Velenitaly: una grottesca adulterazione. Di notizie

Scheletro che beve vino

Paolo Tessadri, giornalista de L’Espresso e autore dell’inchiesta-scandalo “Velenitaly”, scrive che «Nelle botti sequestrate finora sono state individuate tracce di concimi, sostanze cancerogene, acqua, zucchero, acido muriatico e solo un quinto di mosto».

Più avanti scrive che i test condotti nel laboratorio di Conegliano Veneto «forniscono lo stesso verdetto choc: in quel liquido di uva ce n’è circa un quinto, il minimo indispensabile per dare un po’ di sapore. I test sono concordi: tra il 20 e il 40 per cento, non di più. E il resto? Acqua, concimi, fertilizzanti, zucchero, acidi. Sì, acidi: usati per mimetizzare lo zucchero vietato per legge. L’acido cloridrico e l’acido solforico vengono utilizzati per ‘rompere’ la molecola dello zucchero proibito (il saccarosio) e trasformarlo in glucosio e fruttosio, legali e normalmente presenti nell’uva».

 

Proviamo a fare ordine. Le sostanze adulteranti sarebbero di tre tipi:

 

1) Acidi

2) Concimi e fertilizzanti

3) Sostanze cancerogene

Perché vengono aggiunti gli acidi?

Un mosto annacquato contiene pochi zuccheri e dà un vino con un grado alcolico troppo basso. Un tempo il mosto annacquato veniva dolcificato con il saccarosio (lo zucchero da tavola). Oggi l’aggiunta di saccarosio viene smascherata facilmente, per cui gli adulteratori utilizzano glucosio e fruttosio, ottenuti dallo zucchero da cucina mediante il “Procedimento Sommer“: mettendo insieme 1 L d’acqua, 2,8 Kg di saccarosio e circa un cucchiaio da tavola di acido cloridrico, tutto il saccarosio si trasforma in glucosio e fruttosio.

Sul sito dolci.it scopro che questa reazione «è importante commercialmente perché i due monosaccaridi mescolati [...] sono meglio utilizzabili nella preparazione di dolci e soprattutto di gelati».

 

Adesso che ne sappiamo qualcosa in più, rileggiamo cosa scrive Paolo Tessadri a proposito della presenza di acidi nel vino:

«I due acidi, assieme alle altre sostanze cancerogene, non uccidono subito, ma lo fanno progressivamente, in modo subdolo. L’acido cloridrico, comunemente chiamato acido muriatico, può provocare profonde ustioni se finisce sulla pelle, se ingerito è devastante».

 

Qualcuno dovrebbe dire a Paolo Tessadri, che l’acido cloridrico non è né tossico né cancerogeno, ma corrosivo. Che alle basse concentrazioni rilevabili in un vino adulterato, l’acido cloridrico non è neanche corrosivo. Che c’è più acido cloridrico nel nostro stomaco che in un brick di vino adulterato.

Qualcuno glielo dica prima che monti anche uno scandalo gelatopoli.

Perché vengono aggiunti concimi e fertilizzanti?

 

E sopratutto: perché Paolo Tessadri sente l’esigenza di distinguere i concimi dai fertilizzanti? Magari è soltanto un po’ retorico e ridondante, magari io sono maligno, però l’impressione è che stia suggerendo che nel vino che beviamo tutti i giorni siano presenti concimi chimici e letame.

Ma escludendo gli escrementi di bovino, perché un adulteratore dovrebbe aggiungere del concime chimico al vino?

La risposta ce la dà un comunicato della procura di Taranto:

«gli accertamenti in corso mirano a verificare il dubbio utilizzo, per quantità o modalità di impiego, nella attività enologica di acido cloridrico, solforico e fosforico, nonché di sostanze utilizzate anche nella produzione di concimi - quali fosfato ammonico, fosfato biammonico e solfato di ammonio - comunemente impiegate in enologia quali attivatori della fermentazione del vino”, prosegue la nota».

La procura di Taranto ci tiene a spiegare che queste sostanze, comunemente impiegate in enologia quali attivatori della fermentazione, sono utilizzate anche nella produzione di concimi. E che gli accertamenti in corso mirano a verificarne il dubbio utilizzo.

Perché vengono aggiunte sostanze cancerogene?

Il fatto è che né la procura di Taranto né quella di Verona parlano di sostanze cancerogene. Questa notizia è stata creata dal nulla, è completamente falsa.

 

Per concludere: secondo il comunicato della procura di Taranto «il prodotto risulta composto da uva per circa il 30%, acqua e saccarosio» e «non c’è traccia di sostanze pericolose per la salute».

Le indagini continuano, ma i test realizzati suggeriscono che lo scandalo Vinitaly potrebbe risolversi in un’adulterazione appena un po’ più sofisticata della banale aggiunta di zucchero da cucina, ma altrettanto innocua per la salute. Staremo a vedere.

Andrea Ferrigno

Ps:

Vi sembra di scorgere un’analogia tra l’allarmismo esasperato di Velenitaly e l’allarme DHMO? Provate a rileggere l’articolo.

14 Risposte a “Velenitaly: una grottesca adulterazione. Di notizie”


  1. 1 fabristol Aprile 17, 2008 alle 11:46 am
  2. 2 vitaliano82 Aprile 17, 2008 alle 4:03 pm

    e che dire di diossina nella mozzarella, mucca pazza o peggio la fantomatica influenza aviaria?
    il bello è che questi scandali tirati su ad arte, più passano di bocca e più assumono portata catastrofica e veritiera.

    vitaliano
    http://yellowcar.wordpress.com

  3. 3 tfrab Aprile 17, 2008 alle 5:51 pm

    Fermi tutti: la composizione dei vini sequestrati è: quasi 90% DHMO, 10% almeno di 1-metil 1-idrossil metano, sostanza tossica, infiammabile e in certe condizioni anche esplosiva :-D!

  4. 4 GianniM Aprile 17, 2008 alle 8:30 pm

    Lo scandalismo di bassa lega che ha contraddistinto velenitaly a qualcosa è servito, mi ha fatto incrociare qiesto blog composto da “persone pensanti”, e , credetemi, di questi tempi non è poco!!.
    I miei complimenti ad Andrea Ferrigno per la lucidità del suo scritto, ad esso vorrei solo aggiungere qualche considerazione:
    In primis tengo a precisare che la linea di demarcazione fra il lecito e l’illecito è rappresentato dalla legislazione vigente. In quest’ottica la sofisticazione vinicola ancorchè perpetrata tramite fermentazione di saccarosio, benchè innocua, costituisce un reato, e come tale deve essere punita.
    Detto questo, qualche riflessione tecnica, certamente gli acidi minerali forti sono sostanze molto pericolose e non possono essere ingerite in forma concentrata.
    Una conoscenza della chimica anche non approfondita ci insegna che gli acidi minerali forti, in soluzione acquosa, si scindono quasi completamente in ioni idrogeno H+ e nel relativo anione con carica elettrica negativa.
    Nel caso di soluzioni complesse come quelle vinose, l’anione si combina coi cationi presenti dando origine ai relativi sali, che nel caso specifico poptranno essere solfato o cloruro di potassio, di magnesio, o di calcio, essendo questi i cationi più presenti nelle soluzioni vinose.
    Questi sali sono comunque presenti nel vino, tanto che per i solfati e per i clururi esistono dei limiti legali.
    Questo dimostra che i tanto vituperati acidi ritrovati nelle cantine pugliesi anche se fossero stati aggiunti al prodotto sofisticato non sarebbero comunque pericolosi in quanto tali.
    Sarebbe piuttosto opportuno un controllo dei metalli pesanti che potrebbero essere presenti in quantità anche non indifferenti come inquinanti degli acidi minerali forti.
    Per quanto riguarda i sali ammoniacali definiti concimi o fertilizzanti, sono semplici attivanti della fermentazione comunemente usati e permessi dalla legge.
    Se sono vere le dimensioni del fenomeno riportate, cioè 700.000 quintali, gradirei che i giornalisti così solleciti a fare terrorismo psicologico, lo fossero altrettanto nello scoprire come sia stato possibile reperire, aquistare in nero e trasportare senza documenti i circa 130.000 quintali di saccarosio necessari per la sofisticazione, cioè circa 430 autotreni, che di certo non passano inosservati!!.
    Gli organi di controllo oggi così bravi ad indagare hanno visto nulla? Poco probabile! O vi era qualche regia politica……e le imminenti elezioni hanno rotto qualche equilibrio?
    Capisco che i giornalisti non possano essere esperti in tutto, ma prima di scrivere certi strafalcioni, danneggiando interi settori dell’economia nazionale, sarebbe bene chiedessero lumi a qualche esperto del settore!!

  5. 5 andrea ferrigno Aprile 18, 2008 alle 7:52 am

    @ fabristol
    Grazie per averlo citato, dimenticanza imperdonabile!

    @ vitaliano
    Ieri ho scovato un post illuminante sull’allarme COCAINA NEI CIELI DI ROMA, assolutamente da leggere: La bufala della cocaina di Marco Cattaneo. Imperdibile.

    @ tfrab :)

    @ GianniM
    Grazie per i complimenti ma soprattutto per gli approfondimenti ;)

  6. 6 vitaliano82 Aprile 18, 2008 alle 1:09 pm

    @ andrea ferrigno
    quella della cocaina l’avevo già sentita…
    mi chiedo se queste persone siano in malafede. se lo sono sono degli imbroglioni (ma per lo meno hanno fantasia), ma se fossero in buona fede…meglio non pensarci, rabbrividisco!

    vitaliano
    http://yellowcar.wordpress.com

  7. 7 Stefano Aprile 18, 2008 alle 1:38 pm

    Addirittura il DHMO! E io che pensavo che al max il vino lo annacquassero un po’.

  8. 8 andrea ferrigno Aprile 18, 2008 alle 2:12 pm

    Ecco, mi tocca segnalare una cosa.

    Nell’articolo uscito su L’Espresso, la faccenda dell’annacquamento del vino pugliese e veronese compariva in un articolo assieme alla questione del Brunello di Montalcino tagliato con vini francesi.
    Sono due questioni molto diverse.

    Nel primo caso si tratta di produrre un vino a bassissimo costo.

    Nel secondo, si tratta di ammorbidire il sapore del brunello con vini francesi di qualità, allo scopo di venire incontro al gusto della clientela americana.

    Qual è il risultato di trattare nello stesso articolo due questioni ontologicamente diverse?

    Questo:

    «Fertilizzanti e acido muriatico nel vino sequestrato in Toscana»

  9. 9 mikecas Aprile 18, 2008 alle 4:27 pm

    Andrea Ferrigno, nel caso del Brunello non si trattava di “vini” francesi, ma molto piu’ banalmente di “vitigni” di origine francese, come il Cabernet e il Merlot, coltivati in zona Montalcino, e prevedibilmente utilizzati proprio per “internazionalizzare” il gusto di un brunello che forse non era poi al suo meglio….
    Una indubbia violazione del disciplinare, ma niente piu’….

  10. 10 Cachorro Quente Aprile 20, 2008 alle 8:55 pm

    “almeno di 1-metil 1-idrossil metano, sostanza tossica, infiammabile e in certe condizioni anche esplosiva”

    Ah, l’1-metil 1-idrossil metano…

  11. 11 Andrea Ferrigno Aprile 21, 2008 alle 7:54 am

    @ mikecas
    Grazie per la precisazione!

  12. 12 Piero-biologo Aprile 23, 2008 alle 12:21 pm

    bel post, ottimo esempio di articolo “scandalistico” fondato su poco o niente.

    Leggendolo con Explorer lo trovo solo pieno di If, endif a simili.
    Sono semplice idiosincrasie di sofware immagino…

    Comunque un complimento a continuare così…

    Piero

  13. 13 fabristol Aprile 23, 2008 alle 12:32 pm

    Hai ragione Piero. non ce ne eravamo accorti. Probabilmente usiamo tutti Modzilla Firefox. ;)

  14. 14 Lens&Assadde Aprile 23, 2008 alle 9:07 pm

    Salve a tutti…
    è stato creato un nuovo divertente blog dove tutti possono dire ciò che gli passa per la testa senza esclusione di battute naturalmente…
    http://squeezeble.wordpress.com
    Mi raccomando vogliamo una tua cavolata!!!

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