’espressione ‘mamma e papà’ e diventerà obbligatorio utilizzare l’espressione neutra «genitori», in modo particolare nelle comunicazioni a casa.”

Ma il Daily Mail, riportando la circolare ministeriale con linee guida e suggerimenti per gli insegnanti (non obblighi né proibizioni! Capisco che in italia si e’ abituati cosi’), dice:

“Teachers should attempt to avoid assumptions that pupils will have a conventional family background, it urges. It goes on to suggest the word “parents” may be more appropriate than “mum and dad”, particularly in letters and emails to the child’s home.”

Traduzione: “Gli insegnanti dovrebbero tentare di evitare che si dia per scontato che gli alunni abitino in un contesto di famiglia convenzionale [...]. [Il documento] suggerisce che la parola genitori potrebbe essere piu’ appropriata di “mamma e papà”, specialmente in lettere e e-mail da spedire a casa del bambino.

E tutto questo per evitare fenomeni di bullismo anti-gay connessi con la famiglia dei bambini, che qui in Inghilterra possono veramente avere due genitori gay, grazie ad una legge appena approvata. In Italia non esiste la legge, quindi non esiste neppure il problema di bambini con genitori omosessuali nelle scuole.

Passiamo alla questione dello sperma prodotto dal midollo spinale per la quale rimando alla lettura di questo. E’ una tecnica molto utile nei casi di infertilità dovuta al cancro testicolare o altre forme di disfunzione della fertilità, in quanto un uomo puo’ riprodursi usando dei propri spermatozoi derivati dal proprio midollo osseo. Il fatto poi che possa essere utilizzata da una donna per produrre “sperma femminile”, non significa assolutamente che poi questo sperma verra’ utilizzato per fecondare il proprio ovulo. Ma un ovulo terzo donato dalla propria compagna o da un’altra donatrice.

Osvaldo paventa addirittura la clonazione umana che ricordiamo è vietata da tutte le legislazioni nazionali ed internazionali:“E se poi una donna produce da se’ sia ovuli che spermatozoi, bella comodita’, che importa se le neonate saranno dei replicanti?”

Da questa frase si nota che il nostro Osvaldo non ha capito molto bene la questione.

Veniamo all’altra bufala:“Non mancano gli esperimenti di bambini geneticamente modificati, con embrioni creati in laboratorio mescolando Dna di tre genitori diversi.”

E per questo senza soffermarci molto rinviamo al primo articolo di questo blog qui. Vorrei solo sottolineare come ormai la bufala dell’embrione dei tre genitori e’ ormai passata al capitolo “modificazione genetica”. Cioé non era abbastanza fuorviante la disinformazione sui tre genitori, ma si e’ voluta gonfiarla aggiungendo che addirittura il Dna viene modificato.

Osvaldo poi ci infila poi tipiche frasi da casalinga di Voghera che aspetta in fila dal macellaio:

Una società dove i bambini si scelgono sui cataloghi, e si può copiare quelli più alla moda? E perché non un’offerta di corpi per fornire pezzi di ricambio?”

Come se avere un figlio sano senza alcuna grave patologia mitocondriale fosse una questione di moda!

Poi passa al capitolo embrioni-chimera di cui mi ero occupato mesi fa qui e che ormai era stata rivelata come una grande bufala ma deve essere che le leggende metropolitane sono dure a morire.

Chiude il meraviglioso articolo con: “Sarò antico, tradizionalista, conservatore…”

Sì sei tutto questo Osvaldo, ma io dico che il problema principale e’ che non sai una cippa di quello di cui stai parlando.

 

Fabristol

Organismi Giornalisticamente Modificati

patata.jpgCi risiamo.

Innanzitutto si chiama Amflora, non Emphlora. Sti ggiornalisti: sentono una pronuncia biascicata e si buttano nel fanta-spelling.

Nello specifico, Amflora è una patata transgenica sviluppata dalla BASF. Consiste in una cultivar che produce amido con percentuali di amilosio e amilopectina differenti da quelle wild type.

Mi spiego.
L’amido è un polimero del glucosio che può organizzarsi in differenti maniere: lineare (amilosio) o ramificato (amilopectina). Nella patata il rapporto è già molto a favore dell’amilopectina (78%). Siccome per alcuni processi industriali è indispensabile separare amilosio da amilopectina in favore di quest’ultima, consumando energia ovviamente, BASF ha pensato di creare una patata (transgenica) che produce quasi esclusivamente amilopectina, a tutto vantaggio dell’industria e del risparmio energetico.

Fosse solo così, non ci sarebbe niente da dire, no?
E invece gli scettici di turno arrivano puntualmente con il terrorismo psicologico.

Ho sentito con le mie orecchie dire dal TG1 questa sera che: “Amflora contiene geni di resistenza ad antibiotici che passano (sic!) agli animali e quindi potrebbero passare all’uomo”.

Falsità incredibili.

Innanzi tutto è un solo gene di resistenza ad antibiotico: NptII (neomicina fosfo transferasi) che conferisce resistenza alla kanamicina. Chiedete al medico quanto sia ancora utilizzato.
Ma perchè serve la resistenza all’antinbiotico?
Perchè per trasformare una pianta ho bisogno di un marcatore, una bandierina, che faccia riconoscere le cellule trasformate dalle non trasformate. Non è un processo così efficiente, devo essere in gradi di selezionare. Semplice no?

In secondo luogo questo gene non può passare tout court agli animali. Staremmo freschi se ci modificassimo per ogni cosa che mangiamo…
Semmai prima deve passare ai batteri. Ed è stato calcolato che il tasso di mutazione spontaneo dei batteri è di gran lunga più importante numericamente della possibilità di trasferimento del suddetto gene. Cioè è più probabile che i batteri sviluppino da soli resistenza agli antibiotici che non somministrandogli il gene spezzettato dopo la digestione.
Ma stiamo comunque parlando di numeri del tipo dieci alla meno otto. Capito?

E questo per i batteri. Figurarsi poi per le cosiddette barriere di specie.

Mai credere ad una sola parola dei giornalisti quando parlano di scienza.

Rimango a disposizione per chiarimenti e/o approfondimenti.

Capemaster

Relativismo patologico

In una intervista al dottor Silvio Viale, in diretta su Radio Radicale, ho appreso qualche giorno fa che Giuliano Ferrara avrebbe dichiarato, in relazione alla famigerata questione aborto-cellerini, che la sindrome di Klinefelter non sarebbe da considerarsi malattia grave. Vorrei spendere due parole per spiegare rapidamente in cosa consiste questa patologia, senza inserire ulteriori commenti. Trattasi di una condizione causata da aneuploidia cromosomica, per cui i maschi affetti presentano un cromosoma sessuale X aggiuntivo, che determina un cariotipo XXY. La presenza di un extra X provoca alterazioni fenotipiche quali l’ipogonadismo, che significa una riduzione della funzione ormonale/ghiandolare a livello dei testicoli con conseguente micro-orchidismo (testicoli sottosviluppati) e ginecomastia, che tuttavia richiede solo nel 10% dei casi un intervento chirurgico. Dal punto di vista sociale, dunque, questa malattia è associata a sterilità. Inoltre il rischio dell’insorgenza di alcuni tumori sembra aumentare, così come di diverse altre patologie quali l’osteoporosi. A livello cognitivo vi è una possibilità del 30-40% di avere individui con un ritardo mentale, come dimostrato da test neuropsicologici che testimoniano la presenza di problemi nel linguaggio e nelle funzioni esecutive superiori.

 - Jinzo

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