
Qui a Progetto Galileo c’è qualcuno che ama prendersela, più che con i giornalisti, con gli scienziati stessi. Quelli, almeno, che fanno, in qualche modo, cattiva divulgazione.
Questa volta è il caso di
Alex Vilenkin di cui repubblica.it riporta la traduzione di un articolo nella sezione cultura:
C’è un altro universo dove Elvis canta.
Purtroppo, soprattutto in Italia,
il termine cultura di solito esclude le scienze, per cui spesso gli articoli scientifici nella sezione cultura sono una specie di raccolta di termini evocativi pescati più o meno a caso dal lessico scientifico, alla ricerca più del sensazionalismo che di una sana divulgazione scientifica.
Questo articolo sembra ricadere esattamente in questa categoria, nonostante a scriverlo sia stato proprio uno scienziato, e uno scienziato rinomato, per giunta: Vilenkin è infatti considerato uno dei maggiori leader del mondo in cosmologia teorica, è direttore di un istituto universitario di cosmologia in USA e ha dato fecondi contributi alla teoria inflazionaria (è sua l’idea dell’eternal inflaction), alla cosmologia quantistica e molti altri importanti settori. Quindi, sia chiaro, stiamo parlando di tutt’altro che un cialtrone.
Nondimeno il tono dell’articolo è sfacciatamente sensazionalistico e le “semplificazioni” che dovrebbero essere concesse in articoli divulgativi sono in questo caso delle vere e proprie deformazioni a scopo puramente “letterario”. Si usano a piacere i termini universo, multiverso e bolle, confondendo regioni remote del nostro universo, del nostro spazio-tempo, con altri “universi”, creati a partire dal nostro, ma da esso “sconnessi”. E in tutto questo si gioca a fare — Borges abbia pietà di lui! — la Biblioteca di Babele, tirando in ballo Elvis o la Regina d’Inghilterra. Per non parlare di errori veri e propri (chissà se dovuti alla traduzione), come quando si dice che:
“Era stato Einstein a inventarsi una forza del genere, per poter compensare l’azione della gravità nel suo modello statico dell’Universo. Ma oggi sappiamo che l’Universo è in espansione, e quindi che l’originario modello di Einstein non è quello giusto.”
Errore perchè, sì, è vero che Einstein introdusse per primo la costante cosmologica, ed è vero che egli stesso, poco dopo, considerò quel termine nelle sue equazioni come “l’errore più grande della sua vita”, ma è altrettanto vero che, contrariamente a quanto si dice nella frase citata, la recente scoperta (stiamo parlando della fine degli anni novanta) che l’espansione dell’universo sta accelerando sembra indicare proprio la necessità di introdurre nei modelli proprio un termine di tipo costante cosmologica.
Hronir
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Beh, penso che quando Vilenkin dice “…Ma oggi sappiamo che l’Universo è in espansione, e quindi che l’originario modello di Einstein non è quello giusto” intenda riferirsi al modello di Universo statico che in effetti non è quello giusto. La costante cosmologica era stata introdotta proprio per fare in modo che l’universo fosse statico ma evidentemente così non è!
io ci metterei anche le stringhe, almeno quelle delle scarpe, così diventa più attuale.
mestesso, sì: la costante fu introdotta pensando ad un universo statico, e poi rimossa quando si è scoperta l’espansione. Poi si è scoperto che l’espansione è addirittura accelerata, e si è introdotta di nuovo una costante cosmologica. E quest’ultimo passaggio che sembra mancare nell’affermazione dell’articolo.
Comunque la ricerca di sensazionalismo e’ tipica, ahinoi, di gran parte dello spettro dei giornalisti (italiani).