Secondo l’AGI, Agenzia Italia di notizie, da una ricerca canadese sui cervelli dei suicidi si dimostrerebbe che l’abuso psicologico fin dall’infanzia puo’ mutare il nostro genoma. Nel lancio di agenzia si parla espressamente di mutazioni genetiche. Lo stesso termine poi e’ stato ripreso da siti e blog. Ho trovato anche nel Corriere.it il lancio di agenzia con il titolo “Cervello: gli abusi subiti da piccoli causano mutazioni genetiche”.
Davvero non ci aspettavamo una notizia del genere. Se davvero fosse vero potrebbe rivoluzionare il modo in cui vediamo la biologia. Ma e’ veramente cosi’?
Leggendo l’articolo di Michael Meaney tutto si ridimensiona. E magari anche i giornali stranieri.
Lo studio parla di cambio nell’espressione di un gene (quello per il glucocorticoide) ma non di mutazione genetica. Per mutazione genetica si intende ogni modificazione stabile dei nucletotidi o del genoma. In poche parole una base chimica che costituisce il DNA puo’ essere cambiata o eliminata o aggiunta. Nel nostro caso invece viene cambiata l’espressione di un gene: cioe’ le modalita’ (per esempio quantita’ o qualita’) di recettore prodotto a partire da quel gene. Trattasi di una cosa normale all’interno della cellula. La “lettura” e “traduzione” del DNA e’ dinamica, non fissa. Cioe’ cambia a seconda delle esigenze. Per esempio l’uso continuato di una farmaco o di una sostanza puo’ cambiare la quantita’ di recettori prodotti a partire da un gene. La cellula parla con il DNA e gli chiede quanto recettore vuole e come lo vuole.
Quello che forse ha tratto in inganno i maldestri traduttori dell’agenzia e’ che si parla di cambio nella metilazione degli esoni di un promotore. Detto in poche parole quando il DNA viene metilato non puo’ essere letto. E’ quindi una forma di regolazione dell’espressione genica ma non vi e’ alcuna mutazione del genoma. Trattasi infatti di epigenetica, cioe’ la modificazione o regolazione di espressione, produzione e silenziamento del DNA.
Non e’ un errore di poco conto e sarebbe bastato avere nella redazione di AGI Salute un biologo per ovviare a questo problema.
O più semplicemente sarebbe bastata una telefonata…
Gia’!!
segnalo da un passaggio di: http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/scienze/capelli-grigi/capelli-grigi/capelli-grigi.html
—Secondo la ricerca, condotta dal biologo Gerald Weissmann, è il perossido di idrogeno prodotto dal nostro corpo, e componente primo dell’acqua ossigenata, a schiarire le ciocche rendendole argentate.—
geniale.
Chissa’ qual’e’ il componente secondo!!
a leggere queste notizie girano ancora più le palle per la difficoltà di trovare lavoro per i biologi… ogni redazione ce ne vorrebbe uno
Giusto così lavoriamo di più!!! Si risolverebbe anche la fuga dei cervelli.
Il guaio è che, una volta preso a lavorare in un’agenzia giornalistica qualunque biologo/medico/fisico è soggetto ad abusi psicologici tali da provocare mutazioni (epi)genetiche ancor più drammatiche…
quale sia la molla che scatta nel cervello umano
ancora non è dato sapere
e mi sa che non lo sarà mai