Un articoletto su Repubblica.it ci da l’occasione per affrontare un argomento spinoso e che fa parte dei falsi miti sull’evoluzionismo. In particolare ad un certo punto dell’articolo si dice: “lo scimpanzè, antenato più prossimo [...]“. La frase messa cosi’ e’ infatti sbagliata. Gli antenati più prossimi della nostra specie (Homo sapiens) non sono le scimmie moderne antropomorfe, ma ominidi ora estinti. Con le scimmie antropomorfe moderne noi intratteniamo una parentela alla lontana. Loro non sono nostri antenati e noi non siamo loro discendenti. Siamo cugini, il che significa che abbiamo nonni e bisnonni in comune. Come e’ stato spiegato col precedente ottimo post su Alberi, scale e cespugli, tutto nasce da una interpretazione sbagliata del processo evolutivo.
Come si puo’ vedere dalla figura la rappresentazione a cespuglio e’ la corretta.
Stiamo usando questo articolo su Scientific American come traccia ma nessuno ci impedisce di saltare al punto 6, dove oltre a spiegarci la parentela tra uomo e scimmie si introduce un altro concetto errato: l’estinzione delle specie antenate.
3. Se gli umani discendono dalle scimmie, perche’ ci sono ancora scimmie?
Questo argomento sorprendente comune riflette diversi livelli di ignoranza sull’evoluzione. Il primo errore e’ che la teoria dell’evoluzione non insegna che gli umani discendono dalle scimmie; essa afferma che ambedue hanno una antenato comune.
L’errore piu’ grave e’ che questa obiezione e’ equivalente a chiedere “se i bambini discendono dagli adulti, perche’ ci sono ancora adulti?”. Nuove specie evolvono dalla separazione di specie affermate, quando popolazioni di organismi diventano isolate dal ramo principale della propria famiglia e acquisiscono differenze sufficienti per rimanere per sempre distinte. Le specie genitrici possono sopravvivere indefinitamente dopo questo, o possono estinguersi.
Perdona l’ardire, ma come fai a dire che non esiste l’anello mancante? Prendi una foto dell’ex parlamentare Caruso: vedrai che le somiglianze sono indiscutibili.
Ciò che lei sostiene in questo post mi sembra in sostanza corretto, sebbene ci siano degli aspetti del suo ragionamento che non ho chiari. In primo luogo, soprattutto, non mi convince il fatto che lei adotti una visione assolutamente cladogenetica dell’evoluzione, rifiutando in sostanza l’idea della scuola evolutiva, in base alla quale l’evoluzione agisce anche per gradualismo. Detto in altre parole, è del tutto possibile che una specie si trasformi gradualmente in un’altra e che l’uomo derivi per questo dalla scimmia. se si intendono infatti le australopitecine come scimmie, è del tutto probabile che l’uomo nel corso della sua evoluzione sia stato in un momento X simile ad una australopitecina. Se le cose stanno così, allora l’uomo deriva effettivamente dalla scimmia. Il problema, semmai, è nel capire che l’uomo, come lei giustamente fa notare, non ha nulla a che vedere con le antropomorfe moderne. Inoltre, il genere Homo fa comunque parte dell’ordine dei primati e del taxon delle gret apes (ominoidi), quindi l’uomo E’ una scimmia, ma molto più complessa dei suoi cugini.
vorrei che qualcuno mi spiegasse e dimostrasse come una specie muti geneticamente in un’altra. Esiste una qualsivoglia dimostrazione che sia possibile? scientificamente parlando è una fesseria, le mutazioni genetiche sono deltutto specifiche (lasciano il mutato all’interno della stessa specie) e non transgenetiche (che trasformano geneticamente in qualcos’altro).Per di più sono quasi sempre negative e tendenzialmente esclusive (che tendono ad eliminare ls riproducibilità) Come si fa a dire che l’uomo era una scimmia, se non esiste un solo reperto in cui il dna umano sia mischiato ad uno scimmiesco? come si fa a dire che i mammiferi vengono dai rettili, o gli uccelli dai dinosauri quando non esiste nessun esempio genetico di passaggio da una specie ad un’altra? vogliamo smettere di raccontarci palle e cercare una strada scientificamente più corretta dell’evoluzionismo classico, che si basa su speculazioni e non su prove?
Siamo nel 3 Millennio e dobbiamo sentire che vi sono anelli mancanti che dimostrerebbero che tutti gli esseri viventi da cretini si trasformarono in esseri intelligenti.Ma lasciamo perdere Darwin e la Bibbia.I dinosauri sono vissuti per milioni di anni e le impronte lo testimoniano e non sono morti per un meteorite.Erano a sangue caldo e si sono estinti come molti altri animali,forse quando il cambiamento del clima ha fatto sparire la grande vegetazione che li alimentava.Anche allora c’erano i carnivori.Poi,sono venuti gli animali attuali,uomo compreso,che ha il 54% dei geni del cavallo,ma non siamo venuti dall’acqua,non avevamo le pinne queste c’è le ha messe Darwin.
@W.B. e giovanni7
Una specie, chiaramente, non può mutare geneticamente in un altra come forse intendi tu (cioè che i membri di una specie attraverso un processo di evoluzione si trasformano in un’altra specie). Al contrario da una specie, a causa di processi complessi (come la deriva genetica e l’effetto del fondatore) causati da fenomeni naturali, possono nascere popolazioni isolate, che evolveranno indipendentemente dalla popolazione iniziale ed eventualmente diventeranno una nuova specie. Pensa ad esempio ad un gruppo ristretto di individui di una specie che colonizza un nuovo habitat, il quale viene poi a trovarsi isolato (a causa dell’apertura di nuovo un mare, di una frana, di una eruzione vulcanica, ecc.) per un tempo sufficientemente lungo dal precedente. Solo le varianti geniche portate dagli individui che fondano la nuova popolazione saranno presenti in questa. Inoltre l’accumulo di mutazioni “negative” in una delle due popolazioni può portare alla perdita dell’interfertilità con la vecchia popolazione. All’inizio le due specie potrebbero essere morfologicamente molto simili, ma decine di migliaia di anni di non-interfertilità potrebbero renderle molto differenti… oppure no: tutto dipende dal caso e dalla pressione selettiva esercitata dall’ambiente naturale.
eravamo tutti una cosa sola! che spettacolo
io non so cosa significhi cladogenetica
@Fabio
Ciao. W.B. ha fatto un’obiezione forse con un tono un po’ forte, a cui tu hai risposto con molto garbo e argomentando.
Personalmente, condivido il contenuto dell’intervento di W.B., per il fatto che anche in presenza di deriva genetica, effetto fondatore o altri fenomeni ed eventi particolari, non è possibile osservare l’emergere di una nuova specie da un’altra (ovviamente anche per motivi di tempo), ma non è detto neanche che ciò in teoria si possa verificare. E ammesso che sia possibile, perché accada dovrebbero verificarsi tante di quelle coincidenze da renderlo altamente improbabile; su larghissima scala, tali coincidenze si sarebbero verificate sistematicamente per generare tutte le specie esistenti ed estinte. Non lo so, ma mi sembra davvero troppo improbabile (per carità, è solo il mio punto di vista, il bello è proprio cercare di vedere le cose anche dal punto di vista degli altri). Un saluto e buon 2011
E’ assolutamente vero gli uomini non discendono dalle scimmie, almeno non tutti.
Recentemente sono stati trovati in Kenya due fossili di ominidi solo che uno è di homo habilis e l’altro di Homo Erectus.Ma,come, se l’ homo erectus proviene per evoluzione da homo habilis come fanno a trovarsi insieme.L’evoluzione è una bella favola
eppure pievani sostiene che deriviamo dalle scimmie
“Ecco allora che la
spiegazione evoluzionistica, vincendo resistenze molteplici, rivela finalmente
tutta la sua fecondità anche nello spiegare la storia naturale profonda della specie
umana: una specie discesa dalle scimmie antropomorfe in virtù dei normali
meccanismi evolutivi, cioè mutazione, selezione, deriva, speciazione, migrazione,
estinzione.”
http://www.comune.ferrandina.mt.it/sez1104336639/sez1236346222/04_Lectio_Magistralis_Pievani.pdf