Se il dibattito sui contraccettivi orali è ancora incredibilmente acceso nel nostro paese e la disinformazione su di essi dilaga (basti pensare che la pillola del giorno dopo viene erroneamente ancora confusa per abortivo quando invece è un’anticoncezionale post-coitale), nel frattempo dagli Stati Uniti arriva la notizia che a breve si cercheranno di produrre contraccettivi orali per animali domestici e selvatici.
Anche se a volte il processo di ovulazione è particolarmente complesso come nei cani, i ricercatori confidano di arrivare ad una soluzione a breve. In genere il controllo della popolazione negli animali domestici e selvatici è sempre stato affrontato con la sterilizzazione chimica o con la castrazione. Lo sviluppo dei contraccettivi orali per ogni specie interessata invece permetterà di avere animali sani, fertili all’occorrenza, ma incapaci di rimanere gravidi.
I farmaci potrebbero essere utilizzati anche per il controllo ovarico negli animali selvatici che necessitano di una riduzione nel numero delle nascite come cavalli selvaggi, cervi e perfino coyotes.
Particolarmente ardua sarà la somministrazione dei farmaci che devono essere ingeriti giornalmente: infatti una delle domande che ci poniamo per quanto riguarda lo sviluppo di questi contraccettivi è: “Come convinci un coyote a prendere la pillola ogni giorno?“
Fabristol
Alle nostre scimmie fanno iniezioni di contraccettivi che funzionano come la pillola.
Si ma credo che il ciclo ovarico dei primati sia piu’ simile a quello umano ripsetto a quello dei canidi. O sbaglio?
Forse utilizzano un farmaco della ACME.
Nello specifico della pillola del giorno dopo, si tratta di un farmaco che non permette l’annidamento dell’embrione (o come si chiama a quello stadio). Quindi tecnicamente, nell’utilizzo!, non è né abortivo né anticoncezionale. Quello che è certo è che se c’è fecondazione, c’è anche aborto, ma si è nell’impossibilità – a meno di diagnosi precocissima (che non so nemmeno se sia possibile il giorno dopo) – di stabilire se è avvenuto o meno l’aborto.
Non è corretto detto così: gli estro progestinici bloccano il ciclo ovarico, quindi non è normale, non c’è proprio.
MMh, non sono d’accordo. Gli estroprogestinici bloccano la maturazione dell’uovo, ovvero l’ovulazione, ma il ciclo continua ad esserci. Con tutte le fasi ormonali intatte a parte quello di picco di LH e FSH. Le donne che prendono la pillola infatti hanno le mestruazioni.
Per quanto riguarda la pillola del giorno dopo, evita che lo zigote (non ancora embrione, attenzione a non cadere nell’errore!) si annidi nell’utero.
In realta’ tra l’entrata dello spermatozoo nell’ovulo e la vera e propria fecondazione (che sono due momenti distinti!) ci passano molte ore.
@ fabristol: ma le mestruazioni tornano solo quando smettono di prenderla infatti.
Se ad una donna somministri per più mesi continuativi la pillola, per più mesi non hanno le mestruazioni.
Quindi è come se c’avessero l’ipofisi segata da una gravidanza farmacologica. (anche se le concentrazioni sono diverse per via dell’attività della molecola)
Per la fecondazione: avviene nelle tube, non nell’utero dove agisce “la pillola del giorno dopo”.
E comunque ci vorrebbe Malvino
… gli mandiamo l’invito.
@Fabri:
Sì, almeno per i nostri cebi è analogo.
la pillola del giorno dopo simula ormonalmente una gravidanza impedendo l’anidamento dell ovulo a livello dell endometrio, il prodotto del concepimento la morula viene cosi espulso.
La fecondazione dell ovulo avviene nelle tube.
Viene reso impossibile l impianto nell endometrio.
Ben diverso e motivo di confusione è la RU486 che lavora post impianto.