Scienza e Tecnologia a Confronto

Mentre la scienza si occupa, alla radice, di capire come è fatto e come funziona il mondo intorno a noi, tecnologia ed ingegneria hanno lo scopo meno aulico di trasformare tali conoscenze in ogetti e processi che siano utili in pratica. E l’utilità pratica spesso si traduce nel far guadagnare un sacco di soldi agli azionisti della compagnia per la quale l’ingegnere lavora.

Per fare un esempio tratto da situazioni che conosco piuttosto bene, i chimici puri sono interessati a stabilire i meccanismi di reazione e la struttura dei complessi attivati; gli ingegneri od i chimici industriali invece vogliono avere a disposizione una costante di velocità della reazione (nelle appropriate unità di misura) che permetta loro di progettare un reattore che ogni giorno possa sfornare la quantità di prodotto richiesta dai pianificatori. O altrimenti, che permetta ai progettisti di spiegare ai pianificatori economici perchè i loro piani sono irrelizzabili.

Non si può onestamente stabilire quale sia superiore fra scienza e tecnologia; in realtà esse sono complementari, perchè la scienza è la base della tecnologia, ma senza la seconda la prima rimarrebbe fine a sè stessa. C’è poi un ciclo di feedback (o retroazione), in quanto le scoperte scientifiche permettono agli ingegneri di costruire nuovi apparecchi, che a loro volta possono essere usati per ulteriori scoperte. I semiconduttori rappresentano un trionfo della fisica dello stato solido, ma d’altra parte la produzione di massa di dispositivi a semiconduttore richiede avanzata tecnologia in tutti i campi – e per finire, ormai non c’è laboratorio scientifico al mondo che non faccia un massiccio uso di computer per acquisire, archiviare, analizzare ed elaborare dati, permettendo così nuove scoperte.

Tuttavia, spesso e volentieri gli scienziati “puri” si possono permettere di ignorare tutti quei dettagli che riguardano l’applicazione pratica delle scoperte scientifiche. Se si aggiunge a questo la profonda specializzazione degli scienziati moderni, si capisce perchè alcuni di loro ogni tanto affermino pure castronetrie, specialmente fuori dalle loro strette competenze. L’ingegneria è meno soggetta alla specializzazzione profonda, perchè le diverse branche condividono molti principi fondamentali ed anche si sovrappongono di frequente nei loro campi di applicazione.  Se poi vogliamo dire la verità, discipline come la fisica teorica e cosmologia sono più astrazioni matematiche che considerazioni su oggetti reali e tangibili.

Quando si parla delle differenze fra scienza e tecnologia, si può citare un vecchio proverbio: Fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.

 FabioC. (fabster2)

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11 Responses to “Scienza e Tecnologia a Confronto”


  1. 1 Anisotropie febbraio 28, 2008 alle 12:29 am

    “Se poi vogliamo dire la verità, discipline come la fisica teorica e cosmologia sono più astrazioni matematiche che considerazioni su oggetti reali e tangibili.”

    Uhm, mi spiace ma su questo non sono d’accordo. Sarà perchè sono un (aspirante) cosmologo…
    La fisica teorica ha fatto capire tante cose senza le quali non ci sarebbe la fisica dello stato solido.

    Per fare un esempio un po’ “fantascientifico”: la dark energy ha pressione negativa. Ci sono ricercatori che ipotizzano di usarla per tenere aperto un wormhole e permettere viaggi “a curvatura” o viaggi nel tempo.
    Probabilmente è pura speculazione, ma se per caso si realizzasse, diresti ancora che non tocca il mondo reale?
    Per tornare alla “realtà”: senza la fisica teorica della relatività generale non avremmo i GPS, tanto per fare un esempio.

    Sono invece d’accordo sull’estrema specializzazione, ma d’altra parte non potrebbe essere altrimenti, a questo punto.

    Piuttosto mi soffermerei su un altro aspetto fondamentale delle applicazioni tecnologiche, specialmente in considerazione del fatto che qui siamo fans del metodo galileiano.
    Le applicazioni permettono di compiere esperimenti, che sono la vera e sola verifica della teoria. La teoria è fondamentale, ma diventa vera scienza solo dopo la verifica sperimentale (detto in modo semplificato, lo so).

  2. 2 doghen febbraio 28, 2008 alle 5:43 am

    L’uomo moderno, razionale, scientifico, crede di risolvere tutto con la ragione….non c’è Dio, al bando l’irrazionale! La ragione trionfa!! La logica umana non è la logica dell’universo. Quale tragico errore! Paghiamo e pagheremo tutto, aimé…..

  3. 3 fabster2 febbraio 28, 2008 alle 6:18 am

    Mi sono appena svegliato, cerco di rispondere lo stesso prima di andare al lavoro…

    Anisotropico,
    non volevo certo dire che la fisica teorica sia inutile – però rimane mia opinione che si la disciplina più strettamente matematica e meno direttamente legata ad applicazioni reali. Forse sarà perchè la mi testa lavora in un certo modo, mentre altri sanno visualizzare mentalmente le funzioni d’onda, per fare un’esempio.

    doghen,
    Non ce ne sono abbastanza di uomini razionali e scientifici al giorno d’oggi. Poi cosa c’entra la religione con le differenze fra scienza e tecnologia?

  4. 4 doghen febbraio 28, 2008 alle 8:15 am

    fabster 2, non c’entra niente. Si tratta di un lamento mattutino.

  5. 5 fabristol febbraio 28, 2008 alle 10:47 am

    Doghen sei il nostro “diavoletto” del blog. ;)

  6. 6 fabiobiker febbraio 28, 2008 alle 12:29 pm

    @ fabioc

    Da ingegnere quale sono, vivo quotidianamente nel mio lavoro il problema di come coiugare la “prassi” con la “teoria scientifica”.
    Da fedele sostenitore della scienza galileiana (ipotesi-teoria-verifica della teoria-regressione alle ipotesi-ecc), vivo costantemente sul filo del rasoio: spesso i modelli teorici che vorrei tanto essere veri… si dimostrano falsi :-( e l’esecuzione materiale di alcune soluzioni appare contraria a tutte le teorizzazioni 8-) !

    Insomma un macello!

    Forse anche per questo ho la convinzione professionale (e umana) che l’approccio corretto ai problemi sia sempre una dose massiccia di dubbio: sia su cio che credi vero che su ciò che stimi impossibile…

    E ricollegandomi all’intervento di doghen

    @ doghen

    Il problema non è credere in dio o nella scienza.
    Il problema è quando credi in qualcosa senza metterci un minimo ( dico minimo) di pensiero intelligente.
    Il materialismo spinto fa gli stessi danni del misticismo spinto, quando fanno il paio con la stupidità.

    Buon appetito!

    Fabio

  7. 7 doghen febbraio 28, 2008 alle 1:02 pm

    Bravo biker, il linguaggio è stata una conquista, ma ora siamo in trappola. Che valore ha un concetto nel mondo dell’universo? E se tutto ciò che elaboriamo con le nostre menti intelligenti non fosse che stupidita? Ma mi riferisco solo in parte al mondo della scienza. Quello che dico è più evidente nella logica e del sociale. Ero in un blog ieri dove si parlava di “diritti”, per giustificare questo o quello, e improvvisamente mi sono chiesto, “ma l’universo ragiona in termini di diritti?”, “la luna ha dei diritti?”, “il sole dichiara di essere il proprietario di se stesso?”. Evidentemente no. E’ tutta una prerogativa umana. Nostra bellezza, nostra rovina. Ciao.

  8. 8 fabiobiker febbraio 28, 2008 alle 1:14 pm

    @ doghen
    Fai considerazini piuttosto difficili..

    Però, per quanto mi riguarda, il metodo scientifico è l’unico che sia in grado di fornire sempre un livello sufficiente di affidabilità…
    Si può partire da un’idea qualsiasi, ipotizzare il concetto più stupido… se la sperimentazione lo conferma… allora non è stupido, è vero, altrimenti bisogna riprovare con qualcosa di meno stupido…
    Viceversa, se una soluzione funziona, allora si può provare a ricostruire un modello teorico che la spieghi, modificandolo fin che quadra con ciò che vuoi spiegare…

    Il problema dei “diritti” credo non sia più un problema ingegneristico :-)
    Ho una mia idea a riguardo, ma condivido la tua conclusione: nostra bellezza e nostra rovina.

    Fabio

  9. 9 Joe Silver febbraio 29, 2008 alle 2:14 pm

    “Se si aggiunge a questo la profonda specializzazione degli scienziati moderni, si capisce perchè alcuni di loro ogni tanto affermino pure castronetrie, specialmente fuori dalle loro strette competenze.”
    […]
    “Se poi vogliamo dire la verità, discipline come la fisica teorica e cosmologia sono più astrazioni matematiche che considerazioni su oggetti reali e tangibili.”

    Non ho capito se la seconda frase serve a fornire un esempio a sostegno della prima. :)

    In ogni caso… cosa vuol dire “stabilire quale sia superiore fra scienza e tecnologia”?

  10. 10 Stefano marzo 2, 2008 alle 4:45 pm

    Commenti da un ingegnere ;-)
    Spero di non scatenare una guerra di religione.

    “Mentre la scienza si occupa, alla radice, di capire come è fatto e come funziona il mondo intorno a noi, tecnologia ed ingegneria hanno lo scopo meno aulico di trasformare tali conoscenze in ogetti e processi che siano utili in pratica.”

    non sono d’accordo sulla differenza qualitativa: non sarei così sicuro che realizzare una sonda spaziale (ingegneria) sia meno elevato di scoprire le proprietà dell’elio superfluido (fisica).

    Questo mi trova più d’accordo:
    “Non si può onestamente stabilire quale sia superiore fra scienza e tecnologia; in realtà esse sono complementari, perchè la scienza è la base della tecnologia, ma senza la seconda la prima rimarrebbe fine a sè stessa.C’è poi un ciclo di feedback (o retroazione), in quanto le scoperte scientifiche permettono agli ingegneri di costruire nuovi apparecchi, che a loro volta possono essere usati per ulteriori scoperte.”

    ma penso che la relazione sia più circolare: non sempre la scienza precede l’ingegneria, intesa come progettazione e sviluppo pratico e materiale, o come invenzione. Spesso è avvenuto il contrario: la scienza ha investigato con successo fenomeni osservati e già sfruttati efficacemente nella pratica.
    Solo due esempi: la lavorazione dei metalli ha fatto a meno della scienza per secoli. Le equazioni di Navier-Stokes sono una modellazione ingegneristica della dinamica dei fluidi, che dicono molto poco sulla fisica dei fenomeni (es. turbolenza), ma che hanno avuto applicazioni fondamentali nella progettazione fluidodinamica.
    Hai citato i semiconduttori: ebbene l’effetto transistor è stato osservato da un inventore americano, Russell Ohl, all’alba dello sviluppo della fisica dei semiconduttori nel 1939, ben prima che si potesse parlare di fisica dello stato solido.

    Secondo me il legamen tra scienza e tecnologia, o tra scienza e ingegneria, è molto più intimo. Noterei piuttosto delle differenze tra teorici e sperimentali.

    Ciao
    Stefano.

  11. 11 energia giugno 8, 2013 alle 2:49 pm

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